"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

sabato 19 agosto 2017

Pietre dalla Val del Lago - quiz n. 5

Quest’estate, fino alla fine del mese, “Alesso e Dintorni” vi propone un quiz, suggerendovi di individuare un luogo di Val del Lago (dai Comuni cioè di Bordano, Cavazzo o Trasaghis). Le foto da localizzare sono legate dal comune denominatore della pietra, del “clap”. Può essere un angolo naturale di roccia, o una pietra lavorata a mano, oppure qualche manufatto moderno. Naturalmente vengono tolti i riferimenti spaziali, che potrebbero facilitare, e l’attenzione deve essere concentrata sul puro elemento di pietra. Attenzione: valgono solo le risposte tramite commento sul Blog!

Come si diceva in altre edizioni, non ci sono premi, ma la soddisfazione di scoprire angoli spesso nascosti del nostro territorio.

Quiz n. 5 : la galleria nella galleria
Come in una matrioska, una galleria ospita piccole nicchie. Dove?


venerdì 18 agosto 2017

Pietre dalla Val del Lago - quiz n. 4

Quest’estate, fino alla fine del mese, “Alesso e Dintorni” vi propone un quiz, suggerendovi di individuare un luogo di Val del Lago (dai Comuni cioè di Bordano, Cavazzo o Trasaghis). Le foto da localizzare sono legate dal comune denominatore della pietra, del “clap”. Può essere un angolo naturale di roccia, o una pietra lavorata a mano, oppure qualche manufatto moderno. Naturalmente vengono tolti i riferimenti spaziali, che potrebbero facilitare, e l’attenzione deve essere concentrata sul puro elemento di pietra. Attenzione: valgono solo le risposte tramite commento sul Blog!

Come si diceva in altre edizioni, non ci sono premi, ma la soddisfazione di scoprire angoli spesso nascosti del nostro territorio.

Quiz. N. 4 : la memoria ben marcata
Dove si trova questa lapide ben conservata (qui solo un particolare)  che risale agli anni della prima guerra mondiale?


giovedì 17 agosto 2017

Pietre dalla Val del Lago - quiz n.3

Quest’estate, fino alla fine del mese, “Alesso e Dintorni” vi propone un quiz, suggerendovi di individuare un luogo di Val del Lago (dai Comuni cioè di Bordano, Cavazzo o Trasaghis). Le foto da localizzare sono legate dal comune denominatore della pietra, del “clap”. Può essere un angolo naturale di roccia, o una pietra lavorata a mano, oppure qualche manufatto moderno. Naturalmente vengono tolti i riferimenti spaziali, che potrebbero facilitare, e l’attenzione deve essere concentrata sul puro elemento di pietra. Attenzione: valgono solo le risposte tramite commento sul Blog!
Come si diceva in altre edizioni, non ci sono premi, ma la soddisfazione di scoprire angoli spesso nascosti del nostro territorio.



Quiz n. 3 : la memoria abrasa

Dov’è questo muto testimone che ricorda il fascio e, con la successiva abrasione, la volontà di cancellare quell’esperienza?


mercoledì 16 agosto 2017

Pietre dalla Val del Lago - quiz n.2

Quest’estate, fino alla fine del mese, “Alesso e Dintorni” vi propone un quiz, suggerendovi di individuare un luogo di Val del Lago (dai Comuni cioè di Bordano, Cavazzo o Trasaghis). Le foto da localizzare sono legate dal comune denominatore della pietra, del “clap”. Può essere un angolo naturale di roccia, o una pietra lavorata a mano, oppure qualche manufatto moderno. Naturalmente vengono tolti i riferimenti spaziali, che potrebbero facilitare, e l’attenzione deve essere concentrata sul puro elemento di pietra. Attenzione: valgono solo le risposte tramite commento sul Blog!
Come si diceva in altre edizioni, non ci sono premi, ma la soddisfazione di scoprire angoli spesso nascosti del nostro territorio.


Quiz n. 2: una scala verso la luce

Dove sono queste rigide geometrie (teutoniche)?


martedì 15 agosto 2017

Pietre dalla Val del Lago - quiz n. 1

Quest’estate, fino alla fine del mese, “Alesso e Dintorni” vi propone un quiz, suggerendovi di individuare un luogo di Val del Lago (dai Comuni cioè di Bordano, Cavazzo o Trasaghis). Le foto da localizzare sono legate dal comune denominatore della pietra, del “clap”. Può essere un angolo naturale di roccia, o una pietra lavorata a mano, oppure qualche manufatto moderno. Naturalmente vengono tolti i riferimenti spaziali, che potrebbero facilitare, e l’attenzione deve essere concentrata sul puro elemento di pietra. Attenzione: valgono solo le risposte tramite commento sul Blog!
Come si diceva in altre edizioni, non ci sono premi, ma la soddisfazione di scoprire angoli spesso nascosti del nostro territorio.

Quiz n. 1: “Grovigli”
Spesso la vita è un groviglio, che può dispiegarsi meglio se appoggiato alla salda solidità della pietra.

Dulà ésal?



A proposito: Buon Ferragosto!!

lunedì 14 agosto 2017

Un quiz quotidiano dal Blog "aperto per ferie"

Ammettetelo: “Alesso & Dintorni”, almeno un po’, vi ha abituati male, riuscendo  da anni, salvo rare eccezioni, a proporvi ogni giorno un articolo nuovo (Natale, Pasqua e feste comandate comprese). C’è chi, acceso il computer al mattino, prima di Google e delle news, prima di facebook e della posta, va a leggere le “novitâts valdelaghine” (ovviamente: grazie della fiducia!).
Ora, nonostante ogni anno, il 31 dicembre o il I gennaio, si rinnovi l’invito ad una collaborazione più marcata,  A&D si regge sull’impegno del Blogger e di pochi altri collaboratori saltuari.  Anche d’estate! Qualche anno fa,  la pubblicazione  quotidiana è stata assicurata dal Blogger mentre era nel nord della Francia, integrata da un collaboratore dalla Puglia (grazie ancora, GdV!). Nessuno se ne è accorto, e tutto è filato liscio. Altre estati la pubblicazione è stata garantita facendo i salti mortali tra un wi-fi e l’altro che consentissero l’aggiornamento delle pagine…
Quest’anno no, il Blogger si prende qualche giorno di pausa.  Qualche articolo, magari, uscirà lo stesso, ma non certo col ritmo di marcia garantito sinora. Il Blog però non vi abbandona: ogni giorno ci sarà comunque un “quiz valdelaghino”, con un luogo da individuare e riconoscere.
Continuate comunque a mandare commenti, a dire che A&D vi manca, a pensare, magari, “con settembre entro anch’io in A&D”.
Buona estate!

Il Blogger

domenica 13 agosto 2017

Tornano i fuochi della vigilia di Ferragosto

Come tradizione, consolidata da diversi anni, tornano i fuochi di ferragosto sul Lago. L'appuntamento sulle rive  è per le 21.30 di lunedì 14.



La proposta, che negli ultimi anni figurava in collaborazione tra i Comuni di Trasaghis e di Bordano, quest'anno viene proposta dal solo Comune di Trasaghis.

sabato 12 agosto 2017

"Chest Palâr oramai forest" (II)

Numerosi, come si è visto, i commenti all'intervento di Scjefin che ha analizzato la difficoltà del rapportarsi con "chest Palar aromai forest".
Pubblichiamo oggi l'intervento di Michela che può rappresentare la speculare posizione di chi sul Palar arriva da fuori (con rispetto e disponibilità).
Continuate a intervenire (ovviamente "cun creance  e sintiment", l'unico modo di confrontarsi civilmente per arrivare, forse, a soluzioni condivise).
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Propongo liberamente e senza giudizi, la mia riflessione.
Che attrattive ha, oggi, Alesso per cui sceglierlo come mèta di soggiorno, di vacanza o addirittura di residenza?
Non certo parchi gioco ultratecnologici, ristoranti o alberghi stellati, discoteche (l'unica che c'era, come sapete meglio di me, ha infine chiuso...), locali notturni, musei, pinacoteche, abbazie, piste da sci... Niente di tutto questo.
I motivi principali per cui si ha nostalgia di Alesso e voglia di ritornarvi sono senz'altro i paesaggi, la posizione invidiabile tra lago, torrente, montagne e sentieri, la vicinanza a città d'arte, cominciando da Gemona e a 360 gradi tutto intorno per il Friuli.
Ovvio, a tutti piace la frescura e la limpidezza del torrente, e che rimanga tale, la pace ed il silenzio delle montagne e soprattutto la pulizia dei luoghi, non certo il chiasso e la congestione di autovetture (da cui la maggior parte dei cittadini in vacanza, tra l'altro, agogna scappare!), non certo la spazzatura lasciata ovunque (e ricordo che l'inciviltà non conosce cittadinanza: non è né del Sud, né del Nord, né dell'Est, né dell'Ovest, né urbana, né paesana, e così il suo contrario), non certo la spavalda cattiva educazione di cui nessuno, credo, sente il bisogno.
Non comprendo come ci si possa stupire ancora, Facebook o no, che le persone cerchino posti belli e desiderabili in cui trascorrere il breve periodo delle proprie ferie, e che trovino queste prerogative ad Alesso.
Ciò mi sembra assolutamente naturale e giustificato. Le meraviglie della natura non sono proprietà esclusiva di nessuno in questo mondo, ma patrimonio comune, che tutti dovremmo tutelare e preservare con la massima cautela.
È giusto che ci siano regole chiare e circostanziate, sia in montagna che in città, ma che si sorvegli costantemente sul loro rispetto e sulla loro applicazione per la reale salvaguardia del territorio e dell'ambiente, conferendo incarico ed autorità a chi ha il dovere istituzionale di farlo.
I commenti di qualsiasi tipo servono a ben poco, altrimenti, e con la passiva sopportazione, i problemi rimangono, se non peggiorano...
E i servizi?
A me sembra che il paese non abbia una grande vocazione all'economia, e forse questo è voluto; ma quanto rilancio economico potrebbe ancora portare un mese o poco più di turismo all'anno, se ben gestito?
Quante, seppur piccole temporanee opportunità di lavoro sul territorio per giovani e meno giovani, che invece ancora vanno a "far la stagione" all'estero? Se lo fanno, magari a loro conviene di più... Ma il benessere così se ne va all'estero... E i giovani pure...
E a chi rimane non resta che star seduti sulle panchine vicino al lavatoio ad osservare i forestieri passanti mezzi nudi accanto alla chiesa, che danno un pessimo spettacolo di sé stessi. Ad ogni estate.
Ma perché? Non si può creare "la stagione" anche qui?
Io credo che le criticità vadano analizzate per poterle trasformare in vantaggi, e - perché no? - in risorse.
Mi piace pensare che un ospite, non sopportato con rassegnazione, indesiderato e respinto con facile derisione, quando non addirittura con repulsione, ma ben accolto e ben introdotto al rispetto dell'ambiente in cui arriva, si senta, in qualche modo, parte della comunità locale, ed abbia quindi tutto l'interesse e la sollecitudine a conservare l'integrità di un posto in cui desidera ritornare con la propria famiglia, magari di anno in anno, a tutto beneficio degli abitanti.
Si può prendere spunto da quelle realtà territoriali che già fanno del turismo un loro punto di forza, e con ben altri numeri di visitatori annui!
Infopoint, Pro Loco, luoghi dedicati alla memoria (e non ditemi che non ne avete, proprio lì!...), sentieri segnati e mappe degli stessi, luoghi deputati all'accoglienza degli animali domestici, recipienti per l'immondizia per i turisti di passaggio, diverso accesso al Palar, associazioni per la sorveglianza del decoro e l'assistenza permanente nell'area, escursioni guidate ed attività didattico-educative per piccoli e grandi, accoglienza agli invalidi, bed and breakfast, punti ristoro, stands di prodotti locali e artigianali, un po' di musica ed animazione in piazza nelle calde sere di agosto, qualche esercizio commerciale che non sia un altro bar... 
Quante idee! Ogni cosa si può realizzare con la giusta misura.

Con questo, non sto auspicando che il Palar ed il paese diventino quel caos da cui tutti cerchiamo di fuggire; credo però che non si possa riportare la realtà dei posti a 50 anni fa; che si possano invece cogliere, qualora ce ne fosse la voglia, le buone potenzialità che il presente ed il futuro potrebbero offrire, con la dovuta attenzione e le necessarie regole, nel rispetto di persone e cose, e anche con un pizzico di lungimiranza.
L'accoglienza è, da sempre, un grande esempio di civiltà.
E a chi ha la possibilità di vivere tutto l'anno in questo paradiso, personalmente chiedo giusto un po' di tolleranza per chi non viene con l'intenzione di turbare la pace altrui, bensì a cercarne un po' per sé... E un po' di refrigerio, con tutta la discrezione possibile.

Grazie 
Michela, una di voi 



venerdì 11 agosto 2017

Domani la presentazione degli studi dell'Ismar sul fondo del Lago?

Da fonte bene informata riceviamo la notizia che domani sera alle 18, nella sala consiliare di Trasaghis, due ricercatori dell’Ismar di Bologna, presenteranno i rilievi effettuati sul  fondo del lago e l’esame di alcuni carotaggi fatti a suo tempo. Nuovi  rilievi del fondo sono stati fatti nei giorni scorsi e lo studio  avrebbe “fotografato“ l’esistenza di alcune buche sul fondo, da dove probabilmente esce l’acqua meteorica caduta sui monti del bacino. All’Ismar in questa occasione verrà consegnata anche la bandiera verde di Legambiente.

Se la notizia è vera, pare strano che un evento così importante non abbia una adeguata pubblicizzazione. Non paiono essersi visti visti manifesti in giro, non ne dice niente il sito comunale, niente le pagine facebook nessun comunicato da parte dei Comitati....  non si vorrebbe insomma che un evento preannunciato ancora nel maggio del 2015 e atteso a lungo si trasformasse in un incontro “per pochi intimi”.  


"Chest Palâr oramai forest"

Scjefin ha mandato al Blog una sua riflessione sulle pluridibattute problematiche estive del Palar. Un testo arguto, a tratti divertente, spesso amaro, sicuramente da leggere. E da commentare, sempre "cun creance e sintiment", prendendo spunto proprio da Scjefin che dice anche cose "penges", ma lo fa argomentando e motivando.
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Ombrelons, wurstel e sioras cu la piel imbombada 


"L'aga a va simpri da riva jù" a diseva me nona. E cuant che j tu vjôts sîs cjans tal aga dal Sieraiut e j tu pensas a tros ch'an sarà su dal Prin e oltra, tu sâs zà che vuei j fruts a muel tal Gorc dal Spiron a bevaran ancja pisač di cjan.
J dis "ancja" parceche tal sieraiut a son ancja sioras cu la piel imbombada di crema solar che, jentrant ta l'aghe a nous mandaran jù tant di chel vueli di cuei una wiener schnitzel. E dopo j vin dos bielas fameas sot un ombrelòn colorât cun cuatri fruts che a mangjn cavoz ta l'aga e a tirin las scussas a riva par regueilas posdasi dopo. Cualchiduna a svuala usta tal sut ma cualchi d'un ata no, e via jù cu la corint! E ce si podino spieta di chei sis zovins che a stan ta l'aga fin tal buli bevint bira e mangjant pagnuts cul wurstel? Ai gjambars a ur plasin j furçons di wurstel?


Un bombardament cence pandin di fruts che a vegni jù da paret

Oltra a reguei la scovazas di dut chest Palâr oramai forest, il Gorc al a gambiât mût di jessi. Une volte (j tachi a jessi vecjo), j tu podevis nadâ adapardut. Al dì di vuei, la part central e jè sòt un bombardament cence pandin di fruts che a vegni jù da paret. A pasa sòt, tu sâs za che tu cj cjatarâs un frut di siet agns su pa copa. Il problema a no son chei cuatri fruts di Deles che ancjimo a vegnin su e che a conosin ben la creanza e las regulas di cemût saltâ jù. Il problema a son chei ch'a rivin la prime volte e che a salti di ogni cret cence sintiment e cence savei. J piês a son ches fameas che a fasin "trekking", "nature adventure" e via indenant par Inglês. Vèu che a rivin! Nancje smontâts e subìt foto panoramiche cun iphone7 (ma ce seraial di fotografâ in tun puar toc' di riu cun 70 personas ingrumadas una sora di che ata?). Pari: ocjai di soreli cun cuardin, majute body armour, boraza in alumini, brigonuts neris e Merrel tai pis. Mari: bandana, custùm intîr neri e brigonuts neris ancje chei, Birkenstock rinfuarzadas. Fruts: la muta par imersion (tal Gorc?). E jù a butasi cence coscience ne sintiments tant j fruts che il pari (simpri cun las Merrel tai pis, però).

L'efiet di chest gambiament sul Palâr a si vjôt ancje tal paìs. No savares a dî pai aspiets economics, ma siguramenti al tocja la morâl. A plui di cualchidun ai sarà scjampât un voli su par chês frutas disinvoltas di citât che a mostrin il miôr di sè su pas stradas dal pais. Siguramenti a lu an notat ches feminas sentadas tas bancjas in Fontana che a comentavin "il fil interdental tas culetas " di una di lor. Magari a lu varan comentât ancja chei omps sentâts tal bar da Sara... ma in maniera difarent.

Rivât fint culì, il letôr al pensarà: "chest al e un colp da oposizion!"
Prin, j no sei interesât al zuc' politic. Secont, j pensi che l' amministrazion a cerût di fâ ce che a si podeve. J parchegjos a pajament a son stâts fats ben. Purtrop l'inciviltat a vinç simpri. A son cuatri dîs che un SUV a mi parchegja devant di cjasa fûr di striscia blu, blancja o zala che a seti. A smontin in trei, a van su cu la borsa frigo e a van via as sîs cence vei lasât nancja un boro vi dal Lodo.
A son stâts fats bei cartei, ma fau rispietâ al e complicât cun duta chê int. Al u sa ben il Roger che vi dal Sieraiut al a baltimat avonda par fermâ una siora che a voleve piâ un fûc par cuei luanias usta sot la mont che a vevin metut a fûc cualchi mes fa. 

Ce si podial fa alore?

In famea, ognun al sbara la sô. Me sûr a dis che in Americhe par puescj como il Palâr a meti un numar sierat di ingrès. Nol si trate di pajâ, ma nomo di controlâ il numar di ingrès (par mût di dî, puj di dusinta personas a si siera l'ingrès). A voja a diai che l'americhe a jè lontane....
Gnò zinar al e puj zen e a si concentra sul cjatâ il puestut ust e un pôc fûr di man. La femina a dîs che j sin propit furtunâts a Dales e j varessin di fâ afars cun dut chel ben di Diu ch' j vin (Palâr, lâc, trois di mont).
Jo j mi fâs cjapâ dal populismo tant di moda in dì di vuei e j mi insumi Fernando o Medeo ch' a vegnin su cul chel trator ch'a si dopra l'ultima not da l'an pal cjar dai Coscrits e a mi tirin via chest SUV di devant di cjasa e a lu lassin daûr dal cimiteri, in Palût, dulà che gno nono al diseve che al jere il confin e al tacava il mont di "chei aitis"

Bon, ce fasino alore? 

La colpa a je di Facebook, oviamenti. Fint cumò, j vevin rivât a platâ il Palâr e la int di fûr a si jere cjolete il lâc che nou j vevin za pierdût tai agns 50. Cun Facebook, il secret al e' finît e j si cjatin cun trops di int che pôc a pôc a nus parin fûr da chel che j penzavin al fos un mût di vivi immutabil. I efiets dal "turismo di massa" a si conosin. Al a za copât puescj ben pui impuartants dal Palâr, par esempli Vignesie. In chescj dîs, a si fevela tant sui gjornai di un riu dongja Milan dula' che, dopo jessi finit su Facebook, a si intassin Milanês cence bêz par lâ in ferias, cun efiets negatîfs sul splandor dal puest e su la int dal lûc.
A Barcellona, al e' nasût un moviment di citadins cuintra un turismo di massa che, se lassât cence nissuna regula, al svuedarà il centro da citât lasantlu nomo un puest par turiscj e pierdint cussì la sô anime.
Se a an problemas lôr a mi sa che duncje la roba a je un grum dificila e a coventarà tanta fantasia par tirasi fûr di dulà che j sin. 
Forsit, a nus podaresin judâ las clapas e asociazions dal paìs? Forsit a podaressin judâ doi o trei volontaris dal paìs che a van su e jù pal Palâr a impenzâ ai nestis ospits la buina creanza como che al è scrit tas tabelas?
Fâ un tic di educazion ecologjche cui fruts e menau su pal Palâr cun la sporta par reguei scovazas? I nestis a imparin il valôr dal ben comun e dal efiet da l'omp su la natura. Chei aitis, magari a imparin a vergognasi vjodint i fruts dal paìs netâ daur di lôr. Magari cuachidun a si metarâ a judâ?
Previodi il vigil un sabida o doi tant par fâ cualchi multa di avertiment par fa gambiâ la ande?

No sai se j rivarai a vjodi il Palâr di una volta. Ma j speri che a si cjatarà un mût. E senò, pacience. J mi sentarai ancja jò tâs bancjas in Fontana e, intun buligâ di culetas, tatuagjos e borsas frigo ch'al va sù e jù par Nariu, j mi impenzarai dal Deles di cuant ch' j eri piçul, da foto di jò e Luca cul còs che a nus an fat taì deûr e da cuninaria di me nona in banda.

Scjefin T.P.



giovedì 10 agosto 2017

Acromax, volo acrobatico dal San Simeone al Lago

La FIVL (Federazione Italiana Volo Libero) segnala lo svolgimento di ACROMAX dall'11 al 15 agosto, tra il San Simeone e il Lago:

Dall¹11 al 15 agosto sul Lago dei Tre Comuni (Udine), Acromax, tappa della Coppa del mondo di volo acrobatico in parapendio, organizzata dall'Aero Club Blue Phoenix in collaborazione con Volo Libero Friuli e patrocinata dalla regione.
Le evoluzioni dei piloti in "solo" e "syncro", ovvero a coppie, dopo il decollo dal monte San Simeone, proseguiranno sulla verticale dello specchio d¹acqua per terminare sulla zattera di atterraggio predisposta di fronte alla riva ovest del bacino lacustre. Il pubblico potrà facilmente seguire le manovre acrobatiche da terra o in diretta streaming su un maxi schermo posizionato nell'area logistica della competizione.
La sera del 14 agosto, spettacolo pirotecnico organizzato dai comuni di Trasaghis e Bordano. Durante tutto il periodo di Acromax i visitatori troveranno chioschi con cucina, intrattenimento musicale, arrampicata su parete artificiale, gonfiabili ed equitazione sui pony per i bimbi, prove di kaiak e canoa canadese, dimostrazioni di pool dance, escursioni sul lago, attività subacquea ed in acqua con istruttore. 

Gustavo Vitali - Ufficio Stampa FIVL
Associazione Nazionale Italiana Volo Libero (registro CONI n. 238227)


per informazioni su ACROMAX, Lago dei Tre Comuni (Udine), contattare
Thierry Pascolo - Volo Libero Friuli - 348 7281874
thierrypascolo (AT) gmail.com - acromax (AT) vololiberofriuli.it



E sul sito di Volo Libero Friuli, la notizia di un concorso fotografico  specificatamente leagto alla manifestazione:

PARTECIPA AL CONTEST FOTOGRAFICO ACROMAX con montepremi di 300 € in buoni Amazon!
Pubblica le foto che scatterai durante la manifestazione su Facebook o Instagram utilizzando i tag #acromax e #vlfcontest. Leggi il regolamento su http://www.vololiberofriuli.it/acromax-contest-fotografico/
_____________________________
EN
ACROMAX PHOTO CONTEST! WIN 300€ Amazon Coupons.
Post the pictures you shoot during the event on Facebook or Instagram using the tags #acromax and #vlfcontest.
Read rules on http://www.vololiberofriuli.it/acromax-contest-fotografico/

mercoledì 9 agosto 2017

Come si faceva la "marmelada di moléa di Vasinas" (II)

Il sito de ilgazzettino.it ha dedicato un ampio articolo di Paola Treppo alla prossima festa di Avasinis:

Mirtilli e lamponi in festa: 600 kg di frutti e una vecchia ricetta in soffitta

TRASAGHIS (Udine) - Quattrocento chili di mirtilli e 180 kg di lamponi raccolti a mano sul Cuar, il monte che sovrasta il piccolo abitato di Avasinis, a Trasaghis. E una ricetta, la più anticatrovata in soffitta, per realizzare la marmellata di lamponi come una volta, come la facevano le nonne, le mamme e le ragazze negli anni Cinquanta del secolo scorso. Sono i numeri e le curiosità di una delle manifestazioni più amate del Friuli, nata negli anni Settanta e organizzata da 20 dalla pro loco Amici di Avasinis: è la Festa del lampone e del mirtillo che si terrà dal 12 al 15 agosto prossimi.

Avasinis è una frazione di Trasaghis dove vivono poco meno di 300 abitanti; per l’organizzazione della festa lavorano tutti, a eccezione delle persone molto anziane e dei bimbi molto piccoli. Per l’evento arriva anche chi vive fuori paese da tempo perché chi è originario di Avasinis lo è per sempre. Del resto, questo abitato è noto per la raccolta dei piccoli frutti da più di 80 anni: lo raccontano le foto che la comunità locale ha tirato fuori dai bauli, da vecchi album e dalle soffitte per realizzare una mostra che racconta la storia del paese.

La vecchia ricetta
Si vedono le donne con le gerle intente a raccogliere i piccoli frutti che venivano portati poi a Gemona del Friuli, nella distilleria Falomo, per la produzione e vendita disciroppi naturali. Con i mirtilli e i lamponi si guadagnava abbastanza bene e le ragazze facevano “la stagione” per potersi comprare un bel vestito nuovo. Parte dei frutti venivano tenuti a casa per fare le marmellate. E una vecchia ricetta è stata trovata quest’anno a sorpresa scritta a mano, a matita, in lingua friulana, dietro a una scheda del gioco della tombola che risale agli anni Cinquanta. Il gioco, in ottime condizioni, è stato trovato dentro a una scatola di latta (nelle foto). La ricetta sarà sperimentata questo fine settimana, durante la festa.

La quattro giorni di Avasinis è di quelle da leccarsi i baffi con prodotti tutti a base di piccoli frutti: gnocchi ai mirtilli, dolci di ogni tipo, grappe, sciroppi, frutti freschi e ogni altro genere di delizia. Quest’anno ci sono anche le bustine dello zucchero personalizzate con le scritte in friulano e il logo della manifestazione. 
(Paola Treppo)

Per vedere tutte le foto del servizio:

martedì 8 agosto 2017

Come si faceva la "marmelada di moléa di Vasinas" (I)

Trovata ad Avasinis l’antica ricetta della marmellata di lamponi

Scritta su un cartoncino in friulano era in una scatola di latta con la tombola. Il documento sarà reso pubblico nel corso della festa che prenderà il via sabato
TRASAGHIS. Ritrovare tra le schede della tombola, in una vecchia scatola di latta delle caramelle Dufour, la ricetta della marmellata di lamponi scritta in friulano con una calligrafia d’altri tempi, emoziona anche chi non è nato e cresciuto ad Avasinis.
Ad aprire quella scatola recuperata 41 anni fa tra le macerie del terremoto che distrusse il Friuli e conservata nella casa disabitata da tempo di Giovanni Ridolfo, morto qualche anno fa a 97 anni, è stato il presidente della Pro loco di Avasinis, Giovanni Rodaro.
«È la più vecchia ricetta della marmellata di lamponi di Avasinis». Quel cartoncino ingiallito riannoda i fili della storia della festa nata spontaneamente negli anni 1970 e 1971 quando le donne preparavano la marmellata in piazza.
Sospesa e poi rilanciata nel 1997, la ventesima edizione della festa del lampone e del mirtillo prenderà il via sabato, alle 17, con la presentazione della ricetta trovata casualmente. «Cercavo vecchie fotografie per allestire la mostra su Avasinis - rivela il presidente della Pro Loco, Giovanni Rodaro –, mai avrei immaginato di imbattermi nella più antica ricetta della marmellata di lamponi rimasta invariata nel tempo».
Quel cartoncino scritto da una parente di Ridolfo ufficializza il ruolo che svolse la raccolta dei lamponi ad Avasinis, ai piedi del monte Cuar. «Fino alla fine degli anni Sessanta le ragazze andavano a raccogliere i lamponi a 800 metri di altitudine e i mirtilli a 1200. Tornavano a casa a casa anche con 50 chili di lamponi a testa. Li vendevamo alla distilleria “Falomo” di Gemona e con il ricavato acquistavano il vestito nuovo». Rodaro racconta la storia e si emoziona. È una storia d’altri tempi ricca di significato.

La raccolta dei moleas, con questo termine vengono indicati i lamponi nella ricetta - «è un termine che deriva dalla sloveno come pure cirignicula usato per i mirtilli» - consentiva di racimolare qualche soldo per i “capricci” che le condizioni economiche non rendevano possibili.
Una parte del raccolto però veniva trattenuta per confezionare la marmellata e l’antica ricetta rivela quantità e ingredienti. «Un chilo di moleas dai Pecolaz – i Pecolaz è il toponimo del luogo dove il lampone cresce meglio – e 250 grammi di zucchero» devono bollire per otto ore nel pentolone dove va aggiunto il succo di mezzo limone prima di invasare. Vasi che vanno aperti solo 20 giorni dopo. Il presidente della Pro loco giura che la ricetta è rimasta invariata. È stata seguita anche per confezionare il prodotto che sarà servito sabato e domenica e il 14 e il 15 agosto ad Avasinis.
«In questi giorni – aggiunge Rodaro - le donne hanno raccolto sul monte Cuar 400 chili di mirtilli e 200 di lamponi». Quest’anno sarà un’edizione speciale, la ventesima, quella in cui gli organizzatori saranno in grado di esibire la ricetta senza tempere confronti o competizioni.

Con i proventi della festa realizzati in tutti questi anni, la Pro loco è rimasta al fianco della Chiesa, ha acquistato la sede mettendo a disposizione camere con bagno per i turisti che arrivano ad Avasinis, nel paese di 300 anime privo di alberghi. Ha realizzato la cucina e i magazzini e «lo scorso anno - continua il presidente – abbiamo acquistato l’ex latteria per trasformarla in un Circolo ricreativo. Abbiamo recuperato le edicole votive e affrescato la navata principale della chiesa».

A questo punto la festa del lampone e del mirtillo può iniziare. Sabato alle 19.30 la band “Trabeat furlan rock” eseguirà i brani scritti e interpretati dal giornalista Piero Cargnelutti. Un’ora più tardi toccherà a Doogie white: la voce dei Rainbow il gruppo formato con Ritchie Blackmore il chitarrista dei Deep Purple. Domenica, alle 20, sarà la volta di Goliardika rock’n’ show band e delle Voci sole in concerto.

Somplago caput mundi. Come rapportarsi con la centrale?

I Comitati hanno diffuso una nota - inviata  da V. Rabassi e F. Barazzutti - nella quale criticano l'inserimento - all'interno di una recente pubblicazione dell'Ecomuseo della Val del Lago - della Centrale di Somplago tra gli "obiettivi ecologici di riferimento" del territorio . 

Questo il testo della nota: 

UNA CENTRALE DI TROPPO

Alla pagina CONTATTI della recente pubblicazione “VAL DEL LAGO – UNA NATURA SPECIALE”, edita dall’ECOMUSEO VAL DEL LAGO, fra le indicazioni riguardanti gli obiettivi più importanti quali la Casa delle farfalle di Bordano e lo stesso Ecomuseo/Parco Botanico figura anche la Centrale idroelettrica di Somplago.
L’inserimento di tale centrale tra i principali obiettivi ecologici di riferimento della Val del Lago ci sembra una trovata che sminuisce la pubblicazione in quanto rivela una sottostante mentalità del curatore succube se non addirittura funzionale alla centrale che, scaricando le acque turbinate nel lago, lo ha sconvolto.
Tale inserimento confligge con il significato ed i compiti di un ecomuseo che tale voglia essere, nel nome e nella sostanza. Peraltro, reclamizzare la centrale in una pubblicazione finanziata con soldi pubblici ha del paradossale dal momento che la società proprietaria A2A, sfruttando le acque dei fiumi e torrenti della Carnia desertificandoli, realizza consistenti profitti per i suoi azionisti, i Comuni di Milano e di Brescia in primis.
Se è vero – come sostiene il coordinatore dell’ecomuseo a giustificazione dell’inserimento – che la centrale sta nella valle, altrettanto vero è che nella valle stanno sia le acque gelide sia il fango che lo scarico della centrale immette nel lago sconvolgendolo, del che non vi è traccia nella pubblicazione: volutamente taciuti!
Dov’è l’ecologia dell’Ecomuseo?
Dov’è la corretta informazione?
Che l’acqua del lago sia gelida e con abbondanti particelle di fango in sospensione, oltre allo spesso strato fangoso depositato sul fondale, se ne sono accorti anche i bagnanti che al lago preferiscono le acque del torrente Palar.
All’ecomuseo c’è chi ha abbracciato e propaganda la teoria che il lago vada bene così com’è, tant’è che già nella mappatura della Val del Lago scriveva “lasciare alle spalle la nostalgia del passato, in particolare di quel periodo precedente alla costruzione della centrale di Somplago, considerandola invece come uno degli elementi che al giorno d’oggi compongono il paesaggio”. Bel paesaggio fatto di tralicci e cavi aerei!
Così si ignorano volutamente le conclusioni della perizia dell’ing. Franco Garzon, incaricato non dai Comitati ma dai Comuni rivieraschi, dal Consorzio BIM e dalle Comunità Montane, che a pagina 32 scrive “Il Lago di Cavazzo presumibilmente tra 110 anni sarà riempito” (di fango). Risultanze confermate dallo studio dell’ing. Franzil “Lago, Ambiente, Energia” premiato con BANDIERA VERDE di Legambiente, unitamente all’ISMAR del CNR.
Pertanto è ampiamente dimostrato che il lago non resterà così com’è, ma negli anni POTRA’ SOLO PEGGIORARE SINO A DIVENTARE UNA PALUDE se non si mette mano allo scarico della centrale convogliandolo fuori dal lago.
Ma questo tema, purtroppo, non interessa a quelli dell’Ecomuseo, mentre sarebbe loro compito dare la completa informazione sullo stato reale del lago.
Perché non lo fanno? Lo facciano con un’apposita pubblicazione a cui noi potremmo partecipare.
E’ grazie alla costante azione che i Comitati - e non l’Ecomuseo – hanno condotto da anni, pagando di tasca propria e non con soldi pubblici, per la rinaturazione e valorizzazione del lago se per la prima volta, dopo decenni di lotte nella valle, nel Piano Regionale di Tutela delle Acque la Regione ha recepito la soluzione del problema primario del lago nel contesto generale Tagliamento-Consorzio di Bonifica-lago: “punto 3.2.3 Conclusioni. In tale ambito dovrà anche essere valutata la fattibilità tecnico - economica di realizzazione di un canale di by – pass che convogli direttamente le acque della centrale di Somplago all’emissario del lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso.”
Quindi, “BY-PASS” e “RECUPERO DELLE CONDIZIONI DI NATURALITÀ DEL LAGO”: questa è la nuova frontiera, da cui partire per la loro concreta realizzazione con una dimensione culturale ampia e profonda e non già con la comoda ed angusta filosofia, cara al curatore della pubblicazione, dell’accettazione della gestione dello status quo del lago, che porta solo alla sua futura agonia.
QUESTA È ANCHE UNA FRONTIERA DI DIGNITÀ PER GLI ABITANTI DELLA VAL DEL LAGO E NON SOLO.
Questa è l’apertura di una fase nuova, che non si ripresenterà, che va colta e percorsa con intelligenza, determinazione e unità d’intenti di tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti.
Una fase favorevole che non dovrebbe sfuggire all’esperienza politica ed amministrativa del Presidente dell’Ecomuseo Ivo Del Negro nelle valutazioni e decisioni conseguenti.
QUANTO AI COMITATI, C’ERANO, CI SONO E CI SARANNO, CON LE LORO IDEE, PROPOSTE E STIMOLI.
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Il taccuino dell'Ecomuseo "Una natura speciale" può essere scaricato dal seguente indirizzo:
http://www.ecomuseovaldellago.it/wp-content/uploads/2017/07/taccuino01-natura-italiano-lowres.pdf 

I lettori sono invitati a prendere visione del documento e poi a esprimere il proprio parere sulle osservazioni poste dai Comitati.
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Addenda 10.08.17

La nota dei  Comitati  "Una centrale di troppo" è diventata anche il contenuto della pubblicazione "Il Punto" datata 09.08.17 diffusa in forma cartacea dai Comitati stessi.

lunedì 7 agosto 2017

Hotel "Al Lago", spazi nuovi e attività diversificate per il rilancio turistico

A metà luglio si dava notizia anche sul Blog dell'avvio dei lavori di ristrutturazione dell'Hotel "Al Lago", chiuso da anni, in vista di una apertura entro la prossima stagione:

"Sull’hotel da tempo la famiglia Polo, conosciuta a Ravascletto e in Carnia dove gestisce l’hotel La Perla, aveva manifestato l’interessamento e avviato le pratiche, ma ora ci sono date più precise: «Contiamo – spiega l’imprenditore Paolo Polo – di riaprire con l’inizio della stagione estiva 2018. È una struttura con una quindicina di camere, 40 posti, in cui ci sarà anche un ristorante e, in giardino, una piscina con relativo spazio wellness. L’obiettivo è quello di implementare l’offerta turistica di quella parte di lago».

 (...) Presto, con l’avvio dei lavori, si potrà vedere anche un cartello fuori dall’hotel con un rendering della futura struttura, chiusa dal 2003".


Ora il cartello è stato collocato davanti alla struttura e dà l'idea di quale sarà il nuovo aspetto, profondamente rinnovato, dell'Hotel (che cambierà anche nome, ricorrendo a un gioco di parole utile sul piano pubblicitario, quello di "Trilago"):


L'entità dei lavori e l'impegno per il rilancio turistico della zona dovrebbero rassicurare quanti sul web, nelle scorse settimane, hanno delineato scenari foschi ipotizzando ben altre utilizzazioni della struttura (e non aggiungiamo nient'altro, ognuno può fare le sue ricerche e rintracciare i "messaggi preoccupati" lasciati circolare).

domenica 6 agosto 2017

Luci soffuse e palati gratificati in piazza ad Alesso

Serata animata ieri sera in piazza ad Alesso sotto le stelle: tante persone chiamate dalla magìa delle candele di Paola, dalla musica  e  dai dolci & cocktails di  Ste  (iniziative  sostenute da tanti validi collaboratori, in primis la Pro Loco).


Una piccola antologia antologia fotografica (immagini di A&D e Riccardo) per ricordare la serata: 





Come sempre, i lettori del Blog possono mandare ulteriori foto e commenti.

sabato 5 agosto 2017

Torna Acromax. Tutti col naso all'insù, dal San Simeone al Lago

ACROMAX 2017: L’EVENTO PIÙ SPETTACOLARE DELL’ANNO

Riparte l’Acromax, il Campionato Mondiale di Parapendio Acrobatico

L’Acromax si riconferma l’evento dell’anno nel programma di Sportland: 5 giorni di grande spettacolo, musica e attività per tutta la famiglia.

Conclusa la tappa dei Campionati Italiani di parapendiocon l’Open Gemona, Sportland è pronto per l’Acromax, un’altra grande manifestazione.
Da venerdì 11 a martedì 15 agosto 2017 sarà possibile ammirare manovre mozzafiato al limite della fisica compiute dai piloti e dalle loro vele, che dopo il decollo (Monte San Simeone a 1200mt) atterreranno sulle rive ovest del Lago di Cavazzo o sulla zattera galleggiante.
Per l’occasione le sponde del Lago dei Tre Comuni, una delle mete turistiche più apprezzate nella nostra regione, saranno attrezzate a festa per l’occasione, con un  ricco programma di attività musicali, sportive e dimostrazioni.
Dal giro sui Pony per i più piccoli alle prove di Kayak e Canoa canadese, dalla dimostrazione di pool dance all”attività subacquea con istruttore.
Il tutto condito da musica e chioschi con cucina sempre aperti per tutti i giorni della gara.
Queste sono solo alcune delle iniziative gratuite previste per l’intrattenimento e la cornice di Acromax.
 Un’anticipazione? Ecco quello che è stato nel 2016! 

Acromax: la competizione

Particolarmente attesa dagli appassionati di parapendio acrobatico, vedrà i primi 50 piloti più bravi al mondo, dare vita ad indimenticabili duelli aerei a colpi di manovre mozzafiato al limite della fisica.
Accelerazioni e forza di gravità sembrano piegarsi al talento e alla creatività di questi ragazzi, fino all’atterraggio in zattera galleggiante sulla superficie del lago, a garantire lo spettacolo fino all’ultimo!
5 giorni all’insegna dello sport, musica, intrattenimento ma, soprattutto, grande spettacolo!
Per questo l’Acromax, una competizione organizzata dall’Associazione Volo Libero Friuli, è l’evento più atteso tra quelli targati Sportland.
Seguite la pagina Facebook di Sportland per rimanere aggiornati su tutto il programma, mentre la pagina di Acromax del Volo Libero è il modo migliore per avere tutte le info i dettagli sulla competizione.