"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

lunedì 16 ottobre 2017

Bordano, corso di Internet gratis per i "60 e +"

La settimana scorsa è partito nelle scuole di Alesso il corso di avvicinamento alla navigazione su Internet promosso dall'Auser per i nonni o comunque quanti hanno superato i 60 anni.
E' prossimo l'avvio di un analogo corso a Bordano:

Internet, a Bordano un corso dedicato agli over sessanta

L'Auser alto Friuli comunica che sono aperte le iscrizioni ai percorsi di apprendimento per gli over 60, delle competenze per un uso consapevole di internet e delle sue applicazioni. Il corso sarà tenuto da volontari esperti di informatica e si svolgerà in ambiente multimediale con a disposizione un terminale internet per ogni corsista, e più in dettaglio nella ex sede della banca nel municipio di Bordano. L'inizio è previsto per inizio novembre: la frequenza è gratuita e aperta a tutti, con una durata di venti ore con cadenza bisettimanale. È possibile iscriversi fino alla fine di ottobre in municipio oppure nella sede Auser in via San Giovanni a Gemona il giovedì dalle 9 alle 12 (tel. 0432/98141, gemonauser@yahoo. it). (p.c.)
(da: Messaggero veneto, 14 ottobre 2017)


domenica 15 ottobre 2017

Il Cavazzo vince anche la Supercoppa. Un allenatore sugli alllori

E’ del Cavazzo la Supercoppa 2017: nella finale di Osoppo la formazione allenata da Fabio Picco non dà scampo la Villa, sepolto sotto un 5 a 1 che non ammette repliche. Il gol di Sgobino a metà della prima frazione (inzuccata su azione di calcio d’angolo) ha rotto l’equilibrio, con il Villa incapace di una reazione convincente. A inizio ripresa uno spunto di Serini, concluso con un gran diagonale, dava il raddoppio ai viola. Un autogol di Bazzetto, che ha smanacciato nella propria porta un angolo di Not aveva parzialmente riaperto il match, ma ancora Serini, dopo pochi minuti ristabiliva le distanze mettendo alle spalle di Gressani un pallone servitogli da De Barba. Era proprio lo stesso capitano del Cavazzo a firmare il poker con una conclusione da una trentina di metri  che non dava scampo a Gressani. L’espulsione di Riccado Moroldo (fallo su Burba) aveva acceso un po’ gli animi, col Villa che rimaneva addirittura in 9 dopo il “rosso” a Falcon, per una frase nei confronti del direttore di gara Esposito, reo secondo il giocatore del Villa di non aver rilevato una gomitata da lui stesso subita. Nel finale, “manita” per il Cavazzo grazie al rigore trasformato da Cescutti  (fallo su Felaco). Da sottolineare la perfetta organizzazione da parte della Nuova Osoppo in un giornata che ha visto affluire al “Forgiarini” almeno 500 spettatori.
(Articolo di Massimo Di Centa dal sito del Carnico:

E al vittorioso allenatore del Cavazzo, Fabio Picco, il figlio Ivano ha dedicato su facebook un affettuoso messaggio di congratulazioni, sottoscritto poi da numerose persone a suon di “like”:

In 4 anni di Campionato Carnico, penso che papà abbia un buon "curriculum": ha portato la Val del Lago dalla 3ª alla 1ª categoria con primo posto nella classifica (anche marcatori) della 3ª categoria, poi c'è stata quella macchiolina che è l'esonero (ma anche la Sindone è sporca di sudore😂) quindi sceglie il Cavazzo dove oltre al Campionato e Supercoppa, si aggiudica il record di punti e di gol fatti...
Bè, diciamo che se si deve ritirare è il momento giusto, ma spero che le soddisfazioni per lui possano continuare... perché se le merita, mette tutto se stesso in quello che fa e mette/ha messo tutto se stesso perché possano arrivarne anche per me... in bocca al lupo superpapi Fabio Picco!!!



sabato 14 ottobre 2017

“I ❤️ Palâr”, novecento euro da investire sul torrente

E' stato diffuso il lusinghiero consuntivo della operazione  “Maglietta I ❤️ Palâr”  avviata nella festa dello scorso mese di luglio:

Non c’erano dubbi sull’amore dei dalessani e non nei confronti del Palâr, ma ogni aspettativa è stata superata. 281 magliette “I ❤️ Palâr” vendute, 900€ di incasso al netto delle spese. Rimane da definire il progetto al quale destinare i fondi. Le proposte raccolte si sono orientate sull'installazione lungo il corso del torrente di cestini per la raccolta dei rifiuti. Valuteremo con gli enti preposti la fattibilità del progetto anche inconsiderazione della necessaria gestione della raccolta dei rifiuti. Vi terremo informati, stay tuned. A presto.
(dalla pagina fb di "Deles in fiesta")


venerdì 13 ottobre 2017

L'assessore Vito preannuncia ai sindaci uno studio sul Tagliamento da Venzone a Pinzano

Ambiente: Vito, progetto sicurezza e valorizzazione Tagliamento

Sicurezza e valorizzazione del fiume Tagliamento sono stati i principali aspetti della riunione convocata a Udine dall'assessore all'Ambiente del Friuli Venezia Giulia, Sara Vito, con i sindaci delle amministrazioni comunali rivierasche del medio e alto corso del Tagliamento (San Daniele del Friuli, Osoppo, Trasaghis, Bordano, Gemona del Friuli, Ragogna, Dignano, Forgaria del Friuli, Spilimbergo, Pinzano al Tagliamento).


L'incontro ha dato conto dello studio, in itinere e finanziato da fondi regionali, realizzato dal Consorzio di bonifica friulana in collaborazione con il Centro internazionale di scienze meccaniche (Cism), che utilizza un approccio multidisciplinare nuovo, guardando l'intero sistema fiume da Venzone a Pinzano per trovare le migliori soluzioni tecniche in materia di sicurezza.

"Abbiamo lavorato e continuiamo a farlo - ha evidenziato Vito - per dare una risposta alle esigenze espresse dai sindaci in quanto ci siamo presi un impegno e lo portiamo avanti per riempire di contenuti la parola prevenzione. Così garantiamo sia gli interventi necessari di messa in sicurezza del fiume sia il supporto alla strategia per la manutenzione del Tagliamento attraverso questa ad approccio scientifico, innovativo e di dettaglio, utile per individuare in modo corretto le priorità e gestire meglio le risorse in un'ottica di programmazione".

Lo studio, ovvero il progetto per il ripristino dell'officiosità idraulica del fiume Tagliamento nel tratto da Venzone a Pinzano, è stato presentato da Massimo Canali, direttore del consorzio bonifica Pianura Friulana, assieme a Matteo Nicolini del Cism, che hanno evidenziato i tre elementi fondamentali dell'analisi.

"In primis - ha chiarito Canali - abbiamo previsto una ricognizione degli approfondimenti, nazionali e internazionali, degli ultimi 10 anni, poi la realizzazione dei modelli idrodinamico, per definire i livelli idrici del fiume a seconda delle varie entità delle piene, e morfologico, per valutare come l'andamento delle acque fa cambiare l'assetto del deposito dell'erosione all'interno dell'alveo in questo tratto di fiume".

"Questo - ha aggiunto il direttore del consorzio - è utile per ipotizzare gli interventi per la sicurezza idraulica nei comuni rivieraschi. Terzo elemento - ha aggiunto - è la valutazione sulle tipiche situazioni morfologiche che crea il fiume per costruire una legge matematica che simuli il comportamento del sistema fluviale e possa essere utilizzata per indicare criteri da utilizzare, ad esempio, per gli interventi di sghiaiamento di questa parte di fiume".

"Al completamento dello studio - ha quindi precisato Vito - verranno indicate le criticità e in base ad esse le priorità e le tipologie dell'intervento".
(Fonte: regionefvg)

Vedi anche il servizio diffuso dalla Regione:

giovedì 12 ottobre 2017

Ospedale di Gemona, chemioterapia a rischio

I Comitati a difesa dell’Ospedale  San Michele – Gemona, alla ventilata notizia della chiusura dell’ambulatorio oncologico, per quanto concerne la chemioterapia destinata ai malati di questo territorio, esprimono le proprie perplessità:

L’Ospedale San Michele è destinato a perdere un altro fondamentale servizio? Oggi a Gemona,  il trattamento chemioterapico viene somministrato solo su due giorni alla settimana, mentre tempo addietro ciò avveniva dal lunedì al venerdì. Una scelta “ politica “ che come ormai di consueto ci penalizza o mancanza di personale? Qualcuno dei soloni nostrani della Sanità, avrebbe il dovere di rispondere a questo quesito! Così come sarebbe ora che i nostri Sindaci, gli altri Amministratori locali e il Sindacato, prendessero posizione sui nefasti quanto iniqui risultati di una riforma sanitaria che ormai dimostra tutte le sue lacune ed  è criticata a tutti i livelli, dalla montagna al mare. Questo è uno dei motivi per cui la Presidente Serracchiani e l’Assessore Telesca hanno deciso di non candidarsi alle prossime elezioni regionali? Ma torniamo ai malati oncologici. Già oggi chi ha cicli lunghi di chemioterapia, deve rivolgersi a Tolmezzo o a San Daniele, con maggiori, inutili costi sociali ed economici. Ciò anche in presenza di una rete insufficiente di servizi pubblici di collegamento con i centri citati. Quindi noi chiediamo che Gemona ritorni a dare un servizio completo su 5 giorni, per risolvere almeno in parte tutti questi disagi. Oltretutto abbiamo sempre sostenuto che devono essere i medici a spostarsi sul territorio e non i pazienti, soprattutto per questa patologia.  Mentre invece oggi i malati, in diverse specialità, vengono sballottati da un ospedale regionale all’altro, trovandosi di fronte a medici che magari li vedono per la prima volta. Questo è forse quello che la riforma intendeva come incremento dei servizi territoriali? “Entra in ospedale e girerai la Regione”, non è una battuta ma la triste, odierna realtà.


Comitati a difesa del San Michele – Gemona




mercoledì 11 ottobre 2017

Prosegue l`impegno di Avasinis per la cittadina terremotata di Scai

Una rappresentanza della Pro Loco di Avasinis, dell'Associazione Luca Sanna, del Gruppo Ana Avasinis e del Gruppo Ana di Lusevera in questi giorni ha visitato di nuovo la frazione di Scai nel Comune di Amatrice. Dopo aver inviato alcuni mesi fa un carico di foraggio e 55 paia di scarponi ora si vuole concretizzare il progetto del rifacimento della Fonte Priolio danneggiata dal sisma. L'incontro con gli amministratori comunali di Amatrice ha confermato la volontà delle parti di dar corso al progetto. Inoltre e' stata l'occasione per consegnare una somma raccolta dai bimbi dell'Asilo di Avasinis per i loro coetanei di Amatrice. Il  bel gesto e` stato molto apprezzato anche dall' Amministrazione Comunale di Amatrice. 


(dalla pagina fb della Pro Loco di Avasinis)

martedì 10 ottobre 2017

Presto nuove tribune per il Campo Sportivo di Trasaghis (II)

Tribune nuove al campo sportivo

L’amministrazione comunale ha stanziato 115 mila euro per i lavori
TRASAGHIS. Investimenti in vista per il campo sportivo di Trasaghis che nei prossimi mesi sarà completato con le nuove tribune. Il consiglio comunale ha approvato una variazione di bilancio sui fondi comunali per un valore di 115 mila euro che serviranno a realizzare le nuove tribune in legno. Si tratta di un intervento che va a completare il campo sportivo dopo che anni fa erano stati investiti 300 mila euro per la sua sistemazione. «Entro l’anno – spiega il sindaco Augusto Picco – saranno appaltati i lavori. La tribuna viene realizzata in fabbrica e poi montata. Permetterà di ospitare 300 persone e garantirà anche una migliore visibilità. La struttura sarà pronta per il prossimo campionato, mettendo a disposizione un campo sportivo di tutto rispetto ora che sarà terminato: auspichiamo dunque che di fronte a questi investimenti Trasaghis possa ospitare anche qualche partita di prestigio per l’occasione». 

Oltre al Trasaghis, il campo sportivo è utilizzato dagli amatori Val del lago. Di certo, nei prossimi anni il paese vedrà un certo miglioramento delle strutture sportive dedicate al calcio visto che oltre alla nuova tribuna nel capoluogo è attesa anche la già annunciata realizzazione del nuovo campo da calcio che si trova invece nella zona del lago. Entro la fine dell’anno si procederà alla demolizione della vecchia struttura per procedere all’iter che porterà al nuovo campo di calcio: «In quel caso – spiega il sindaco Picco – ci sarà un altro campo ma per noi quell’investimento ha anche una finalità turistica visto che oltre a sistemare un’area doteremo la struttura di bagni adeguati e locali per dare servizi ai visitatori». (p.c.)


(Messaggero Veneto, 8 ottobre 2017)

lunedì 9 ottobre 2017

Il festival della canzone friulana canta anche ... in dalessàn

Venerdì scorso, al teatro “Giovanni da Udine” si è svolta la 4a edizione del Festival della Canzone Friulana. A vincere è stato Jody Bortoluzzi col  pezzo "Sunsûr" che  ha conquistato giuria e pubblico in sala.
Il secondo gradino del podio è stato guadagnato dal brano “Il Cîl di Alessandrie” cantato da Milena Galasso, con testo e musica di Daniel Spizzo e con l'arrangiamento di Paola Selva. Infine il terzo posto è stato assegnato a "Grispis"  cantata da Megan Stefanutti con testo e musica di Aldo Giavitto con l'arrangiamento di Alessio Domini.


Ha colpito anche “Il doman da volp”, scritto, musicato (con l’arrangiamento di Gabriele Melchior) e cantato da Renzo Stefanutti.


Serve sottolineare che Megan ha radici dalèssane e Renzo è dalessàn patòc?

Complimenti vivissimi da Alesso e dalla Val del Lago!

domenica 8 ottobre 2017

72 anni fa, lo sfollamento. Ora i cosacchi "ritornano"

L'8 ottobre ricorre il 72° anniversario dello sfollamento, una data rimasta "nel dna" della popolazione di Alesso, Trasaghis, Braulins, Bordano e Interneppo.  All'inizio di ottobre del 1944 la Valle del Lago era stata investita da una intensa offensiva nazifascista al termine della quale venne imposto lo sfollamento forzato ai paesi. Quei fatti sono stati più volte ricordati, con pubblicazioni (v. "Memorie di un esodo") e mostre, dando spazio al ricordo dei protagonisti e offrendo elementi di documentazione per quanti sono "venuti dopo".
Dopo più di 70 anni, si è assistito al singolare fenomeno dei "cosacchi che tornano": discendenti di quanti ebbero la ventura di arrivare in Friuli e riuscire poi a rifarsi una vita in altre parti d'Europa, si sono organizzati e hanno effettuato delle visite ai luoghi friulani che hanno visto l'insediamento cosacco.
Risultati immagini per cosacchi + AlessoUna rivista, "Russische Stuttgard", che esce a Stoccarda e tiene i collegamenti con i diversi gruppi cosacchi stanziati in  Germania e nel resto d'Europa, ha dedicato due articoli, nei numeri 16 e 18, alla visita che la delegazione cosacca ha effettuato nel Comune di Trasaghis nel giugno del 2016 e nel giugno del 2017, documentando l'accoglienza in piazza da parte del sindaco, degli amministratori e della popolazione e la celebrazione di una funzione religiosa in chiesa.
                             
                                                                   
         





In ogni occasione è stata ricordato il peso della occupazione cosacca per le comunità friulane e ne è nato un auspicio per un una collaborazione basata sul confronto e sulla pace.
                                        P. St.

Si ringraziano per la collaborazione Franceschino Barazzutti e Renato Stefanutti

- Dal Blog del Centro di Documentazione (http://blog.libero.it/centrodocalesso/13565911.html), con l'inserimento di ulteriori immagini -

sabato 7 ottobre 2017

Riaffiorano i resti dell'antico ponte tra Amaro e Cavazzo

AD AMARO, DI FRONTE AL CASON,  VISIBILI I RESTI DEL VECCHIO PONTE DEL 1792
Daniele Moroldo di Amaro ha pubblicato negli scorsi giorni sul sito “Amanti della montagna friulana” una serie di fotografie che documentano la possibilità di scorgere,nel greto del Tagliamento, tra Amaro e Cavazzo, i resti dei pali in legno che sorreggevano un antico ponte, costruito alla fine della Repubblica veneta e distrutto poi poco tempo dopo durante le guerre napoleoniche.



Alla fine del 1700 era infatti stata realizzata l'importante opera di collegamento della Carnia col resto del Friuli mediante la costruzione di due ponti in legno e del tratto di strada sotto le pendici nord del monte San Simeone; l'attraversamento del Fella era infatti ritenuto più pericoloso. Il primo ponte, in località S. Lucia, univa Venzone a Pioverno ed il secondo dalla località Cason (in territorio di Cavazzo, ad Amaro lo conoscono come Cai) univa quest'ultima alla località Dint in Comune di Amaro, nei pressi della foce del rio Maggiore. La strada proseguiva poi verso la. Maine e verso Tolmezzo. Tali opere erano state commissionate dal Governo Veneto e affidate all'architetto tolmezzino Domenico Schiavi. I due ponti furono completati nel 1792 e per qualche tempo furono soggetti a pedaggio. I  ponti non durarono però a lungo: quello di S. Lucia fu bruciato dagli Austriaci nel 1809 e quello del Cason, in precarie condizioni, crollò poco tempo dopo. 

Successivamente il transito sul fiume avvenne tramite ponti di barca o provvisorie passerelle (XIX Secolo). Nel XX Secolo ci fu la breve parentesi del ponte costruito nel 1941 e fatto saltare dai partigiani durante il secondo conflitto mondiale; la strada e le testate sono tutt'ora visibili su entrambe le sponde.
Il servizio fotografico di Daniele Moroldo è estremamente importante perché i resti del ponte non sono sempre visibili, in quanto il mutare del corso del Tagliamento porta frequentemente a coprire di uno strato di ghiaia i pali (sia nel versante di Amaro sia in quello del Cason).  Si presenta dunque in questi giorni una occasione per “toccare con mano” una autentica testimonianza storica, riferita a quando la “strada del San Simeone” venne realizzata col proposito di migliorare sensibilmente la viabilità, un progetto andato però rapidamente "in fumo". 
                                                                                                 Pieri Stefanutti




BIBLIOGRAFIA
 “I Passaggi del Tagliamento” a cura di E.Fantin, P.Strazzolini, R.Tirelli, Edizioni la bassa
“La Pieve di Cavazzo”, di Giovanni Gortani, 1898

“Una strada pagata a boccali”, di Pieri Stefanutti, “Ce fastu?”, 1993

V. anche, su questo Blog, la storia del "puint brusat": http://cjalcor.blogspot.it/2017/05/briciole-di-microstoria-alle-falde-del.html

venerdì 6 ottobre 2017

Presto nuove tribune per il Campo Sportivo di Trasaghis

 Il Consiglio comunale di Trasaghis, nel corso dell'ultima seduta, ha approvato anche il piano per il completamento delle tribune del campo sportivo di Trasaghis.
Ne ha dato subito notizia il sindaco di Trasaghis Augusto Picco: "Con soddisfazione informo che ieri sera il Consiglio Comunale di Trasaghis ha approvato una variazione di bilancio per il completamento delle TRIBUNE del CAMPO SPORTIVO di TRASAGHIS. 
L'appalto avverrà entro fine anno ed auspicabilmente la copertura sarà completata prima del prossimo campionato. 
Una promessa che avevo fatto alle nostre realtà sportive che oggi manteniamo! 
Poche parole... molti fatti!"

giovedì 5 ottobre 2017

Domenica ad Alesso le mele contro la sclerosi multipla

Tornano in piazza le mele di AISM, per sostenere la ricerca sulla sclerosi multipla e anche l’implementazione dei servizi per i giovani i più colpiti dalla malattia. Appuntamento,  sabato 7 e domenica 8 ottobre in 5 mila piazze italianedove 10 mila volontari dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla distribuiranno oltre 4 milioni di mele. Ce n’è per tutti i gusti: Granny Smith (mela verde), NoaRed ( mela rossa) e Golden Delicious (mela gialla): a fronte di una donazione minima di 9 euro se ne potrà portare  a casa  un sacchetto da 1,8 kg.
In Italia, ogni anno 3.400 persone vengono colpite dalla sclerosi multipla. Un nuovo caso ogni 3 ore. Delle 114.000 persone colpite, il 10% sono bambini. E proprio a loro è dedicata una campagna di raccolta fondi telematica attivata nell’occasione con il numero 45520. E’ possibile donare2 euro con un sms inviato da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile e CoopVoce, 5 euro componendo il numero da rete fissa Vodafone, TWT e Convergenze e e Poste Mobile, 2 o 5 euro chiamando da rete fissa TIM, Wind Tre e Fastweb. I fondi ricavati andranno a sostenere un progetto di ricerca pediatrica sulla riabilitazione cognitiva per migliorare l’attenzione nei  confronti dei bambini – 11 mila in Italia – con sclerosi multipla.
E ancora: con “La Mela di AISM” scendono in piazza gli HP BIkers Team600 motociclisti che  condividono la passione per la moto e per il viaggioalla ricerca di volontari per AISM, in un tour che tocca alcuni punti di solidarietà AISM della Campania e della Basilicata per promuovere il volontariato in AISM.

Per il Comune di Trasaghis, l'appuntamento è in piazza ad Alesso domenica 8 ottobre a partire dalle ore 9.




mercoledì 4 ottobre 2017

Peonis, interventi per scongiurare le frane

Frane a Peonis, la Regione finanzia i lavori di sistemazione


TRASAGHIS. Partiranno a breve i lavori di messa in sicurezza a Peonis. Si tratta di un investimento da 340 mila euro finanziato da un contributo regionale per un intervento di messa in sicurezza del territorio in caso di frane e grosse precipitazioni. In questi giorni, è stato approvato il progetto definitivo di messa in sicurezza da crolli e frane a Peonis. Anche in questo caso sarà effettuata un’opera di sistemazione delle zone a rischio con l’utilizzo di cavi e materiali in grado di garantire la tenuta di un’area poco distante dall’abitato della località sul Tagliamento. «Si tratta di lavori – spiega il sindaco Augusto Picco – di competenza regionale, affidati in delegazione amministrativa al Comune. Il nostro territorio rientra in alcuni suoi punti tra le aree a rischio per presenza di rocce friabili in base alle verifiche e indagini fatte dalla direzione regionale competente». 

Le precipitazioni che hanno colpito il territorio regionale in alcuni periodi degli ultimi anni non hanno creato grandi disagi a Trasaghis che tuttavia è caratterizzato da grande presenza di acque e zone montane da tenere sotto controllo. Alcuni interventi già portati a termine negli anni, a volte possono avere anche evitato il peggio: «I nostri uffici – aggiunge il sindaco Picco – hanno coordinato più lavori di messa in sicurezza: penso alle opere fatte sulle pareti rocciose nell’area nord ovest del lago dei Tre Comuni a protezione del camping e delle altre attività operative in quel punto. Sono interventi che nel tempo è necessario realizzare per garantire sicurezza e controllo sul territorio».(p.c.) 

(Messaggero Veneto, 30-09-17)



martedì 3 ottobre 2017

Domenica ad Alesso l'annuale festa dei Donatori di Sangue

Si rinnova domenica il tradizionale appuntamento con la "festa del dono", promossa dalla sezione AFDS "Val del Lago" che unisce i donatori di sangue dei Comuni di Trasaghis e di Bordano.
La festa cade ogni anno in una località diversa: quest'anno tocca ad Alesso.

Il programma prevede il ritrovo, dalle 9.45, nel piazzale delle scuole, la formazione di un corteo sino al monumento ai donatori di sangue in piazza e quindi in chiesa, con la celebrazione di una santa Messa cantata dalla Corale di Alesso.
Alle 11.30 la deposizione di una corona d'alloro al monumento ai caduti seguita, nel Centro Servizi, a mezzogiorno, dai saluti delle autorità e dalla cerimonia delle premiazioni ai donatori. Prenderanno la parola il presidente della sezione Renato Stefanutti, il sindaco di Trasaghis Augusto Picco ed il delegato di Zona Afds Guglielmo De Monte.
Seguirà un rinfresco presso la sala dell'ex asilo.

Una precedente Festa del Dono svoltasi a Peonis


lunedì 2 ottobre 2017

Tradizionale incontro di amicizia in Cjanêt, sopra Peonis

Sabato scorso si è rinnovato il tradizionale incontro di amicizia tra le comunità di Peonis e del Comune di Trasaghis e quelle di Cornino e del Comune di Forgaria, a rinnovare un secolare rapporto di interscambio basato sull'uso razionale del territorio. La manifestazione viene tenuta alternativamente lungo la "fascia confinaria", un anno nel territorio di Trasaghis e uno in quello di Forgaria. Il 2017 "è toccato" a Cjanêt. dove i numerosi convenuti hanno preso parte alla Santa Messa celebrata da don Fausto e ascoltato gli interventi dei sindaci di Trasaghis Augusto Picco e di Forgaria Pierluigi Molinaro. Al termine, un momento conviviale assicurato dall'Associazione "Chei di Peonis" e dal locale Gruppo Alpino.




(Foto di Luigino Ingrassi)

domenica 1 ottobre 2017

Un'intervista in Rete per il Blog "Alesso e Dintorni"

Il Blog "prontoPro" ha raccolto e pubblicato sul proprio portale una intervista al Blog "Alesso e Dintorni".

Ecco quanto segnala Alessandra Moretti, che ha raccolto e pubblicato l'intervista:

"Qui di seguito troverete l’intervista che ho realizzato per Il Blog di ProntoPro a proposito di Alesso e dintorni raccontate da chi ci vive tutti i giorni”"

I lettori sono invitati a cliccare sul link per leggere l'articolo che ricostruisce le caratteristiche, le proposte ed i contenuti del Blog che, dal 2009 ad oggi, rappresenta uno spazio importante per la documentazione e la discussione sulle tematiche della Valle del Lago.


Sono, come sempre, graditi osservazioni e commenti. Può essere anche uno strumento per segnalare a persone che non lo conoscono l'esistenza ed il lavoro del Blog. Grazie e mandi






sabato 30 settembre 2017

Obiettivo su Bordano & Interneppo - 1 - Lassù da Roste

Prima del Ponte di Braulins... Lassù da Roste

In questi giorni, precisamente il 23 e il 24 settembre, c’è stata la festa dedicata al celeberrimo Ponte di Braulins, che da 102 anni consente di stabilire un rapido collegamento tra di ca e di là da l’aghe, tra il Gemonese e il territorio della Val del Lago. Devono averne tratto enorme giovamento quei nostri antenati, che ebbero la sfortuna di subire le privazioni della guerra ma la fortuna di veder completata quest’opera che avrebbe rivoluzionato gli spostamenti, portando all’estinzione un mestiere rischioso ma di antica origine, quello dei barcaioli. Quei paesi sul Tagliamento fino ad allora non avevano molta scelta per garantire il passaggio ai propri abitanti: attraversare il “re dei fiumi alpini” a piedi quando era in secca o comunque in magra, o su imbarcazioni quando era ad una portata ancora affrontabile.
 
La posa dell'ultima pietra del "puint di Braulins"


Queste barche servivano una vera e propria tratta da Braulins (paese di grande tradizione in tale settore) verso Gemona, la così detta “strada della Barca”, e da Bordano all’Osteria del Lisk, posta a due chilometri da Venzone, e da cui si poteva proseguire a piedi verso questo paese o verso Gemona, che rimaneva la meta principale. Ma, se Braulins ebbe alla fine il tanto agognato ponte e Pioverno, per esempio, vide attivo prima il ponte di legno, tra il 1782 e quando fu incendiato dagli austriaci in ritirata (1806), e poi la passerella tra il 1926 e il 1966, quando andò distrutta per la piena fenomenale del Tagliamento, il panorama di Bordano non fu mai arricchito da un qualche tipo di costruzione permanente che collegasse le due sponde, non perlomeno nel corso della storia a noi nota. Oltretutto il paese, a differenza degli altri due, non è esattamente attaccato al corso d’acqua, tanto più se si parla del vecchio villaggio, che prima del terremoto del ’76 vedeva nelle Popules la località più prossima al Tagliamento, mentre a inizio ‘800 era addirittura di molto più arretrato, con Plaçe come ultimo borgo prima del fiume. Il tratto di Tagliamento che corre tra i due citati paesi prossimi al nostro, inoltre, ha la sua maggiore larghezza proprio di fronte a Bordano, in pratica tra la zona del campo sportivo e il punto in cui il Rio Pozzolons si introduce nel Tagliamento, in località Rivoli Bianchi. Dunque, anche avendo voluto erigere un ponte vero e proprio o una passerella, essi non avrebbero potuto partire dal punto più vicino al paese.

Avendo appurato che esisteva quindi solo un attracco per barche, dove avremmo incontrato il nostro Caronte pronto per traghettarci di ca da l’aghe? Beh, bisogna puntare a nord-est, percorrere quindi la strada verso Pioverno finché non si giunge in vista della minuscola galleria, punto in cui il fiume dista ormai pochi metri e in cui terminano i fondi della così detta Piana di Bordano; qui il San Simeone comincia letteralmente a toccare il Tagliamento. Poco prima della galleria una breve stradina campestre, segnata nel Nuovo Catasto Italiano come comunale (una delle 20 strade comunali di Bordano registrate nei vari catasti), detta Strade di Grisigníti, conduce in brevissimo tempo e praticamente in linea retta dalla strada principale, Via Bordano, alla sponda del fiume, precisamente presso la rosta; da qui il nome della località: Lassù da Roste

Qui, Oscar Rossi, si inoltra in un prato di Lassù da Roste che termina a sinistra in un groviglio di arbusti. Proprio sotto quelle piante il tracciato della vecchia e ormai inutilizzata Strade di Grisigníti. Se provate a inoltrarvi per qualche metro in questa macchia, noterete prima un piccolo muretto che affiora e, oltre, il piano ribassato della ex strada comunale. Sullo sfondo l'immancabile Monte Chiampon. (foto di Enrico Rossi)

La strada oggi è inerbita, invasa da sterpi e alberi, ma all’epoca doveva essere frequentata se pensiamo che proprio in Lassù da Roste esisteva l’unico “porto di Bordano”, anche se era mobile a seconda dell’andamento fluviale. Le barche erano a fondo piatto, per una maggiore stabilità in un corso d’acqua a regime torrentizio, e comunque vi era l’impossibilità di dotarsi di un grosso pescaggio. Il barcaiolo dirigeva l’imbarcazione non da seduto per mezzo di remi ma stando in piedi e servendosi di una lunga asta. Il servizio era comunque a pagamento, dato che quello del barcaiolo era un vero e proprio mestiere; ci sono persino giunte le tariffe per persona che nel 1912, stesso anno in cui partirono i lavori del ponte, erano richieste a seconda delle varie condizioni del fiume. In caso di acqua limpida 10 centesimi, con acqua torbida 15, 20 con una piena di media entità e 25, quindi due volte e mezzo il prezzo minimo, con piena notevole. Le traversate erano regolarmente eseguite dalle sei del mattino sino al tramonto, anche se se la flessibilità era garantita facendo avvisare i barcaioli la sera prima nel caso qualcuno avesse voluto muoversi prima del normale orario d’inizio. Tuttavia, nonostante i prezzi più che abbordabili per l’epoca, si continuava anche a passare il Tagliamento a piedi, alcune volte per non dover perdere tempo cercando il punto designato. 

Una foto non datata, ma probabilmente del periodo a cavallo tra i due secoli scorsi, in cui è ritratta una tipica imbarcazione che faceva la spola tra Bordano e la zona di Gemona e Venzone. Sullo sfondo evidentissima la località di Rivoli Bianchi, con quel caratteristico conoide detritico. (C.M.U.)

Certamente era un azzardo avventurarsi a piedi perché non si sapeva mai che brutti scherzi potesse riservare la corrente, anche se non mancarono incidenti, anche gravi, che coinvolsero le stesse imbarcazioni. Si ricordi per esempio la tragedia immane del 28 maggio 1708, quando una barca di Braulins affondò con 110 persone a bordo, probabilmente stipate all’inverosimile. In 58 perirono, ma nessuno di Bordano, tutti provenienti da paesi dell’attuale Comune di Trasaghis.

Ma vediamo un attimo quali informazioni si riescono a ricavare da questi due toponimi locali! La strada, palesemente un ecotoponimo (vedi definizione che ne dà Enos Costantini), era anche detta da alcuni “di Crissignili” e l’origine non è certa, anche se si pensa che non fosse altro che un soprannome, come tanti ce n’erano e ce ne sono ancora a Bordano. Chi mai fosse Grisigníti nessuno lo ricorda; forse, dico io, il primo barcaiolo di Bordano, o il proprietario del terreno su cui è stata tracciata la strada, o ancora colui che ebbe l’idea di farla passare per lì? Non si sa! Il termine “rosta”, invece, non porta alcun mistero. Le roste, rostis in friulano, altro non erano che dei semplici muretti in pietra, ma potevano servire per molteplici funzioni: stabilizzare una scarpata, segnare i confini degli appezzamenti, rappresentare una barriera contro lo straripamento di corsi d’acqua. Il caso in esame è proprio quest’ultimo e la difesa allestita non lo era certo nei confronti del Rio Rosta, che scorre sopra la galleria e che non rappresenta alcun pericolo, essendo asciutto per la maggior parte dell’anno, bensì per tenere a bada il Tagliamento, che proprio in quel punto produce un’ansa che lambisce pericolosamente, in caso di piena, la Piana di Bordano. Il Leskovic ci dice che, nel caso di un muretto eretto a mo’ di argine di un importante corso d’acqua, le pietre che lo costituivano dovevano essere particolarmente grandi, squadrate e tenute insieme anche grazie alla malta di cemento, mentre nel caso di torrentelli, o comunque di corsi d’acqua di secondaria importanza, il tutto era realizzato a secco e con elementi lapidei di minori dimensioni. Un sinonimo può essere la muserie, ma solo con l’accezione di muretto a secco, in quanto anche questo termine si ricollega a vari altri significati, che meritano di essere esplicitati in un altro articolo.
 
Prima del Tagliamento ormai prossimo, però, dell'altra boscaglia blocca la visuale e nasconde una collinetta creata con l'accumularsi delle macerie, qui scaricate, delle case di Bordano andate distrutte a causa del terremoto del '76. Per raggiungere il sito non fu usata la Strade di Grisigníti ma una nuova, aperta a ridosso della piccola galleria del Rio Rosta e, questa sì, ancora percorribile. (foto di Enrico Rossi)


Tuttavia alcuni potrebbero farsi una domanda non banale: ma, se la meta più gettonata o comunque importante era Gemona, come mai decisero di collocare il punto d’imbarco in Lassù da Roste, località molto più vicina a Venzone che a Gemona per esempio, e non invece più a sud, magari proprio nel punto meno distante dall’abitato? Domanda lecita e interessante ma dalla risposta più semplice di quel che forse si crederebbe. Era tecnicamente impossibile partire più a sud per il semplice motivo che il principale ramo d’acqua del Tagliamento bagna le sponde solamente in due punti nei pressi del paese, in Lassù da Roste appunto e allo sbocco del Rio Dumbli nel Tagliamento, rio dal nome che tra l’altro non trova alcun riscontro orale negli ultimi decenni ma che ricorreva non di rado se pensiamo che era stato scelto come confine tra il nostro Comune e quello di Trasaghis nei periodi di contrasti tra le due comunità. Il confine attuale invece si ferma più a nord, in quanto passa per i Laghetti. Questo secondo sito, situato all’estremità meridionale della Piana di Bordano e ai piedi non del San Simeone ma del Naruvint, era, sì, molto più vicino a Gemona ma ben più lontano da raggiungere partendo da Bordano rispetto a Lassù da Roste. Quindi, imbarcandosi presso la rosta, la maggiore distanza da Gemona veniva largamente compensata dal minor tempo impiegato per raggiungerla; una volta a bordo, poi, la corrente compiva un lavoro più efficace di quello delle gambe. È possibile però che il corso del Tagliamento in passato fosse diverso a tal punto da consentire di usufruire di un attracco più agevole, in termini di distanza, da Bordano? Certamente il Tagliamento, per le sue peculiarità geomorfologiche, nel corso della sua storia ha modificato, anche ampiamente, il suo percorso, però, se andiamo a consultare la mappa del Barozzi (1859), vedremo che la situazione era pressoché identica a quella attuale per quanto riguarda il settore di Bordano, con le due località citate come unici punti utili di attracco. 

La mappa del 1859, in cui si nota come l'andamento del principale ramo d'acqua del Tagliamento fosse molto simile a quello attuale, con Lassù da Roste (cerchiata in azzurro) sempre bagnata dalle acque. 

La rosta è invece molto ben evidenziata nella mappa del Comune Censuario di Bordano con Interneppo (1843), in cui si nota come parta dallo sbocco del Rio Rosta, segua la riva per alcune decine di metri per poi creare una zona protetta dalla corrente. 

Nella cartina del Comune Censuario (1843) è stata riprodotta accuratamente la “Rosta di Bordano”, come si può leggere. Testimonianza preziosa per avere anche un’idea delle dimensioni, della posizione e della forma di quella che è stata una importante opera di protezione contro le esondazioni.

Nessuno probabilmente compirebbe ai nostri giorni quella traversata, non per necessità perlomeno, e, mentre la vecchia strada continua ad essere inghiottita dal verde, il Ponte di Braulins incassa migliaia di segni di pneumatici al giorno. Sono i tempi che cambiano, che lasciano indietro il vecchio e sviluppano il nuovo; quello che non deve cambiare e che anzi deve essere sostenuto è la memoria!

Enrico Rossi


 Fonti dell’articolo:


  • Libro “ Bordan e Tarnep: nons di lûc”, Enos Costantini, 1987
  • Libro “Bordan e Tarnep: un modello di sviluppo autosostenibile”, Luigi Tomat, 2006
  • Libro “Val dal Lâc”, a cura della Società Filologica Friulana, 1987
  • Periodico “Monte San Simeone”, ottobre 1989
  • Testimonianze orali di Oscar Rossi