"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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domenica 8 agosto 2010

Lago, il parere tecnico del geologo Paronuzzi


«Simulazione sul lago»

Per dimostrare eventuali variazioni negative, per Paronuzzi sarebbe corretto «fare una simulazione di quanto accadrà». Cosa già sollecitata dai comitati.

La polemica innescata dal progetto di raddoppio della centrale Idroelettrica. di Somplago non si spegne. A un passo dalla chiusura dell’Iter burocratico, che ha già in cartella il via libera dal Ministero dell’Ambiente, i comitati difesa del lago di Cavazzo annunciano nuove iniziative, Confindustria Udine appoggia l’opera, Legambiente pianta sul progetto la bandiera nera; mentre tantissimi friulani segnalano la bellezza del loro lago naturale al Fai. «la Vita Cattolica» ha. sentito il parere di Paolo Paronuzzi, geologo dell’Università di Udine.

Continuano a essere agitate le acque del lago di Cavazzo, dopo che da Roma, il
Ministero competente ha rilasciato la Valutazione di impatto ambientale all’opera, che è un sì al progetto di ampliamento della centrale idroelettrica di Somplago, proposto da Edipower, società proprietaria dell’impianto.
Mentre il dibattito rimane accesissimo, con i comitati anti-opera intenzionati a non mollare la difesa del lago, «la Vita Cattolica» ha interpellato Paolo Paronuzzi, professore di Geologia applicata all’Università di Udine e direttore del Master Avamiri (Analisi, valutazione e mitigazione del rischio idrogeologico, che si occupa di fenomeni che riguardano rischi idraulici e rischi di frana), sottoponendogli il materiale tecnico fornito da Edipower e lo studio sulle criticità
geologiche (tenuta delle sponde dei laghi di Verzegnis e Cavazzo in seguito alle continue oscillazioni, movimentazione di fango e conseguenti danni a flora e fauna, instabilità nelle aree di deposito del materiale da scavo, presenza di roccia fratturata, rischio ingrottamento del rio Faeit e danni alle sorgenti), redatto per i comitati dai geologi Roberto Cella e Dario Tosoni. «Non vedo alcuna particolare situazione di rischio - afferma -, pur facendo una valutazione di tipo metodologico dall’e-sterno, perché non conosco i dati esatti del progetto. I comitati sollevano problematiche tecniche tradizionali, connesse alla realizzazione di un’opera idraulica di questo genere, che a monte, per legge, deve avere un iter progettuale specifico, sottoposto alle analisi delle autorità competenti e corredato da una serie di documenti, calcoli e relazioni». E specifica: «Si tratta di potenziare un impianto che già esiste, la cui variazione principale sarà quella di avere incrementi di velocità in corrispondenza delle opere dì presa e di usci-ta dell’acqua, che comunque è giusto monitorare affinché non ci siano modificazioni ne-gative che potrebbero provocare qualche fenomeno erosivo».
E sulle oscillazioni del lago? «Dalle carte si evince che Edipower ha già in concessione un’escursione molto ampia, 29 metri per il bacino dell’Ambiesta e 4 per il lago di Cavazzo, che al momento non usa, evidentemente vuol dire che hanno già cercato di ridurre al minimo gli scompensi». Per la questione legata al deposito del materiale derivante dallo scavo della galleria di oltre 8 chilometri? «Devono esserci delle verifiche di stabilità, obbligatorie per legge, per ovviare ai franamenti e mi pare, vedendo le foto della situazione attuale, si tratti di discese superficiali e di dimensioni contenute forse legate anche all’erosione naturale». Per quanto riguardala presenza dì crepe nelle pareti della diga dell’Ambiesta, «sarebbe una gravissima responsabilità di Edipower e delle autorità competenti se ci fossero problemi di stabilità e bisognerebbe intervenire immediatamente - spiega -. La questione però non ha a che fare con il progetto». E il problema del fango che po-trebbe depositarsi sul fondo del lago? «Resta la premessa che i progetti vanno fatti a regola d’arte e l’eventuale torbidità dell’acqua va monitorata nel tempo, per vedere se davvero sono state create variazioni». Per le sorgenti «già la galleria esistente avrebbe dovuto creare problemi», dice Paronuzzi, aggiungendo che «in Carnia tutte le rocce sono fratturate, eppure le gallerie si fanno lo stesso, con gli accorgimenti del caso». Insomma, che ci possano anche essere variazioni negative «è una questione che va dimostrata da specialisti», motivo per cui, in questa fase, sarebbe corretto «fare una simulazione di quanto accadrà». Cosa tra l’altro già sollecitata dai comitati.
Sta di fatto che ora l’ultima voce in capitolo spetta alla Regione con l’autorizzazione unica che andrà a chiudere l’iter burocratico necessario per accendere i macchinari del cantiere. Da Edipower l’ingegnere Salvatore Marchese ipotizza di avere in mano, entro la fine dell’anno, tutti gli incartamenti e avviare, di seguito, l’opera. Sul fronte opposto, senza sosta estiva, si lavora per mettere in piedi quella che Franceschino Barazzutti, ex sindaco di Cavazzo Carnico e a capo del Comitato tutela acque del bacino del Tagliamento (si batte contro l’opera insieme a quello «per la difesa e lo sviluppo del lago e della sua annuncia una serie di iniziative di protesta che, a inizio settembre, avranno come palcoscenico proprio le acque del lago. Ma non solo. Il geologo Cella sottolinea l’esistenza di nuovo materiale da passare sotto la lente d’ingrandimento per stoppare il progetto, e tra questo l’analisi della stabilità della faglia del lago.
Intanto, una netta difesa dell’opera è stata espressa da Adriano Luci, presidente di Confindustria Udine, che evidenzia come il raddoppio della centrale rappresenti una risorsa dal punto di vista energetico. Giudizio sul quale non concorda Legambiente che a Edipower ha assegnato la «bandiera nera», perché, a suo dire, si tratta solo di un’operazione economica per sfruttare i differenti prezzi dell’energia elettrica nella giornata «ed eventualmente i vantaggi dei certificati verdi».
E il cuore di tantissimi friulani batte per il lago di Cavazzo, tra i più segnalati in Friuli tra coloro che hanno già partecipato al censimento «I luoghi del cuore», iniziativa promossa dal Fai, il Fondo ambiente italiano. Si può votare fino al 30 settembre sul sito: www.iluoghídelcuore.it

Monika Pascolo , «Simulazione sul lago», "La Vita Cattolica", 7 agosto 2010



COMMENTO: Sarà interessante seguire gli sviluppi dell'inevitabile confronto tra quanto affermato nell'intervista al geologo Paronitti (un parere "esterno", redatto sulla base dei dati disponibili pubblicamente) da mettere in relazione con quanto sostenuto da quei tecnici che da anni seguono il problema "sul campo".
Da "valdelaghini" spiace veder riemergere così frequentemente il cappio della "concessione molto più ampia", quei "4 metri" che Edipower "potrebbe usare e non usa". Assomiglia tanto alle tesi di quelli che dicono che si dovrebbero ringraziare i nazisti perchè, avendo avuto l'ordine di sterminarci, non l'hanno fatto. E giù il cappello riconoscente. (A&D)

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