"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

domenica 29 agosto 2010

"Leggete ... leggete gente ...", ma anche votate e commentate

Una decina di giorni fa, un affezionato lettore anonimo suggeriva, a proposito della frequentazione del Blog: "Leggete ... leggete gente ...". Ci associamo all'invito, naturalmente, auspicando che, oltre alle numerose pagine che vengono lette da tanti affezionati ospiti del Blog, vi sia anche un aumento ai commenti delle diverse tematiche proposte (una ventina di pagine in luglio, una trentina in agosto… spunti ce n'è!) e lo sprint finale per le votazioni nel sondaggio Dalès/Delès (mancano due giorni alla scadenza!).


Il Blog è sicuramente cresciuto, esponenzialmente, ma ha bisogno di affetto, di supporto, di suggerimenti … e di critica costruttiva.


Grazie a tutti … e contribuiamo a far rimanere viva l'iniziativa.


A&D

Lago, una censura per l'incontro Honsell - Comitati

La notizia dell'avvenuto incontro tra il Sindaco di Udine ed i Comitati del Lago ha suscitato, da quel che si legge sulla stampa, la decisa reazione  dei Sindaci di Cavazzo e Verzegnis:


«Sul lago di Cavazzo Honsell ha sbagliato»

da: Messaggero Veneto — 28 agosto 2010

 
CAVAZZO. «Apprendiamo con stupore e disappunto che anche il sindaco di Udine, su sollecitazione dei comitati, si è schierato a difesa del lago di Cavazzo»: i sindaci di Cavazzo Dario Iuri e di Verzegnis Luciano Sulli non hanno gradito la presa di posizione di Honsell in merito al progetto Edipower. Stupore - spiegano - perché il livello culturale e di conoscenze in campo scientifico del prof. Honsell avrebbe dovuto suggerire un approfondimento della problematica. Disappunto perché, dato il suo ruolo istituzionale, avrebbe dovuto esercitare maggior cautela nell’assumere posizioni su problematiche che interessano comuni diversi e lontani, ignorando l’operato di colleghi che sull’argomento stanno dibattendo da almeno due anni e che hanno come primo obiettivo del loro operare proprio le sorti dei due laghi e dei cittadini che sui territori a essi limitrofi vivono e lavorano. Se si voleva assumere una posizione - hanno osservato i due sindaci - sarebbe stato corretto farlo dopo un colloquio con chi dell’argomento ha analizzato a fondo i vari aspetti ed è chiamato per legge a esprimersi. Spiace - è la conclusione - che la facile propaganda abbia contagiato anche persone competenti e preparate e che la questione energetica venga con tanta faciloneria lasciata ai signori del no sempre e comunque.
 
 
COMMENTO: chi si lamentava della poca informazione e della scarsa chiarezza in merito alle posizioni del Comune di Trasaghis a proposito della "questione Lago" dovrebbe rimanere assai più perplesso davanti alle prese di posizione dei sindaci di Cavazzo e Verzegnis, di cui non si riesce (per incapacità nostra, ma forse non solo) a percepire il disegno complessivo. Lanciamo quindi l'ennesimo appello ai lettori, se non agli stessi sindaci o ai comitati: c'è qualcuno tra i frequentatori del blog che ha elementi per capire il senso e il significato di queste posizioni? E' davvero follia ipotizzare un "tavolo di confronto" da cui, dopo, "rendere edotta la popolazione" di quel che si pensa, si progetta, si ritiene di agire?  (A&D)

sabato 28 agosto 2010

Lago, ancora sull'incontro Comitati - Honsell

Anche Honsell tra i difensori del lago

da: Messaggero Veneto — 27 agosto 2010

CAVAZZO. I comitati sorti a difesa del lago di Cavazzo hanno da ieri un alleato in più: il sindaco di Udine Furio Honsell. «Spero vivamente che si arrivi in tempi rapidi a un ulteriore approfondimento da parte della Regione con l’incarico a un soggetto terzo di verifica e studio dell’impatto ambientale del progetto di potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago»: così si è espresso il primo cittadino di Udine al termine dell’incontro in Comune con i rappresentanti dei comitati. Su richiesta del presidente del Fogolâr Civic di Udine, Alberto Travain, infatti, l’amministrazione comunale del capoluogo friulano, rappresentata anche dall’assessore Lorenzo Croattini, è stata interessata dalla questione dell’ampliamento della centrale idroelettrica Edipower sul lago dei Tre Comuni. Edipower prevede in particolare l’aumento da tre a cinque delle turbine per la produzione di energia idroelettrica riportando in quota durante la notte le acque, che attualmente vengono scaricate nel lago, e riversandole poi di giorno nel bacino naturale. «Si tratta – denuncia il presidente del Comitato per la tutela delle acque del bacino montano e del Tagliamento, Franceschino Barazzutti – di un intervento meramente speculativo che gioca sulla differenza di prezzo del Kw/h tra giorno e notte, consumando però per ripompare l’acqua in quota più energia di quanta se ne produce. Senza contare che il volume d’acqua turbinata e scaricata nel lago passerebbe da 66 a 110 metri cubi al secondo». L’oscillazione del livello delle acque rischierebbe di produrre danni irreversibili all’ecosistema del bacino naturale. Per questo motivo i comitati stanno chiedendo alla Regione di incaricare un soggetto terzo per la Via (Valutazione di impatto ambientale).

venerdì 27 agosto 2010

Lago, i Comitati incontrano il Sindaco di Udine

Centrale Somplago, Honsell incontra i Comitati


“Spero vivamente che si arrivi in tempi rapidi a un ulteriore approfondimento da parte della Regione con l’incarico a un soggetto terzo di verifica e studio dell’impatto ambientale del progetto di potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago”. Così il sindaco di Udine, Furio Honsell, oggi, 26 agosto, al termine dell’incontro in Comune con i rappresentanti dei comitati sorti a difesa del lago di Cavazzo.
Su richiesta del presidente del Fogolâr Civic di Udine, Alberto Travain, infatti, l’amministrazione comunale del capoluogo friulano, rappresentata nel corso dell’incontro anche dall’assessore alla Qualità della Città, Lorenzo Croattini, è stata interessata dalla questione dell’ampliamento della centrale idroelettrica Edipower sul lago dei Tre Comune. “Crediamo – ha dichiarato Travain – che su questioni di così ampio respiro sia fondamentale un autorevole intervento anche di chi guida la capitale del Friuli”.
L’iniziativa portata avanti da Edipower e contestata anche qualche giorno fa dai comitati nel corso di una conferenza stampa, prevede in particolare l’aumento da tre a cinque delle turbine per la produzione di energia idroelettrica riportando in quota durante la notte le acque, che attualmente vengono scaricate nel lago, e riversandole poi di giorno nel bacino naturale.
“Si tratta – denuncia il presidente del Comitato per la tutela delle acque del bacino montano e del Tagliamento, Franceschino Barazzutti – di un intervento meramente speculativo che gioca sulla differenza di prezzo del Kw/h tra giorno e notte, consumando per ripompare l’acqua in quota però più energia di quanta se ne produce. Senza contare – continua – che il volume d’acqua turbinata e scaricata nel lago passerebbe da 66 a 110 metri cubi al secondo”. Secondo Barazzutti e i rappresentati dell’altro comitato sorto sempre in difesa del lago, l’oscillazione del livello delle acque rischierebbe di produrre danni irreversibili all’ecosistema del bacino naturale. “Così facendo – conclude – il lago di Cavazzo cesserebbe di essere un paradiso naturale per diventare un bacino di servizi, un bidet dove si scaricano le acque”.
Per questo motivo i comitati stanno chiedendo alla Regione di incaricare un soggetto terzo per la Via (valutazione di impatto ambientale).
“Sembra quasi che questo progetto – conclude Honsell nel condividere i motivi della protesta – sia motivato più da un’interpretazione strettamente finanziaria delle norme sull’approvvigionamento delle fonti rinnovabili che su un piano di riduzione delle emissioni di gas serra a livello globale. Ecco perché, anche come rappresentate del sentimento civile del Friuli, ho voluto dare il mio pieno sostegno al comitato affinché si approfondiscano gli eventuali rischi connessi a questa operazione”.

Fonte: Radio Studio Nord, 26 agosto 2010 (http://www.rsn.it/new/selectedEntity/27886/entityTypeID/5 )


CENTRALE DI SOMPLAGO Honsell incontra i comitati

«Spero vivamente che si arrivi in tempi rapidi a un ulteriore approfondimento da parte della Regione con l’incarico a un soggetto terzo di verifica e studio dell’impatto ambientale del progetto di potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago». Così il sindaco di Udine, Furio Honsell, ieri dopo l’incontro in Comune con i rappresentanti dei comitati sorti a difesa del lago di Cavazzo. Su richiesta del presidente del Fogolâr Civic di Udine, Alberto Travain, infatti, l’amministrazione comunale, rappresentata nell’occasione anche dall’assessore Lorenzo Croattini, è stata interessata dalla questione dell’ampliamento della centrale idroelettrica Edipower sul lago dei Tre Comuni.

Fonte: Il Gazzettino, Venerdì 27 Agosto 2010

"Verrà, verrà, lo so, la fine di agosto..." (ancja a Dalès)





Nel sopraggiungere della nebbia, nel rarefarsi della piazza, nel ritorno all'usuale cidìn, anche ad Alesso par di respirare il clima descritto in una poesia di quasi quarant'anni fa:




Fin da stât

La fin da stât 'a ven ogn'an
ogn'an il cîl senza sorêli
dut cidin tal paîs
i francês a' partissin
mi vîsi das frutas ch'j ai vût
das frutas ch'j varès podût vê
e ogn'an j' sei bessôl.

(Enos Costantini, Frint, 1974)

Se qualcuno vuol intervenire sul blog anche su argomenti, sensazioni, stati d'animo così personali, che esulano dalle problematiche generali, può farlo liberamente.

P.S. La citazione del titolo sarà chiara per chi ha passato gli ... anta, meno per i frutats: viene da una canzone di Little Tony (preistoria!)

video

mercoledì 25 agosto 2010

Lago, i Comitati critici con l'Assessore De Anna


«Su Cavazzo De Anna non faccia Ponzio Pilato»

Mercoledì 25 Agosto 2010, Il Gazzettino

CAVAZZO - (d.z.) «Meglio prevenire, con uno studio, che curare poi; l'assessore De Anna sul lago di Cavazzo non faccia il "Ponzio Pilato"». Nuovo attacco di Franceschino Barazzutti, a nome dei comitati per la difesa e la tutela del bacino carnico, interessato dal progetto di potenziamento della Centrale di Somplago. «De Anna continua a sfuggire alle proprie responsabilità, invocando quelle altrui dietro le quali nascondersi, perchè ha paura della verità. Ora che anche i consigli comunali di Cavazzo e Trasaghis - spiega Barazzutti - si sono pronunciati per la richiesta di commissionare ad un gruppo di esperti uno studio sul progetto assieme alle alternative ed un modello di funzionamento in scala, l'assessore regionale respinge la richiesta sostenendo di non avere i mezzi nè le competenze. In realtà ciò che manca alla Regione è la volontà politica di chiarire a fondo gli aspetti dell'iniziativa Edipower e le sue conseguenze sul territorio». Sulle dichiarazioni di De Anna, secondo il quale «gli studi sono stati già ordinati dal Ministero», i comitati invitano a precisare il loro oggetto.

Lago, un nuovo video di Nicola De Prato

Abbiamo ricevuto da Nicola De Prato la segnalazione sull'uscita di un suo nuovo video sul Lago, di cui diamo volentieri notizia:

Se siete interessati ad un altro video sul lago di Cavazzo ecco qui il mio ultimo lavoro :


http://vimeo.com/14400434

Buona Visione!

Mandi
Nicola!


Lago di Cavazzo: Time - Lapse from Nicola De Prato on Vimeo.

martedì 24 agosto 2010

San Bortul a Dalès, cercando il senso di una ricorrenza


"Haec Ecclesia dicata Deo sub invocatione S. Bartholomei Apostoli, filialis plebis Cavatii, a qua distat per duo milliaria. Aedificata in villa quae dicitur Alesso in fine lacus Cavatii...." si legge nella visita pastorale che Mons. Agostino Bruno effettuò nel 1602 ad Alesso. Il "latinorum" è abbastanza comprensibile: tratta di una chiesa dedicata a San Bartolomeo costruita in un paese chiamato Alesso, sulle rive del Lago di Cavazzo...
La chiesa, dunque, ha avuto una relazione stretta col paese, di agnorums in cà; singolare anche il richiamo a San Bortul, in un periodo di chiusura della stagione agraria e della raccolta del fieno ("San Bortul gno, cui ch'al à fat il fen al è so", si diceva) e, parallelamente, dell'estate ("A San Bartolomio la sisìla a va cun Dio", si diceva parimenti).

Quanto è cambiato nel tempo? Parecchio. Si è forse sfilacciato il legame con la chiesa, si è probabilmente perso il senso della festa. Ma qualcosa andrebbe recuperato, quantomeno nello spirito, in quella particolare condizione che ti fa essere/sentire come dalessàn/delessàn.

domenica 22 agosto 2010

Lago, succede anche questo


Al lago di Cavazzo chiazza di 100 metri

MISTERO. I tecnici non si sbilanciano ancora. Precedenti in passato

Da: Il Gazzettino , Sabato 21 Agosto 2010

Ancora una macchia sulla superficie del lago di Cavazzo. La segnalazione è arrivata giovedì mattina: una macchia della larghezza di oltre cento metri è comparsa nella riva ovest del lago. A notarla un pescatore della vallata: «Un pescatore della zona - dice Angelo Stefanutti, guardia della zona per conto dell'ente Tutela Pesca - è venuto da me dicendomi di aver visto questa macchia oleosa sulla superficie del lago. Subito, abbiamo avvisato l'ufficio tecnico del Comune e successivamente i rappresentanti dell'Arpa, che sono giunti alla fine della mattinata a raccogliere i campioni di acqua per effettuare le analisi. Si trattava di una grande macchia oleosa».
Già l'anno scorso una segnalazione simile era stata effettuata nella Val del Lago e dalle analisi risultò che si trattava di grassi animali. Anche questa volta la cosa non sembra per il momento preoccupante ma le rassicurazioni arriveranno quando, nel giro di una decina di giorni, saranno pronte le analisi dell'Arpa: «Ora come ora - dice Carlo Viola, il tecnico dell'Arpa che ha raccolto i campioni - non possiamo dire niente, neanche se si tratti di olio. Di certo il lago viene monitorato costantemente sia per quanto riguarda la fauna che le acque balneabili e per il momento non ci sono state criticità da segnalare. Il fatto è che questi fenomeni emergono nelle settimane successive a grandi pioggie che provocano determinati movimenti delle correnti interne al bacino: quella macchia potrebbe essere costituita da olio come anche trattarsi di alghe. Di certo ho potuto osservare che sott'acqua i pesci nuotavano e sopra c'erano pure le anatre, dunque ciò può rassicurarci sulla pericolosità di quella macchia per quanto riguarda la fauna».
E se per l'Arpa ci vorranno circa dieci giorni per avere i risultati delle analisi di laboratorio fra i pescatori qualcuno lancia l'idea, tutta da verificare, che possa trattarsi di materiale fuoriuscito dai filtri di qualche depuratore comunale con le forti pioggie degli ultimi giorni. Certo è che quella grande macchia comparsa giovedì mattina già ieri era stata portata via dalle correnti e non era più visibile sul lago.

Piero Cargnelutti

sabato 21 agosto 2010

Lago: e infin furono fuochi

Migliaia di persone anche quest'anno si son ritrovati sabato 21 sulle rive del Lago ad assistere allo spettacolo dei fuochi d'artificio. Migliaia di "amici del lago", dunque, seppur coinvolti a livelli differenti nei confronti delle problematiche aperte. Sentiremo nelle prossime ore, nei prossimi giorni, commenti e pareri: è da presumere però che la maggioranza di chi viene sul Lago lo faccia perchè ha a cuore quel luogo...
Intanto l'evento è già su YouTube, all'indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=heGULwh1avU.

video

Lago, la posizione dei comitati - II

«Centrale di Somplago, piani da rivedere»

da: Messaggero Veneto — 20 agosto 2010

CAVAZZO. «Chi ha paura della verità?». A chiederselo sono i componenti del Comitato per la difesa e lo sviluppo del lago dei Tre Comuni, con in testa Franceschino Barazzutti, il combattivo ex primo cittadino di Cavazzo ed ex consigliere regionale. Durante un incontro tenutosi nella sede della Regione, a Udine, Barazzutti e i suoi collaboratori hanno spiegato le criticità e i rischi connessi al potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago richiesto dalla società Edipower, biasimando la posizione tenuta sulla vicenda dal presidente Renzo Tondo e da tutti i parlamentari del Friuli Venezia Giulia. «Perché dobbiamo prendere per buone le verità di Edipower? – afferma Barazzutti –. Perché il presidente Tondo non commissiona una verifica tecnica del progetto, valutando attraverso un modello l’impatto che il potenziamento della centrale idroelettrica avrà sui lago di Cavazzo e sul bacino di Verzegnis? Forse perché ha paura della verità?» A chiedere ulteriori verifiche non è solo il Comitato, ma anche le amministrazioni locali, come quelle di Cavazzo e di Trasaghis, che hanno approvato un’apposita delibera tra l’aprile e il maggio 2010. In questo documento di chiede la nomina «di un gruppo di qualificati specialisti per un autonomo e approfondito esame del progetto proposto da Edipower, dei reali impatti ambientali e delle possibili alternative, al fine di rendere chiare e visibili a tutti le conseguenze sul territorio, sul lago e sull’asta del Tagliamento». A non convincere Barazzutti è anche la bozza del decreto ministeriale per la procedura di Via per la Centrale di Somplago, nella quale si parla di opere da eseguire nei comuni di Verzegnis e Cavazzo, senza prendere in considerazione gli effetti provocati nei territori di Trasaghis e di Bordano. «La filosofia adottata – aggiunge Barazzutti – sembra essere quella di voler autorizzare il potenziamento, verificando dopo le eventuali conseguenze. In un paese normale però, le ricadute positive e negative di un’opera non dovrebbero essere analizzate prima di realizzare l’opera stessa?». Poco chiare inoltre - sempre secondo Barazzutti -, le questioni legate al deposito e al movimento dei fanghi sia nel lago dei Tre Comuni, sia nel bacino di Verzegnis, il reale aumento del livello del lago (che oscillerebbe tra un metro e i 2,5 metri), le conseguenze causate dagli sbalzi di temperatura per il ricambio d’acqua, il rischio di danneggiare la diga di Verzegnis e le opere di presa degli acquedotti. «Non va dimenticata – precisa Barazzutti – la galleria da 8,5 chilometri che Edipower vuole costruire tra Verzegnis e Somplago. Pare che i materiali inerti saranno depositati su una discarica in pendio, dove si trovano i residui dello scavo della vecchia galleria. Chi ci garantisce la sicurezza di quest’area?». Tutte questioni documentate dal Comitato, che accenna anche ad accordi tra Edipower e il ministero alle Attività produttive per nuovi sfruttamenti in provincia di Udine in cambio di sistemi di produzione di energia pulita. (a.c.)

venerdì 20 agosto 2010

Lago, la posizione dei comitati - I

Lago gonfiato dalla centrale

Il Gazzettino, Venerdì 20 Agosto 2010

Chi ha paura della verità? È l'interrogativo, ripetuto come uno slogan, con cui il comitato spontaneo a difesa del Lago dei Tre Comuni e quello per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento rilanciano le perplessità sul progetto di ampliamento della centrale idroelettrica Edipower per riportare le acque in quota, da Cavazzo a Verzegnis, nella notte, così da produrre energia da rivendere di giorno in base al meccanismo del differenziale di prezzo, senza aumento di energia netta. La nuova battaglia parte ora che anche i consigli comunali di Cavazzo e Trasaghis hanno adottato all'unanimità due delibere in cui chiedono al presidente Renzo Tondo di conferire un incarico a un gruppo di esperti neutrali per valutare le ricadute del progetto sul Lago con tanto di modellino che ne simuli gli effetti. «È quello che chiediamo da tempo. Perché la Regione sembra non voler acconsentire alla richiesta?» interroga il presidente, Franceschino Barazzutti, elencando i nodi critici del progetto, primo fra tutti quello dell'entità reale delle oscillazioni delle acque. «Hanno fatto credere che la concessione sia di 4 metri, quella rilasciata negli anni Cinquanta alla Sada. Ma quando venne fatta una prova, si allagò tutta la campagna di Somplago e Alesso. A fine anni Settanta abbiamo trovato un accordo con Enel di una massima di 30-40 centimetri, sempre rispettato. Ora si parla di 1 metro o di 2,5. Quale sarà l'oscillazione reale? E cosa succederà se già ora c'è erosione delle sponde?». Dubbi che si aggiungono a quelli sulla tenuta della diga, sull'intorbidimento delle acque, sulla reale possibilità di messa in opera di un sistema di filtraggio dei fanghi in sospensione e sullo scarico del materiale di risulta per lo scavo degli 8,5 km di nuova galleria. «A quanto sembra emergere dal verbale di Via (ancora in attesa della firma del Ministro) - conclude -, ci sarebbe un accordo del 7 luglio 2009 tra Ministero e Edipower per cui, a fronte della riduzione del 20% delle emissioni di gas del gruppo, il Ministero si impegnerebbe ad accelerare le procedure per ulteriori pompaggi nel gruppo di Udine, per il 2014-2020. È vero e dove dovrebbero avvenire?». Ma Edipower precisa: gli unici pompaggi richiesti sono quelli per Somplago; ulteriori non sono previsti.
(Elena Viotto)

Lago: diamo i numeri… e anche i links




Abbiamo fatto un rapido giro su Internet a vedere quali pagine si occupano del Lago e delle sue problematiche.
I dati sono aggiornati al 21 agosto 2010

Tra i gruppi di Facebook si segnalano:

1) Giro Giro Lago

Un abbraccio veramente grande per salvare il Lago di Cavazzo dal programma di prossima realizzazione che lo vuole trasformare in un bacino idroelettrico.

585 membri

http://www.facebook.com/group.php?v=wall&gid=215154160780


2) Quelli che … ad Alesso

Quelli che ad Alesso...
ci son passati per andare "al lago" o al "Rilago"
ci son passati per cercare donne
son venuti al "Campimg Al Lago"
hanno molti amici
ci son passati perchè c'è sempre un Bar aperto
ci son venuti a pranzo o a cena
ci son venuti in ferie
ci son venuti per una piccola escursione pedemontana
ci son passati per fare un bagno fresco al Palar
ci son passati per un giro in barca
si sono innamorati
ci son venuti dopo il terremoto
ci son passati ….

460 membri

http://www.facebook.com/group.php?v=wall&ref=ts&gid=62246105254


3) Lago di Cavazzo

Piace a 122 persone

http://it-it.facebook.com/pages/LAGO-DI-CAVAZZO/319216543869#!/pages/LAGO-DI-CAVAZZO/319216543869?v=wall



4) cheidiladalaghe

se il lago di Cavazzo è di tutti, quale è la mia parte, quale è la vostra parte... riprendiamoci il lago!!!

34 membri

http://www.facebook.com/group.php?gid=140932619266878&ref=ts


5) amici del lago

http://www.facebook.com/group.php?gid=134083559942371&ref=search

Punto d' incontro per tutte le persone che amano il lago "Dei Tre Comuni" o di ( Cavazzo )
per pensieri , notizie , foto , feste o altro.
Oggi nasce questo gruppo per poterci tenere in contatto e condividere le emozioni e le avventure che ci legano a questo luogo incantato e particolare spero di aver fatto una cosa gradita a tutti vio e vi invito ad iscrivervi per valorizzare questo paradiso un abbraccio Giorgio Pitteri.

58 membri



Su Internet ci sono inoltre, lo “storico”

http://lagofriuli2.altervista.org/index.html


La raccolta di segnalazioni del Lago tra i “Luoghi del Cuore”

http://www.iluoghidelcuore.it/lago_di_cavazzo_o_tre_comuni

28 segnalazioni con 37 commenti


e, naturalmente, il nostro “Alesso e Dintorni”


Avremo sicuramente dimenticato qualcuno (accettando quindi volentieri segnalazioni e integrazioni). Quello che è importante sottolineare è la dinamicità del momento : se è impossibile (e probabilmente ingiusto) coordinare e unificare le diverse voci, pensiamo sia utile la circolazione delle idee, l’informazione ed il confronto.

mercoledì 18 agosto 2010

Lago, una provocazione filo-austriaca


Progetto centrale, sos alla Carinzia
dal Fogolar civic e dall’Academie


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da: Il Gazzettino, Martedì 17 Agosto 2010

CAVAZZO - Dal "Fogolâr Civic" e dal Circolo universitario friulano "Academie dal Friûl" parte un appello-provocazione al governatore della Carinzia, Gerhard Dorfler, in difesa del lago di Cavazzo, il cui ambiente sarebbe minacciato dal progetto di potenziamento della centrale idroelettrica.
«Quel lago, riserva di pesca degli antichi patriarchi di Aquileia, appartiene alla storia di tutto il Friuli e dell’Euroregione alpino-adriatica, erede laico di quel patriarcato: abbiamo tutti il diritto-dovere di tutelarlo e di valorizzarlo!» rileva una nota. La richiesta di interessamento a Dorfler arriva "di fronte a mancati o insoddisfacenti riscontri dati dalle pubbliche istituzioni locali".



COMMENTO: Anche dopo il terremoto del 1976 c'era chi, nutrendo poca fiducia nei confronti dello Stato italiano, pensava di rivolgersi all'Austria. E vi fu anche chi, qualche anno dopo, pur di veder giocare un asso brasiliano nelle fila dell'Udinese, redasse cartelli con la scritta "O Zico o Austria". Francamente, visto il sussiego con cui ci si sente trattati dai cugini d'Oltralpe, tali aspirazioni appaiono quantomeno eccessive. (A&D)

martedì 17 agosto 2010

Chiuso un sondaggio, ne parte un altro


Alesso & Dintorni ringrazia innanzitutto i venti ospiti che hanno partecipato al primo sondaggio, quello sul gradimento del Blog.

Se il sondaggio può essere uno strumento di relazione, riflessione, confronto ... ripartiamo subito con un altro, rivolto all'eterna, amichevole diatriba tra "delessàns" e "dalessàns".

Qual è, secondo voi, il nome più giusto? La valutazione va espressa non tanto sulla base di motivazioni storiche, toponomastiche, linguistiche quanto su quelle emotive. Qual è il nome che sentite vostro?

Il sondaggio è rivolto in primo luogo a "delessàns" e "dalessàns", ma anche agli emigrati/emigranti, ai "nuovi" alessani, ... a chi ha un rapporto - possiam dire d'amore? - col paese.

VOTATE, gente d'Alesso!

domenica 15 agosto 2010

Un video sul Lago

Sul sito de Carnia.la (http://carnia.la/)si può vedere un video ben fatto, girato sul lago.
Si tratta di “PhotoGraphs”, corto del regista tolmezzino Nicola De Prato girato sul Lago, protagonista l’attrice Sara Rainis.

Ecco il link per vederlo:

PhotoGraphs from Nicola De Prato on Vimeo.

Lago, proseguono le segnalazioni per i "Luoghi del cuore"


I più amati dai friulani

Il lago di Cavazzo, piazza Vittorio Veneto a Martignacco e il parco di San Floriano a Polcenigo sono i luoghi da salvare per i nostri corregionali che finora hanno partecipato al censimento del Fai

Ognuno di noi ha un luogo del cuore: quello in cui ritorna sempre volentieri, che consiglia a tutti di visitare, che merita di essere conosciuto e salvato, secondo lo spirito del Fai – Fondo Ambiente Italiano.
In collaborazione con Intesa Sanpaolo, il Fai ha lanciato la quinta edizione del censimento nazionale “I luoghi del cuore”, invitando tutti gli italiani a votare un luogo – un parco, una villa, una chiesa, un castello, un isolotto, una piazza - in cui ciascuno potesse riconoscersi e riconoscere quel “territorio comune” fatto di cultura, arte e paesaggio che caratterizza il nostro Paese.
In difesa del patrimonio culturale e paesaggistico del Friuli Venezia Giulia, i friulani che hanno partecipato sinora al censimento del Fai hanno segnalato, al primo posto, il lago di Cavazzo a Trasaghis, il più vasto lago naturale del Friuli, alla cui estremità nord sorge la centrale idroelettrica di Somplago.
Il Comitato per la tutela del bacino montano del Tagliamento, che ha a cuore il lago di Cavazzo e sta organizzando la raccolta firme, teme che il progetto di ampliamento della centrale, presentato dalla società che gestisce la diga di Somplago, che prevede di pompare acqua dal lago la notte per produrre energia nel giorno seguente, provochi nel lago una costante variazione del livello dell'acqua, con danni a tutte le numerose specie lacustri e alla stessa qualità delle acque del lago.
Nel cuore dei friulani c’è anche piazza Vittorio Veneto a Martignacco. I segnalatori denunciano che l'attuale giunta comunale, con l'intento di riqualificare il centro del paese, ha previsto l'abbattimento di alcuni alberi che circondano la piazza per creare nuovi parcheggi, e la sostituzione di altri alberi, perché considerati inadatti alla nuova pavimentazione in pietra prevista. Alla base delle segnalazioni c’è quindi anche il timore che la piazza, armonica nel suo insieme, possa venire alterata e snaturata dagli interventi.
Ha ricevuto molte segnalazioni anche il parco di San Floriano, a Polcenigo. Istituito nel 1975 e dichiarato nello stesso anno area di tutela ambientale, il Parco di San Floriano dal 1991 è classificato rurale ed è tuttora unico esempio di ambiente naturale e rurale esistente in Italia. I segnalatori temono tagli alle risorse destinate alla manutenzione ambientale, fondamentale per assicurare la vita del parco.

C’è tempo fino al 30 settembre per votare il proprio “luogo del cuore”: un gesto semplice ma al tempo stesso di grande civiltà, che permette a tutti gli italiani di avere un ruolo attivo e concreto nella difesa di quel patrimonio d’arte e di natura che è l’identità del nostro Paese.
Si può segnalare il proprio luogo del cuore, compilando le cartoline e imbucandole nelle apposite urne presso le filiali di Intesa Sanpaolo e di tutte le banche del gruppo; compilando le cartoline nei Beni Fai e presso le Delegazioni del Fai; visitando il sito www.iluoghidelcuore.it; con Messenger e su msn all’indirizzo http://iluoghidelcuore.msn.it.

(da: www.ilfriuli.it)


COMMENTO: Anche "Alesso & Dintorni" ha dato un contributo non disprezzabile allesegnalazioni del Lago per l'iniziativa promossa dal FAI. C'è comunque ancora un mese e mezzo di tempo, per chi si vuole attivare. Buon ferragosto a tutti

venerdì 13 agosto 2010

Farfalle, lamponi.... che c'era ... a Dalès?


Il pretesto offerto dalla canzone di Gianni Morandi serve per far ragionare, se si vuole, sull'«essere di paese».
Tutti hanno sotto gli occhi due esempi, le farfalle di Bordano ed i lamponi di Avasinis: due idee vincenti che sono riuscite a calamitare l'interesse di migliaia di persone su un angolo di mondo solitamente fuori da "giri" di carattere turistico. Il successo, oltre alla bontà dell'idea, è dovuto alla presenza di capacità manageriali ed al coinvolgimento corale della "int dal paîs" che, in larghissima parte, ha adottato e sostenuto la proposta.

E a Dalès/Delès, come la mettiamo? Bravi i giovani della Pro Loco nel riproporre la sagra, bravi i curatori della recente "festa delle candele" ma .... non servirebbe anche qualcos'altro? E se sì, cosa? E con chi?

Nessuno ha soluzioni preconfezionate in tasca. Ma se si vuole discuterne, se si vogliono fare proposte.... il blog mette volentieri a disposizione lo spazio.

martedì 10 agosto 2010

Lago, aspettando i fuochi

Un momento di pausa preferragostana anche nel dibattito aperto sul Blog? C'è da aspettarsi che l'autunno porti discussioni infuocate... rilassiamoci intanto con l'attesa dei fuochi (d'artificio) prossimi venturi, come viene già preannunciato anche su YouTube (http://www.youtube.com/watch?v=2WVR5T-Fxy4):
video

domenica 8 agosto 2010

Lago, il parere tecnico del geologo Paronuzzi


«Simulazione sul lago»

Per dimostrare eventuali variazioni negative, per Paronuzzi sarebbe corretto «fare una simulazione di quanto accadrà». Cosa già sollecitata dai comitati.

La polemica innescata dal progetto di raddoppio della centrale Idroelettrica. di Somplago non si spegne. A un passo dalla chiusura dell’Iter burocratico, che ha già in cartella il via libera dal Ministero dell’Ambiente, i comitati difesa del lago di Cavazzo annunciano nuove iniziative, Confindustria Udine appoggia l’opera, Legambiente pianta sul progetto la bandiera nera; mentre tantissimi friulani segnalano la bellezza del loro lago naturale al Fai. «la Vita Cattolica» ha. sentito il parere di Paolo Paronuzzi, geologo dell’Università di Udine.

Continuano a essere agitate le acque del lago di Cavazzo, dopo che da Roma, il
Ministero competente ha rilasciato la Valutazione di impatto ambientale all’opera, che è un sì al progetto di ampliamento della centrale idroelettrica di Somplago, proposto da Edipower, società proprietaria dell’impianto.
Mentre il dibattito rimane accesissimo, con i comitati anti-opera intenzionati a non mollare la difesa del lago, «la Vita Cattolica» ha interpellato Paolo Paronuzzi, professore di Geologia applicata all’Università di Udine e direttore del Master Avamiri (Analisi, valutazione e mitigazione del rischio idrogeologico, che si occupa di fenomeni che riguardano rischi idraulici e rischi di frana), sottoponendogli il materiale tecnico fornito da Edipower e lo studio sulle criticità
geologiche (tenuta delle sponde dei laghi di Verzegnis e Cavazzo in seguito alle continue oscillazioni, movimentazione di fango e conseguenti danni a flora e fauna, instabilità nelle aree di deposito del materiale da scavo, presenza di roccia fratturata, rischio ingrottamento del rio Faeit e danni alle sorgenti), redatto per i comitati dai geologi Roberto Cella e Dario Tosoni. «Non vedo alcuna particolare situazione di rischio - afferma -, pur facendo una valutazione di tipo metodologico dall’e-sterno, perché non conosco i dati esatti del progetto. I comitati sollevano problematiche tecniche tradizionali, connesse alla realizzazione di un’opera idraulica di questo genere, che a monte, per legge, deve avere un iter progettuale specifico, sottoposto alle analisi delle autorità competenti e corredato da una serie di documenti, calcoli e relazioni». E specifica: «Si tratta di potenziare un impianto che già esiste, la cui variazione principale sarà quella di avere incrementi di velocità in corrispondenza delle opere dì presa e di usci-ta dell’acqua, che comunque è giusto monitorare affinché non ci siano modificazioni ne-gative che potrebbero provocare qualche fenomeno erosivo».
E sulle oscillazioni del lago? «Dalle carte si evince che Edipower ha già in concessione un’escursione molto ampia, 29 metri per il bacino dell’Ambiesta e 4 per il lago di Cavazzo, che al momento non usa, evidentemente vuol dire che hanno già cercato di ridurre al minimo gli scompensi». Per la questione legata al deposito del materiale derivante dallo scavo della galleria di oltre 8 chilometri? «Devono esserci delle verifiche di stabilità, obbligatorie per legge, per ovviare ai franamenti e mi pare, vedendo le foto della situazione attuale, si tratti di discese superficiali e di dimensioni contenute forse legate anche all’erosione naturale». Per quanto riguardala presenza dì crepe nelle pareti della diga dell’Ambiesta, «sarebbe una gravissima responsabilità di Edipower e delle autorità competenti se ci fossero problemi di stabilità e bisognerebbe intervenire immediatamente - spiega -. La questione però non ha a che fare con il progetto». E il problema del fango che po-trebbe depositarsi sul fondo del lago? «Resta la premessa che i progetti vanno fatti a regola d’arte e l’eventuale torbidità dell’acqua va monitorata nel tempo, per vedere se davvero sono state create variazioni». Per le sorgenti «già la galleria esistente avrebbe dovuto creare problemi», dice Paronuzzi, aggiungendo che «in Carnia tutte le rocce sono fratturate, eppure le gallerie si fanno lo stesso, con gli accorgimenti del caso». Insomma, che ci possano anche essere variazioni negative «è una questione che va dimostrata da specialisti», motivo per cui, in questa fase, sarebbe corretto «fare una simulazione di quanto accadrà». Cosa tra l’altro già sollecitata dai comitati.
Sta di fatto che ora l’ultima voce in capitolo spetta alla Regione con l’autorizzazione unica che andrà a chiudere l’iter burocratico necessario per accendere i macchinari del cantiere. Da Edipower l’ingegnere Salvatore Marchese ipotizza di avere in mano, entro la fine dell’anno, tutti gli incartamenti e avviare, di seguito, l’opera. Sul fronte opposto, senza sosta estiva, si lavora per mettere in piedi quella che Franceschino Barazzutti, ex sindaco di Cavazzo Carnico e a capo del Comitato tutela acque del bacino del Tagliamento (si batte contro l’opera insieme a quello «per la difesa e lo sviluppo del lago e della sua annuncia una serie di iniziative di protesta che, a inizio settembre, avranno come palcoscenico proprio le acque del lago. Ma non solo. Il geologo Cella sottolinea l’esistenza di nuovo materiale da passare sotto la lente d’ingrandimento per stoppare il progetto, e tra questo l’analisi della stabilità della faglia del lago.
Intanto, una netta difesa dell’opera è stata espressa da Adriano Luci, presidente di Confindustria Udine, che evidenzia come il raddoppio della centrale rappresenti una risorsa dal punto di vista energetico. Giudizio sul quale non concorda Legambiente che a Edipower ha assegnato la «bandiera nera», perché, a suo dire, si tratta solo di un’operazione economica per sfruttare i differenti prezzi dell’energia elettrica nella giornata «ed eventualmente i vantaggi dei certificati verdi».
E il cuore di tantissimi friulani batte per il lago di Cavazzo, tra i più segnalati in Friuli tra coloro che hanno già partecipato al censimento «I luoghi del cuore», iniziativa promossa dal Fai, il Fondo ambiente italiano. Si può votare fino al 30 settembre sul sito: www.iluoghídelcuore.it

Monika Pascolo , «Simulazione sul lago», "La Vita Cattolica", 7 agosto 2010



COMMENTO: Sarà interessante seguire gli sviluppi dell'inevitabile confronto tra quanto affermato nell'intervista al geologo Paronitti (un parere "esterno", redatto sulla base dei dati disponibili pubblicamente) da mettere in relazione con quanto sostenuto da quei tecnici che da anni seguono il problema "sul campo".
Da "valdelaghini" spiace veder riemergere così frequentemente il cappio della "concessione molto più ampia", quei "4 metri" che Edipower "potrebbe usare e non usa". Assomiglia tanto alle tesi di quelli che dicono che si dovrebbero ringraziare i nazisti perchè, avendo avuto l'ordine di sterminarci, non l'hanno fatto. E giù il cappello riconoscente. (A&D)

venerdì 6 agosto 2010

Il Lago sui "Luoghi del cuore": unificate le segnalazioni


E' ancora in corso l'iniziativa "I luoghi del Cuore" promossa dal FAI; su questo blog da tempo si invita a segnalarvi il Lago.
Come diversi hanno notato, tempo addietro le segnalazioni venivano disperse sia sotto il Comune di Cavazzo sia sotto quello di Trasaghis. Dopo segnalazioni ricevute, i responsabili del sito hanno provveduto a unificare sotto un'unica voce sia le segnalazioni riferite al Lago di Cavazzo sia a quello del Lago dei Tre Comuni.
Si può fare continuare allora a fare la segnalazione direttamente sul sito: http://www.iluoghidelcuore.it/ seguendo la procedura descritta nella colonna a fianco.


A tutt'oggi sono arrivate 28 segnalazioni (non moltissime, ma insomma...).

Interessanti anche i commenti che alcuni hanno ritenuto di lasciare:


2010-07-24 17:00:35
andrea dice:
Il lago che ha 3 nomi perché oltre ad essere chiamato "lago di Cavazzo" o "dei 3 comuni", si chiama anche "lago di Alesso"

2010-06-18 18:36:30
Marilena dice:
Unico lago naturale della Regione Friuli Venezia Giulia situato al confine tra la Carnia ed il Friuli.

2010-06-20 16:36:46
Pieri dice:
Il più vasto lago naturale del Friuli, minacciato (ieri come oggi) in nome di interessi che non sono i suoi nè quelli della gente che ci vive attorno.

2010-06-20 17:52:58
Linda dice:
E' un antico lago di origine glaciale, il più grande del Friuli. Avrebbe un potenziale ambientale e turistico straordinario, se non fosse assediato da speculatori che si sono già arricchiti e che continuano ad arricchirsi alle spalle di questo fragile ecosistema e della sua gente.

2010-06-21 08:49:50
andrea dice:
Il lago naturale piu' grande del friuli.

2010-06-21 08:52:37
alessandro dice:
Il Lago naturale piu' grande del Friuli Venezia Giulia che adesso per un progetto di privati sta diventando un semplice bacino per produzione di energia. Aiutateci a salvarlo!

2010-06-21 12:54:22
Efrem dice:
Un luogo dell'infanzia, della giovinezza e, si spera, anche della maturità. Che nessuno ce lo porti via.

2010-06-21 22:44:06
Antonio dice:
Venite a vedere la bellezza del tramonto sul lago, specchio turchese incastonato tra i monti, troverete un luogo che vi emozionerà profondamente. Dio non voglia che la cupidigia di chi lo sfrutta senza amarlo lo rovini per sempre!

2010-06-22 19:49:37
Mattia dice:
Che dire.....è un luogo unico;)....corridori, nuotatori (temerari), pescatori, campeggiatori o semplicemente persone che vogliono farsi una bella passeggiata....tutti possono godere di questo piccolo gioiello....Tuteliamolo :)

2010-06-30 12:47:50
Lucrezia dice:
Un luogo amato da molti per le tante opportunità che offre, tra cui la possibilità di scivolare sull'acqua con veloci barche a vela. Purtoppo, però, è già stato molto rovinato! Spero che arrivi presto il giusto sostegno per la sua salvaguardia.

2010-06-30 19:31:36
Tiziana dice:
Il lago non ha voce, diamogli la nostra affinchè possa salvarsi

2010-07-02 21:12:11
sergio dice:
Abbiamo bisogno di pareri tecnici per far ritornare questo lago alla sue condizioni originali presenti prima della costruzione della centrale idroelettrica ad opera della SADE con scarico di acque fredde direttamente nel lago.

2010-07-04 20:06:14
Isabella dice:
E' impensabile, per il vile denaro e l'interesse di pochi, distruggere qualcosa che da da vivere a tante persone e tanti Comuni. L'acqua e le sorgenti non devono morire. Le frane sulle sponde del lago sono all'rdine del giorno. Lasciatelo vivere, lasciateci vivere!!!!!!!!!!!!!!!

2010-07-05 08:55:45
andrea dice:
un lago davvero spendido che non conoscevo ma che merita certamente di essere visitato dai friulani e dalla gente di passaggio.

2010-07-05 21:11:44
andrea dice:
Va salvato dal progetto Edipower di potenziamento della centrale di Somplago mediante pompaggio notturno al superiore bacino di Verzegnis dell'acqua turbinata ed accumulata di giorno nel lago. Il lago sarebbe rovinato dalla continua e notevole oscillazione del livello e dalla torbidità dovuta all'apporto ed alla movimentazione del fango.

2010-07-06 20:21:59
Dapardut dice:
Stiamo pur tranquilli e mettiamoci il cuore in pace. I potenti e i prepotenti non riusciranno a distruggere il lago che era quì prima di loro e lo sarà anche dopo, quando questi non ci saranno più.

2010-07-09 19:48:59
Cabatium dice:
Ho visto il cielo specchiarsi in un azzurro e luccicante manto lacustre, ho visto il sole tessere su di esso molteplici fasci di luce, ho visto brillare come tanti diamanti nervosi ricci d'acqua dorata. Questo à il mio lago che serbo per sempre nel cuore e che nessuno mai potrà portarmi via.

2010-07-10 22:02:18
A&D dice:
Del lago si discute, ci si confronta, si dibatte, si fanno proposte anche sul blog http://cjalcor.blogspot.com/ Chi ama il lago può darci un'occhiata.

2010-07-11 21:52:41
montechiarini dice:
Questo lago è un posto unico tra le nostre montagne che ci consente di trascorrere indimenticabili momenti nella natura e ci consola nei momenti difficili. Siamo contrari al suo scempio....

2010-07-16 07:58:35
valentino dice:
Se il lago è di tutti, qual'é la mia parte? .. Qual'é la vostra parte? ... Riprendiamoci quello che è nostro, riprendiamoci il lago, togliamolo dalle mani di Edipower.

2010-07-19 13:51:02
andrea dice:
Lo stanno uccidendo! E il più grande lago naturale del Friuli, non possiamo permetterlo. Aiutateci a Salvarlo!!!



PASSA PAROLA: SEGNALA IL LAGO TRA "I LUOGHI DEL CUORE"!

Eolico nostrano: perplessità forgarine


Parco eolico a Trasaghis: Forgaria teme per i grifoni

da: Messaggero Veneto — 05 agosto 2010

FORGARIA. «Un enorme danno per i grifoni che popolano la riserva. Ecco cosa significa per Forgaria il parco eolico il cui progetto è di recente stato approvato dal consiglio comunale di Trasaghis. Se anche solo uno, due grifoni l’anno dovessero imbattersi nelle pale e perdere la vita, nel giro di un decennio tutti gli sforzi fatti per ripopolare la zona di avvoltoi e i soldi spesi (oltre 2 milioni di euro) sarebbero vanificati». A dirlo è il vicesindaco del Comune di Forgaria, Enrico Frucco, che precisa: «Non siamo contro l’energia pulita. Tutt’altro. Ma non possiamo permetterci di mandare in fumo un lavoro, importante e oneroso, realizzato con fior fiore di progetti comunitari e vanto di tutta la regione». Ed è proprio nella Regione che il Comune di Forgaria spera: sarà infatti Trieste a far da arbitro in questa “disputa”, valutando la questione anche in base alle osservazioni ricevute dalle amministrazioni comunali coinvolte. Osservazioni di segno evidentemente opposto. Negativo, come detto, quello forgarese. «Il rischio – precisa Frucco dopo essersi consultato con il dottor Fulvio Genero, responsabile faunistico della riserva – è che gli avvoltoi vadano a schiantarsi contro le pale e ne restino vittime. Un paio di decessi l’anno e a Forgaria di grifoni non ce ne saranno più in meno di un decennio. Situazioni come queste si sono già verificate in altre zone d’Italia ed hanno avuto esiti disastrosi». Di qui l’appello affinché, se parco dovrà esserci, almeno venga realizzato considerando il problema e prendendo le opportune contromisure. Conclude Frucco: «Alla Regione chiediamo ancora una volta di valutare con attenzione il progetto tenendo in considerazione la vicinanza della riserva e la necessità di preservarla da qualsiasi rischio. Se per il parco eolico arriverà il via libera chiediamo almeno che le pale siano dotate di strumenti capaci di tenere alla larga gli avvoltoi». (m.d.c.)

giovedì 5 agosto 2010

Eolico nostrano: come dovevasi dimostrare


Ricordate la discussione avviata (anche su questo blog) a proposito della realizazione del Parco Eolico nelle Gravatas di Trasaghis, ritenuto da taluni pericoloso per i grifoni della riserva di Cornino? Come anche i (pochi) sondaggisti avevano pronosticato, il Consiglio comunale di Trasaghis ha dato il via libera alla prosecuzione del progetto.




Il Consiglio dà il via libera al parco eolico

da: Messaggero Veneto — 04 agosto 2010

TRASAGHIS. E’ stato unanime il Consiglio comunale nell’esprimere parere favorevole al progetto per la realizzazione di un parco eolico nella zona industriale di Trasaghis. La criticità dell'intervento, segnalata in un documento da parte del Wwf, è legata soprattutto alla vicinanza della Riserva naturale del Lago di Cornino e del Sito di interesse comunitario (Sic) “Valle del medio Tagliamento”, in particolare in relazione al Progetto di reintroduzione del Grifone nell'area. La Regione aveva chiesto al Comune di esprimere un parere in merito al progetto presentato della ditta Enercom di Gemona che, come detto, ha avuto esito positivo. «L'impianto eolico in questione – spiega il sindaco Augusto Picco – comporterà una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 13 mila tonn/anno. La strada intrapresa è ormai quella di aumentare la produzione di energia mediante l’utilizzo di fonti rinnovabili; gli obiettivi europei per il 2020 sono per quanto riguarda l’Italia un taglio del 13% dell’emissione di CO2 e un aumento del 17% dell’utilizzo di fonti alternative». «Lo studio di impatto ambientale – riprende il sindaco Picco – è predisposto in maniera egregia e rileva le criticità esistenti come la presenza di grifoni nella vicina Riserva. Al riguardo rimarca il fatto che dagli studi effettuati risulta che solo il 5% dei grifoni vola sotto la quota di 100 metri». Durante il consiglio comunale dello scorso venerdì 30 luglio, è intervenuto anche il consigliere di maggioranza Ivo Del Negro che dopo aver esordito affermando di aver partecipato alle riunioni di Legambiente sul tema ha sottolineato «di non aver mai visto in tanti anni alcun grifone nella zona dove dovrebbe essere realizzato il parco eolico». «Il Comune di Trasaghis – ha aggiunto – si atterrà comunque alle decisioni che verranno prese dalla Regione ma se oggi esiste la Riserva naturale del Lago di Cornino, grande merito è del Comune di Trasaghis». «Riteniamo opportuno – riprende il sndaco di Trasaghis Augusto Picco – valutare i rischi derivanti da eventuali collisioni dell’avifauna con le pale degli aerogeneratori (gli stessi gestori della Riserva del Lago di Cornino non sembrano avere dati statistici da opporre ai rilievi eseguiti nel 2009, basandosi esclusivamente su dati soggettivi) e i vantaggi ambientali derivanti dall’installazione dell’impianto per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile».
Dario Venturini

Dibattito sul Lago: l'opinione di R. Brunetti

Speculatori e industriali

da: Messaggero Veneto — 03 agosto 2010

Leggo che il presidente degli industriali della Provincia di Udine, al termine della sua visita alla centrale di Somplago, commentando il progetto di ampliamento della stessa, si sarebbe così espresso: «Spiace constatare che ogni volta che si vuole intraprendere un progetto c’è sempre un comitato contro che si costituisce». Come se i friulani fossero contrari a ogni attività industriale. Non è così, caro presidente Luci. Noi siamo grati a quegli industriali che, dal dopoguerra al dopo terremoto, con le loro fabbriche hanno permesso il ritorno dei nostri emigrati, arricchendo nel contempo anche la nostra economia. Ma gli industriali sono una cosa e gli speculatori sono un’altra. E questa di Edipower è solo una speculazione che sta in piedi soltanto perché (per ora) nelle ore notturne l’energia elettrica costa poco. Infatti, sollevare e spingere le acque del lago di Cavazzo nel bacino di Verzegnis richiede più energia di quanta ne sarà poi prodotta con la caduta. Energia “sporca” che proviene da centrali termoelettriche a carbone e a olio combustibile. Quindi si tratterebbe di energia pseudo-verde, che tuttavia permetterebbe a Edipower di accedere agli aiuti concessi ai produttori di energie rinnovabili (certificati verdi) ricavandone lauti guadagni. Vorrei ricordare al presidente Luci che il progetto che gli è stato illustrato presenta molte criticità e pesanti ricadute ambientali. Di questo si sono accorti gli uffici regionali che hanno sospeso la valutazione del progetto proposto da Edipower, a causa di deficienze progettuali riguardo al deposito delle ghiaie risultanti dallo scavo della nuova galleria. Criticità evidenziate anche dai geologi Tosoni e Cella che, nella loro relazione illustrata alle recenti assemblee di Alesso e Cavazzo, hanno spiegato come la soluzione proposta da Edipower per il deposito delle sopraddette ghiaie costituisca un pericolo per la pubblica incolumità. L’idea, poi, di progettare una galleria senza tener conto degli aspetti carsici del monte Faeit, mettendo così a rischio l’approvvigionamento idrico dei nostri paesi, ha indotto molti a pensare che si tratti di un progetto che presenta ancora molte lacune e inesattezze. Per esempio, le variazioni di livello dei laghi. Durante la gestione Enel, il lago di Cavazzo aveva un’oscillazione settimanale certificata, di 40-60 centmetri. Eppure, «non ci saranno variazioni di livello rispetto al passato» assicurano gli ingegneri di Edipower! «Le variazioni di livello giornaliero saranno di 1 metro per il lago di Cavazzo e di 9 metri per il bacino di Verzegnis». Peccato poi scoprire sul progetto altre cifre: 2,50 metri per il lago di Cavazzo e 10 metri per il bacino di Verzegnis. E che conseguenze avranno queste quotidiane oscillazioni sulla tenuta delle sponde composte per lo più da ghiaie e da rocce cariate? La stessa diga del bacino di Verzegnis, a un’accurata indagine, mostra delle fragilità che sarebbero ora messe a dura prova dai continui svuotamenti e riempimenti, con conseguenze che potrebbero portarci anche a un piccolo Vajont. E il lago di Cavazzo? Il più grande lago di origine naturale di questa regione? Il riciclaggio giornaliero delle sue acque porterà a un suo ulteriore raffreddamento. E il loro continuo movimento eliminerà definitivamente ogni aspetto naturalistico. Stando alla relazione dell’ingegner Franzil, presentata anch’essa alle assemblee di Alesso e Cavazzo, avremmo per alcune ore dei puzzolenti bagnasciuga, e per le restanti ore, invece del lago che siamo abituati a vedere, rimarrà solo una grande pozza di acqua sporca. Certo, ha ragione il presidente Luci quando dice che bisogna confrontarsi cercando di analizzare questo progetto con obiettività e senza pregiudizi. Ma il confronto deve avvenire sulla base di dati affidabili e certi, perché l’esperienza del Vajont ci insegna che quando c’è di mezzo il profitto, spesso, serietà e onestà vanno a farsi benedire. Ecco allora che acquista ragionevolezza la proposta fatta alla Regione Fvg da comitati e Comuni rivieraschi, affinché faccia esaminare questo progetto da specialisti indipendenti, anche con l’ausilio di modelli in scala. A spese, come prevede la legge, della società proponente.

Remo Brunetti - Cavazzo Carnico

Dibattito sul Lago: l'opinione di R. Riva

Royalties e servizi

da: Messaggero Veneto — 03 agosto 2010

Ho seguito il dibattito instaurato dai lettori sul Messaggero Veneto, in special modo del circondario dei tre comuni sui quali insiste l’omonimo lago. Tutti gli argomenti addotti nelle loro lettere sono parziali e neppure collezionandoli si riesce a portarli a un’organica, seppure plurale, unitarietà. Provo a spiegarmi volendo dapprima rappresentare i dati del problema. Esiste una convenzione firmata tra la proprietà (al tempo Sade) negli anni 60 e le tre amministrazioni comunali interessate che prevedeva la possibilità di un utilizzo delle acque con una variazione di livello di quattro metri, fra il minimo e il massimo. Oggi, a distanza di qualche anno dalla scadenza della sopraddetta convenzione, c’è la società Edipower, subentrata all’Enel, che vuole rinnovare tale convenzione con una variante rispetto alla precedente riguardo ai livelli: da quattro a due metri. In sostanza la società elettrica riconoscerà delle “royalties” ancora più sostanziose se potrà pompare di notte l’acqua dal lago al bacino di Verzegnis – bacino ricavato a suo tempo chiudendo a diga la forra esistente – e di proprietà privata, mi pare ora afferente alla stessa Edipower: dico ciò perché il Comune di Verzegnis non gode di nessun introito per quanto mi è dato di sapere. Ora due conti per dare “i numeri” su cui confrontare le varie opinioni. Le attuali “royalties” sono originate dai Mw (megawatt) che la centrale di Somplago produce oltre a un fisso come dovrebbe essere previsto con eventuali altri clausole che non conosco perché non sono in possesso dei termini contrattuali della convenzione stessa. Il nuovo scenario che si presenta della capacità produttiva d’elettricità e dell’“utilizzazione”, o sfruttamento che si voglia dire, del lago è di gran lunga superiore all’attuale che è di poche ore il giorno. Il ripompaggio notturno dell’acqua costa il 10%, in termini di tariffe elettriche notturne, rispetto alle tariffe diurne e dà il diritto ai “Cip 6” nella fase di ricaduta della stessa con produzione d’energia. La maggior produzione elettrica, pagata a tariffa giornaliera intera, derivante dall’aumentata disponibilità d’acqua dovuta al pompaggio notturno, permetterà alla società di pagare i costi di pompaggio 1 (uno) con realizzazione di ricavi pari a 6 (sei) e non 10 (dieci=100%) come erroneamente si potrebbe pensare; ciò è dovuto ai rendimenti del sistema energia elettrica per pompaggio - perdite di carico nelle tubature di mandata in salita - perdita di carico in discesa - rendimenti gruppo turbina/alternatore e infine al rendimento del trasformatore che alimenta la rete nonché dei costi per l’ammortamento e la manutenzione dei nuovi gruppi. Pertanto le amministrazioni che contrattano con la società Edipower devono aumentare le richieste delle “royalties” che, rispetto a quelle odierne, dovrebbero essere rivalutate e non di poco: da un minimo di tre volte a un massimo di sei e più volte di quelle attuali e su base, solo in aumento, delle rivalutazioni. Non semplicemente monetarie, ma del potere d’acquisto della moneta o altro sistema di scambio. A questo punto la “pretesa” della salvaguardia del lago deve essere presentata ai cittadini come un mancato introito alle casse comunali che finora hanno permesso alle amministrazioni locali di poter dare servizi e nella misura attualmente conosciuta, grazie anche alle “royalties”. Pertanto eventuali mancati introiti dalle “royalties” giustificate dal mancato rinnovo e ricontrattazione della concessione, per utilizzare il lago a uso esclusivamente turistico, saranno riverberati su tutti i cittadini rivieraschi, con una diminuzione dei servizi fin qui erogati dai Comuni, oppure mantenuti con inevitabili tassazioni aggiuntive. Alla partecipazione delle popolazioni devo dire una parola in merito. Certamente con alcune centrali nucleari questi equilibrismi energetici non sarebbero più virtuosi e non si porrebbero più, pertanto, dilemmi cornuti (vedasi ultimo volantino sulle energie rinnovabili a Tarcento distribuito mercoledì e giovedì scorsi prima del consiglio comunale del 29 ottobre).

Renzo Riva
Pli Fvg Energia e Ambiente Buja

mercoledì 4 agosto 2010

Lago, controreplica degli industriali

Luci: il livello del lago resterà inalterato

da: Messaggero Veneto — 03 agosto 2010

TRASAGHIS. «Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere». Sintetizza così il presidente di Confindustria Udine Adriano Luci le sue considerazioni sul recente intervento del Comitato “Movimento Mont” in ordine al progetto di raddoppio della centrale idroelettrica di Somplago. «La tesi del Comitato è che sarebbe impossibile il mantenimento delle quote del lago di Cavazzo dal momento che il pompaggio delle acque, come è previsto dal progetto di ampliamento tra l’altro risalente agli anni ‘50, è destinato a raddoppiare. Quando viene spiegato e dimostrato all’interno della procedura di valutazione di impatto ambientale che non è così e che il livello del lago di Cavazzo resterà inalterato, questo non viene creduto. Che poi il sistema Somplago valorizzi una primaria fonte rinnovabile nel quadro di un’economia sostenibile, senza “disturbare” nessuno, non conta». Ma l’energia è una risorsa che serve perché abbiamo bisogno di energia sicura, disponibile ed a basso prezzo, le imprese ed i cittadini. L’autosufficienza energetica regionale. poi, non ha alcun significato in materia di gestione elettrica dal momento che l’energia è una risorsa strategica di cui va garantita disponibilità e convenienza. «E serve a poco rivangare il passato facendo riferimento a idee che vennero formulate all’epoca delle dismissioni delle centrali Enel per la presentazione di un’offerta da parte di un soggetto regionale. Ma occorre ricordare che quell’ “idea” restò tale perchè dovette confrontarsi con la sostenibilità dell’impegno economico e finanziario non affrontabile a livello regionale». «Bisogna guardare piuttosto ai problemi di oggi e del futuro perché quello che c’è oggi non sarà domani, come dimostra l’evoluzione del mercato elettrico e l’andamento dei consumi energetici che sono in aumento, anche nella nostra Regione». «Il problema energetico va affrontato guardando al futuro – conclude il Presidente Luci - come fa Federico Gollino, Capo della Delegazione di Tolmezzo citato nella presa di posizione del Comitato, che è sicuramente giovane ma che è anche un bravo imprenditore “condannato” a pensare il futuro. Ed è questo il mestiere anche delle Associazioni, quello di trovare soluzioni per il futuro».

lunedì 2 agosto 2010

Lago, materiali: interrogazione della LN

Nell'intento di continuare ad offrire materiali per l'approfondimento della !questione Lago", si trascrive il testo di una interrogazione presentata in Regione dalla Lega Nord. (A&D)

INTERROGAZIONE ORALE N. 503
Primo interrogante: Picco

Gruppo consiliare: LN-P

Consiglieri proponenti: Picco, De Mattia, Franz, Narduzzi, Piccin, Razzini

Presentata il: 27/10/2009

Stato: Evasa in data: 04/03/2010


Oggetto:La Regione approfondisca le numerose criticità rilevate in merito al progetto di potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago

Testo:PREMESSO che Edipower S.p.A. ha presentato un progetto di potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago che prevede, in aggiunta ai tre gruppi già in funzione, l'installazione di due gruppi reversibili, il pompaggio dell'acqua dal lago di Cavazzo o dei Tre Comuni al bacino di carico di Verzegnis, la costruzione di una nuova galleria tra la centrale ed il bacino e lo stoccaggio in sito di 220.000 mc di materiale di scavo;



RITENUTO che la realizzazione di tale progetto comporterebbe:

a) l’incremento della portata turbinata e scaricata nel lago dagli attuali 66 m3/s a 110 m3/s;

b) un’oscillazione giornaliera del livello del lago e del bacino ben superiore a quella dichiarata rispettivamente di 1 m e di 9 m, che, oltre a creare situazioni di degrado fisico-ambientale, metterebbe in pericolo la tenuta delle sponde;

c) la continua movimentazione delle acque e dei fondali sia del lago che del bacino con conseguente torpidità;

d) il sollevamento dell’enorme quantità di fango, la cui natura e composizione vanno chiarite, depositata nel bacino di Verzegnis nei 50 anni di esercizio;

e) il conseguente incremento dell’apporto di fango nel lago, sui fondali del quale nei 50 anni di esercizio della centrale si è già depositato un consistente strato;

f) l’ulteriore abbassamento della temperatura del lago, un tempo alenabile da maggio a ottobre;

g) la modifica dell’equilibrio all’interno delle biocenosi lacustri con rilevanti alterazioni dell’intero ecosistema;

h) riflessi negativi sull’ittiofauna con la scomparsa delle specie ecosensibili, come risulta dal parere negativo espresso dall’Ente Tutela Pesca del Friuli Venezia Giulia;

i) il completo assoggettamento del lago alla produzione idroelettrica, compromettendo definitivamente ogni altra fruizione, con grave danno per il territorio, la sua economia e le sue prospettive;

j) la pericolosità delle ripide sponde del bacino di Verzegnis, sottoposte alla frequente e notevole oscillazione del suo livello;



RITENUTO che la realizzazione del progetto di Edipower S.p.A. non sarebbe altro che un accanimento verso il lago e la sua valle che, per i soli superiori ed altrui interessi ha già visto:

a) la costruzione della centrale di Somplago con conseguente abbassamento del livello e danneggiamento del lago, l’esecuzione di numerosi espropri, il riempimento dell’alveo nord del lago con il materiale di risulta dello scavo della caverna della centrale, l’installazione di invasivi tralicci ed elettrodotti e relativo inquinamento elettromagnetico;

b) l'attraversamento dell'oleodotto transalpino con annessa stazione di pompaggio e serbatoio sconsideratamente ubicati sulla riva nord e in adiacenza all'immissario, senza tener conto dell'elevata sismicità della zona;

c) la realizzazione di parte del tratto dell'autostrada Udine - Tarvisio, nonostante il PUR la prevedesse per la valle del Tagliamento;



RILEVATO che le quote di concessione 192,90 m.s.l.m e 196,90 m.s.l.m di oscillazione del livello del lago invocate da Edipower S.p.A. erano funzionali alla costruzione della centrale di Flagogna, definitivamente abbandonata, di cui il lago doveva essere il bacino di carico;



RILEVATO che, peraltro, tra i Comuni rivieraschi e l'Enel si era pervenuti all'accordo, rispettato dall'Enel, di stabilizzare al massimo il livello del lago compatibilmente con le esigenze di produzione idroelettrica, per cui la variazione giornaliera del livello dovrebbe essere mediamente di 30 - 40 cm e non di 1 m, come afferma Edipower S.p.A. (A dimostrazione della veridicità di quanto affermato facciamo osservare che l’emissario artificiale del lago, controllato da una paratia telecomandata dalla centrale, ha una portata di 60 m3/s pari alla portata massima turbinabile dalla centrale e che quindi è solo questione di volontà);



RILEVATO che il progetto di Edipower S.p.A., trovando fondamento nelle incentivazioni assicurate dal Gestore del mercato elettrico per la produzione di energia da fonti rinnovabili e nella differenza tra l'elevato prezzo di mercato del kW nelle ore di punta e quello, di molto inferiore, delle ore di bassa domanda, nonché sul riconoscimento dell'impianto come IAFR (Impianto Alimentato a Fonte Rinnovabile) con conseguente emissione di certificati verdi e relativi incentivi, rappresenta una pura speculazione economica con un probabile utile in 15 anni di esercizio dell'ordine di 500 milioni di euro, il cui costo ricade sul territorio e le comunità che lo popolano, mentre il bilancio complessivo dell'energia prodotta/consumata non è positivo, poiché il pompaggio preleva il 27% in più di energia dalla rete nazionale, peraltro prodotta da centrali termoelettriche ad emissione di CO2 o importata. (Significa che per produrre 1 kWh di energia “pulita” si spende 1,27 kWh di energia da fonti fossili o nucleari).



RILEVATO che sul progetto della Edipower i Comuni interessati, anche probabilmente per sottovalutazione del problema, non hanno fornito informazione alla popolazione ed hanno evitato il coinvolgimento della stessa;



RILEVATO che dal ricevimento del progetto nella primavera del 2008 non un incontro, non un'assemblea della popolazione sono stati tenuti dalle Amministrazioni Comunali. Solo pochi giorni fa il 12 ottobre, pressati dal malcontento della gente, i Sindaci di Bordano e di Trasaghis hanno indetto un'assemblea pubblica, durante la quale è emersa la vasta contrarietà della popolazione;



PRESO ATTO che sono stati i Comitati spontanei, osteggiati dai Comuni, a fornire alla popolazione le informazioni di cui disponevano;



RITENUTO che i Comuni interessati abbiano anteposto le possibili “compensazioni”, anch'esse peraltro non chiarite alla popolazione, ad una vigorosa tutela del territorio, di loro dovere, ed abbiano quindi reso dei pareri favorevoli al progetto pur essendo in possesso di una documentazione che avrebbe dovuto suggerire un atteggiamento di maggior cautela e di approfondimento. (Ulteriori approfondimenti che la Regione ha invece recentemente richiesto nonostante il parere favorevole espresso dai Comuni);



RILEVATO che appare incomprensibile, strano e sospetto che dal procedimento di VIA siano stati esclusi non solo il bacino di Verzegnis, ma addirittura il lago di Cavazzo, ricadente anche nei Comuni di Bordano e di Trasaghis, oltre che in quello di Cavazzo Carnico. (Bacino e lago che maggiormente risentiranno in negativo dalla realizzazione del progetto);



RILEVATO che altrettanto incomprensibile è il silenzio sulla movimentazione dei fanghi e sulla loro natura. Infatti è noto che nel bacino di Verzegnis le acque in esso convogliate dalle prese della valle del Tagliamento, della valle del Lumiei, della valle del Degano e della forra della Vinadia, abbiano accumulato un alto strato di fango, la cui natura e composizione va chiarita. Come va chiarito se sia vero che un progetto dell'Enel, precedente gestore, di ripulitura del fondale del bacino dallo strato di fango per recuperare capienza, sia stato abbandonato per difficoltà di smaltimento di tali fanghi;



PRESO ATTO che, con il sistema idroelettrico del Tagliamento, realizzato negli anni '50 dalla Sade, la Carnia fu fortemente penalizzata dalle indiscriminate derivazioni a solo vantaggio della Sade stessa e del Consorzio Ledra-Tagliamento, al quale venne garantita la necessaria portata alla presa irrigua di Ospedaletto, ma non ai sistemi irrigui delle piane di Cavazzo, Amaro e Bordano. Tale schema privilegiato si ripropone anche ora con il prelievo da parte dello stesso Consorzio di 10-15 m3/s dallo scarico del lago per convogliarli, con sifone sotto il Tagliamento immediatamente a valle del ponte di Braulins, nella propria rete irrigua, sottraendoli al deflusso nel Tagliamento;



RITENUTO che la centrale di Somplago è l’ennesimo atto di un sistema di 34 captazioni che hanno sottratto alla Carnia le acque, sua ricchezza principale, creato problemi idrogeologici senza assicurare nulla in cambio. Il progetto di Edipower S.p.A. si pone in continuità con quel sistema. Alla scadenza delle concessioni prevista per il 9 ottobre 2013 - (data della scadenza della concessione principale, di cui al decreto di data 7 agosto 1958, n. 3821, con il quale fu concesso alla Sade di attuare una derivazione d’acqua dal fiume Tagliamento e affluenti, con centrale a Somplago) - si pone la necessità di una loro revisione per garantire un uso non solo idroelettrico, ma plurimo e diversificato della risorsa acqua, nonché di un adeguato ritorno alle popolazioni della Carnia;



RITENUTO che, in relazione alla mancata informazione e partecipazione delle popolazioni interessate alle decisioni verticistiche assunte dai Comuni sarebbe opportuno venissero riaperte le procedure partecipative previste dalla legge disponendo “la consultazione mediante lo svolgimento di una inchiesta pubblica per l'esame dello studio di impatto ambientale, dei pareri forniti dalle pubbliche amministrazioni e delle osservazioni dei cittadini” (art. 24 del D.L. 152/2006 come modificato dal D.L. 4/2008);



CONSIDERATO che, la realizzazione del progetto di Edipower S.p.A. pregiudicherebbe definitivamente le potenzialità del lago di Cavazzo, il maggiore della Regione, sarebbe pertanto opportuno che lo stesso lago fosse incluso formalmente nella procedura di VIA e fosse valutata l'incompatibilità del progetto con le diverse potenzialità del lago, della sua valle e dei territori circostanti;



RITENUTO che tali potenzialità debbano essere valorizzate da un apposito piano che ponga il lago in sistema con le particolari presenze storiche, culturali e ambientali del territorio circostante (Venzone, Gemona, Forte di Osoppo, Casa delle farfalle, il pianoro del monte San Simeone, la fortezza di monte Festa, la pieve di Cesclans, la zona del leccio, la riserva naturale del lago di Cornino, il pianoro di Monte Prât, le valli dei torrenti Palâr e Leale);



RITENUTO che, anche in relazione all’opportunità di adottare il piano di valorizzazione indicato sarebbe necessario inserire il lago tra le emergenze da affrontare nel Piano regionale di tutela delle acque e rideterminare le quote di concessione ormai da tempo superate;

interroga

il Presidente della Regione e l’Assessore competente

per conoscere



in quale fase della procedura regionale e statale si trova il progetto di Edipower S.p.A.;



se non ritiene sia opportuno approfondire tutti gli aspetti connessi a tale progetto, compresi quelli esposti nelle premesse;



quale è la valutazione complessiva del progetto e, nello specifico, quali considerazioni esprimono in merito ai rilievi espressi nelle premesse.

domenica 1 agosto 2010

Lago, Legambiente boccia il progetto Edipower

LEGAMBIENTE Tre bandiere nere in Carnia
Attribuite all’arena sullo Zoncolan, alla centrale di Cavazzo e alla galleria a Chiusaforte

Sabato 31 Luglio 2010, Bandiera nera sul monte Zoncolan, sul lago di Cavazzo e sulla costruenda galleria lunga la statale 13 in Comune di Chiusaforte. Quella verde svetta, invece, nei Comuni di Prato Carnico e Resia. Si concentrano in provincia di Udine i voti della Carovana delle Alpi di Legambiente, che annualmente monitora lo stato di salute del cerchio alpino e le politiche di sviluppo ecosostenibile per la montagna. I progetti bocciati e le pratiche promosse sono state presentate ieri a Udine dal presidente regionale di Legambiente, Giorgio Cavallo, e dal responsabile del Circolo carnico, Marco Lepre. Al primo posto della lista nera è finita la Regione Friuli Venezia Giulia, per l'ipotesi di realizzazione di un'arena internazionale per lo sci da fondo sul polo turistico dello Zoncolan. (…). Quanto al lago di Cavazzo, la bandiera nera va a Edipower per il progetto di potenziamento della Centrale idroelettrica di Somplago, che secondo Legambiente avrà "gravi conseguenze ambientali".


Da: Il Gazzettino, 31 luglio 2010



E Legambiente distribuisce bandiere nere in montagna

TOLMEZZO. Legambiente ha diffuso ieri i nomi dei promossi e dei bocciati per la gestione del territorio montano. Tre bandiere e una segnalazione nera per le ferite aperte nell’ambiente alpino, due bandiere verdi per buone pratiche e idee positive di sviluppo locale. Il dossier è stato presentato dal presidente regionale di Legambiente Giorgio Cavallo e dai responsabili dei circoli di Udine e Carnia-Valcanale Marco Lepre e Marino Visintini. Le bandiere nere. Sul banco degli imputati sono finiti i progetti di sfruttamento delle acque e del suolo. La prima bocciatura è indirizzata alla Regione per l’ipotesi di realizzare un’arena internazionale per lo sci di fondo nel polo turistico della Zoncolan, con un anello di 3,7 chilometri e una tribuna da 5 mila posti. (…) La seconda bandiera nera va a Edipower per il progetto di potenziamento delle Centrale idroelettrica di Somplago, che prevede il pompaggio delle acque dal lago naturale di Cavazzo al bacino artificiale di Verzegnis. «Un’iniziativa - precisa Legambiente - con prospettive tutt’altro che rosee per il lago, per il suo ambiente e per la popolazione che ci vive attorno». (…). Alessandro Cesare

Da: Messaggero Veneto, 31 luglio 2010