"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

giovedì 20 luglio 2017

Tra Trasaghis e Paularo. Presidi friulani al lavoro su più sedi

Scuola Fvg: è emergenza presidi


Sul fronte della scuola, il Fvg ha conquistato una non invidiabile maglia nera. In regione, infatti, manca il 38 per cento dei presidi: sono 58 su 153 le scuole senza dirigente. Un record nazionale, perché il dato italiano si attesta al 18,3 per cento degli Istituti. Una situazione emergenziale denunciata da tempo dai sindacati. Nella nostra regione si sommano due criticità: il concorso regionale, che ha selezionato meno candidati rispetto alle esigenze, e l’assenza del bando nazionale, che latita da tre anni. Il risultato è che, in provincia di Udine, mancano 23 titolari; nel Pordenonese, sono 15 le situazioni nelle quali si profila una reggenza, 13 a Gorizia e sette Trieste.
“Abbiamo chiesto all’ufficio scolastico regionale e alla Regione di fare pressioni sul Ministero perché si possano almeno concedere distaccamenti dall’insegnamento ai vice-presidi”, spiega Adriano Zonta, segretario regionale Flc-Cgil. “Ci sono, infatti, casi particolarmente critici, nei quali ad alcuni dirigenti sono state assegnate anche tre reggenze, con evidenti ricadute sulla qualità dell’organizzazione scolastica”.
Il punto, infatti, è che, per contratto, i dirigenti non possono rifiutare l’incarico. Accade, quindi, che il preside dell’istituto comprensivo di Trasaghis – che spazia da Peonis a Resiutta, attraverso VenzoneOsoppo e Alesso - debba seguire anche le scuole di Arta e Paularo. O che il dirigente di Gemona, residente a Udine, abbia ricevuto l’incarico anche per Comeglians. Nel Friuli occidentale, tra i casi limite c’è il plesso di Sacile, con oltre 1.600 studenti, al quale è stata ‘accorpata’ anche Caneva, o il colosso Leopardi, che prevede anche la reggenza sull’Istituto comprensivo cittadino.
“E’ il momento che anche i dirigenti aprano gli occhi – chiosa Massimo Gargiulo della Flc Cgil di Udine – perché, finora, in molti casi sono stati proprio loro a chiedere le reggenze. Spero, per lo meno, che questa volta attendano le nomine d’ufficio. E mi auguro che anche il nuovo direttore scolastico regionale mandi un segnale di discontinuità rispetto al passato nella gestione di questo vero e proprio disastro”, conclude Gargiulo.

mercoledì 19 luglio 2017

Fine settimana con "Delés in fiesta"

La Parrocchia e la Latteria Turnaria di Alesso, con il patrocinio del Comune di Trasaghis, propongono nel fine settimana incontri musicali e gastronomici nell'ambito di un progetto a sostegno dei bambini delle scuole e dei settori giovanili delle squadre calcistiche locali.


Questo il sunto del programma:

Ven.21/07 ----------------------------------------------
18.30 A tutto '90 - con DJ LALO
21.30 Vasco tribute band - con ROSSIMANIA
Sab.22/07 ----------------------------------------------
18.30 Tutto 2000 - con DJ LALO
21.30 883 tribute band - GLI ANNI D'ORO
Serata Paella
Dom.23/07 ----------------------------------------------
19.30 Dimostrazione di Freestyle Football - a cura di Dominik
20.00 Presentazione settore giovanile BTV (le squadre giovanili di Bordano, Trasaghis e Val del Lago)
21.00 Estrazione della Lotteria "Judin i nestis fruz"
21.30 Si balla  con i  TRE...MENDI BAND
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Degustazione birre
Piatti tipici Friulani, Austriaci, Sloveni

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A margine dell'iniziativa, una significativa proposta per la salvaguardia del Palar: sarà possibile acquistare la maglietta e il braccialetto appositamente disegnati da Caterina Stefanutti: il ricavato dalla vendita delle magliette sarà destinato ad un progetto per la valorizzazione e la salvaguardia del Palâr.
Per fare questo gli organizzatori chiedono l'aiuto di chi parteciperà a "Deles in Fiesta"; chi vorrà potrà, attraverso la compilazione di un modulo, anonimo o meno, o anche scrivendo sulla pagina Facebook (https://www.facebook.com/delesinfiesta/), proporre un'idea, un progetto, uno spunto finalizzato alla salvaguardia, valorizzazione, miglioramento, ripristino ... del nostro amato torrente.
A discrezione degli organizzatori, verrà scelto un progetto tecnicamente, economicamente e legalmente  (😁) fattibile e ad esso verrà destinato il ricavato dalle magliette.
Pensateci ed esprimetevi.

martedì 18 luglio 2017

Legambiente premia l'attività per il Lago dell'ing. Franzil e dell'ISMAR

Cinque bandiere verdi e due nere, quelle che Legambiente Fvg ha conferito quest'anno ad altrettanti soggetti. 
Ad essere premiate sono state l'azienda agricola Zore di Alessia Berra , il consorzio vicinale di Pontebba Nova, l'associazione fondiaria 'Valle Dell'Erbezzo'. Bandiera verde anche all'ing. Dino Franzil e all'Ismar, nonché  al giovanissimo (ha soli 15 anni) Aran Cosentino. 
Maglia nera, invece, per il Comune di Osoppo   (per il progetto di asfaltare l'aviosuperficie) e per i cosiddetti 'predatori del bosco'. 
La consegna del riconoscimento all'ing. Franzil
I riconoscimenti sono stati consegnati domenica nel corso di una manifestazione a Prato di Resia: è stato espressamente ricordato che la "bandiera verde per il Lago" vuole segnalare lo studio dell'ing. Franzil sulle problematiche relative al ventilato raddoppio della centrale di Somplago e le possibilità di rinaturalizzazione del Lago e le ricerche scientifiche effettuate sul fondo del lago da parte dell'Ismar.

Queste le motivazioni addotte della Commissione della Carovana delle Alpi che ha scelto di premiare con la bandiera verde i ricercatori del CNR-ISMAR di Bologna e l’ing. Dino Franzil

"In molti sono rimasti dapprima colpiti e poi sconcertati ed indignati per la recente strage di pesci – in particolare di centinaia e centinaia di esemplari adulti di trota marmorata – avvenuta nel greto del Tagliamento, improvvisamente prosciugato, subito a valle della presa del Consorzio di Bonifica Pianura Friulana, ad Ospedaletto di Gemona. Le eloquenti immagini, diffuse dagli organi di informazione locale, lasciano chiaramente intendere una relazione tra questo drammatico evento e l'aumentato prelievo idrico, reso possibile dal Decreto della Presidente della Giunta Regionale che ha dimezzato per quindici giorni il rilascio del deflusso minimo vitale allo scopo di garantire l'approvvigionamento necessario all'irrigazione e a contenere i danni della perdurante siccità nelle campagne.
In questo contesto non potevano non suscitare ulteriori preoccupazioni le dichiarazioni del direttore dello stesso Consorzio di Bonifica, l'ing. Massimo Canali, che, reclamando a gran voce la necessità di finanziare un progetto per collegare lo scarico del Lago di Cavazzo nel torrente Leale con il canale Ledra-Tagliamento, attraverso una condotta sotto l'alveo del fiume all'altezza del ponte autostradale, facevano venire alla mente le accese discussioni di una trentina d'anni fa, quando sembrava che il più esteso lago della regione dovesse diventare una sorta di bacino da riempire o svuotare a seconda delle esigenze dei produttori di mais della pianura.
Prendere l'acqua dal lago - che già soffre per i problemi creati a monte dagli impianti realizzati dalla SADE e rischia di venire riempito dal limo nel giro di un centinaio d'anni - non è, naturalmente, l'unica soluzione contro la siccità. Prima bisognerebbe iniziare a seminare colture che richiedano una minor quantità d'acqua per la loro crescita e, in ogni caso, una strada che tenga conto delle richieste del mondo agricolo e delle situazioni di emergenza in realtà è già stata indicata. Da anni i Comitati che si battono in difesa del Lago sostengono la necessità di spostare il punto di immissione delle gelide acque della Centrale idroelettrica di Somplago - responsabili dell'inquinamento termico, del deposito di sedimenti e delle frequenti variazioni di livello – a valle del lago medesimo, dando la possibilità di riportare quest'ultimo alle condizioni originarie di bacino temperato.
Tra gli studi e le indagini più significativi che negli ultimi tempi hanno arricchito il bagaglio di conoscenze scientifiche sul lago e dato concretezza all'ipotesi di realizzazione di un by-pass per lo scarico della centrale ci sono quelli dell'ing. Dino Franzil e dell'Istituto di Scienze Marine (ISMAR) del CNR di Bologna. 
Dino Franzil, originario di Alesso, ha ancora ben vive nella mente le esperienze vissute da bambino, quando l'attività di pesca dava da vivere a numerose famiglie e le trote, le carpe e le anguille catturate nel lago venivano portate in vendita nei paesi della Carnia e del Friuli in un raggio di vari chilometri. Nella sua pubblicazione – “Lago, Energia, Ambiente. Salviamo il Lago. Come e Perché” – non si è limitato a smontare punto per punto le tesi della società Edipower, che voleva mettere in funzione due nuove turbine pompando le acque del Lago nel sovrastante bacino artificiale di Verzegnis, sfruttando le variazioni di prezzo dell'energia tra il giorno e la notte e la possibilità di assicurarsi gli incentivi garantiti dai cosiddetti “certificati verdi”, ma ha anche affrontato altre questioni come quella del progressivo interrimento del bacino lacustre. Franzil ha calcolato che, dopo l'entrata in funzione della Centrale idroelettrica, oltre alla scomparsa del pesce si è verificato un deposito di sedimenti che in circa mezzo secolo ha raggiunto gli otto milioni di metri cubi. Questo ha compromesso l'alimentazione un tempo assicurata dalle polle presenti sul fondo del Lago e comportato una notevole diminuzione della profondità. Per evitare che nel giro di un centinaio d'anni il Lago si trasformi in un “canale-palude”, Franzil conclude il suo lavoro proponendo alcune soluzioni alternative. “Isolando” la Centrale dal Lago, è possibile garantire la produzione di energia e insieme riportare il bacino al suo stato naturale.
L'Istituto di Scienze Marine del CNR di Bologna ha invece condotto a partire dal 2015 alcune indagini sul campo che hanno permesso di stilare un Rilievo geologico/geofisico del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni. Grazie all'utilizzo congiunto di diverse tecniche di indagine geofisica, eseguite con apparecchiature sofisticate, e al campionamento diretto dei sedimenti mediante carotaggi a gravità è stato possibile ottenere una copertura quasi totale del fondale lacustre e acquisire dati di elevata qualità che permetteranno di studiare e descrivere l'evoluzione stratigrafico-sedimentologica del Lago alla scala secolare. La compilazione di una carta morfo-batimetrica, di una carta di riflettività dei fondali e di una carta delle isocronopache dei sedimenti saranno utilizzate per lavori scientifici e relazioni tecniche indispensabili ad una buona gestione del grande patrimonio naturale rappresentato dal Lago di Cavazzo.
Adesso non ci resta che attendere che “qualcuno” trasformi questi progetti in realtà, pronti ad assegnargli un giusto riconoscimento. Crediamo che per Franzil, i Comitati che si battono per il Lago e la gente che ci vive attorno sarebbe questa la “bandiera verde” più bella e attesa”.
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Sul sito "Udine - Diario del Web" è possibile vedere un video sull'annuncio delle assegnazioni delle bandiere nere e verdi in Fvg:

lunedì 17 luglio 2017

Otto candeline per il Blog "Alesso e Dintorni"


Festa di compleanno anche per il Blog. Si era partiti, quasi per gioco, il 17 luglio 2009 … e siamo ancora qui, dopo otto anni e più di 3040 post pubblicati.



Grazie allora a Voi lettori per le più di 822 mila visualizzazioni di pagine (continuiamo a ricordare anche, per la sua eccezionalità, l'insuperato post del 2 luglio 2015 sul "Palar più bel posto per fare il bagno in Friuli" che ha avuto, da allora ad oggi,  più di 12.600 visualizzazioni!),  per i più di 3900 commenti lasciati finora…. con l’augurio che ci sia sempre interesse verso questo strumento di informazione e di confronto sulle “tematiche valdelaghine” e che esso possa arricchirsi  ulteriormente di collaborazioni costruttive.
Mandi a ducj … e staitnus dongja.
                                              A&D



domenica 16 luglio 2017

Il "cielo grande, cielo blu" sopra Alesso


Il MV di ieri ha pubblicato una lettera di Gino Turisini dove venivano citate le diverse iniziative estive proposte dalla Pro Loco di Alesso, dalla mostra fotografica di Armando, sino al grande concerto dei Nomadi in occasione del cinquantenario di fondazione:

La Valle del Lago è più vitale che mai


Il lago visto da Armando
Nella sempre vasta ma ormai placida Valle del Lago col suo "capoluogo" Alesso, ci pensa ogni tanto la Pro loco a smuovere l'apatia paesana proponendo in questi mesi estivi eventi che meritano attenzione. Si è iniziato a fine giugno con una mega paella che ha radunato tanta gente in piazza, si è potuto poi visitare la mostra fotografica "Oltre la luce" di Armando Zilli, figlio di "Tullio da Casìna", che ha proposto e fatto ammirare varie fotografie provenienti dal suo vasto repertorio, immagini che il suo occhio indagatore ha carpito e fermato, dando respiro, voce, suono e colore a momenti e situazioni che sono difficili da cogliere e immortalare: lui l'ha fatto molto bene, spaziando da sublimi primi piani di pioppi e alberi controluce al gelo che
La mostra "Oltre la luce"
impregna e ingrossa gli stecchiti rami, alla neve abbondante che ricopre la baita isolata, all'alito della rugiada che esala dal primo tepore mattutino, alla mirabili del "terz sierai", alla diga sul torrente Palar dall'acqua incredibilmente limpida, sino alle "bombe di luce" dei fuochi di Ferragosto sul lago, un lago che merita più rispetto, attenzione e riguardo. Tra i programmi della Pro Loco, che festeggia il cinquantesimo della fondazione, vi è poi il concerto dei mitici Nomadi che saranno - oggi sabato 15 luglio - graditi ospiti sul campo sportivo di Alesso per riproporre le parole eterne di Augusto Daolio che ancora in tanti ricordano e verranno ad ascoltarli anche per sua memoria. Alesso è quindi pronto a fare festa nel rispetto della tradizione. 

Gino Turisini, Alesso
(Messaggero Veneto 15 luglio 2017)

E il concerto dei Nomadi, sotto il "cielo grande, cielo blu" di Alesso non ha tradito le aspettative:
Aspettando i Nomadi: The Originals

Aspettando i Nomadi: la preparazione del palco
Aspettando i Nomadi: i Sudamerico
Durante il concerto

Il pubblico
                                   

Al termine della manifestazione la Pro Loco ha diffuso questo significativo comunicato:

Carissimi tutti, GRAZIE di cuore a per la splendida serata che voi avete regalato a noi ieri sera. Siete stati tantissimi a partecipare e col vostro entusiasmo, gioia e allegri avete dato un perché al nostro lavoro per la preparazione di questo grande evento! Abbiamo festeggiato alla grande i nostri primi 50 anni e speriamo di festeggiarne altrettanti con l augurio di poter accogliere presto tanto giovani volenterosi il cui sentimento é l amore per il nostro bellissimo paese.
Grazie perciò a tutti, nuovamente. Ai consiglieri, ai soci e al collaboratori. Ai Dalessans e a tutti quelli che ieri hanno partecipato.
Siete stati unici, tutto è stato perfetto. E grazie Nomadi, colonna della musica italiana, per la simpatia e per la vostra bravura immutata negli anni. Le vostre canzoni rimarranno indelebili nel nostro cuore!❤️
La Pro Loco Alesso 



Ovviamente i tanti lettori del Blog presenti al concerto possono esprimere anche qui le loro sensazioni ed i loro commenti.

sabato 15 luglio 2017

Metti una sera in Val del Lago: dai Nomadi a Bach

Un sabato sera, in Val del Lago, che affianca proposte assai diversificate, per tutti i gusti!

Il campo sportivo di Alesso ospita il concerto dei Nomadi:

Arrivano I Nomadi nella val del lago per festeggiare i 50 anni della Pro Loco Alesso. 

La band di Beppe Carletti terrà un concerto sabato alle 21.30 nel campo sportivo della località, a poco distanza dal lago dei Tre Comuni. Per facilitare la distribuzione dei biglietti dello spettacolo sul territorio, gli organizzatori segnalano i diversi punti in cui è possibile farlo: a Gemona Alla Piazzetta a Ospedaletto e Alla Merinde in via Bariglaria, in Carnia alla Cartolibreria Moro e al Tilly's pub a Tolmezzo, al Mister Zoncolan a Sutrio e alla pasticceria Myriam a Forni di Sopra. I biglietti di possono trovare anche al Bar Esso sulla provinciale osovana a Buja, alla Pro loco di Fagagna nella sede di piazza Unità, al bar Centrale a Bordano, mentre a Trasaghis sono disponibili alla pizzeria Bunker 3, al bar Da Stefy  e all'alimentare Picco Annalisa ad Alesso. (p.c.) 
(Messaggero Veneto, 13 luglio 2017)

Nella Pieve di Cesclans, invece, un suggestivo concerto di musica classica:

Bahrami e Mercelli alla pieve di Cesclans inaugurano Carniarmonie 2017 Eventi a Udine


Bahrami e Mercelli alla pieve di Cesclans inaugurano Carniarmonie 2017 Eventi a Udine

Carniarmonie, il festival più antico e innovativo della montagna friulana, è ai blocchi di partenza con due grandi appuntamenti in questo fine settimana, per una lunga programmazione che vede quarantatré concerti in due mesi, fino a settembre. Ospiti attesi all'ouverture della rassegna, che raggiunge quest'anno la ventiseiesima edizione, sabato 15 luglio con inizio alle ore 20.45 alla Pieve di Santo Stefano a Cesclans di Cavazzo, il duo internazionale composto dal pianista Ramin Bahrami e dal flautista Massimo Mercelli, due punte di diamante nel panorama musicale classico. Il primo è riconosciuto tra i più sopraffini interpreti bachiani alla tastiera e finora ha registrato ben 14 album per la prestigiosa etichetta Decca Universal. Massimo Mercelli collabora invece da diversi anni con artisti del calibro di Morricone, Nyman, Glass, Penderecki, Sollima, ricercato artista nel pantheon della grande musica.
Un duo straordinario che proporrà un concerto dal titolo "Bach Sansouci", incentrato sull'incontro che avvenne nel 1747 tra il genio di Eisenach e il re Federico II di Prussia, suo grande ammiratore, nel castello di Postdam, da cui nacque la celebre composizione Offerta musicale che Bach gli dedicò.


(da:  http://www.udinetoday.it/eventi/bahrami-e-mercelli-alla-pieve-di-cesclans-inaugurano-carniarmonie-2017-3661945.html


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Ai lettori del Blog: lait lì ch'i volés.... e raccontateci le  emozioni provate.

venerdì 14 luglio 2017

Fatte brillare nel Tagliamento, tra Osoppo e Trasaghis, le bombe di Chiusaforte

disinnescato la prima delle due bombe d'aereo della II Guerra Mondiale,13 luglio 2017


Giovedì 13 luglio si sono completate le operazioni di bonifica dei residuati bellici risalenti alla II Guerra Mondiale rinvenuti nel comune di Chiusaforte (UD), le stesse hanno avuto inizio lo scorso 5 luglio quando gli artificieri dell’Esercito in forza al 3° Reggimento Genio Guastatori di Udine hanno disinnescato la prima delle due bombe d’aereo da 1000 lbs ciascuna.
Il secondo ordigno è stato trasportato nel sito di brillamento finale nel greto del fiume Tagliamento, al confine del territorio dei comuni di Osoppo e Trasaghis, dove alle 11:39, con due distinte esplosioni radio comandate è stato, assieme alla prima bomba, 
definitivamente distrutto dal personale specializzato del 3° Reggimento Genio Guastatori di Udine.
Su mandato della Prefettura di Udine sono state disposte diverse ordinanze di sgombero e interdizione a persone e veicoli che hanno interessato dapprima il comune di Chiusaforte per le operazioni di disinnesco, dalle ore 05:30 di giovedì 13 luglio e fino a termine delle operazioni avvenute alle 07:05 circa, tale limitazione ha interessato porzioni dell’autostrada A23 – Udine – Tarvisio, della S.S. 13 Pontebbana, della strada comunale Moggio Udinese – Roveredo, della Ciclovia Alpe Adria, un divieto di sorvolo per un altezza di  metri 500 e la sospensione dell’erogazione della corrente elettrica ad alta tensione. A seguire l’ordinanza di sgombero ha interessato i comuni di Osoppo e Trasaghis nell’area interessata alle operazioni di brillamento, avente raggio di 500 metri a far centro dal luogo dell’esplosione e a partire dalle ore 9 e fino alle esplosioni finali delle 11:39 circa quando l’area è stata riportata alla normalità.

                           



Tratto dal sito “Udine today”. Leggi tutto l’articolo: http://www.udinetoday.it/cronaca/brillare-bomba-osoppo-seconda-guerra-mondiale-esercito-13-luglio-udine.html
Segui su Facebook: http://www.facebook.com/pages/UdineToday/131006693676317

giovedì 13 luglio 2017

Adolescenti incivili sul Palar?

La "Posta dei lettori" del Messaggero Veneto di ieri ha pubblicato due lettere sul Palar: la segnalazione di un lettore relativa al comportamento incivile di alcuni bagnanti e la risposta del Sindaco di Trasaghis al proposito.

fiume palar/1/Una maleducazione che preoccupa

Gentile sindaco di Trasaghis, le scrivo in merito ad alcune cose che ho notato, e desidererei portare alla sua attenzione, da sporadico frequentatore del fiume Palar in località Alesso. Nello specifico, mi riferisco ad atteggiamenti poco corretti da parte di chi spesso frequenta le sponde (persone che incontro ogni volta che torno lì) del corso d'acqua.Nelle giornate estive molti adolescenti si recano presso il Palar per il consueto bagno pomeridiano, come molti di noi, e per cercare un po' di refrigerio. Quello che però è sgradevole constatare è che molti di questi giovani ragazzi non è per nulla avvezzo al rispetto delle regole.Infatti, si sprecano le bottiglie di plastica gettate in terra, i mozziconi di sigaretta lanciati ovunque, le lattine di birra abbandonate ovunque, i cani liberi senza museruola e guinzaglio e altro ancora.Quello che però mi spinge a scrivere queste righe è la scena alla quale ho assistito qualche giorno fa: alcuni ragazzini (tra gli 11 e i 15 anni) si sono divertiti a prelevare dall'acqua un gambero e, in un secondo momento, a prenderlo a calci fino a ucciderlo. Così, gratuitamente, senza un motivo.Ovviamente sono intervenuto non appena ho intuito cosa stavano facendo ma, purtroppo, per il povero gambero non c'è stato più nulla da fare.La pregherei, se possibile, di inviare dei controlli per preservare il vostro, il nostro ambiente, il più intatto possibile e per cercare di educare queste persone al rispetto dello stesso.
A.T. Tavagnacco

fiume palar/2/ Ha fatto bene a intervenire

La ringrazio per la segnalazione e mi auguro che uno spiacevole episodio come questo non la distolga dal continuare a essere nostro ospite al Palar; purtroppo la maleducazione di pochi danneggia tutti gli altri.Al Palar il flusso turistico è aumentato notevolmente negli ultimi anni e da ambiente incontaminato e poco frequentato è divenuto meta di turismo oserei dire di massa, con il seguito delle conseguenze che ha notato.Ci sono attività di sorveglianza e controllo, sia da parte dell'ente tutela pesca (il prelievo del gambero è reato...) che di volontari della protezione civile comunale, non vi è però, come in ogni luogo di turismo, un presidio costante che permetta di evitare al 100% simili comportamenti. Di più ritengo che sia la buona educazione di ogni singolo componente la società che dovrebbe tutelare il proprio ambiente senza dover arrivare a uno stato di polizia dove tutto e tutti siamo controllati in ogni movimento per il comportamento di pochi.È incoraggiante che lei sia intervenuto e non abbia fatto, come purtroppo succede nella maggior parte delle volte, finta di nulla e di ciò la ringrazio. Come ha detto bene il Palar è di tutti e non soltanto dei residenti della zona e tutti dovremmo sentirci in dovere di proteggerlo!Un cordiale saluto.
Augusto Picco sindaco di Trasaghis

Che ne pensano i lettori del Blog, frequentatori del Palar?



L'anno prossimo riaprirà l'hotel "Al Lago"

Dopo annunci, promesse, speranze, rinvii, voci di utilizzazioni diverse, pare avviarsi verso una soluzione positiva la riapertura dell'Hotel "Al Lago" sulla riva ovest, chiuso da anni. Lo riferisce il MV:

TRASAGHIS. Parte dalla riva ovest il rilancio turistico del lago dei Tre Comuni. Due importanti novità riguardano, infatti, il più grande bacino friulano: la prima è la prossima (ri)apertura dello storico hotel Al Lago, prevista nell’estate 2018, la seconda è la realizzazione di un nuovo centro turistico ricreativo e sportivo nell’area del vicino campo da calcio, dove domenica si esibiranno I Nomadi per festeggiare i 50 anni della Pro Alesso.

Sull’hotel da tempo la famiglia Polo, conosciuta a Ravascletto e in Carnia dove gestisce l’hotel La Perla, aveva manifestato l’interessamento e avviato le pratiche, ma ora ci sono date più precise: «Contiamo – spiega l’imprenditore Paolo Polo – di
riaprire con l’inizio della stagione estiva 2018. È una struttura con una quindicina di camere, 40 posti, in cui ci sarà anche un ristorante e, in giardino, una piscina con relativo spazio wellness. L’obiettivo è quello di implementare l’offerta turistica di quella parte di lago».

Sulla riva ovest è già possibile campeggiare e con un hotel-ristorante aumenteranno anche i servizi, sia per i turisti sia per la popolazione locale. Presto, con l’avvio dei lavori, si potrà vedere anche un cartello fuori dall’hotel con un rendering della futura struttura, chiusa dal 2003.


(da Il lago come polo turistico, lavori per 500 mila euro, di Piero Cargnelutti, "Messaggero Veneto", 11 luglio 2017)

mercoledì 12 luglio 2017

Lago, un centro turistico nella zona del campo sportivo

Il Consiglio comunale di Trasaghis, nella seduta del 29 maggio, aveva approvato l'avvio della procedura per la realizzazione di un  centro turistico ricreativo sportivo nella  zona del lago.
Maggiori dettagli si hanno ora da un articolo pubblicato dal MV:

la vera novità arriva dal Comune che in queste settimane ha affidato la progettazione per la realizzazione di un centro turistico e ricreativo nell’area del campo sportivo: un investimento di circa 500 mila euro, 360 dei quali messi a disposizione dalla Regione attraverso l’Uti del gemonese e i restanti dal Comune. «Fa parte del progetto “Immergiti nel lago” – spiega il sindaco Augusto Picco – che avevamo presentato qualche anno fa. Gli obiettivi sono diversi: da un lato risistemare il campo di calcio con il rifacimento di tribune, spogliatoi e la realizzazione di servizi igienici, che possano essere messi a disposizione anche dei visitatori, dall'altra creare una struttura  ricreativa utilizzabile anche dalle associazioni o da un gestore privato e che potrà quindi venire incontro alle esigenze dei frequentatori del lago e delle diverse realtà che organizzano eventi di rilievo: penso, ad esempio, al volo libero. Contiamo di terminare i lavori entro il 2019»

(da Il lago come polo turistico, lavori per 500 mila euro, di Piero Cargnelutti, "Messaggero Veneto", 11 luglio 2017)


martedì 11 luglio 2017

Sabato "I Nomadi" ad Alesso: è il "botto" della Pro Loco

La Pro Loco di Alesso festeggia cinquant'anni e lo fa "col botto", proponendo per sabato 15 il concerto dei Nomadi nel campo sportivo.


La serata avrà un prologo venerdì 14, con il concerto dei "Sudamerico" e "The originals"



Durante le serate del 14 (Aspettando i Nomadi) e del 15 luglio (serata del Concerto dei Nomadi) la Pro Loco Alesso vuole intrattenervi non solo con buona musica, ma anche con un gustoso menù proposto dal Tilly's Pub di Tolmezzo!😊
Di seguito trovate il menú proposto con tutte le pietanze. 



lunedì 10 luglio 2017

Cavazzo in uno "speciale" di Telefriuli

La trasmissione di Telefriuli "Il campanile della domenica" di ieri è stato dedicato interamente al Comune di Cavazzo.
In una serie di interventi coordinati da Dario Zampa, partendo dalla "festa del pesce" di Somplago, sono state prese in esame le caratteristiche storico-culturali ed economiche del territorio, dalla storia della Pieve di Cesclans alle vicende del forte di Monte Festa, dall'attività della centrale alle problematiche del Lago e altro ancora.

Chi vuol vedere (o rivedere) la trasmissione, può andare su youtube sulla pagina https://www.youtube.com/watch?v=4WC07_xUXyg  o cliccando direttamente qui sotto:



domenica 9 luglio 2017

"Prelievo dal Lago solo col by-pass", ribattono i Comitati al Consorzio (II)

Il comunicato dei Comitati che richiama l'attenzione sulla necessità di un intervento complessivo, capace di garantire contemporaneamente l'approvvigionamento idrico e la rinaturalizzazione del Lago, già pubblicato sul Blog (vedi http://cjalcor.blogspot.it/2017/07/prelievo-dal-lago-solo-col-by-pass.html ), diventa ora anche un volantino a stampa (edizione de "Il punto" del 5-7-17) capace di raggiungere quanti, in Val del Lago, non frequentano abitualmente la Rete.


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Come per il  passato, il Blog apre i suoi spazi a una disanima articolata su queste tematiche. 

sabato 8 luglio 2017

Somplago, una domenica "dentro" la centrale

Nell'ambito della "Festa del pesce" proposta dalla Pro Loco di Somplago e Mena nel fine settimana, si segnala l'appuntamento annuale con la possibilità di visitare la centrale di Somplago.

Domenica visite guidate alla centrale idroelettrica


CAVAZZO CARNICO. La centrale idroelettrica del gruppo A2A aprirà domenica le porte al pubblico. Un’occasione preziosa per i visitatori che, accompagnati dai tecnici dell’impianto, potranno visitare la struttura, scoprire “la caverna” della centrale e conoscere come, da oltre 60 anni, viene prodotta l’energia rinnovabile, completamente green, dalla forza dell’acqua. La Centrale di A2A, incastonata nella splendida cornice della Carnia nelle Alpi Friulane, sarà aperta al pubblico dalle ore 9.30 alle 18. Sarà possibile effettuare la visita gratuitamente e senza prenotazione, lungo un percorso che fiancheggia la cabina elettrica di smistamento per poi addentrarsi nella montagna, dove attraverso un corridoio di circa 600 metri si arriva alla Sala Macchine.(g. g.) 

(Messaggero Veneto, 6 luglio 2017)



Il sito del Gazzettino propone una galleria fotografica dell'interno della Centrale. Per vedere le foto, clicca su:


................... 
Come proposto anche in precedenti occasioni, i visitatori possono mandare al Blog commenti e impressioni sulla esperienza.

venerdì 7 luglio 2017

Il Lago e la siccità, fra intenti e politiche

 Laura Matelda Puppini ha pubblicato sul sito www.nonsolocarnia.info una articolata riflessione 

sui temi emersi in questi ultimi giorni, dalla siccità alla moria di pesci nel Tagliamento alle ipotesi 

di utilizzo delle acque del Lago a fini irrigui:


Chiare, dolci, fresche acque di un tempo che fu. 

Siccità, lago dei Tre comuni o di Cavazzo, fra intenti e politiche


Ultime acque addio?
Articoli vari del Messaggero Veneto del mese di giugno, hanno riportato alla ribalta il problema della siccità in Friuli, reso visibile a tutti dal decreto di emergenza idrica per il Fvg firmato, il 20 giugno 2017, dalla Presidente Debora Serracchiani, che ha deciso di ridurre la portata del Tagliamento, incidendo sul minimo deflusso vitale del fiume, dimezzandolo, non si sa però con quali valutazioni complessive e consulenze operative e, pare, pensando solo alle piantagioni friulane di mais. (“Siccità: Serracchiani, decretato stato emergenza idrica in Fvg”, in: http://www.regione.fvg.it/rafvg/comunicati/, e Giampiero Cargnelutti, Moria di pesci nel Tagliamento, la rabbia dei pescatori: flusso insufficiente, in Messaggero Veneto, 23 giugno 2017). Infatti ormai in Carnia i fiumi sono ridotti a letti ghiaiosi e stanno assumendo un carattere torrentizio. Inoltre un problema così grave avrebbe dovuto far riunire il consiglio regionale per cercare soluzioni appropriate, prima di intervenire con un comunicato sull’utilizzo del fiume che ormai ha solo il greto più largo della regione. Vi è chi ha battagliato per il minimo deflusso vitale, ed ora io credo che prima di dimezzarlo, si dovrebbe come minimo pensarci, dato che le acque della montagna formano un sistema idrico e fluviale. Inoltre qualcuno i giorni scorsi diceva che non è possibile rischiare di alterare l’ambiente per quattro campi di granoturco, visto, tra l’altro, che il prezzo del mais, è basso. Insomma sarebbe come vendere una villa stupenda e sul mare della Sardegna, proprietà di tutti,  per salvare una catapecchia fatta con 4 assi e proprietà di pochi, penso io. E scrivo questo solo perché vivo in Carnia ed ho attenzione per la mia terra, non certo per offendere qualcuno e se erro correggetemi.
Giancarlo Bonoris, sul Messaggero Veneto del 5 luglio, inizia dicendo che ormai si è alla continua emergenza siccità, un anno dopo l’altro, senza che mass media e politici prendano atto che «la disastrosa situazione attuale dei nostri fiumi regionali e dei relativi ecosistemi idrici, non è altro che il frutto della miope e dissennata assenza di programmazione della nostra politica relativamente alla gestione delle risorse idriche regionali, nonchè dei biblici ritardi di applicazione delle normative europee (leggi direttiva acque)». E nel merito io invito a leggere i miei: Laura Matelda Puppini, Quale politica per la montagna in questa Italia?”, in: www.nonsolocarnia.info, 29 febbraio 2016; Laura Matelda Puppini, Piano paesaggistico regionale e richieste della popolazione carnica, in www.nonsolocarnia.info, 1 luglio 2016; ed infine Laura Matelda Puppini, Da Carniacque a Cafc: affare strategico, fusione obbligata, o privazione dell’acqua per la montagna e de profundis per la sua autonomia?, in: www.nonsolocarnia.info, 4 gennaio 2017.
Quindi il signor Bonoris aggiunge che i pescatori, gruppo di cui da 60 anni fa parte, assistono da decenni «ai continui assalti dei portatori di interessi, al patrimonio delle nostre acque regionali, che vediamo di anno in anno ridursi per prelievi o asciutte e inquinamenti, a rigagnoli o a mere identità fisiche che di fiume possiedono più soltanto il nome». Ed egli riprende il discorso sulla S.A.D.E., comandata dal potentissimo, in epoca fascista, Giuseppe Volpi conte di Misurata, del cosiddetto gruppo veneziano, i cui disastri sono ben descritti nel volumetto di Lucio Zanier; Fatti e misfatti S.A.D.E. – E.N.E.L. in Carnia e forse una proposta di miglioramenti, Ribis, 1981. Lo Zanier dedica un capitolo del suo lavoro ai «Progetti già realizzati e danni derivati da questi» (Ivi, pp. 20-42), e fra i danni enuclea non solo gli abbassamenti delle falde e problemi dati a fauna e flora che vivono negli ecosistemi fluviali, ma anche i «danni all’ agricoltura ed ai boschi, al turismo e all’artigianato, proprio cioè a quelle tre componenti […] che dovrebbero essere il supporto indispensabile ad un decollo economico della nostra terra». (Ivi, p. 20). E su questi aspetti si sofferma anche il Bonoris, nel suo intervento sul Messaggero Veneto. «In Friuli hanno cominciato le grandi compagnie produttrici di energia idroelettrica (leggi S.a.d.e.) a mettere le mani sull’acqua pubblica, e i risultati negativi non si sono fatti attendere […]. L’acqua fuoriuscita dalla nostra Carnia è stata subito prelevata dai vari consorzi irrigui: c’erano infatti migliaia di ettari di magredi e zone aride da riempire con mais e frutteti (ora il mais non vale più nulla e le mele restano a marcire sugli alberi […]). Non basta: adesso (da alcuni anni) si parla di energia “eco sostenibile”, di nuovo energia idraulica prodotta da piccole centraline, il cui progetti, incentivati con il contributo di “certificati verdi” […] stanno provvedendo a dissecare i pochi residui torrenti rimasti in Carnia […]». Analisi corretta, penso tra me e me, mentre mi ritorna alla mente il “Comunicato del Comitato Acque delle Alpi sulla perdita di corsi d’acqua per speculazione a fini incentivi idroelettrici”, da me postato su www.nonsolocarnia.info il 22 luglio 2016, che così inizia:«La speculazione creata dagli incentivi alle rinnovabili si sta bevendo gli ultimi fiumi e torrenti liberi delle Alpi e degli Appennini; anche gli ultimi, rari corsi d’acqua ancora integri stanno scomparendo inghiottiti dalle condotte di nuovi impianti idroelettrici». Per amore di verità si deve dire che il gruppo delle cooperative carniche aveva cercato di gestire le acque in proprio, ma era stato battuto dal fascismo e dagli interessi di Giuseppe Volpi conte di Misurata ed il gruppo dei veneziani. (Cfr. per proposta carnica: Laura Matelda Puppini, Cooperare per vivere, Vittorio Cella e le Cooperative Carniche (1906- 1938), Gli Ultimi, 1988, capitolo: “L’Ente autonomo Forze Idrauliche in Friuli”, pp. 175-191. Per il gruppo detto dei veneziani, cfr. Laura Matelda Puppini, Recenti elezioni amministrative. C’erano una volta destra e sinistra che non passavano per il centro…, in www.nonsolocarnia.info, 29 giugno 2017).
«Requiem per i nostri fiumi», scrive il Bonoris, ma perdere fiumi, dico io, è una catastrofe ambientale, a cui la Regione risponde dimezzando il minimo deflusso vitale al Tagliamento, e per il resto facendo orecchie da mercante, pare. Inoltre con maggiore acqua nei fiumi anche gli scarichi dei depuratori, scrive Zanier, ( che per inciso è un geologo) sarebbero più diluiti, ed in genere viene a mancare, con basse portate nei fiumi, «quell’effetto di trasporto e di diluizione che caratterizza le grandi masse d’acqua in movimento», favorendo l’inquinamento. (Lucio Zanier, op. cit., pp. 34 – 35). Inoltre la diminuzione della portata dei fiumi fa variare – sempre secondo Lucio Zanier –  l’umidità nei terreni e nell’aria, portando ad effetti di inaridimento, mentre la temperatura sale. (Ivi, p. 34). 
Per quanto riguarda poi il turismo, Lucio Zanier ricorda che la pesca sportiva nei fiumi della Carnia era una attività che attraeva turisti, come le terme di Arta con la loro acqua Pudia, andata perduta. E non bisogna dimenticare la piscicoltura.  Sull’importanza della pesca, per il turismo carnico, si sofferma anche il Bonoris. Ed in questo contesto apocalittico, che nessuno può dire non sia stato evidenziato, in particolare negli anni ’80, con numerose prese di posizione ed analisi contro la ventilata costruzione della centrale di Amaro (il volumetto di Lucio Zanier è del 1981, gli articoli comparsi su Nort, relativamente all ‘argomento “Acque” e “Val del Lago”, coprono tutto l’arco di pubblicazione del periodico della montagna edito dal gruppo Gli Ultimi),  pare che, come in precedenza, la politica “dorma” a livello di analisi e progettualità globale futura, fermandosi a meri interventi in emergenza, che ormai, essendo costanti, non sono più tali. Mi pare di ricordare le critiche di Giorgio Ferigo alle delibere di urgenza che si facevano al Comune di Comeglians, quando egli era consigliere, per moltissimi argomenti che potevano, a suo dire, seguire anche l’iter normale ed essere discussi in consiglio. 
“Ultime acque addio?” – si intitolava un pezzo di Franceschino Barazzutti pubblicato su Nort, n.4, gennaio 1985. Ora forse il punto di domanda non serve più.  
Laura Matelda Puppini 
Nella seconda parte dell'articolo viene pubblicato il recente comunicato dei Comitati, già diffuso su questo Blog. Per leggere comunque tutto l'articolo: