"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

venerdì 19 gennaio 2018

Nel ricordo di Matteo, un aiuto al C.S.R.E. di Campolessi (II)

Sabato 27 gennaio 2018 alle ore 11.00 presso il Centro Socio Riabilitativo Educativo “C.S.R.E.” in Via Campo, 62 a Campolessi di Gemona del Friuli (UD) si terrà la cerimonia di consegna di un bancone self service professionale completo di tutti gli accessori e di alcuni coloratissimi complementi d’arredo che saranno istallati nel refettorio della struttura.
Lo spazio ristoro al servizio delle persone con disabilità, dagli elementi colorati, moderni e funzionali, è stato allestito grazie al ricavato del terzo: “Concerto per Matteo” la manifestazione che tra musica, cultura e gastronomia ha richiamato migliaia di persone ad Osoppo il 27 maggio scorso.
Compiere azioni concrete a favore dei meno fortunati che risiedono nel nostro territorio è lo scopo dell’Associazione “Matteo Chef Giramondo” che opera per perpetuare la memoria di Matteo Rodaro, lo chef di Avasinis prematuramente scomparso nel dicembre 2013.
L’Associazione fin d’ora ringrazia l’AAS3, il personale, gli utenti ed i famigliari del Centro Diurno di Campolessi per la fiducia e la collaborazione dimostrata nelle fasi progettuali e di allestimento degli spazi.
CHI ERA MATTEO RODARO:
MATTEO: UN CITTADINO DEL MONDO DALLE SALDE RADICI FRIULANE

MATTEO RODARO di Avasinis, dopo aver conseguito presso la scuola alberghiera di Falcade (BL) il diploma di cuoco, ha iniziato a lavorare a Londra per poi maturare ulteriori esperienze nei migliori ristoranti del Friuli Venezia Giulia.
La sua voglia di viaggiare e di scoprire il Mondo lo ha portato a 24 anni ad imbarcarsi come cuoco sulle navi da crociera di una famosa compagnia statunitense viaggiando tra il Nord America ed i Caraibi.
Dopo questa esperienza, Matteo è stato contattato da un importante ristorante di Monaco di Baviera dove ha affiancato un noto chef stellato Michelin, per poi trasferirsi a Palma di Maiorca come chef responsabile di uno dei più rinomati ristoranti dell’isola. Durante i periodi di vacanza Matteo girava per il Mondo alla ricerca di sapori per arricchire la sua cultura gastronomica.
Nel 2004 in uno dei suoi viaggi in Thailandia è rimasto coinvolto nel disastroso tsunami, dato per disperso per diversi giorni, Matteo si adoperava per aiutare la popolazione locale salvando alcuni bambini sommersi tra il fango e i detriti.
Nel 2008 Matteo è stato colpito da una grave malattia, nonostante ciò la sua passione per la cucina lo ha portato a lavorare ininterrottamente fino al dicembre 2013 quando purtroppo a soli 36 anni ha perso la sua battaglia contro la malattia, questo gli ha impedito di portare a termine la scrittura di un libro di ricette a cui stava lavorando da molto tempo e di coronare il suo sogno di aprire un locale in proprio di alta cucina a Palma di Maiorca. Oggi Matteo è ricordato a Palma di Maiorca come uno dei migliori chef delle Isole Balleari.
In nome di Matteo Rodaro nel 2015 si è costituita l’ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE “MATTEO CHEF GIRAMONDO” voluta da amici e parenti per ricordare un grande amico ed organizzare iniziative benefiche
Come da statuto l’Associazione non persegue fini di lucro e tutti gli utili che essa riuscirà a produrre saranno destinati in beneficenza.
Per informazioni: Associazione di Promozione Sociale “ Matteo chef giramondo”
Via Maggiore, 4 – 33010 Avasinis di Trasaghis (UD) – Cell. 3482566441 e-mail:matteochefgiramondo@gmail.com

giovedì 18 gennaio 2018

Sabato a Bordano festa per il patrono Sant'Antonio

Come ogni anno, a Bordano la Pro Loco propone la tradizionale Festa dedicata al Santo Patrono di Bordano, San Antonio. 
Una santa messa è stata celebrata ieri alle 10, giorno della ricorrenza "ufficiale" del "Sant'Antoni di genàr"
Sabato 20 gennaio, alle ore 10, verrà celebrata la Santa Messa accompagnata dalla Corale di Alesso- A mezzogiorno  verranno aperti dei ricchi chioschi con vari piatti tipici. A seguire un intero pomeriggio di festa "in place" con intrattenimento musicale curato da Edi Toffoli, il tradizionale palo della cuccagna e vari appuntamenti come la corsa coi sacchi "al femminile" e lo spettacolo di mangiafuoco. 



mercoledì 17 gennaio 2018

Conferenza dei Comitati venerdì a Udine per la salvaguardia del "mosaico" della Valle del Lago

"Il lago di Cavazzo, il Palar, il Leale, il Tremugna e le sorgenti di San Candido di Somplago sono tutte tessere di un unico e armonioso mosaico: LA VALLE DEL LAGO. SALVIAMOLI!!"

Su questi argomenti esporranno la loro posizione in

                              CONFERENZA STAMPA
                      VENERDI’ 19 gennaio 2018  ore 10  
            a Udine nella sede della Regione sala Kugy

Il Comitato di Difesa e Valorizzazione del Lago, Alesso di Trasaghis
Il Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento, Tolmezzo
Legambiente della Carnia, Canal del Ferro, Valcanale
Legambiente del Friuli Venezia Giulia


Aderiscono: CE.VI, Centro Volontariato Internazionale, Udine; Comitato Acqua Libera, Alto But, Paluzza, Comitato Interregionale “Per Altre Strade Dolomiti” – Sezione Carnia, Val Tagliamento;   Comitato “No centrale Ponte Rop, Resia; Comitato Val Degano, Ovaro; Comitato Forra del Leale, Avasinis, Comitato “Salviamo la Fuina”, Val Pesarina. 


martedì 16 gennaio 2018

Alesso, immagini dalla serata dei "sette giovani talenti"

Anche la serata di Alesso, terzo e ultimo incontro di “Giovani talenti. Storie di scelte riuscite”, ha raccontato a un pubblico folto e attento, percorsi di studio e professionali interessanti, fatti di passione e impegno, non senza incertezze e inciampi ma proprio per questo ancora più soddisfacenti e stimolanti, soprattutto per i ragazzi che hanno seguito con crescente partecipazione l’iniziativa. Da tutto il progetto, voluto dalla rete B*sogno d’esserci, con il contributo di amministratori locali (Trasaghis in primis), dell’associazione MEC e dell’Istituto Magrini Marchetti, sono emersi i valori e le energie di una comunità vitale, capace di formare giovani curiosi, attivi e aperti ai cambiamenti.
Un’esperienza indubbiamente “riuscita”, che merita di essere continuata con una seconda edizione il prossimo anno.







lunedì 15 gennaio 2018

Le memorie della Grande Guerra nella bandiera dei coscritti del 1998

Sul fronte della bandiera dei coscritti di quest'anno, viene ricordato il centenario della fine della Grande Guerra, con l'augurio che si possa un giorno festeggiare anche ricorrenze di Grande Pace.
Nell'osservare una vecchia foto ingiallita, il presente sbiadisce e quel passato si anima, prende colori e movimento, fino a creare una sorta di immedesimazione nelle persone illustrate.
Nel creare e pitturare la scena, abbiamo costruito delle storie che descrivono le vicende di queste persone; storie che probabilmente sono state viste e vissute dai nostri nonni e bisnonni, che ci hanno raccontato delle gioie dei ritorni e delle speranze o disperazioni nelle attese... I personaggi e le storie sono inventati, ma in realtà sono sicuramente tutti esistiti e chissà quante altre storie si potrebbero narrare e illustrare.
Abbiamo pensato che fosse interessante accompagnare l'esposizione della bandiera con questo breve racconto, presente anche sotto l'arco dove la bandiera è esposta.

I coscritti del 1998 e gli autori Manuel, Saira, Susan

---------------- 
Una foto ritrovata nel cassetto del comò della nonna, una scena di paese, le montagne, le vecchie case di pietra. 

1918, Alesso. 

Sono gli attimi del ritorno a casa degli alpini della prima guerra mondiale. Un frammento della grande storia capitato tra le mie mani... 
Sono passati cent’anni, avevano la mia età...
Vedo una giovane donna accovacciata che sembra piangere. 

Ma ecco che qualcosa si muove, perde il colore antico delle vecchie foto, si colora... vive... 

A nal pos jessi lui” pensava Elena mentre quella penna nera, in un cappello troppo grande si avvicinava a lei. Lo ricordava uomo, ritornava un bambino. Fiorenzo, con le ultime forze che aveva, si mise a correre, la raggiunse e non le lasciò il tempo di fargli tutte le domande che durante la sua lontananza l’avevano tormentata; domande che cominciarono il giorno in cui lui era partito e che, dopo così tanto tempo, lei non si aspettava più potessero trovare risposta. Risposta non ci fu, almeno per quel momento. Lui la abbracciò e baciò sulla guancia come una dolce sberla, un colpo per il suo cuore, così forte che lei stessa non riuscì ad rispondere a quell’abbraccio; le sue mani rimasero aperte, pronte a stringerlo, ma non capaci di farlo. La dolcezza impetuosa di Fiorenzo nascose, per un attimo, la crudeltà e la bestialità che aveva fin ora visto. 
Il suo ritorno era anche il ritorno del cappello che portava in testa, quel cappello che, così grande, apparteneva al suo amico che non mai potrà ritornare. Fiorenzo scelse di portarlo indosso, lasciando il suo ben riposto nel suo zaino, per ricreare anche “quel” ritorno, riportare a casa anche lui. 

Era strano il cielo quel giorno, non sapeva più di inverno, giravano curiose numerose rondini scese dai boschetti delle sue care montagne. Fu la prima cosa che Niccolò notò, mentre il suo cuore batteva forte alla vista del profilo che va da Palas a Plombada. Quel profilo se l’era sognato mille volte e l’aveva ricostruito con la mente mentre calpestava sentieri di montagne non sue. “Cuissà la me famea lassù dal stali... cuissà s'a son sotét, s'a son tal ricès, s'a son tal sigûr... Ma c’era un altro profilo che Niccolò cercava ovunque: vedeva Lisa sulle vene dei rami rotti dal vento, tra le nuvole in cielo, nei disegni che l’acqua traccia passando tra i sassi, una sera lo immaginò anche nei solchi lasciati dal cucchiaio nel fondo della sua gavetta. Quel profilo adesso era lì. Niccolò si alzò il cappello in un gesto a metà tra il “cjala ch’al è ver ch’j sei tornat! J sei io!” e il “j na pos taponâ nancja un tocút di ce ch’j ai podut tornâ a jodi!”. Aveva tra le mani le lettere che non era riuscito a spedirle, le tirò fuori prima ancora di abbracciarla, quasi a voler confermare il suo impegno nel ricordarla nonostante il dolore, la fatica, il fango. Lisa, nel suo vestito azzurro lo strinse a se dolcemente, animando quella che, vista dall’alto, sembrava una danza. 

Margherita aveva tre figli, li aveva lasciati ad aspettarla tra gli archi della vecchia casa. Lei non si allontanò molto, andò in strada, non chiamò nessuno, non pianse. Anche Valentino le si avvicinò in silenzio. Non le disse che in guerra aveva avuto paura di morire, non le disse che pensava di non rivedere più la sua famiglia. Non riusciva a sostenere il suo sguardo. Stettero vicini. 

Caterina rimase, speranzosa, ad aspettare... 

Domenica, la giovane donna accovacciata, immobile, pianse per sempre imprigionata in quello scatto, nel colore antico delle vecchie foto. Giovanni non era tornato.


domenica 14 gennaio 2018

Per arrampicare, ora c'è anche la "falesia di Avasinis"

Dopo la recente notizia della apertura di una parete attrezzata sul San Simeone (vedi http://cjalcor.blogspot.it/2017/12/bordano-un-nuovo-percorso-sul-san.html ), giunge notizia che un lavoro analogo è stato approntato anche per una parete ad Avasinis, nella zona dopo  il cimitero e la cascata.

Ecco i dettagli per gli appassionati:

Piccola falesia attrezzata in queste ultime settimane, con prevelenza di vie attorno a 6b/c e 3 tiri più impegnativi, di cui uno da liberare. La roccia è un calcare grigio e giallo a buchi e tacche a volte pungenti, simile a quello della falesia di Pioverno, ma senza canne, leggermente strapiombante.
Esposizione est, sole fino a mezzogiorno.
Nonostante la base sia comoda, non è adatta ai bambini per l’esposizione su un pendio ripido.
Le difficoltà indicate sono suscettibili di variazioni, anche in base alle eventuali indicazioni dei ripetitori.

Avvicinamento
Parcheggiata l’auto all’inizio della vecchia strada che dal cimitero di Avasinis portava a Peonis, nei pressi del cartello di divieto di transito, proseguire a piedi lungo la stessa per circa 200 metri, oltrepassando il canale di scolo della cascata (attiva solo in seguito a piogge intense); a questo punto sulla destra (ometto ben visibile) ha inizio la traccia a tratti ripida (numerosi ometti e corda fissa al termine) che conduce alla parete.
In totale 10 minuti dal parcheggio.


(da: https://calcarea.wordpress.com/)

sabato 13 gennaio 2018

Nel ricordo di Matteo, una aiuto al C.S.R.E. di Campolessi

L'associazione "Matteo chef giramondo" invita amici e sostenitori al CSRE di  Campolessi, sabato 27 alle 11, per l'inaugurazione delle attrezzature  acquistate coi proventi del concerto di Osoppo in memoria dello chef di Avasinis prematuramente scomparso.


venerdì 12 gennaio 2018

Somplago, una centralina a San Cjandit?

Il Comune di Cavazzo realizzerà la centralina


L’impianto garantirà all’ente circa 25 mila euro l’anno e non sarà visibile dalla strada Il vicesindaco Iuri: preleveremo l’acqua nei punti di presa del vecchio acquedotto CAVAZZO CARNICO. Il Comune di Cavazzo Carnico realizzerà la mini centralina idroelettrica ai piedi della rocca di San Candido. Sorgerà sotto il vecchio lavatoio in disuso, situato tra il muro sorto nel post terremoto a difesa dell’abitato di Somplago. Avrà una potenza minima che consentirà al Comune di ricavare 20, 25 mila euro l’anno dalla vendita dell’energia elettrica. E nel torrente ai piedi del lavatorio scorrerà l’acqua tutto l’anno. Lo assicura il vicesindaco, Dario Iuri, rispondendo al sindaco del terremoto, Franceschino Barazzutti, che quando è venuto a conoscenza del progetto ha scritto anche alla presidente della Regione, Debora Serracchiani, per tentare di bloccarlo.

«La centralina – spiega Iuri – non sorgerà ai piedi della chiesetta bensì in fondo al declivo per sfruttare il massimo salto dell’acqua. L’insieme delle risorgive resterà integro visto che preleveremo l’acqua riguarderà quasi esclusivamente dai punti di presa del vecchio acquedotto di San Candido, di cui il Comune è in possesso della concessione regionale». Il vicesindaco spiega, inoltre, che il progetto «ha subito incontrato il favore dell’agenzia regionale Alterenergy proprio perché prevede una centralina di ridottissime dimensioni, non impattante e in grado di assicurare un ritorno economico certo».

I tecnici stanno ultimando il progetto definitivo e stimando il costo dell’investimento per autorizzare poi l’avvio dei lavori. L’intervento sarà completato entro l’anno. «In periodi di siccità, al Comune nessuno vieterà di chiudere il rubinetto», insiste il vicesindaco per ribadire che l’acqua nel rio non verrà mai meno. Insomma, il Comune di Cavazzo interpreta la mini centralina idroelettrica come una fonte di finanziamento. Non è escluso, infatti, che parte del ricavato venga destinato alla manutenzione della viabilità nelle frazioni. «Dalla strada la centralina non sarà visibile», ripete Iuri escludendo l’impatto ambientale dell'impianto comunale.

Cavazzo a parte, le centraline trovano resistenze un po’ ovunque. Il motivo è presto detto: nella stragrande maggioranza dei casi vengono realizzate dai privati a fronte del pagamento di canoni irrisori ai Comuni

giovedì 11 gennaio 2018

Dal 13 gennaio a Bordano i "gioielli a 6 zampe"

La Casa delle Farfalle di Bordano presenta 'Gioielli a 6 zampe'



La Casa delle Farfalle di Bordano, per la prima volta nella sua storia, di ormai 15 anni, apre durante l'inverno. Da sabato 13 gennaio, e fino al ritorno delle farfalle, il 18 marzo, nel museo viene ospitata  la mostra 'Gioielli a 6 zampe', che dallo scorso anno è già stata portata prima al Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze (La Specola) e poi al Parco Natura Viva di Verona, uno dei maggiori parchi zoologici della penisola.
La realtà supera l'immaginazione
Nel profondo della foresta tropicale vivono insetti che hanno sviluppato forme e colorazioni talmente sorprendenti da superare qualunque immaginazione. Tra le oltre 30 specie provenienti dai quattro angoli del globo e raccolte in oltre 30 anni di esplorazioni e peregrinazioni, sarà possibile ammirare anche uno dei più grandi insetti conosciuti, il Titano gigante dell’Amazzonia, di oltre 16 centimetri di lunghezza; poi c’è il celebre Scarabeo d’oro, dotato di un esoscheletro che davvero sembra cesellato; e poi una falena proveniente dalla Cina, così specializzata che il rumore prodotto dalle sue lunghe code, mentre vola, confonde il sonar dei pipistrelli. Ma questi sono soltanto alcuni esempi.
Non vi sono quindi le farfalle che volano in serra, perché le basse temperature e lo scarso soleggiamento della zona di Bordano, d'inverno, non permettono di mantenere un ecosistema compatibile con l’ambiente tropicale da cui provengono le farfalle. In attesa della primavera però è stata organizzata questa sorpresa. Potrete visitare 'Gioielli a 6 zampe' alla Casa delle Farfalle, dal 13 gennaio al 18 marzo, ogni giorno dalle 10 alle 18
Per ulteriori informazioni: 344 2345 406 | info@bordanofarfalle.it 

martedì 9 gennaio 2018

I sette "Giovani talenti" che si racconteranno giovedì ad Alesso

Si conclude giovedì sera ad Alesso l’apprezzata iniziativa promossa dal Comune di Trasaghis, dall’Associazione MEC e dalla Rete «B*sogno d’esserci» per valorizzare le «scelte riuscite» di giovani del territorio e stimolare altri giovani a riconoscere le proprie capacità e realizzare le proprie aspirazioni. 
Giunge al termine il ciclo di incontri «Giovani talenti. Storie di scelte riuscite», una preziosa occasione per conoscere e ascoltare giovani del territorio che hanno compiuto percorsi interessanti riuscendo con l’impegno e la determinazione a trasformare le proprie passioni in professioni concrete, originali e gratificanti.
Dopo le serate di giovedì 7 dicembre a Osoppo, alla presenza di circa 70 persone, e di giovedì 21 dicembre ad Artegna, con un pubblico più che raddoppiato rispetto alla prima serata, giovedì 11 gennaio, alle ore 20.30 presso il Centro Servizi di Alesso a Trasaghis, altri sette giovani ricostruiranno i propri percorsi formativi e professionali, condividendo con il pubblico motivazioni e speranze, incognite e difficoltà, risultati raggiunti e obiettivi per il futuro.
Come le esperienze raccontate nei primi due incontri, anche le storie di questa terza serata non saranno all’insegna dell’eccezionalità, ma dell’autenticità, della creatività e del coraggio, elementi costitutivi di quel “talento” a cui l’iniziativa vuole dare voce.
Anche le testimonianze proposte nella serata di giovedì 11 gennaio spazieranno in settori diversi, dall’artigianato all’editoria, dal giornalismo all’ingegneria, dall’istruzione alle scienze politiche e allo sport. Gli ospiti dell’incontro saranno Andrea Ridolfo, maniscalco,Damiano Gurisatti, insegnante di lettere e volontario in ambito educativo, Francesco Cargnelutti, ricercatore di scienze politiche, Giada Carmassi, atleta professionista, Giovanni Vale, giornalista freelanceGiuseppe Favi, redattore ed editor e Paolo Taboga, ingegnere in ambito biomeccanico e direttore di laboratorio.
Dialogherà con loro la giornalista Monica Bertarelli, che come accaduto nelle precedenti serate inviterà gli ospiti a proporre anche alcune considerazioni sul loro rapporto con questo territorio e sul ruolo che esso ha avuto nel loro percorso. Obiettivo del progetto è infatti non solo quello di incoraggiare i ragazzi a riconoscere e valorizzare le proprie potenzialità, confrontandosi con esperienze di altri giovani, ma anche quello di stimolare la comunità in una riflessione costruttiva sulle possibilità che l’Alto Friuli offre alle nuove generazioni per formare competenze e realizzare aspirazioni.
Durante la serata, a conclusione dell’iniziativa, interverranno anche gli studenti di «Officina di cittadinanza», che hanno contribuito all’organizzazione del progetto e sono i reporter ufficiali delle tre serate: le loro videointerviste con i “giovani talenti” sono reperibili sul sito www.officinadicittadinanza.com, un archivio digitale dinamico e in progress che ospita anche i video realizzati nell’ambito di Re(si)stiamo, un’indagine contro lo spopolamento del territorio.
Negli ultimi due anni i progetti «Officina di cittadinanza» e «Reporter di cittadinanza», entrambi promossi dal Comune di Trasaghis, dall’Associazione Media Educazione Comunità e dalla Rete «B*sogno d’esserci» con finanziamenti dalla Regione, hanno supportato sia il team multimediale redattore del blog «Fuori dal comune» (www.blogfuoridalcomune.it), sia il gruppo «Officina».


lunedì 8 gennaio 2018

"Giovani talenti" si raccontano giovedì ad Alesso

Alcune  «storie di scelte riuscite» saranno raccontate dai loro protagonisti nella serata  conclusiva  di «Giovani talenti», iniziativa promossa dal Comune di Trasaghis, dall’Associazione Media Educazione Comunità e dalla Rete «B*sogno d’esserci» nell’ambito del progetto «Reporter di cittadinanza», finanziato dalla Regione.
Dopo gli appuntamenti di  Osoppo, giovedì 7 dicembre e di  Artegna, giovedì 21 dicembre. l'ultima serata sarà nel Comune di Trasaghis, giovedì 11 gennaio alle 20.30 presso il Centro Servizi di Alesso.
Giovani talenti è una delle cinque azioni del progetto «Reporter di cittadinanza», che supporta sia il team multimediale redattore del blog «Fuori dal comune» (www.blogfuoridalcomune.it ), sia il gruppo «Officina di cittadinanza», artefice di Re(si)stiamo, un’indagine sullo spopolamento del territorio (www.officinadicittadinanza.com). Il progetto consentirà anche di realizzare un evento sul tema dell’Unione Europea in collaborazione con la Casa per l’Europa di Gemona e alcuni interventi di prevenzione del bullismo nelle scuole.


domenica 7 gennaio 2018

Alesso, la speranza e il volo

Ancora all'inizio della loro carriere, i Nomadi cantavano:
l'inverno e tornato l'estate è finita
la morte e la vita rimangono uguali
La citazione serve per mettere assieme tre fatti dalessàni, ma non solo, delle ultime giornate: fatti diversi, situazioni differenti, occasioni per riflettere.


Amicizia e solidarietà, nel "giorno che Vale" all'ex Asilo di Alesso (foto Damiano Toffoletto)


Sorrisi di bimbi nella festa della Befana proposta dalla Pro Loco (foto Valter Pillinini)


e poi, Armando che se ne è volato via. Già guardano al cielo e gli dicono: "Chissà quante foto da lassù Armando...la luce migliore sicuramente la trovi lì." (foto Armando Zilli)

La morte e la vita, appunto. Ce pensàiso?

sabato 6 gennaio 2018

Quella nuotata nel lago ... sotto la neve, 50 anni fa

Il giorno dell'epifania del 1968, giusto cinquant'anni fa, il Lago balzò agli onori della cronaca per la nuotata che l'udinese Tullio Pellarini volle fare nelle acque fredde antistanti l'albergo, per di più sotto la neve.
Fu un fatto di cronaca che fece arrivare sul Lago, oltre a tanti curiosi, anche diversi giornalisti e addirittura, fatto eccezionale per l'epoca, una troupe televisiva.




Qualcuno ricorda di essere stato presente? Lo racconti al Blog!

venerdì 5 gennaio 2018

Nella chiesa di Alesso .... un presepe davvero speciale

A Natale in ogni casa non mancano mai albero e presepe, è la tradizione che si rinnova e che prende nuova vita di anno in anno e che si tramanda nei secoli. Albero e presepe ci parlano in un linguaggio simbolico. L’albero con i rami protesi verso l’alto in un certo senso rappresenta l’uomo nella sua eterna ricerca di qualche cosa lassù in alto che sembra irraggiungibile. Le palline decorative sono come dei piccoli scrigni nei quali sono racchiusi desideri, aspettative e speranza.
Il presepe non è una semplice rievocazione storica della natività descritta dagli evangelisti, in particolare da Luca. Per i cristiani allestire il presepe significa rivivere quel momento assolutamente trascendentale in cui quel bambino, quel piccolo frugoletto di carne ed ossa nasceva per portare l’amore in mezzo a noi, nelle nostre case e nelle nostre famiglie. Quel bambino che porta con se tutto il bene possibile ed inimmaginabile lo adagiamo lì al centro, quasi con mano tremolante, perché chiunque di noi spera che il bene sia al centro della propria vita e di quella dei propri cari.
Guardiamo dunque con ammirazione a quella Sacra Famiglia in cui regnava amore, comprensione e rispetto, e pensiamo a come le famiglie di oggi riescano a trasmettere ai propri figli i sani e giusti ideali evocati da questa sacra rappresentazione.
Già nell’antica Roma, nel periodo del solstizio d’inverno, si svolgeva una festa che tendeva ad esaltare i valori della famiglia, la “Sigillaria”. 
In quel giorno i parenti si scambiavano delle statuette, “sigilla”, raffiguranti i famigliari defunti, ed era compito dei bambini riunire le statuette all’interno di un piccolo recinto in cui veniva rappresentato un ambiente bucolico. Alla vigilia della Sigillaria tutti i parenti si radunavano vicino al recinto per invocare la protezione dei cari defunti. Attorno al IV secolo questa festa pagana fu fatta coincidere con il Natale.
Se ne avete l’occasione, fermatevi ad ammirare quello splendido presepe magistralmente scolpito da Valeriano Lendaro ed allestito nella chiesa di Alesso. Guardate con quanto amore parla quella natività, lì il tempo si è fermato, e ti sembra di sentire i suoni ed i rumori di quegli antichi mestieri. Valeriano, un artigiano eccezionale, un vero maestro del legno, quest’anno ci ha regalato una grande emozione.
Grazie

                                    Katia Cucchiaro


giovedì 4 gennaio 2018

Venerdì sera a Bordano ... si bruse la strìe

Tradizionale appuntamento quello di venerdì 5 ai laghetti di  Bordano: all'imbrunire, l'accensione del falò della befana, accompagnato dalla convivialità del "bon brulé" e del "mignestron".



mercoledì 3 gennaio 2018

Venerdì ad Alesso è un giorno che ... Vale

Venerdì 5 gennaio un appuntamento imperdibile con la musica presso l'area festeggiamenti dell'ex-asilo di Alesso! 
Sarà una serata all'insegna della buona musica; la colonna sonora a favore della ricerca contro la SLA. 

I proventi della manifestazione verranno interamente devoluti per materiali socio-sanitari.

E' prevista la partecipazione dei gruppi locali:
Da Est
Folc cj ardia
Moonshine
Sudamerico
Renzo e Manuel Stefanutti
... e qualche altro "special guest"



martedì 2 gennaio 2018

Alesso, istantanee dalla festa dei coscritti 2017-2018


"La festa dei coscritti di Alesso, si sa, è bella perché è …. sempre uguale, sempre diversa".

Fedeli a questo motto, riproponiamo il “telâr” della sequenza di istantanee proposto gli scorsi anni, aggiornandolo naturalmente con la festa appena conclusa. Come tutte le selezioni, essa può essere non esaustiva: dà però l'idea del "savôr" della festa "tipicamente dalessana". 
Si è appena chiusa un'altra bella, intensa, suggestiva fiesta dai coscrits. Chi vi ha partecipato, chi vi ha assistito potrà ricordarla con affetto e con qualche sorriso, vista la "carica" di identità che, periodicamente, vi viene  trasfusa. 
Per tutti, a caldo, alcune immagini che ripercorrono i principali momenti della festa.



Un momento della cena con i coscritti del '48


Un momento della cena con i coscritti del '78

L'ingresso in piazza dei coscritti del '68

L'ingresso in piazza dei coscritti del '98


  Un gruppo di coscritti del '98 in piazza


I coscritti del '98  in chiesa con la bandiera

I coscritti del '98  in chiesa con i coscritti uscenti del '97


 La bandiera del '98 in chiesa

Confidiamo che la serie di immagini (opera di Roberta Pupin, Antonella Turani e Selima Della Bartolomea)  pubblicate su facebook  possa risultare gradita . 

Chi vuole, può contribuire, mandando commenti, descrizione di sensazioni, anche altre immagini (inviandole in allegato a una mail). Nuovamente.... auguri di buon anno.
                                         A&D