"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

lunedì 30 maggio 2011

Lago: sulla relazione Garzon "nè un orpo nè un orco"?

Ne parlavamo l'altro giorno quando, a proposito della "questione Lago", scrivevamo sul Blog: "pare sia in corso di distribuzione alle famiglie del Comune una sintesi a stampa della "Relazione Garzon" senza che da nessuna parte si senta né un "orpo" né un "orco" di reazione positiva o negativa.". E' proprio così. I Comuni di Bordano e Trasaghis hanno emesso congiuntamente (e Cavazzo e Verzegnis?), in una edizione a stampa, un opuscolo di 16 pagine dove viene presentata una sintesi della relazione Garzon, in particolare relativamente ai capitoli "Stabilità dei versanti dei Laghi", "Aree di stoccaggio dello smarino", "Impatto sulle sorgenti", "Sedimenti e torbidità",  "Gestione idroelettrica dei laghi", "Impatto energetico globale", "Variazioni di temperatura", "Variazioni dell'habitat lacustre", "Vegetazione della zona di cantiere", "Impatti prncipali", "Misure monitoraggio e mitigazione", "Misure di compensazione".
Nella presentazione, i sindaci sostengono che "chi vuole bene al proprio territorio ed alla propria popolazione è tenuto ad analizzare obiettivamente quanto viene proposto; analisi e giudizi dettati da vecchie contrapposizioni o ancor peggio da interessi legati ad una costante ricerca di consenso non dovrebbero trovare spazio nell'esprimere un'opinione così importante per il futuro del nostro territorio".
Le preoccupazioni espresse l'altro giorno si riferiscono in primo luogo alla generale indifferenza che pare  stia incontrando anche questo documento, ai più diversi livelli, indice forse di un clima di disaffezione che sta interessando anche la "questione Lago".
Per chi, come il Blog, si batte per i temi dell'informazione e della documentazione, uno strumento similare, che entra in tutte le case, dovrebbe suscitare in primo luogo interesse e poi, eventualmente, approvazione o contestazione.
Nulla di ciò pare stia capitando.
In secondo luogo, tenuto conto che anche la Relazione Garzon offre alcuni spunti di riflessione ma non può certamente essere considerata un elemento risolutivo (visto che sono diversi i punti che lascia aperti), e in previsione di scelte e decisioni che dovranno necessariamente essere ancora prese, si ritiene assai deleterio il verificarsi di un "calo di interesse" nei confronti della "questione Lago".

domenica 29 maggio 2011

ALE ROCK Festival a Trasaghis

Tanti giovani  erano presenti il 2 giugno dello scorso anno nel tendone allestito nel parcheggio del campo sportivo di Trasaghis per ricordare Alessandro Lenardon, scomparso prematuramente all’età di 23 anni il 2 giugno 1996 in un incidente stradale. Cinque anni fa, su iniziativa del farmacista di Trasaghis Giovanni Lenardon e della sua famiglia, con il contributo dei cittadini, del comune di Trasaghis e della Comunità Montana, furono raccolti i fondi per la realizzazione di una scuola nel piccolo villaggio di Niamone nel sud del Senegal, in memoria del figlio Alessandro. Dall'anno scorso, allora,   alcuni amici di Alessandro, insieme alla sua famiglia e all’Associazione Sportiva Trasaghis, con il patrocinio del Comune di Trasaghis hanno deciso di proporre come appuntamento fisso  una serata musicale in suo ricordo. Nel 2010 si sono esibiti tre gruppi musicali della zona. La sorella Marcella a nome della famiglia ha ringraziato tutti e ha  comunicato che l’intero incasso della serata  sarebbe stato donato per completare la scuola in Senegal.



L'iniziativa prosegue quest'anno come "Ale Rock festival" , dando risalto al genere musicale maggiormente amato da Alessandro e che risulta quindi il filo conduttore delle proposte dei gruppi che si alterneranno  giovedì 2 giugno nell'area del campo sportivo di Trasaghis (chiosco e tendone coperti).



Questo il programma della serata:

ore 12.00 apertura chioschi

ORE 16.00 happy hour
- musica a 360° con Juan Carlos DJ

ore 20.00 inizio concerti
- Angry Dogs
- Gang Bang
- The Mad Scramble
L'incasso del festival sarà devoluto in beneficenza, con particolare riguardo alle famiglie in difficoltà e ai bambini disagiati.

giovedì 26 maggio 2011

Sondaggio chiuso. Grazie, ma ... j vês ancjimò ce fâ

Il sondaggio proposto, relativo a quali argomenti dovrebbero essere affrontati maggiormente sul Blog, si è chiuso. Grazie a quanti hanno espresso un voto: un numero che, singolarmente, si è già verificato anche in altre iniziative analoghe precedenti. I votanti sono, naturalmente, un numero notevolmente ridotto rispetto a quanti hanno visitato le pagine. A livello di risultati, come forse si poteva prevedere, "Alesso" e "il Lago" la fanno da padroni, col 70 % delle preferenze.  Tutto bene, siam d'accordo .... ma al di là di quel che può pensare e trovare il Blogger, è evidente che le pagine potranno arricchirsi (su queste e altre tematiche) se, da parte dei lettori, giungeranno ancora, e di più, osservazioni, suggerimenti, contributi.
Il Blog cresce, l'abbiamo già detto .... ma lo potrà fare ancor di più contando sulla fattiva collaborazione dei lettori.
Gràcias e mandi.
A&D

mercoledì 25 maggio 2011

Una copia della Costituzione per i diciottenni di Trasaghis e Bordano

GIOVANI PER LA  COSTITUZIONE

Significativo appuntamento quello di venerdì prossimo a Gemona: una serata per i neo-maggiorenni del Gemonese, con la  consegna            della      Costituzione            Italiana       e     la proiezione            del       film-documentario                 «Niente  paura»

Una     serata   per   celebrare    l’ingresso    nella   maggiore      età  e  ricordarci   che   siamo   cittadini  di   una   repubblica   democratica,  libera,   fondata    sul   lavoro   e  la solidarietà.    «Giovani     per   la Costituzione»   è   lo   slogan   dell’iniziativa   promossa   dalla   rete  territoriale «B*sogno d’esserci», che raccoglie comuni, scuole
e   istituzioni   che   operano   in   favore   di   ragazzi   e   giovani   nel  territorio   del   Gemonese.




Venerdì   27   maggio,   alle   ore  20.00 presso   il  Cinema   Teatro   Sociale  di  Gemona,   tutti   i   giovani 
che    hanno    compiuto     o  compiranno      18   anni   nel  2011    sono 
invitati   a   un   incontro   pubblico  in   cui   riceveranno   dalle   mani 
del   sindaco   del   proprio   paese   una  copia   della   Costituzione 
Italiana in un’edizione speciale realizzata per l’occasione.
Un  gesto simbolico, indice dell’attenzione e della vicinanza che le  istituzioni locali e le scuole vogliono esprimere ai giovani neo-maggiorenni   nel   momento   in   cui   si   aprono   alle   sfide   dell’età  adulta.
La    serata,   aperta   al  pubblico     e ad    ingresso    gratuito,   sarà arricchita dalla proiezione del film-documentario di Piergiorgio Gay     «Niente      paura»,     con    le  canzoni     di   Ligabue     e   le
testimonianze       di   alcuni    protagonisti    dell’attualità    italiana.
Dopo il film ci sarà anche lo spazio per un breve intervento di  Martina Venturini, giovane laureata in legge con una tesi di diritto   del   lavoro,   che   proporrà    una   personale    lettura   della
Carta Costituzionale. La serata sarà presentata e coordinata da  Angelo       Floramo,      storico,    scrittore    e  insegnante      presso  l’istituto «Marchetti» di Gemona.

domenica 22 maggio 2011

Lago: dal Ministero dell'Ambiente dicono che....

Lago, Somplago, Centrale … ebbene sì, ci sono ancora anche questi problemi sul tappeto!
Su questo Blog è stato più volte denunciato come il pericolo maggiore (nei nostri paesi, ma non solo), sia rappresentato dall'assuefazione, dal  mancato esercizio di una sorta di vigile controllo popolare, dall'accettazione preconcetta di atteggiamenti di fatalismo e di rassegnazione.  Così, ci pare, è passata nella più assoluta indifferenza l'ultima assemblea indetta dai Comitati il 2 aprile, fatto dimostrato anche dall'assenza di un benchè minimo  straccio di comunicato informativo a sintesi prodotto dagli organismi di stampa o dai promotori.
Analogamente, pare sia in corso di distribuzione alle famiglie del Comune una sintesi a stampa della "Relazione Garzon" senza che da nessuna parte si senta né un "orpo" né un "orco" di reazione positiva o negativa.
Ultimissima novità, la lettera del Ministero dell'Ambiente inviata il 13 maggio al legale che, per conto dei Comitati, aveva presentato richiesta di diffida perché si desse atto alla revoca del giudizio di compatibilità ambientale del progetto Edipower o, quantomeno, si ponesse mano alla revisione del progetto. Secondo Remo Brunetti, che ce l'ha segnalata, si tratta della dimostrazione che "leint chescj documents, i podês capî che vulint, i nestris sindics a podaressin ancjemò fermâ dut. Edipower che ur veve imprometût di dàur dut ce che a domandàvin, cumò che à vût il lôr parei favorevul, ur darà juste une limuesine. Si rindino cont di dulà che nus puartin?".
Il documento è, oggettivamente, di difficile lettura, scritto in un burocratese stretto: par di capire che il Ministero sottolinei come il giudizio di compatibilità ambientale già espresso andrà  a confluire in un documento di autorizzazione unica, che è ancora in fase di istruttoria, e che attende il parere di competenza da parte dei Comuni.
Il Ministero aggiunge poi che l'indicazione e l'imposizione di prescrizioni non significano di per sé carenze del progetto originario, ma delle logiche integrazioni per rispondere "al bisogno collettivo di compatibilità ambientale". La conclusione del Ministero dell'Ambiente è che non è possibile accogliere né la diffida né la richiesta di riesame, ma che "ulteriori istanze e/o contestazioni potranno essere rappresentate nelle opportune sedi". Ergo: non rompete le scatole a Roma, ma rivolgetevi a Comuni e Regione.

Come sempre, il Blog è disponibile ad accogliere osservazioni, commenti e contributi sul tema.

sabato 21 maggio 2011

Da Peonis ad Alesso: e infin fu Giro!

Il Giro come metafora della vita: gran parte si consuma come attesa, poi una manciata di secondi per l'evento e infine le tante sfumature del ricordo...
La 13° tappa del Giro d'Italia, la   Spilimbergo-Grossglockner  è partita alle 12.45 da Spilimbergo:  la città del Mosaico era stata invasa fin dal mattino dalla colorita carovana rosa (c'è stato lo spazio anche per una "Protesta in rosa" contro il ventilato passaggio dell'autostrada nella pedemontana). Poco dopo le 13 i corridori sono entrati  in provincia di Udine percorrendo la strada solitamente percorsa, all’inizio degli anni Venti, per gli allenamenti da Ottavio Bottecchia. E a Peonis all’altezza del monumento dedicato al campione, proprio nel luogo della misteriosa caduta in bici che lo portò alla morte nel 1927, i girini  sono passati in fila indiana dedicando un pensiero al primo italiano capace di vincere (e per due anni di fila, nel 1924 e 1925) il Tour de France. Uno striscione predisposto dal gruppo "Amici di Peonis" ha opportunamente ricordato l'evento. Al bivio per Avasinis la carovana  ha svoltato a sinistra e, tra palloncini e striscioni (belli quelli della carrozzeria e dell'autofficina) raggiunto Alesso verso le 13.30. Al bivio  del cimitero e al lago due striscioni predisposti dall'Amministrazione comunale hanno accolto la carovana che, salutata da centinaia di persone. si è diretta verso Interneppo.  Particolarmente nutrita la partecipazione dei  ragazzi delle scuole materne, elementari e medie che, in rosa, hanno atteso  il passaggio dei corridori sulla passerella e al parco del lago. Quindi la carovana, intorno alle 14, ha raggiunto  Tolmezzo per proseguire verso il passo di Monte Croce e il Gross Glockner.



venerdì 20 maggio 2011

20 maggio 2011: il Giro d'Italia passa da Peonis al Lago

Ecco nel dettaglio la 13^ tappa del Giro 2011, Splimbergo-Grossglockner (159 km), con altimetria e dettaglio della salita finale in terra austriaca. Gli sportivi della Valle del Lago attendono con particolare interesse il passaggio del Giro nei Comuni di Trasaghis, Bordano e Cavazzo.
Giro d'Italia 2011 - La tappa di Spilimbergo nel dettaglio (Spilimbergo-Grossglockner: percorso e altimetria)
Altimetria 13^ Tappa - Spilimbergo-Grossglockner
Una frazione dal chilometraggio non eccessivo (159km), ma sicuramente impegnativa. Dopo la partenza da Spilimbergo, la carovana si sposterà in direzione Pinzano al Tagliamento. Arrivati a Flagogna si svolterà verso la "Strada di Bottecchia". Il campione di Colle Umberto, friulano d'adozione, due volte vincitore del Tour de France, era infatti solito allenarsi su queste strade e nel 1927, in località Peonis, venne trovato agonizzante dopo una caduta,  soccorso e trasportato all'ospedale di Gemona, dove sarebbe poi morto il successivo 15 giugno.
Passati a fianco del cippo di Bottecchia, i ciclisti raggiungeranno poi il bivio per Avasinis, la strada Trasaghis-Alesso, il Lago dei Tre Comuni e quindi la salita di Interneppo, verso la Carnia. Attraverseranno  poi Tolmezzo e proseguiranno in direzione Paluzza e 
Passo di Monte Croce Carnico, per arrivare alla conclusione della tappa con la scalata del Glossglockner

giovedì 19 maggio 2011

Trasaghis, ricordando Bottecchia e Bearzot - II

Il sito "Alto Friuli" ha dedicato all'omaggio a Bottecchia e Bearzot nella manifestazione di Trasaghis un ampio servizio, corredato anche da  riprese video e interviste. Una volta di più, un apprezzabile segno di attenzione per il territorio:




Trasaghis ha celebrato
due grandi dello sport

di David Zanirato
Proseguono intanto le manifestazioni collaterali, martedì sera a Trasaghis ricordati Bearzot e Bottecchia, alla presenza di Beppe Bergomi e Paolo RossiTrasaghis ha celebrato
due grandi dello sport
A Trasaghis intanto, territorio dove venerdì la Carovana rosa partita da Spilimbergo transiterà in direzione Glossglockner per la 13^Tappa, si sono rivissute emozioni d’altri tempi e ricordi mai sopiti. Enzo Bearzot e Ottavio Bottecchia sono stati celebrati alla grande presso la Sala polifunzionale dove l’amministrazione comunale guidata da Augusto Picco ed il Comitato di Tappa hanno dato appuntamento per una serata dedicata a due grandi dello sport.

Presenti per ricordarli, tra aneddoti ed immagini inedite, due dei campioni dell’Italia Mundial ’82, Paolo Rossi e Beppe Bergomi, in precedenza a Gemona per la sfida calcistica tra vecchie glorie nazionali e friulane. Con loro l’Assessore regionale allo Sport Elio De Anna che ha richiamato ad “una grande manifestazione di popolo” gli sportivi friulani e non in vista del passaggio del Giro d’Italia.

E poi c’è stato spazio per la presentazione di diverse iniziative, dalla Leggendaria, la pedalata d’altri tempi in programma per la terza edizione il prossimo 11 settembre nelle comunità del collinare, alla Scuola di Ciclismo fuoristrada ”Mont di Bike” coordinata da Daniele Pontoni.



mercoledì 18 maggio 2011

Trasaghis, ricordando Bottecchia e Bearzot

Il GIRO D’ITALIA  rende omaggio ad  Ottavio Bottecchia e Enzo Bearzot

Nella Sala Consiliare  di Trasaghis, serata speciale in occasione della presentazione del tracciato delle tappe friulane del  giro d’Italia . 
Dopo il conferimento di riconoscimenti speciali ad atleti che hanno onorato il Friuli nel Mondo (la corsa "La LeggendAria, il ciclista Daniele Pontoni...) c'è stata la presentazione del filmato “Bottecchia l’ultima pedalata” di Gloria De Antoni che, con riprese sui luoghi e filmati d'epoca, ripercorre la vicenda sportiva e umana di Bottecchia, dal Tour a "quel mattino a Peonis".

Al termine della proiezione del filmato di G. De Antoni
Un particolare omaggio è stato reso a Enzo Bearzot con la proiezione del filmato “Il Friuli rende omaggio ai suoi Campioni” a ricordo della serata del 9 maggio 1994 quando l'Italia vinse i mondiali di calcio in Spagna (e a ricordare quei momenti erano presenti Paolo Rossi e Beppe Bergomi, oltre al friulano Gigi De Agostini)
 Rossi, Bergomi e De Agostini con l'assessore regionale De Anna e il sindaco  di Trasaghis Picco


In chiusura, Enzo Cainero ha curato la presentazione della 13^ tappa del Giro d’Italia: il giorno 20 il giro d’Italia passerà nella frazione di Peonis davanti al cippo che ricorda il grande Campione del ciclismo Ottavio Bottecchia, per poi proseguire verso Alesso, il Lago e la Carnia.

martedì 17 maggio 2011

Il presidente del Senato incontra gli studenti di Trasaghis

Le agenzie di stampa hanno appena battuto la notizia dell'incontro tra il presidente del Senato e alcuni studenti friulani. Sarà interessante saperne di più:

(ASCA) - Roma, 17 mag - ''Nei momenti difficili, come nei tragici eventi naturali che ci hanno colpito, l'Italia ha saputo dimostrare forte solidarieta' e coesione. C'e' stata una corsa a fare squadra e questa e' la grandezza del nostro Paese''. Cosi' il presidente del Senato, Renato Schifani incontrando un gruppo di studenti del Friuli.

''Sappiamo fare sistema quando c'e' un'emergenza - ha proseguito Schifani - cosi' nelle calamita' come nella politica, basti pensare all'approvazione da parte di maggioranza e opposizione insieme delle norme contro la criminalita' organizzata. Questo e' un dato che infonde ottimismo per la crescita della nostra democrazia''.

Salutando infine gli studenti di Gemona, Osoppo, Trasaghis e Venzone, il presidente del Senato ha concluso con un incitamento: ''Dobbiamo essere protagonisti delle scelte del nostro Paese''.



lunedì 16 maggio 2011

"Effetto Bi." a Trasaghis: omaggio a Bottecchia e a Bearzot

Appuntamento speciale, per gli sportivi, quello di martedì sera a Trasaghis.
Il Comitato Locale Tappa – Spilimbergo/Zoncolan, con la collaborazione del Comune di Trasaghis, ha organizzato per MARTEDI' 17 MAGGIO, nella sala consiliare di Trasaghis, una serata intitolata "Ricordando Bottecchia"
In apertura, il saluto dei sindaci di Trasaghis, di Colle Umberto e del Commissario Comunità Montana del Gemonese.
Verranno poi conferiti riconoscimenti speciali ad atleti che hanno onorato il Friuli nel Mondo, quali NICOLE FEDELE, campionessa mondiale di volo libero e la SCUOLA di CICLISMO FUORISTRADA:”Mont di Bike”.
Avrà poi luogo la presentazione del filmato
BOTTECCHIA – L’ultima pedalata
di Gloria De Antoni, con la partecipazione del giornalista  Gianni Mura e dei responsabili de “La cineteca del Friuli”.
Nell'occasione, verrà rivolto uno speciale omaggio alla nipote di Ottavio Bottecchia.
La serata si incentrerà poi sull'
Omaggio ad Enzo BEARZOT
con proiezione del filmato "Il Friuli rende omaggio ai suoi Campioni” dedicato alla rievocazione della serata del 9 maggio 1994 quando la nazionale di calcio vinse il titolo mondiale in Spagna.
Alla serata presenzieranno anche alcuni giocatori della Nazionale Italiana di Calcio 1982 – Campioni del Mondo, in precedenza impegnati in una partita

amichevole a Gemona.
La serata si chiuderà con l'illustrazione, da parte di Enzo Cainero,  della 13^ tappa del Giro d’Italia 2011, che prevede il  passaggio in località PEONIS davanti al cippo  ricordo di Ottavio Bottecchia e il successivo transito per Peonis, bivio Avasinis, Alesso, Lago, Interneppo.

domenica 15 maggio 2011

Lago: festa bagnata, festa fortunata?

Non si può dire che il tempo sia stato clemente con la festa "aspettando il Giro"  che era programmata sul Lago, .
Nella generale atmosfera di revival, qualcuno si è messo a canticchiare "LA PIOGGIA" della Cinquetti:

http://www.youtube.com/watch?v=Kj-1XEKILMA

Qualche altro è andato ancora più indietro, col "PIOVE" di Modugno:

http://www.youtube.com/watch?v=akMFz85r65Y

Almeno la Pro Loco di Avasinis ha fatto sapere che, in un modo o nell'altro, la proposta è stata apprezzata:


Abbiamo sfidato la piogga, ci siamo divertiti e speriamo di avervi soddisfatto con la nostra offerta gastronomico-sportivo-musicale.

Sicuramente, la canzone che preferiscono è "E' LA PIOGGIA CHE VA" dei Rokes!

http://www.youtube.com/watch?v=u-701YMRs0w

A dimostrazione, vedi il bel servizio fotografico sulla manifestazione pubblicato su facebook dalla Pro Loco di Avasinis:
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.172703939452864.42891.100001397779975
e quello realizzato da Federica "Bonny" :
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.1794063046970.2095329.1101495601


sabato 14 maggio 2011

Lago, testate diverse e articoli uguali. Sinergia o appiattimento?

Avete notato? Ieri sia il Messaggero Veneto, sia il Gazzettino si sono occupati della manifestazione "Il Giro sul Lago", con due pezzi, ognuno con la firma o la sigla del rispettivo articolista. Bene, è un segno dell'importanza dell'iniziativa e dell'interesse dei giornali per la zona… solo che…. i due pezzi erano per buona parte identici  e, del resto, diversi passi  dello stesso tenore si erano già letti in precedenza su Internet.
Segno dei tempi?  C'era, anni addietro, una salutare competitività tra le due testate, con la ricerca di argomenti ed approfondimenti che cercassero di essere "esclusivi"; si poteva, dal raffronto  tra le cronache di una stessa manifestazione, percepire sfumature ideologiche o di contenuto… C'è il rischio che tutto si vada appiattendo, in una spalmatura indifferenziata.
L'appunto che si pone va naturalmente oltre la singola notizia (vanno anzi ringraziati i due autori per l'attenzione che riservano al territorio) ma investe un problema generale relativo all'informazione: chi ha seguito il dibattito che, negli ultimi due anni, ha interessato la "questione Lago" si è certamente accorto che l'argomento ha perso via via eco e riscontro, sugli organi di informazione.
E' probabile che, in un prossimo futuro, vi saranno ulteriori momenti in cui sarà necessario invece che, sull'argomento,    la stampa e tutti  i mezzi di informazione  offrano un servizio preciso, puntuale e convinto.
Intanto, buona festa sul Lago a tutti (sperant che il timp a si comêdi).
                                                                                                                       A&D

venerdì 13 maggio 2011

Week end sul Lago: non solo revival






Aspettando
il Giro d’Italia
sulle sponde
del lago




TRASAGHIS (d.z.) Questo fine settimana partono le prime iniziative collaterali al passaggio del Giro d'Italia in Friuli (20-21-22 maggio). Sport e intrattenimento caratterizzeranno la manifestazione «Il Giro sul Lago, aspettando la maglia rosa». Un grande appuntamento fissato per domani organizzato dai Comuni di Trasaghis, Bordano, Cavazzo Carnico, Verzegnis e Forgaria in collaborazione con numerose associazioni sportive e culturali della Val del Lago sulla riva ovest del bacino naturale più grande della nostra Regione. Si comincia già alle 10 del mattino con apertura chioschi e prove libere di volo e un'ora più tardi dimostrazioni di salvamento in acqua. Dalle 14 alle 20 infatti sarà protagonista indiscusso lo sport. Pronti, via, con gara triathlon da zattera sul lago, regata velica juniores e adulti, voli parapendio e biposto, ultima frazione di gara triathlon, gara di atterraggio di precisione su zattera con piloti acro di livello mondiale. Dalle 20.30, si proseguirà con una serie di concerti che vedranno salire sul palco, collocato sulle acque del Lago, band che hanno fatto la storia della musica italiana negli anni 60 e 70.


da: Il Gazzettino, Venerdì 13 Maggio 2011 

mercoledì 11 maggio 2011

Caro Lago ti scrivo, così mi rilasso un po'...

Lago, “tu sei bello e ti tirano le pietre”. Ma non sono più le plècas lanciate a rimbalzello sulla tua superficie dai bambini  (“quelle non ti facean già male”, avrebbe detto Carducci). Quelle che ti arrivano addosso son pietre metaforiche, ma anche concrete: si chiamano approssimazione, calcolo cinico, speculazione.
Lago, “senti l’estate che torna”? Stanno per essere prese decisioni importanti nei tuoi confronti. Il ritorno dei turisti estivi  avverrà probabilmente in circostanze mutate (e non solo dettate dall’affannosa ricerca di un cestino per le immondizie).
Lago, c’è chi si scalda gli animi e passa parola dicendo: “butta in aria le mani, e poi falle girar”, spingendo per una mobilitazione anche decisa.
Allora, Lago, “questa sera voglio farti un regalo”: quando la levantèra, il vento proveniente da Interneppo, quello temuto dai pescatori, cesserà il suo effetto, cioè  “quando il vento dell’est si fermerà”, ecco, caro Lago, ti auguro che le tante persone che verranno sabato sulle tue rive, che risentiranno, cantate da altri, anche le frasi virgolettate, possano incontrarsi, confrontarsi, costruire qualcosa assieme. 
In fondo, anche se queste “non sono altro che parole”, tu sai che “un regalo non si butta mai via”: per questo, caro Lago, ti auguro che tu “non soffra mai più”.
Tuo A&D 

martedì 10 maggio 2011

Sabato sul Lago, aspettando la maglia rosa

C'è attesa per la "due giorni sul Lago" promossa dalle Amministrazioni comunali e da associazioni turistiche nell'ambito delle manifestazioni di contorno al passaggio del Giro d'Italia.
Ne diamo notizia utilizzando il comunicato stampa cortesemente fatto pervenire dalla Pro Loco di Avasinis.


Un fine settimana all'insegna dello sport, dell'enogastronomia e della musica “vintage”, quello proposto sulla riva ovest del Lago dei Tre Comuni ad Alesso di Trasaghis (UD).

Sabato 14 alle ore 10.00

si aprirà la prima edizione di “GUSTI DI PRO LOCO” con le associazioni  no profit del territorio che proporranno il meglio della tradizione enogastronomica della Val del Lago. Per i golosi non mancheranno i dolci al lampone e al mirtillo di Avasinis, i palati più delicati potranno degustare il pesce di Somplago, da Bordano giungeranno farfalle ed altro, mentre Alesso stuzzicherà la gola con speciali grigliate.
In contemporanea gli sportivi avranno da non annoiarsi: prove libere di volo, dimostrazioni di salvamento in acqua, gare di triathlon, regate veliche, voli in parapendio, calcetto e tant'altro per scaldare i muscoli in vista del Giro d'Italia che attraverserà la nostra Valle venerdì 20 maggio p.v.

Per la prima volta dopo decenni, cinque Amministrazioni Comunali (Trasaghis, Bordano, Cavazzo Carnico, Verzegnis e Forgaria nel Friuli) e tredici associazioni si sono unite per rivitalizzare il turismo sulle sponde del Lago dei Tre Comuni, con l'intento di tornare ai grandi fasti degli anni '60 e '70, quando da tutto il Friuli Venezia Giulia e non solo, giungevano sulle nostre lussureggianti sponde decine di ragazzi in Vespa, corriere di amici, famiglie in 500.. per trascorrere ore all'insegna del relax e del bel vivere campestre. Proprio per ricordare quei momenti di crescita e benessere
sabato  14 maggio dalle ore 20.30
su uno speciale palco posizionato in acqua si esibiranno rigorosamente live in un CONCERTO di tre ore nomi e band simbolo del boom. Per i meno giovani sembrerà di tornare ai tempi di “Hit Parade”, con “Gian Pieretti” che farà ri-soffiare “Il Vento dell'Est” lanciando “Pietre” nelle incontaminate acque del lago. Voleremo con “Nico e i Gabbiani” il mitico gruppo beat siciliano impostosi alla fine degli anni '60 con “Il ballo di Simone”. Dal mare “Sentiremo l'estate che torna” con Tony Pagliuca storico tastierista de “Le Orme” formazione progressive che ha fatto innamorare migliaia di ragazze..e al “Pensiero d'Amore” quando il cuore batte come una “Furia” sarà dedicato il momento beat con “Mal e i Primitives”.
Al calar della notte tra il 14 e il 15 maggio salperanno in regata le barche a vela che illumineranno il Lago. Domenica 15 la festa continuerà fino a tardo pomeriggio con chioschi aperti ed animazione per tutti.

Per informazioni: “Pro Loco Amici di Avasinis” tel. 349-5766921 – info@prolocoavasinis.it

lunedì 9 maggio 2011

Un nuovo sondaggio: cosa vorresti trovare di più sul Blog?

Cari amici, da quando (nell'ormai lontano Luglio 2009) è partita «l'avventura» di "Alesso e Dintorni", molta strada è stata fatta. Il Blog ha raggiunto una  importante posizione nel panorama degli spazi di  discussione aperti  in Val del Lago e confidiamo che questo percorso possa essere mantenuto e rafforzato. L'apertura  di una pagina facebook (parallela e complementare) ha senz'altro arricchito la frequentazione del Blog. Non vi sono stati però significativi incrementi della "interattività", che è quello che può caratterizzare e contraddistinguere la funzione di un Blog. Una pagina (e un "servizio") come questo ha ragione di esistere, infatti, non come "sfogo" individuale o di un piccolo gruppo redazionale, ma se viene arricchito da osservazioni, commenti, proposte di integrazione e di discussione.
Per questo, riproponiamo l'apertura di un sondaggio, invitando a segnalare i "desiderata", quali sono gli argomenti che si vorrebbero trovare più facilmente e più frequentemente sul Blog. E' naturalmente una cosa diversa  dalla simpatica colonna dei "Post più popolari" che registra il gradimento delle pagine presentate: si vuole proporre una sorta di "redazione aperta" dove far pervenire indicazioni e suggerimenti operativi.
Coragjo, alora: sotto con i commenti, i contributi e ... le preferenze nel sondaggio.
Mandi
A&D

domenica 8 maggio 2011

Quella solidarietà in tendopoli nel 1976: Oncedis ringrazia

Chei di Voncedas… hanno un  forte concetto di identità, hanno sviluppato intensamente il senso di appartenenza alla loro, pur piccola, comunità. E lo hanno dimostrato anche ieri sera, quando sono riusciti, ancora una volta, a far tornare in Friuli, dai più diversi angoli d’Italia, quanti (militari e volontari) si erano impegnati nella tendopoli di Oncedis, in quell’estate del 1976. Quest’anno, nella ricorrenza dei 35 anni del terremoto, hanno voluto esprimere pubblicamente il loro rinnovato “grazie”, nel corso di una serata, promossa col sostegno dell’Amministrazione comunale,  dove – anche grazie a una serie di immagini proiettate dal Centro di Documentazione – tutti hanno potuto ripercorrere un “itinerario nella memoria” dalle macerie della borgata dell’immediato dopo terremoto, all’organizzazione della vita in tendopoli, al lento ma positivo processo di ricostruzione.
Brâfs chei di Voncedas, che hanno saputo mantenere e rinsaldare nel tempo quei rapporti di amicizia nati tra le macerie, 35 anni fa.


sabato 7 maggio 2011

Spietant il Pape ... une manifestazion denant dal Palaç dal Vescul


Vinars, ai 6 di Mai, che a colin juste 35 agns dal orcolat, o vin pensât (chei cuatri di nô di buine volontât che no àn masse voie di rindisi a fâsi omologâ dal dut) che, un pôc par chest inovâl e un pôc pe visite un fregul "pro forme" dal Pape a Aquilee, al sarès stât biel e soredut just di cjatâsi denant dal Palaç dal Vescul (Palaç Patriarcjâl) a Udin par ricuardâur ai vescui talians de C.E.I. che e sarès ancje ore che a lassassin libar il Messâl par Furlan e ancje, parcè di no, par tirâsi dongje fra di nô e cirî di stiçâ a meti fûr il nâs chei che a son dome bogns di trugnâ par ogni robe ma inte ostarie o sot de nape.
Duncje, l'invît al ere par cjatâsi aes 4 daspòmisdì là che o ài dit, puartantsi daûr plui int che si rive e almancul (!!!) une bandiere de Patrie par om e ancje cartei cun scritis e sprocs di cheste fate: "vescui talians, lassait libar il Messâl Furlan!"; "Il Signôr al capìs ancje furlan"; "Il Signôr al parave i piçui"; "6 di Mai: o vin fat sù i paîs, metìn adun la int!" o ancje "6 di Mai: lis cjasis a son fatis, fasìn sù il Popul!". 
Al è clâr che se a  erin par furlan al ere  miôr ma a lavin ben ancje par todesc (lenghe dal Pape e simpri mâl glotude dai "italianissimi") e par sloven (ca ai  "....issimi" ur ven sbulium pe vite!). Chei par talian... la lenghe dai parons dal vapôr... ancje chei, se propi un nol sa a scriviju intune altre lenghe!
Une robe che e sedi ben clare: NO JE stade une robe par anticlericâi ni riservade ai preots patafebancs. E JE stade une idee di int normâl che e je strache des bausiis dai sorestants di turni e che e domande a la glesie, tacant di chê locâl, di meti in vore la sô apostolicitât (lei: rispiet) tai confronts dal popul furlan, ven a stâi di antecipâ la politiche e no di lâi daûr a mus vie.
Sandri Pian

Addenda  7-5-11


ANNIVERSARIO DEL TERREMOTO, GUARDANDO AL MESSÂL ROMAN PAR FURLAN

Diversi cittadini si sono riuniti a Udine presso i giardini di piazza Patriarcato per ricordare il 35° anniversario del sisma del 1976. Ma rispetto alle diverse celebrazioni di queste ore, sventolavano numerose bandiere del Friuli e ed è stata l'occasione per rivolgere un appello alla Conferenza Episcopale Italiana, vista la visita del pontefice Benedetto XVI di sabato 7 maggio ad Aquileia: sui cartelli si leggeva "NordesTriveneto? No, Friûl!" e ancora "Lassait libar il Messâl Roman par furlan".
Infatti dal oltre 5 anni la versione in lingua friulana della tertia editio typica del messale romano attende l'approvazione da parte della Cei. La manifestazione, organizzata attraverso la Rete in poche ore, è nata per iniziativa popolare ed ha voluto così rileggere in chiave attuale quello stesso spirito che dalla base spingeva  i comitati delle tendopoli a chiedere di ricostruire "Prima le case e poi le chiese".


(Graziis a Remo e Roberta pes segnalazions)



Inmò su la visite dal Pape

Su la discussion leade a visita dal Pape che al rive vuê in Friûl, un contribût di Remo Brunetti:


Pape Benedet 16° tra Acuilèe e Vigneisie

Si conte che tor  dai agns ‘90, i industriâi e banchîrs venits si erin inecuarts di jessi deventâts la potence economiche di chest cjanton di Italie. Si erin però ancje inecuarts che a Rome a contavin pouc o nuje. Cussì ur vignì la idèe di ingrandî la lôr dimension, tornant a doprâ une peraule inventade ai timps di Mussolini, e che a ere lade in dismentie. Ven a stai il Triveneto. La politiche si metè subit in vôre, prospetant une gnove aleance tra lis  regjons Sud Tirôl-Trentin, Venit, e Friûl-Vignesie-Julie. Stiçâts dai lôr politics ancje i vescui venits si movèrin, screant daurman la Conference dai Vescui dal Trivenit. Dai e dai i fats dal Trivenit a scomençarin a comparî tes primis pagjinis dai gjornâi plui impuartants da Republiche. Ma a rompi i ûs a fòrin i sorestants dal Tirôl di miesdì e dal Trentin, che nasant che chest progjet ju vares puartâts a jessi dominâts di Vigneisie, a preferìrin gjavâsi-fûr e pensâ invessit a di une sorte di euroregjon cul Tirôl austriac, par lôr plui conveniente. I banchîrs e industriâi venits a scuignìrin alore ripensâ i lôr progjets. La gnove entitât si podeve fâle su dome cun Venit e Friûl-V.J, cussì però al vignìve fûr dome un Bivenit! Alore dal moment che a fevelâ di Trivenit a erin restâts ormai dome i vescui e chei des previsions dal timp, e che Bivenit no ur someave, a pensàrin di doprâ un tiermin geografic, e al nassè cussì il Nordest. “Ma che si clami trivenit, bivenit o nordest, daûr a è simpri la volontât di domini dai sorestants venits.” Si podeve lei in chê volte sui gjornâi trentins.
In tancj si son impensâts di chestis peraulis cuant che àn let sui gjornâi la presentazion da visite dal Pape, fate dal Gardenâl e Vescul di Vigneisie, Bons. Scola, par cont dai cussì clamâts vescui dal nordest. No si a podût fâ di mancul di ricuardâ che cuant che Pape Woityla al veve visitade la nestre regjon, invidât dai vescui di chenti, si ere fermât dibot cuatri dîs. Là che Pape Ratzingher, invidât dai vescui dal nordest, si fermarà chenti dome dôs oris, par po lâ a Vigneisie dulà che al finirà la serade e là che al passarà, tal doman, une zornade intierie. Intindinsi, chenti, pal plui a son contents che il pape al vegni in Friûl, ancje se a tancj nol  plâs chest massedament tra Vigneisie e Acuilèe. Al è come massedâ il vueli cul vin: no stan insieme. Acuilèe a ven prin di Vigneisie, e lis lôr storiis religjosis, liturgjichis, e istituzionâls a son difarentis. Ma distes, ancje se al ven dome par une grampade di minûts,  benvignût a pape Benedet! ‘O sin contents che al vegni a confermânus te fede dai nestris vons. Ma ‘o spietin ancje che al vegni a confermâ, ricognossi e esaudî i nestris dirits di oms e di feminis che a vìvin chì in Friûl. A son dirits che a stan criçant. La pratiche da democrazie, il dirit al lavôr e il dirits dal ambient a son metûts in forsit da le aviditât di potentâts pronts pal profit ancje a ruvinânus la esistence. Ma a son ancje altris dirits che a riguardin i oms e lis feminis di cheste regjon, ven a stai i dirits lenghistics des comunitâts slovene, todescje e furlane. Chestis comunitâts a domandin rispiet e serietât. A domandin une tutele vere  des lôr lenghis,-no pro forme o par dispiet-, in dutis lis istituzions. Par chel che al rivuarde nô furlans, ‘o sin stâts ricognossûts da Republiche taliane tanche minorance lenghistiche storiche, cu la leç 482 dal 1999. Tal 2001 il furlan al è stât ricognossût dal Vatican tanche lenghe liturgjiche..Tal 2007 la regjon Friûl-V.J. e a fat la leç 29 pe promozion e tutele dal furlan. Par chel che al rivuarde l’ûs liturgjic, la C.E.I. che a  autorizât la stampe de Bibie e dal Lezionari, cumò no vûl autorizâ la stampe dal Messâl Roman Furlan cu la scuse che a scuen spietâ che al vegni fûr prin chel talian. ‘O spietin ancje che si tornin a stampâ i cjants e lis liturgjiis acuileiêsis che a partègnin a cheste nestre gleisie.
Pape Benedet, i dirits lenghistics dal popul furlan a son stâts ricognossûts tant dal Stât che da Gleisie. Ma par colpe di sorestants codârs, cun o cence colet, la tutele dal furlan a cjate, tant tai palaz dal podei civîl che ta chel glesiastic, ancjemò tantis puartis sieradis. Poben, Pape Benedet, judinus a butâ jù chestis puartis!
REMO BRUNETTI

venerdì 6 maggio 2011

Sîs di maj

And'è 35 .... da trentacinque anni   ci si ritrova, doverosamente, a ricordare il dramma di quella sera.
Un commosso pensiero anche qui, con le parole di una bambina di Venzone, che diventano un simbolo generalizzato e generale per tutti i paesi dal Friûl taramotât:

Sîs di maj


Dut al è tacât intune cjalde, 
cjaldissime sere di Maj.
Int che e durmive, 
int che e cenave, 
int che e zuiave a cjartis.


Dut intun colp la tiere si scjasse.
Int che e scjampe, 
int che no sa ce fâ, 
int che e reste sot de so cjase.


Dome a buinore si capìs dut.


Int che e vai, 
int che e jude,  
int che no ti cognòs, ma che ti vûl ben.
Int che e pree.


O speri che al servissi 
par volêsi plui ben.

(Alice)

giovedì 5 maggio 2011

Spietant il Papa: alcune riflessioni dissonanti

Anche nel microcosmo alessano c'è chi attende la visita del Papa in Friuli e vive con fremente attesa la vigilia; c'è naturalmente anche chi ostenta totale indifferenza se non fastidio. Per tutti, comunque, alcune riflessioni che vengono diffuse in queste ore, tutte tendenti ad una rilettura dell'evento basata su una critica costruttiva.



"Glesie furlane", per esempio, scrive:


GLESIE FURLANE AL VESCOVO DI ROMA, PAPA BENEDETTO XVI
 Alla notizia della visita di Benedetto XVI ad Aquileia e a Venezia per il 7 e 8 maggio prossimi anche a Glesie Furlane è stata posta la domanda rituale: “Cosa vi aspettate da questa visita del papa?”Il cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia, preannunciava la visita di Benedetto XVI come “dono che il Santo Padre fa”. Nello spirito di gratuità espresso dalle parole del presidente della Conferenza episcopale triveneta, di certo nessuna pretesa si può avanzare nei confronti di chi viene a portare un dono. Nei doni più che l’attesa gioca un ruolo importante la sorpresa.Le buone tradizioni di accoglienza e ospitalità portano a contraccambiare i doni che il vescovo di Roma, papa Benedetto XVI, farà alle diocesi - Venezia compresa - figlie della Chiesa madre di Aquileia.E come contraccambiare significativamente se non attingendo tra i tesori più preziosi che queste Chiese figlie custodiscono e che forse per troppi secoli hanno tenuto nascosti, quando non dimenticati o sepolti? I tesori riguardanti le radici del cristianesimo aquileiese segnate dal sangue dei martiri, dagli autorevoli insegnamenti patristici, dalle testimonianze di una comunità credente che ha lasciato un patrimonio incommensurabile e originale di fede e di storia, di liturgia e di arte e di una teologia e una catechesi il cui manifesto è rappresentato nei mosaici del pavimento dell’attuale basilica patriarcale. Chi offrirà al papa questi doni e in modo tale che possano costituire una sorpresa per lui e non un pacchetto da consegnare al segretario senza neppure aprirlo perché già conosciuto e scontato? I nostri vescovi, si osa sperare! (...).Ad una persona di riguardo come ad un amico caro che invitiamo ospite e attendiamo a casa nostra, per quanto possibile, anticipiamo dei suggerimenti perché arrivi preparato e si trovi a suo agio.Un paio di suggerimenti al vescovo della Chiesa di Roma che viene in visita pastorale alle diocesi che costituivano l’antico Patriarcato di Aquileia:1. Si consiglia di leggere la bolla papale Injuncta nobis , datata in S. Maria Maggiore il 6 luglio 1751, con la quale Benedetto XIV sopprimeva la Chiesa patriarcale di Aquileia. Nessuno si permette di richiedere all’attuale papa un atto formale di riparazione per un provvedimento iniquo del quale non sarà neppure a conoscenza e di cui non porta la responsabilità. Si suggerisce la lettura della bolla nella speranza che, in forza della sua sensibilità pastorale, possa trovare parole che lo mettano a suo agio tra i fedeli di una Chiesa che ha subito una tale ingiuria. (Chi volesse approfondire la conoscenza e acquisire coscienza sull’argomento legga Eutanasie di un Patriarcjât di Antoni Beline, edito da Glesie Furlane nel 2001).2. Le diocesi che sono in Friuli hanno una propria identità non solo storica e religiosa, ma anche culturale e linguistica. Non per nulla a papa Giovanni Paolo II, in visita a queste Chiese nel 1992, non si trovò dono più significativo da presentare che la Bibie, i testi delle Sacre Scritture in lingua friulana. E tutti abbiamo presente la grande e inaspettata risonanza che ha avuto la lettura continuata della Bibie dal 3 al 9 aprile di quest’anno! I cristiani del Friuli attendono impazientemente e da troppo tempo ormai che la Conferenza episcopale italiana autorizzi l’uso del Messale romano tradotto in lingua friulana. Questo è un diritto, non una pretesa. Sappiamo che ciò non dipende dal papa – la Congregazione per i Sacramenti e il Culto divino ha già dato il placet - , ma se un romano pontefice con una bolla può distruggere una Chiesa patriarcale, si osa sperare che un successore che porta lo stesso nome meriti di essere “benedetto” per una parola autorevole che consenta a un popolo e ad una Chiesa di celebrare e pregare nella propria lingua.Per “Glesie furlane”Il vicepresidente Roberto Bertossi


Su toni similari la presa di posizione de "La Patrie dal Friûl":



IL VESCOVO DI ROMA NON VIENE A “NORDEST”
Il 7 e 8 maggio il vescovo di Roma Benedetto XVI sarà in visita a Venezia. In friulano si dice “par sante scugne”, non ha potuto escludere una tappa frettolosa a Aquileia dove si fermerà solo un paio di orette.Ma i masse media insistono che sarà nel “Nordest” e questo concetto non può che stonare con la storia del Friuli. Infatti è necessaria qualche precisazione. Se San Marco è partito da qui per la sua opera di evangelizzazione (e non da Venezia che era solo una palude, quando invece l’apostolo incontrava qui Sant’Ermacora), non possiamo accettare questa visione subalterna che viene data ad Aquileia, città cosmopolita, crocevia di culture ed etnie. La terrà dov’è fiorito il Patriarcato che per secoli è stato il faro della fede cristiana nel cuore dell’Europa, tenendo uniti i popoli latino, germanico e slavo, merita più attenzione. Con ciò non vogliamo innescare alcuna polemica o rivalità col Patriarcato di Venezia, che anzi, dopo aver preso il titolo dal Patriarcato di Grado, ha talmente “pressato” fino a quando un altro Benedetto, XIV, con la bolla Injuncta nobis del 1751, ha messo la parola fine alla gloriosa storia di questa istituzione che aveva in Aquileia la Chiesa Madre delle nostre diocesi.Quindi sono diversi gli aspetti che vedono Roma in debito con Aquileia senza dover aggiungere anche questa poca attenzione.Potremmo chiedere al vescovo di Roma di riconsiderare i contenuti della bolla firmata dal suo omonimo predecessore, ma sappiamo che non ci risponderebbe, anche perché non avrà il tempo di ascoltare, fermandosi così poco in Aquileia, e l’argomento sarebbe troppo spinoso.Ma anche restando con l’utopia di una “resurrezione” del Patriarcato di Aquilee, pensiamo che sia scoccata l’ora dopo 5 anni di silenzio ingiustificato, e ormai intollerabile, per aver finalmente l’approvazione del Messale Romano par furlan, che la Cei sembra aver dimenticato in qualche cassetto di Roma. Sappiamo tutti che non è una questione di disattenzione, ma di una volontà precisa di negare al nostro popolo il diritto di avere questo testo liturgico nella nostra lingua madre.Il grande evento della “Leture continuade de Bibie par furlan” ha dimostrato chiaramente quanto la nostra identità sia ancora solida e quanto il popolo Friulano abbia coscienza di sé: (...) ci auguriamo che la stessa attenzione nasca anche all’interno della Cei (Conferenza Episcopale Italiana), prima che il tarlo e la muffa si mangino la traduzione in lenghe furlane della tertia editio typica del “Messâl Roman”.
La Patrie dal Friûl


Interessante anche la riflessione di Andrea Valcic su facebook:


O sarai a manifestazion pe Patrie e invidi ducj chei che si sintin furlans a jessi as 4 di front a le cjase dal vescul cun lis nestri bandieris. Sarai presint per un semplic motif: par ricuardà il 6 di mai e la fuarce del nestri popul di front a le sdrumade dall'orcolat e parcje no ai voe che il ricuart di ches zornadis sedi dome tai doscors di chei sorestan ca cjacarin cence savè o tignint scondude la veretat. Une veretat di feminis , oms , giovins e vecios che di bessoi an resistut ancje ai progets dal guviar talian, di zamberletti e di Comelli.O sarai lì ancje par di, cun tante umiltat, al vescul di Rome, che la storie di Aquileie no si strasse in nom dal nord est, la versione sdolcinade di chel triveneto, inventat dai fasciscj. Par ultim, ma no mancul impuartant, parcje mi somee che chiste presince sedi nasude im maniere spontanee e che no vedi nissun cjapiel di grop, cun dut il rispiet pai grops ca si batin pal Friul.O crot ca sedi impuartant jessi culì , par nestre dignitat e ancje par la nestre coerence. Fevelin tant, scrivin, ma podopo si scugne ancje mostra le muse.
Mandi
Dree Valcic (https://www.facebook.com/notes/andrea-valcic/manifestazion-pe-patrie/1350565742422)

Di una cosa si può comunque esser certi: assai diverso era il clima che ha preceduto la visita in Friuli di Giovanni Paolo II. Sono cambiate le persone, le circostanze, i contesti, i tempi....


(Grazie a Roberta Michieli e Christian Romanini per le segnalazioni)

mercoledì 4 maggio 2011

Amôrs inlochetâts, amôrs dismenteâts?

Qualche anno addietro, sull'onda del successo dei romanzi (e poi dei film) di Moccia, era partita anche qui da noi la moda di lasciare qua e là "lucchetti dell'amore", a testimoniare promesse d'affetto duraturo.
Se ne vedono ancora diversi, sulla passerella che unisce la strada per Peonis alle "Gravatas": qualcuno bello lucido, gagliardo, qualche altro invuluçât intuna tela di rai .. D'altronde, così è la vita. Auguri a chi ha creduto di essere nel giusto a inlochetâsi, a chi ancor oggi è contento di aver fatto quella  scelta, a chi si è ormai scordato di quei momenti ed ha percorso altre strade.
D'altronde... il posto è così bello che merita una tappa (cul lochet o ancja cença).





martedì 3 maggio 2011

Bordan e Tarnep, una recensione del libro dedicato alle chiese

L'ultimo numero de "La Vita Cattolica" (il n. 17 del 29 aprile) ospita una recensione che Gabriella Bucco ha dedicato al libro pubblicato recentemente dal Comune di Bordano: "Chiese, storie di paese", a cura di Roberto Stefano Picco e Alberto Guerra.
La recensione è estremamente positiva e parte dall'assunto che "altri comuni dovrebbero seguire l'esempio di Bordano per valorizzare il loro patrimonio culturale, sfruttando la perizia e la passione dei giovani studiosi del territorio, che non hanno niente da invidiare ai soliti noti critici".
Si precisa infatti che "il libro dedicato dal Comune di Bordano alle chiese del suo territorio si inserisce nel solco delle pubblicazioni tra storia e arte, ma con una marcia in più che rende vive, di facile e curiosa lettura quelle notizie che altrimenti sarebbero arida erudizione". Quindi chiese e campanili, cimiteri e registri comunali, ma non solo: "questo libro racconta non solo la loro storia, ma soprattutto quella della gente che per secoli ha qui vissuto".

lunedì 2 maggio 2011

La commemorazione dell'eccidio di Avasinis

Si è svolta questa mattina la commemorazione dell'eccidio del 2 maggio 1945 ad Avasinis. L'orazione ufficiale è stata tenuta dal sindaco di Udine Furio Honsell. Il sito "Il giornale del Friuli.net" riporta un  pregevole servizio fotografico sulla manifestazione. Il testo, invece, l'abbiamo già letto più volte ....


Ricordo delle vittime di Avasinis – 2 maggio 1945

friulani festeggiavano già la Liberazione, con un drammatico “colpo di coda”, elementi nazifascisti penetrarono in paese e compirono una strage indiscriminata, di cui fecero le spese 51 persone, tra le quali numerose le donne, i vecchi e i bambini. 

Il fatto veniva alla fine della lunga occupazione cosacca, cominciata nell’ottobre del ’44 quando, per debellare il movimento partigiano che in zona aveva avuto una particolare diffusione, migliaia di cosacchi del Don erano stati mandati a presidiare i paesi, in qualche caso anche costringendo la popolazione civile ad un duro e totale sfollamento.
Nella primavera del ’45, dopo sette mesi, quando le sorti della guerra stavano volgendo a favore degli alleati, si assistette all’avanzata delle forze angloamericane e, contemporaneamente, al riorganizzarsi delle formazioni partigiane e all’inizio della ritirata di tedeschi e cosacchi.
La ritirata dei cosacchi nella zona fu soprattutto la conseguenza di un massiccio bombardamento alleato sul paese di Alesso (26 aprile) che provocò diverse decine di vittime tra gli occupanti e la partenza della maggior parte dei cosacchi in lunghe carovane dirette in Austria. Nei giorni successivi i cosacchi rimasti nei paesi vennero fatti prigionieri dalle formazioni partigiane (era rimasto ad operare in zona soprattutto il Btg. Friuli delle formazioni Osoppo) e concentrati ad Avasinis.
Nella mattinata del 1° maggio transitò nella zona una imponente colonna nazista, integrata da formazioni cosacche, proveniente dallo Spilimberghese. Nel corso del tragitto i nazisti uccisero alcuni partigiani: Gino Bianchi “Ero”, ad Avasinis (fatto segno in lontananza da colpi d’arma da fuoco), Provino Tomat “Fiume” ad Alesso (freddato, assieme a una ragazza che si trovava a passare nelle vicinanze, probabilmente in reazione all’uccisione di un graduato tedesco) e Oddone Stroili “Tobruk” a Cavazzo (che, individuato da un delatore, venne catturato, obbligato a portare sulle spalle un carico di munizioni e quindi ucciso). Fecero anche prigionieri
diversi civili, mettendoli alla testa della colonna, per scongiurare attacchi e ritorsioni e conducendoli sino a Tolmezzo.
Durante il pomeriggio di quella giornata un’altra squadra, probabilmente appartenente al Btg. Karstjäger delle Waffen SS, arrivò a Trasaghis, forse per individuare una più sicura via di ritirata o, più probabilmente, per eliminare la minaccia partigiana e garantirsi un ripiegamento senza ostacoli. 
La formazione attivò sin da subito delle postazioni con mortai su un colle davanti al paese di Avasinis, effettuando anche delle perlustrazioni fin nelle vicinanze del paese e preparando un’azione di accerchiamento delle postazioni partigiane (elementi tutti che portano a pensare ad una lucida preparazione dell’attacco). Nella prima mattinata del giorno successivo, i nazifascisti, divisi in diverse squadre, diedero l’assalto ad Avasinis.
Invano, per un breve periodo, le formazioni partigiane presenti in loco tentarono di contrastarla: dovettero ritirarsi dopo aver perso un partigiano, colpito mortalmente da schegge di mortaio e a seguito dell’azione di accerchiamento compiuta dagli attaccanti.
La squadra nazista (una formazione composta, oltre che da tedeschi, da altoatesini, istriani e probabilmente anche friulani) penetrò in paese e diede attuazione ad una strage indiscriminata. 

La cronaca di quei terribili momenti traspare dalle parole del Parroco di Avasinis, don Francesco Zossi, testimone diretto della strage ed egli stesso gravemente ferito dai colpi sparatigli contro dalle SS: «Scene di orrore e di morte avvengono ovunque. Si sentono urla, grida spasimanti, voci strazianti invocanti pietà. Là due giovani ragazze uccise dopo essersi da esse fatto servire il pranzo e dopo sevizie, vecchi freddati nella sedia accanto al focolare, mamme assassinate coi bambini in braccio, uomini fatti uscire di casa, derubati del portafoglio e poi freddati, persone raccolte in una casa o costrette in qualche andito falciate col mitra, pacifici vecchi che, non sapendo dare ragione di quanto avveniva, erano sulla via colpiti a morte, là una donna colpita e non ancora morta cui hanno tagliato il dito per prenderle l’anello, una quantità di persone sequestrate e chiuse quali ostaggio in due case di via Piloni, i vivi rintanati nelle cantine, nei fienili, tra le travi delle soffitte fino nei camini, i meno rimasti in casa a placare l’ira con l’offerta di ogni cosa pur di avere salva la vita
Dopo il ritiro della squadra autrice del massacro, avvenuto nella mattinata del 3 maggio, le formazioni partigiane attuarono delle perlustrazioni e stabilirono dei posti di blocco nei quali incapparono una trentina di nazifascisti. Questi, ritenuti (pur su base indiziaria) responsabili della strage, furono condotti ad Avasinis ed uccisi dalla popolazione sulla piazza del paese o dai partigiani lungo i greti del Leale e del Melò. 
Nel clima concitato di quei momenti, di fronte al dolore ed alla rabbia conseguente all’eccidio di Avasinis, con la gente in preda a “un animo terribilmente scosso, che non vedeva più ragione o virtù”, come scrisse don Zossi, si ebbero anche delle dure ritorsioni contro i prigionieri cosacchi, che dal paese erano stati trasportati in alcune basi partigiane in montagna. 
Le vittime della strage di Avasinis, sepolte in una fossa comune in cimitero, sono state periodicamente ricordate attraverso commemorazioni svoltesi il 2 maggio di ogni anno. 
Il “senso della memoria” si è concretato attraverso l’erezione di un monumento-ricordo, inaugurato nel decennale della strage e poi, nel 1995, attraverso la trasformazione del vecchio cimitero in un monumento-memoriale a imperituro ricordo dell’episodio.

Sul dramma occorso al paese di Avasinis sul finire della guerra, si è innescato per decenni un dibattito, anche serrato: le formazioni partigiane sono state accusate di aver agito senza lungimiranza, talvolta addirittura di avere apertamente provocato la reazione nazifascista e la strage conseguente. In realtà, molto spesso l’indagine obiettiva è stata messa in secondo piano rispetto a un preconcetto discorso ideologico. 
Indagini serie e circostanziate non sono mai state compiute da parte della magistratura: dopo le risultanze del lavoro di alcuni ricercatori, alcuni anni addietro, l’Amministrazione comunale di Trasaghis aveva segnalato al Dokumentationzentrum di Vienna, il celebre istituto diretto da Simon WiesenthaI che ha offerto un contributo notevole alla ricerca dei nazisti responsabili di misfatti compiuti nel corso dell’ultima guerra, il fatto che, a tanto tempo di distanza, non fossero stati compiuti passi significativi nell’individuazione dei responsabili dell’eccidio di Avasinis. 
Il Centro viennese, non disponendo di alcuna documentazione al riguardo, ha segnalato il fatto alla magistratura tedesca, che ha deciso di aprire un’inchiesta ufficiale. 
Nel mese di agosto del 2002 sono venuti in Italia il responsabile dell’inchiesta, un commissario della Bayerisches Landeskriminalamt, la Polizia bavarese cui, per competenza territoriale, sono state affidate le indagini, assieme al consulente storico Carlo Gentile, uno studioso italiano che vive e lavora in Germania e ha compiuto diversi studi sui crimini di guerra nazisti. 
Dopo un colloquio a Padova col Procuratore militare Sergio Dini, essi si sono recati ad Avasinis, effettuando un attento sopralluogo sui luoghi della strage, individuando tempi e modalità delle azioni belliche e, infine, soffermandosi commossi davanti al monumento che reca le immagini fotografiche delle 51 vittime innocenti dell’eccidio.
Nei mesi successivi, oltre alla prosecuzione delle ricerche in Friuli, le indagini sono state incentrate, in Germania, sugli interrogatori di alcuni superstiti dei Battaglioni SS sui quali vertono i maggiori indizi di responsabilità, nella speranza che un impegno coordinato possa portare, pur a distanza di tanti anni, nuovi indizi sulle cause e sulle responsabilità della strage.