"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

giovedì 31 marzo 2011

Quel che si muove a ... Braulins. Dopo le proteste per ottenere una nuova fermata delle corriere


La protesta degli abitanti di Braulins pare destinata a ottenere accoglimento. Come si legge dalle dichiarazioni del sindaco di Trasaghis rilasciate al Messaggero Veneto e pubblicate nell'edizione del 30 marzo, si è di fronte a dei semplici ritardi burocratici che saranno affrontati e risolti. Il sindaco ha infatti dichiarato:
«I residenti di Braulins fanno bene a protestare e se fossi stato invitato, avrei partecipato volentieri alla manifestazione di sabato. Il problema è molto sentito dall'intera comunità e l'amministrazione comunale sta cercando di risolverlo: è stato commesso un errore in fase progettuale che ha costretto la nostra amministrazione a tutta una serie di autorizzazioni e un nuovo lungo iter burocratico. Il piano per la realizzazione della fermata è già pronto da un anno e mezzo ma abbiamo avuto diverse resistenze da parte di Saf e di Friuli Vg strade e per quel che ci riguarda eravamo già pronti a presentare il progetto alla popolazione lo scorso ottobre, ma c'è stata una nuova proroga».
Tanto rumore per nulla, dunque, se un sindaco si dichiara disponibile a marciare coi manifestanti? Come spesso succede, il tutto verrà verificato alla prova dei fatti.

mercoledì 30 marzo 2011

Il punto dei Comitati - II

Seconda edizione del volantino informativo dei Comitati, datato 29 marzo. Il titolo è "Ci prendono per fessi!!!" in rapporto allo stridente contrasto tra il comunicato di Edipower e la stessa relazione Garzon.
Nel volantino viene annunciata la prossima convocazione di una assemblea, Sabato 2 aprile alle 16, nel Centro Sociale di Alesso, alla presenza del legale dei Comitati, l'avv. Franco Giunchi, del presidente regionale di Legambiente, l'ing. Giorgio Cavallo, nonché dei tecnici e dei componenti dei Comitati stessi.

martedì 29 marzo 2011

Quel che si muove a ... Braulins. Proteste per ottenere una nuova fermata delle corriere

C’è fermento a Braulins: il paese protesta e chiede lo stop al passaggio delle corriere lungo le vie dell’abitato, in particolare lungo  via Europa. La gente, in sostanza,  chiede garanzie per la realizzazione di una  nuova fermata, quella  che inizialmente era prevista in prossimità della rotonda che porta in paese ma che poi non è stata realizzata.
Sabato c’è stata la marcia di numerosi braulinesi che, muniti di tamburelli, fischietti,  trombe e anche di qualche vuvuzela,  si sono dati appuntamento in piazza San Michele per protestare contro una situazione  definita insostenibile e pericolosa, e hanno sfilato lungo via Europa sino al ponte, richiamando l’attenzione (c’erano anche le videocamere di Telefriuli) sulle loro richieste. 


Clicca per vedere il servizio di Telefriuli:


(Le fotografie sono state cortesemente fornite da Enrico Masiero)

lunedì 28 marzo 2011

Quel che si muove a ... Vasinas. Trent'anni di esplorazioni speleologiche


E’ dal 21 marzo del 1981 che è iniziata l’esplorazione delle caverne nel sottosuolo delle montagne sovrastanti Avasinis. Quel giorno un gruppo di speleologi triestini iniziò l'esplorazione della risorgiva di "Eolo" (o "Fontanon di Avasinis") dall’imbocco sito in località Crist, lungo le pendici del monte Cuar. Aprendo un passaggio in frana, la spedizione, guidata da Mario “Bandon” Trippari, in poche ore scoprì oltre 600 metri di suggestive gallerie sino a quel momento regno sconosciuto e patrimonio esclusivo delle acque: una esplorazione che è proseguita negli anni sino a delineare e a rappresentare gli sviluppi assai complessi della cavità sotterranea. Certo che nel cuore delle montagne sotto il Monte Cuar si celino ulteriori cavità, Mario Trippari prosegue da trent'anni e senza sosta le sue spedizioni, in un rapporto ormai stretto con la comunità di Avasinis e dell’intero Comune (costante la sua presenza a tutte le manifestazioni e le iniziative promosse). Domenica 27, al "Centro Servizi" di Avasinis, Trippari ha organizzato, in collaborazione con la Pro Loco, una festa per il significativo anniversario delle esplorazioni speleologiche .

L'orso sulle montagne carniche: un problema o una risorsa?


Roberta Michieli ci segnala un articolo del Gazzettino, ripreso anche dal "Comitât pe autonomie e pal rilanç dal Friûl", illustrante il lavoro dell'Università di Udine in merito alla "risorsa sprecata" derivante dalla presenza dell'orso sulle montagne carniche.
Il tema può essere sentito anche qui: in tanti ricordano la proiezione dello splendido video di Marco Favalli "La fauna del medio Tagliamento" tenutasi a Trasaghis nel mese di febbraio dello scorso anno, con le immagini, davvero suggestive, documentanti il transito dell'orso nelle valli montane tra Avasinis e Alesso.



UNIVERSITA’ DI UDINE

Il dipartimento

di scienze animali

è al top nazionale



Il dipartimento di scienze animali dell’università di Udine è diventato negli ultimi anni un punto di riferimento a livello internazionale nello studio dei grandi carnivori e della fauna in generale, attirando molti studenti da altre università italiane e straniere. In particolare da Torino e Padova giungono continue richieste di laureandi che vogliono fare esperienza sul campo e presentare tesi sperimentali. In effetti a Udine c’è la possibilità per gli studenti di zoologia e scienze naturali, di sperimentare sul campo quanto appreso sui libri, di conoscere direttamente gli animali che studiano e essere al centro della ricerca.L’università di Udine è anche uno dei pochi atenei che può autonomamente eseguire indagini sul dna.




ORSI, L’ECCELLENZA

NON CONSIDERATA


di Umberto Sarcinelli

L'uccisione dell'orso Dino è la sconfitta di un certo modo di condurre la ricerca scientifica sugli animali. E' stato ucciso dal colpo di fucile sparato da un tecnico del ministero delle foreste della Slovenia, nellariserva di Lubiana perché sembrava irrecuperabile, di­magrito oltre misura, sofferen­te, con comportamenti da "paz­zo". Si temeva che fosse allo stadio terminale della rabbia. Invece Dino era debilitato e dolorante a causa di un radio-collare, applicato due anni fa in Trentino, senza il dispositi­vo di sganciamento automatico, il “drop off”.Crescendo il collare gli stringeva la gola, hacercato di toglierlo con le unghie, ma si è ferito e il dispositivo è stato "inglobato" nella carne, infettandosi fino alla necrosi e provocando lan­cinanti dolori che gli facevano assumere atteggiamenti da "pazzo".

Una leggerezza? La voglia di risparmiare i circa 400 euro del "drop off”, su un costo di quattromila del radiocollare? Imperizia? I segnali del radio-collare, poi sono stati seguitisolo in Trentino e in parte in Veneto, poi più nulla.

Un esito tragico per una ricerca scientifica. All'Univer­sità di Udine non vogliono commentare, anche se pro­prio il dipartimento di scienze animali ha una grande esperienza in merito, tanto da at­trarre studenti da ogni parte d'Italia e d'Europa per specia­lizzarsi in grandi carnivori. E gli sloveni hanno un rapporto privilegiato proprio con l'uni­versità udinese.

L'ateneo friulano ha esegui­to la prima cattura in Italia di lince selvatica, con esito moltopositivo, ha radiocollarato due orsi in maniera tecnicamente perfetta, avendo studiato, inno­vato e sperimentato vari meto­di all'avanguardia. Inoltre le metodologie di monitoraggio elaborate dall'equipe del professor Stefano Filacorda hanno attirato l'attenzione di mol­ti studenti e studiosi. Per esempio all'ultima Winter school si sono iscritte una quarantina tra guardie foresta­li, tecnici e veterinari della regione Sardegna e dei tecnici della Svizzera.

Un patrimonio di conoscenze, di ricerche e di innovazione che rischia di ri­manere inutilizzato dalla stes­sa regione Friuli Venezia Giulia che ha escluso l'universitàdi Udine (dandole un ruolo marginale) nel progetto euro­peo Life Ursus e nel monito­raggio della lince. L'Universi­tà ha visto così ridurre notevol­mente i contributi alla ricerca e un ruolo scientifico internazionalmente riconosciuto.
da: IL GAZZETTINO - Udine, Sabato 26 marzo 2011

domenica 27 marzo 2011

Da Alesso, un messaggio di solidarietà ai fradis giapponesi



Sulla piazza di Alesso, da qualche giorno, viene esposta una bandiera giapponese, con due scritte: un significativo "fradis coragjo" ripetuto in friulano e con i caratteri dell'alfabeto giapponese.
L'iniziativa, opera del gruppo Alpini di Alesso, intende lanciare un messaggio di solidarietà nei confronti delle popolazioni giapponesi colpite dal terremoto e dallo tsunami, nel ricordo della solidarietà internazionale che, nel 1976, si manifestò nei confronti del Friuli terremotato.


I commenti dei lettori alla visita sul Lago del presidente Tondo


Per diverse settimane il Blog ha lasciato il "Microfono aperto" ai commenti dei lettori sulla visita del presidente Tondo sul lago. E' stata una visita improvvisa, concordata evidentemente solo con Edipower e con alcuni organi di informazione, che ha suscitato, per esempio, il disappunto dei sindaci che hanno saputo del sopralluogo solo dalla stampa. Diversi lettori del Blog hanno commentato l'iniziativa: trascriviamo qui sotto gli interventi, "a futura memoria", ringraziando quanti hanno partecipato.

Avevamo chiesto: "Ce pensial dal Lâc, siôr Tondo?" lasciando "spazio alla creatività e alla fantasia dei lettori, per proporre una frase sintetica, magari spiritosa, capace di sintetizzare il “Tondo-pensiero” o anche le parallele riflessioni/preoccupazioni dei valdelaghini" nell'ipotesi del fare "emergere una significativa rilettura degli stati d'animo perilacustri".

Le proposte dei lettori sono state:

 Pensiero del presidente: "Il lago è un luogo ideale per fare un giroTondo" (Pauli)

 Non ricordo ... non ricordo se Tondo ha scritto un libro dal titolo “Chapati” o “Ciulati”? … Non riesco a ricordare … mi pare … “Ciulati”… credo proprio “Ciulati” (Strike)

 era "inciuc(c)iati"? (Eta Beta)

 Forse il titolo era "Chapato". Sottotitolo: "Intalkul" (Anonimo)

 Intalkul?... Si! ... Potrebbe essere, dopo PISSEbus, il nome di una località; una località sulla vecchia strada da Amaro a Tolmezzo. (Gioietta)

 Forse una canzone: “C’è un Lago Amaro dentro me…” (Pauli)

Arrivederci (magari cussì no…) alle prossime puntate…

sabato 26 marzo 2011

Aspettando il Giro d'Italia, sulle strade di Bottecchia


Il MV ha dato notizia delle iniziative in progetto, in quel di Trasaghis, "a contorno" del passaggio del Giro d'Italia, nel prossimo maggio: alcune manifestazioni sportive dedicate al ricordo del campione di ciclismo Ottavio Bottecchia e l'inaugurazione della pista ciclabile che da Braulins raggiunge il Lago. Stranamente, non vi si fa nessun cenno alla notizia pubblicata dal Gazzettino l'altro giorno, vale a dire l'incontro coi campioni del mundial 1982. Forse se ne sta ancora discutendo? Forse i "cugini gemonesi" non ne hanno ancora parlato coi "cugini trasagani"?



Trasaghis aspetta il Giro

TRASAGHIS Tante iniziative sportive ma anche concerti per festeggiare al meglio il passaggio della tredicesima tappa del Giro d'Italia. Il prossimo 20 maggio infatti, l'attenzione sarà puntata sui 159 chilometri della Spilimbergo-Grossglockner, quando il novantaquattresimo Giro d'Italia coinvolgerà da vicino l'alto Friuli e in particolar modo Peonis, dove verrà ricordano Ottavio Bottecchia, primo ciclista italiano a vincere il Tour de France nel 1924. Il 3 giugno del 1927, il suo corpo venne trovato esanime sulla strada a Peonis in un itinerario ben conosciuto dallo stesso campione. «Bottecchia è un campione leggendario - spiega il Sindaco di Trasaghis, Augusto Picco - di cui sono rimaste alla storia le imprese epiche: il passaggio del Giro sarà il momento ideale per omaggiare la sua figura. Al cippo suonerà la banda dei bersaglieri, mentre il 14 maggio, una settimana prima della tappa, saranno organizzate sul territorio diverse manifestazioni sportive, a partire dall'esibizione del parapendio acrobatico in collaborazione con 'Volo Libero Friuli' con atleti provenienti da tutto il mondo, mentre a Forgaria sarà organizzata una gara ciclistica per bambini». «La Nautilago - continua il sindaco - organizzerà gare e dimostrazioni di vela». In concomitanza dovrebbe essere inaugurata anche la pista ciclopedonale che parte da Braulins e arriva al Lago dei Tre Comuni.
Dario Venturini

venerdì 25 marzo 2011

Lago, c'è chi vuol difenderlo con la poesia


Riceviamo e pubblichiamo un contributo poetico sulla "questione Lago"



LIBARIN IL LAC

Orsù, svegliati mondo vigliacco

la politica ti tien nel sacco!

Difendi i tuoi diritti

e falli rigare dritti.

Tutti pensano a far soldi

e vi consideran codardi.

Magna a dritta magna a manca

or la gente ormai è stanca.

C’è chi ruba e chi incassa

a Pantalon spetta la tassa!

La centrale e l’autostrada

non vi basta in contrada?

Voglion acque – elettrodotti

Sarem ben più che malridotti.

Ora, la porca, il “lac” prosciuga

non resta più il bagnasciuga.

Basta fango in cinquant’anni

ormai scoperti son gl’inganni!

Morto pesce ed economia

crepi turbina e chicchessia.

Or, finisca coi regali la bolletta,

la nostra terra terremo stretta.

Fuori vada l’invasore

o paghi il danno suo d’autore.

Torni il lago al naturale

o si spegne la centrale.

O si elimina lo “scaric” maledetto

o verrà chiuso anch’l distretto.

Grida gente: lo vogliamo.

I traditori prenderemo all’amo!

Torni il lago caldo e bello

torni a posarsi ogni uccello.

Tanto pesce ancor ci sia

e tutti al bagno in allegria.

- Il bisat -



giovedì 24 marzo 2011

Cjantons di Val dal Lâc: in Palas

Proseguendo nella politica di segnalare quel che viene pubblicato in rete a proposito della nostra valle (non rubiamo niente, anzi: di ogni materiale diamo correttamente la fonte e indichiamo dove trovare il sito originario) proponiamo un interessante post pubblicato sul Blog di "SentieriNatura" dove viene descritta un'escursione agli stavoli di Palas.

Il faggio degli stavoli Palas

Approfittando delle giornati miti che questa metà febbraio ci sta regalando abbiamo compiuto un'escursione di mezza giornata alla scoperta del mondo degli stavoli sopra Alesso. La sentieristica era un tempo fitta, bisogna immaginare la zona, fino agli anni 50 e oltre, sfalciata e curata dalla popolazione che in quota portava a pascolare gli animali appoggiandosi ai numerosissimi stavoli.
Col terremoto del '76 gli stavoli, già abbandonati, hanno avuto il colpo di grazia e si sa, caduto il tetto il resto segue presto. Ora in qualche punto si stenta a riconoscere la traccia in quanto i noccioli e la sterpaglia stanno avendo il sopravvento. Ma noi avevamo il nostro asso della manica: la guida d'eccezione Luigi Stefanutti, una miniera di informazioni sulla vita dei tempi che furono e divulgatore generoso di testimonianze, nato e cresciuto ad Alesso: Ha scritto sulla storia degli stavoli e conosce praticamente ogni metro della zona.

Stavoli Pradas

















Siamo passati quindi per stavoli Pradas, dalla cucina economica corrosa dalla ruggine, salendo poi a Garmoran e più in alto Palas. Tutti diroccati, avevano diverse cisterne per la raccolta dell'acqua di cui ogni proprietario era geloso.



lI faggio secolare abbattuto dal vento

















Il faggio monumentale davanti agli stavoli Palas (un faggio sicuramente ultracentenario che misura oltre 4,5 di diametro) purtroppo due anni fa è stato abbattuto dal vento. Presenta ora un moncone enorme dal legno corroso ed esausto. Il resto del fusto invade completamente il vialetto di collegamento tra uno stavolo e l'altro.
Estese colonie di funghi rivestono le superfici legnose.
Per la discesa ci siamo fatti guidare verso lo stavolo Folchiar, lungo il pendio est della cima Sompalis.


Lago di Cavazzo dalle pendici del Folchiar

















Percorso ripidissimo. Durante il periodo di necessità nella seconda guerra mondiale c'era un capofamiglia che lo percorreva in salita col fieno per gli animali sulle spalle fino agli stavoli Palas. Ah, non è tutto. Era inverno e con gli scarpes sarebbe scivolato. Creati dei tappi sulla neve dura, effettuava la salita con i calzettoni.

mercoledì 23 marzo 2011

Eolico nostrano, il discorso s'allarga

Curiosando sulla Rete, ci siamo imbattuti nel Blog di Cristian (che ha già inserito un commento anche qui, a proposito delle tematiche che stiamo trattando). Cristian prende spunto dalla bocciatura del parco eolico di Trasaghis per alcune considerazioni più vaste: è più devastante per il paesaggio e per l'ambiente un parco eolico o la prossima autostrada Cimpello-Gemona? Se ne può discutere anche qui.

Un parco eolico a Trasaghis?

Non posso non citare una notizia che mi ha colpito che ho approfondito nei limiti delle mie possibilità e che ritengo meriti di essere approfondita maggiormente: lo scorso 18 Marzo 2011 la giunta regionale,all'unanimità ha approvato la delibera 460, con cui di fatto si è negata l'autorizzazione alla realizzazione di un parco eolico a Trasaghis (UD).
Prima di scrivere questo post ho cercato un po' di informazioni, sul sito della regione Friuli Venezia Giulia, qui, è disponibile tutta la documentazione relativa alla Valutazione di impatto ambientale (VIA). Ho dato una scorsa rapida a qualche documento per cui non posso dire molto, a parte che sono rimasto colpito da come si sia preso molto a cuore la difesa della fauna e del paesaggio della zona. Quello che non posso fare a meno di commentare è il livello ancora arcaico di informatizzazione dei nostri enti pubblici, tutta la documentazione è ottenuta tramite una pessima digitalizzazione del materiale in formato cartaceo, quand'è che questi enti cominceranno a scambiarsi (e pubblicare) tale documentazione in formato elettronico?
In ogni caso, tra i tanti "visto", "considerato", "tenuto conto" della delibera voglio riportare un passo significativo:
"Tenuto conto, altresì, di quanto osservato sotto il profilo paesaggistico:
- date le caratteristiche dimensionali dei aerogeneratori, verranno indotte alterazioni del contesto paesaggistico (intrusione) su una porzione di territorio vulnerabile, in quanto posto alla base dell’anfiteatro dalle Prealpi Carniche e delimitato dall’alveo del Fiume Tagliamento;
- mancata considerazione di alcuni punti di osservazione;
- i potenziali effetti costituiti da modificazioni dell’assetto percettivo e panoramico, alterazioni della coerenza e delle relazioni visive del sistema paesaggistico, possono costituire causa di sensibili detrazioni della percezione del paesaggio, sia da un punto di osservazione "vicino" all’impianto, a partire dall’alveo del Fiume Tagliamento, che dai punti panoramici localizzati sui rilievi circostanti il sito;"



Non posso non collegare tali considerazione a un tema che ho trattato ultimamente: il progetto di realizzazione dell'autostradata "Cimpello-Sequals-Gemona".
La foto accanto l'ho fatta dalla camminata che c'è attorno al lago di Cornino, cioè dove c'è la riserva in cui fra l'altro ci sono i grifoni; il fiume è iltagliamento la, accanto a quel ponticello che si intravvede, provenendo da sinistra dovrebbe passare l'autostrada "Cimpello-Sequals-Gemona", quella non provocherebbe "alterazioni della coerenza e delle relazioni visive del sistema paesaggistico, [...]causa di sensibili detrazioni della percezione del paesaggio, sia da un punto di osservazione "vicino" all’impianto, a partire dall’alveo del Fiume Tagliamento, che dai punti panoramici localizzati sui rilievi circostanti il sito;"?


(da: http://cambierei.blogspot.com/2011/03/un-parco-eolico-trasaghis.html
)

Raccolta differenziata, istruzioni per l'uso


Come già discusso anche su questo Blog, pare proprio che nel prossimo mese di maggio partirà ufficialmente il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti, con l'eliminazione dei cassonetti stradali, la raccolta "porta a porta" e l'introduzione della raccolta differenziata del rifiuto organico.


Dal momento che i cittadini non sono ancora adeguatamente informati sulle nuove modalità, sarà il caso di partecipare agli INCONTRI INFORMATIVI promossi dal Comune di Trasaghis e dalla Comunità Montana del Gemonese con le seguenti località e date:

TRASAGHIS, municipio: giovedì 24 marzo

ALESSO, centro servizi: venerdì 25 marzo

AVASINIS, centro servizi: lunedì 28 marzo

PEONIS, centro servizi: martedì 29 marzo

BRAULINS, biblioteca: mercoledì 30 marzo


Tutti gli incontri iniziano alle 20.30.



martedì 22 marzo 2011

Metti una sera ... i campioni della nazionale 1982 a Trasaghis


Il Gazzettino di oggi dà notizia dell'arrivo a Trasaghis, nella serata del prossimo 17 maggio, dei campioni della nazionale di calcio vincitrice del titolo mondiale del 1982 (quelli, per chi ha passato gli anta, dello storico applauso in piedi del presidente Pertini, nella notte di Madrid).
In attesa di saperne di più ... lasciamoci cullare dalla magia della memoria.

Piero Cargnelutti
A Gemona i campioni del mundial di Spagna
Martedì 22 Marzo 2011, Il Gazzettino
Quello che si avvicina, sarà un trentacinquesimo anniversario del terremoto all'insegna del grande sport. La nazionale di calcio italiana che nel 1982 vinse i mondiali di Spagna sarà a Gemona il 17 maggio. In quell'occasione, nel pomeriggio si confronterà sul campo dello stadio locale Simonetti contro la formazione dell'Udinese di quei primi anni Ottanta. L'amministrazione comunale già da un anno ha iniziato i primi contatti con la Lega Professionisti, sia in occasione dell'anniversario del terremoto sia in nome del progetto Città dello sport e del benstare, ma anche per commemorare Enzo Bearzot: «Tutto nasce - spiega il sindaco Paolo Urbani - dal fatto che negli anni successivi al terremoto, la nazionale italiana aveva donato al nostro Comune 40 milioni di lire per ricostruire lo stadio Simonetti. Da quella volta, non c'è mai stata l'occasione per ringraziarli e allora abbiamo voluto inserire questo momento all'interno dell'anniversario per il terremoto: proprio con quella partita, inaugureremo il nuovo campo da sfogo realizzato negli ultimi mesi con l'erba artificiale, per venire incontro alle esigenze delle nostre associazioni sportive di calcio». E così, il 17 maggio gemonesi e visitatori potranno rivedere sul campo grandi campioni del mondo quali Zoff, Gabrini, Gentile, Rossi o Collovatti ricordare con la loro classe di giocatori il loro collega campione friulano Enzo Bearzot: «I dettagli dell'iniziativa - spiega l'assessore allo sport Stefano Marmai - li definiremo in un incontro con la dirigenza della Lega Professionisti che abbiamo in programma nei prossimi giorni. Ufficialmente, li vogliamo così ringraziare per l'aiuto che ci hanno dato nel dopo terremoto, ma ad ogni modo quella giornata sarà anche l'occasione per ricordare il grande ciclista Bottecchia, che ogni anno i colleghi amministratori di Trasaghis commemorano. E proprio con il Comune di Trsaghis siamo d'accordo di trascorrere da loro la serata».

Informare su Internet: un interessante dibattito dalla Carnia


Su questo Blog è stata più volte citata l’esperienza di “Carnia.La” , a indicare un modo assai significativo di fare informazione su Internet.

Sul sito si è svolto in questi giorni un interessantissimo dibattito, a proposito degli “spazi di informazione” disponibili, sul senso e l’importanza dell’anonimato e dello pseudonimo su Internet, sul rapporto tra informazione e potere politico… tematiche tutte trattate, nel suo piccolo, anche da questo Blog. Si ritiene interessante, allora, riproporre una selezione dei diversi interventi (aperti proprio con un contributo di “Alesso e Dintorni”).

Premessa:all’inizio di marzo, un frequentatore del sito, “Alessio” [che non è l’ che segue la pagina facebook di A&D> si rivolgeva al sindaco di Tolmezzo definendolo “Zearo è solo un burattino nelle mani (bucate) di Tondo… che tristezza””e provocando la replica stizzita del sindaco stesso che, intervenendo nella discussione, usava questa testuale espressione: “Alessio vieni a dirmele in faccia certe cose,altrimenti oltre a essere un vigliacco sei anche uno stronzo!!!!!!”

Qualche settimana più tardi, lo stesso sindaco di Tolmezzo, riferendosi ai commenti anonimi apparsi sulla Rete, diceva: appena ho un attimo di tempo procederò ad altre querele nei confronti degli anonimi insultatori che comunque hanno senz’altro un nome e un cognome, altrimenti ne risponderà il direttore responsabile”

Su questa affermazione si è sviluppata una complessa discussione, con una cinquantina di interventi dei quali, come detto, si propone una selezione.

1

Alesso e Dintorni

16 marzo 2011, 19:38

«altrimenti ne risponderà il direttore responsabile». Tiè, una bella stoccata. Senza entrare nel merito della “querelle” tolmezzina, l’affermazione del sindaco è di quelle destinate a far discutere il mondo di Internet.
“Carnia.La” sta dando un ottimo esempio di COME fare informazione e COME offrire spazio alla discussione e al dialogo. Operare sotto la spada di Damocle di una minaccia di querela per le affermazioni di un lettore nemmeno conosciuto? Non dovrebbe essere sufficiente e valida la dichiarazione sottoscritta all’atto dell’inserimento di un commento (“L’utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Carnia.La manlevata ed indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato”)?
E’ un problema che va chiarito, e sul quale chiediamo lumi, dal momento che può riguardare diversi siti e blog operanti sul territorio (su “Alesso e Dintorni” http://cjalcor.blogspot.com/abbiam dovuto introdurre la moderazione dei commenti, ma non è detto che sia l’unica strada percorribile).
In ogni caso… solidarietà a Carnia.La

2

Francesco Brollo

16 marzo 2011, 20:02

Grazie. Tra l’altro segnalo sull’argomento una sentenza della Cassazione sul tema della responsabilità di chi scrive o commenta su un sito web e chi ne è direttore:
http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2010-10-01/stampa-pari-sono-direttore-225532.shtml?uuid=AYTqCkVC

3

Alessandro L.

16 marzo 2011, 20:10

Ma stiamo scherzando ???
Denunciare qualcuno solo perchè mette a disposizione della comunità uno strumento per esprimere le proprie opinioni ??? Allora se qualcuno affigge un cartello anonimo in piazza a Tolmezzo con insulti al sindaco denunciamo tutte le cartolibrerie per avergli fornito la carta e la penna??? Faremmo meglio invece a ringraziare per il fatto che almeno su Internet tutta la comunità può esprimere le proprie opinioni.
Il Sig. Sindaco, a mio avviso, dovrebbe sfruttare questo blog (e molti altri) per farsi un’idea su quello che i suoi elettori(e io sono fra questi) effetivamente pensano dell’operato della sua giunta e non minacciare denuncie solo perchè un frequentatore su mille l’ha, a parer suo, offeso.
Francesco sappi che hai tutto il nostro appoggio e se dovesse arrivare effettivamente una denuncia, in molti faranno “notare” al Sindaco la pericolosità politica del limitare la libertà di opinione.

9

plupieri

16 marzo 2011, 20:47

Solidarieta a Brollo, ma tuttavia sarebbe opportuno che ci fissassimo un limite, anonimi e non, di autoregolamentazione che eviti di far incorrere alla testata questa spada di damocle. Quand’ero direttore “responsabile” di una radio locale dal 92 al 95 certe volte non dormivo di notte perche’ qualcuno usava il microfono in maniera diciamo un po troppo esuberante..ed io ero considerato comunque sempre a priori responsabile degli irresponsabili anche piu’ dei proprietari della Radio stessa. Allora era il tempo della discesa in campo di Paron Silvio a all’indirizzo di Arcore in certe trasmissioni partivano talvolta epiteti, che io antiberlusconiano notorio, dovevo necessariamente e controvoglia riprendere anche in diretta per evitare la corresponsabilita che civilmente vuol soldi che devi pagare..questo vuol dire..Percio’ Mi schiero a favore della moderazione degli interventi, anche dei miei, quando minacciano fedina e portafoglio degli altri. Brollo valuti quest’ipotesi a cui molti blog hanno dovuto ricorrere per la prudenza del buon padre di famiglia. Per il resto Sig. Sindaco ci faccia il piacere di soprassedere..da quest’operazione giudiziaria che NON Le si addice. Saluti.

31

Alessio

17 marzo 2011, 10:23

ma il “diritto di critica” su un fatto esiste ancora oppure no?! A me sembra che ci sia una bella differenza tra un insulto gratuito(ad es “str…”) ed una critica,attraverso l’uso di una metafora, di un comportamento di chi amministra TUTTI

32

cristina

17 marzo 2011, 10:26

..confusa e imbarazzata, forse più imbarazzata che confusa ma vicina a chi, come Francesco, offre spazi aperti di confronto e di informazione.

38

clori micheletto

17 marzo 2011, 16:15

Tagliamo la testa al toro , e da adesso nome e cognome. Valga per tutti ! Così in futuro si eviterà di mettere in imbarazzo e creare problemi al nostro ospite. Questo spazio che Brollo ci mette a disposizione, va rispettato.Liberi tutti di esprimere le proprie opinioni, di approvare o dissentire. Senza strafare!

40

claudio stocco

17 marzo 2011, 23:26

@clori. no, non sono d’accordo. spero che ci sia sempre la libertà di dire, nei limiti della legge, quello che si pensa. W l’anonimato, anche se io non lo uso. e W la libertà

44

minotauro

18 marzo 2011, 09:44

(…) Secondo me fare un passo indietro è segno di maturità e coraggio. Capisco l’escandescenza del momento ma insistere nel demonizzare il dissenso minacciando querele penso possa essere anche controproducente. Riguardo all’anonimato è una libera scelta, non credo assolutamente sia illegittimo, anzi è espressione di libertà (entro i limiti della decenza e della legalità). spero non si voglia entrare anche nella mia cabina elettorale !
A mio avviso c’è un altro aspetto positivo nell’anonimato, se usato bene: può contribuire a spersonalizzare le diatribe e a far risaltare esclusivamente le idee senza preconcetti sulle persone. E’ questa la potenza di questa forma di partecipazione: largo alle idee, un passo indietro per il culto della personalità.

47

federica

19 marzo 2011, 14:36

(…) il nodo è invece interpretare correttamente il blog: le opinioni a mio avviso si argomentano e si pesano in ragione della loro tenuta argomentativa. Proviamo ad argomentare anzichè schierarci laconicamente (o offensivamente) sui temi lanciati dal redattore.
proviamo a fare un esercizio intellettuale diverso da quello di una partita di calcio…
proviamo ad imparare a scrivere le nostre idee e impariamo a rispettare le idee degli altri nel nome della libertà di espressione.
in quel giorno avremo imparato ad usare bene il servizio che francesco ci offre e saremo (in definitiva) dei cittadini migliori.
federica

48

federica

19 marzo 2011, 14:47

@ clori – dissento: non credo che la testa al toro si tagli invitando a palesarsi.
l’anonimato è una libera scelta e come tale va rispettata.
importante per me oggi è far riavvicinare le persone alla loro coscienza civile e non censurare nè il mezzo nè chi lo anima.
se qualcuno si sente rassicurato dall’anonimato lo usi pure accanto (auspico) a non anonime e civili prese di posizione. se poi l’anonimato nasconde l’incapacità di esprimere in parole e sintassi un pensiero compiuto, beh allora la testa al toro si taglia invitando a leggere e a farsi una cultura.
federica

___________________________________-

Leggi tutti i commenti su:

http://carnia.la/2011/03/16/la-resa-dei-conti-del-sindaco-zearo-contro-picco-denunciato-e-gli-%E2%80%9Canonimi-insultatori%E2%80%9D-di-carnia-la/

lunedì 21 marzo 2011

150 dall’unità d’Italia : risposta a Ivano

Riceviamo e pubblichiamo:

150 dall’unità d’Italia : risposta a Ivano.

Mandi Ivano,

è difficile, in questi giorni strapieni di retorica nazional-risorgimentale, commentare i primi 150 anni dell’unità d’Italia.

E’ difficile perché porsi in atteggiamento critico significa automaticamente ritrovarsi addosso l’etichetta di “anti-italiano leghista”. Le polemiche politiche della Lega Nord stanno di fatto condizionando ogni possibilità di critica storica costruttiva. La stessa sinistra sta sbandierando il tricolore in funzione anti-lega e sta usando lo stesso linguaggio nazional-risorgimentale dell’allora Movimento Sociale italiano, anni 1950.

Chi si ricorda oggi di tutti quei importanti intellettuali italiani che nel 1800-1900, avrebbero voluto un’ unità italiana federale e non centralistica? In questi giorni nessuno li nomina o li ricorda. Tutti parlano solo di Garibaldi, Cavour, Vittorio Emanuele II, miti sacri del nazionalismo italiano.

“1861-2011”, 150 anni in cui il popolo italiano ha subito le guerre coloniali, due guerre mondiale e una dittatura. Con le guerre coloniali il Re “savoiardo” voleva ottenere “un impero” come tutte le altre grandi potenze mondiali europe. In tutte e due le guerre mondiali (prima del 1915 e seconda del 1940) è stato il Regno d’Italia a dichiarare guerra, ma la retorica nazionalista continua a parlare di “milioni di morti per difendere la Patria”. Difendere l’Italia “da chi” dal momento che l’Italia non era stata attaccata da alcun esercito nemico? La stessa dittatura di Mussolini poteva essere fermata dal Re, ma il Re non lo fece.

E per quanto riguarda il Friuli ( e quindi anche la Carnia), forse dovremmo ricordarci un po’ più spesso che alla fine della Prima guerra mondiale la nostra terra si ritrovò con l’economia completamente distrutta e come ricompensa e aiuto, i friulani furono autorizzati a fare la valigia ed emigrare. La seconda guerra mondiale lasciò un Friuli pieno di miseria e disperazione. E di nuovo dovemmo emigrare con la valigia di cartone legata con lo spago. Oggi ci sono più friulani all’estero, che in Friuli.

In conclusione, c’è la storia indagata senza pregiudizi dagli storici e ci sono i miti nazional-risorgimentali.

Il 17 marzo 2011, cosa abbiamo ricordato? I miti o la storia?

Poteva essere una buona occasione per ricordare con memoria storica critica i primi 150 anni dell’Unità d’Italia, ma non lo abbiamo fatto. Peccato. E’ stata un’occasione perduta.

Michi

150°, il parere di "Glesie furlane"

Si è discusso anche su questo Blog del rapporto effettivo tra il Friuli ed il 150° anniversario dell'Unità italiana, anche grazie al contributo di Ivano. Allo stesso Ivano e a tutti i lettori, Roberta Michieli segnala il documento emesso dal gruppo "Glesie furlane" che può offrire spunti di analisi e di riflessione:

Friûl: 145 - 93 agns da l’Italie

Come cristians che a crodin te dignitât di ducj i oms come fîs dal unic Pari e, duncje, tal dirit di
ducj i popui a guviernâsi sfrancjâts di prepotencis esternis, in fraternitât e strenzûts te prospetive di un distin unic, no podìn no gjoldi di cheste circostance che nus impegne, scomençant des resons di fede, a cirî l’acuardi e la passion pal ben di ducj i talians.
Ma par nô cheste fieste no pues jessi complete e serene, par vie che chê che e veve di jessi la
nestre “cjase comugnâl” no je, dut a vuê, vierte a lis nestris sacrisantis spietativis di int e di
popul, come che la stesse Cjarte Costituzionâl dal Stât Talian e intindarès professâ. E che a
varessin di fânus dî: achì mi sint a cjase, achì o stoi ben!
Cun dut l’articul 6 de nestre Costituzion, di fat, o stentìn un grum a sintîsi onorâts di chest tipo di
unitât statâl, par vie che la nestre configurazion culturâl e spirtuâl, che e reste par nô une ereditât irinunciabil, e ven invezit saldo sbeleade e continuamentri cjapade tant che un afront a la integritât dal Stât. Une situazion di minorizazion insensade che e stone inmò di plui se o pensìn che la Europe unide e à tant che element di fonde il principi “in diversitate concordia”. Si cjatìn cussì inte paradossâl situazion che a Bruxelles e je la cussience dal valôr di chest cjanton di
Europe dulà che se la ereditât dal Patriarcjât di Acuilee si cjatin e a convivi lis tre principâls
culturis dal continent; a Rome, invecit, a ignorin il patrimoni di cheste tiere.
In particolâr:
- Emblematic al è il tratament che si fâs a la nestre lenghe - simbul di fonde de nestre identitât -
che, cun tant di leç in proposit, i ven ancjemò inibît in maniere vegognose chel puest che i spiete
te scuele e te vite publiche.
O onorìn la lenghe taliane, che nus permet di intindisi cun chei altris popui dal Stât, ma no volìn
che la lenghe che par seculorums e à segnât la nestre storie e mueri par colpe di chê vignude
dopo.
O paìn lis tassis pe culture, ma no volìn che chestis a servissin dome pe monoculture statâl, che e
cope lis diviersitâts.
- O viodìn che la scuele e continue a mortificâ lis espressions plui emblematichis dal nestri
stamp culturâl. Tant a dî che - fale il câs di cualchi insegnant inluminât - i nestris zovins no san
nuie dal Friûl, che uficialmentri za dal 1077 al à tacât a scrivi une pagjine lustre e civîl di
esperience politiche autonomiste. E che, cul so Parlament de Patrie, si presentave inte ete di mieç come cuasit un preludi des formis di democrazie partecipade, che in chê volte no jerin par nuie scontadis. Cuntune liende storiche che no à nuie ce invidiâ a altris regions, che a vegnin però spampanadis tant che unichis e straordenariis.
- La retoriche nazionaliste, massime chê riferide a lis vueris, e impedìs ancjemò a la nestre int
di cjalâ cun voli seren a chei popui dal Nord e di Jevade che, par gjeografie, politiche e culture a
àn fate storie cun nô e che la nestre int e à simpri incuintrâts, par vie che il pan lu à vuadagnât
simpri di chês bandis.
- Une considerazion a part al mertarès il fat de problematiche convivence inte regjon là che il
Stât nus à sgnacâts e dulà che dut al conzure cuintri l’aspirazion dal Friûl di sintîsi une unitât,
clamade cul so non e atente ai siei dirits e problemis. Un fat che al spiete une urgjente
rimeditazion logjistiche-struturâl ad hoc.
- Par clarece e onestât storiche no podìn no fâ presint che, di fat, il Friûl di soreli a mont al è
stât anetût a l’Italie tal 1866 e il Friûl di soreli jevât tal 1918. Duncje un toc 145 e chel altri 93
agns indaûr, no 150.
Dut chest al mortifiche la nestre cussience di comunitât segnade di une identitât storiche e
culturâl e nol pues no gjenerâ, in cui che al à rispiet pes resons profondis de dignitât umane, un
sens di disafezion ancje pes problematichis dal Stât dulà che si cjatìn a convivi.
Ribatint, alore, la nestre lealtât a di chest Stât che al ricuarde il so secul e mieç, o scugnìn però
ancje dî che la nestre partecipazion a lis celebrazions no je par nuie complete e scontade, parcè
che e mancje di chel traspuart che e varès di vê une robe che le sintìn nestre, pal fat che nus
onore e parcè che nol è pussibil celebrâ nissune unitât, cence insieme ricognossi dutis lis
particolaritâts che la componin e parcè che la vere unitât e je di tancj – difarents – e no
afermazion dome di un o dai plui numerôs.
E stant che tai confins de Italie ind è ancje altris popui che, come il nestri, no si sintin dal dut a
cjase lôr, o ricuardìn ancje che, ai fins di une vite plui partecipade, serene e armoniche e par
superâ tant dal malstâ ch’al esist tal nestri Stât, tocje ancje meti man a disberdeâ i problemis ch’o vin segnalât.
Lu disìn cun lealtât e, massime, cun perentorietât!
Patrie dal Friûl – Vençon, ai 20 di Fevrâr dal 2011