"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

lunedì 31 ottobre 2011

Riorganizzazione scolastica: una proposta

Riceviamo da Remo Brunetti un commento all'articolo del 29 ottobre sulla riorganizzazione scolastica che, essendo "corposo", "promuoviamo" (dato che si parla di scuole) a post.

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Par Montanaro (29 otubar). Se il comun di Bordan al ves di vei problems par tignî viertis lis sôs scuelis, al podares simpri tentâ di fâ compagn dal comun di Medea (Go). Cjalait culì sot:

lunedì 2 maggio 2011

Comune di Medea: petizione in Regione per chiedere l'applicazione di una norma a favore della minoranza linguistica friulana.





COMUNE DI MEDEA
PETIZIONE IN REGIONE,  PER CHIEDERE  L'APPLICAZIONE
DELLA NORMA CHE PREVEDE LA POSSIBILITA'
 DI COSTITUIRE UNA CLASSE CON SOLI 10 ALLIEVI .


Il “Decreto Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81” (Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola, ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133), al Capo III art. 10, punto 4, prevede:
4. Nelle scuole e nelle sezioni staccate funzionanti nei comuni montani, nelle piccole isole e nelle aree geografiche abitate da minoranze linguistiche possono essere costituite classi, per ciascun anno di corso, con un numero di alunni inferiore al numero minimo previsto al comma 1 e, comunque, non inferiore a 10 alunni.

Martedì 3 maggio, alle ore 13.30 a Trieste, sarà consegnata al Presidente del Consiglio regionale la petizione popolare con oltre mille firme, con la quale viene chiesta l’applicazione alla scuola primaria di Medea della deroga sopra indicata (costituzione di classi con 10 alunni) essendo il Comune di Medea, ai sensi della L.482/99, un Comune abitato da minoranze linguistiche (minoranza friulana). Il sindaco Alberto Bergamin sarà accompagnato da una delegazione di cui faranno parte il “Comitato 482”, il “Comitato per l’autonomia e il rilancio del Friuli”, i consiglieri regionali della Provincia di Gorizia, i candidati alla provincia di Gorizia Enrico Gherghetta, Stefano Cosma e Simonetta Vecchi e le organizzazioni sindacali.
Pubblicato da Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl a 08:39
Etichette: Lingua friulana
Mandi Remo Brunetti

Quel che si muove ... a Trasâgas. Conferenza sul primo caduto italiano in Russia

Nuovo appuntamento culturale predisposto dal Comune di Trasaghis con la collaborazione del Centro di Documentazione. Protagonista è ancora il prof. Paolo Strazzolini che, dopo aver analizzato il 7 ottobre le complesse vicende legate all'eccidio di Porzus, scandaglia ora un altro episodio poco noto della seconda guerra mondiale.
Per "APPUNTAMENTI CON LA STORIA" 
viene infatti proposta una conferenza sul tema


"BRING THE BOYS BACK HOME! Una storia nella Storia …
L’ODISSEA DEL PRIMO CADUTO ITALIANO IN TERRA DI RUSSIA"

Illustrazione storica a cura del prof. PAOLO STRAZZOLINI
(Università degli Studi di Udine)

La trattazione ripercorre la vicenda storica e umana dell’eroico Bersagliere calabrese M. O. V. M. Santino LUTRI, partito nel 1941 al seguito dello CSIR, Corpo di Spedizione Italiano in Russia, e primo Caduto italiano in combattimento della disastrosa Campagna, nel contesto tragico della Seconda Guerra Mondiale.



L'appuntamento è per VENERDÌ  4 NOVEMBRE , dalle 20.30, nella sala consiliare di TRASAGHIS

domenica 30 ottobre 2011

Lago, non sarà ceduta a stranieri la centrale Edipower di Somplago


Il Gazzettino di ieri ha dato notizia che, nell'ambito delle "grandi manovre" in corso attorno alla proprietà di Edipower, sarebbe stato raggiunto un accordo per conservare in "mani italiane" la proprietà del "ramo centrali". Sarebbe scongiurato così il timore avanzato anche dai Comitati del passaggio della centrale di Somplago in mani straniere. Resta tutto da verificare, comunque, quali siano le effettive intenzioni dei (nuovi?) proprietari in merito alle ipotesi di raddoppio presentate a suo tempo.


La centrale
friulana resta
in mani italiane

Sabato 29 Ottobre 2011, Il Gazzettino
CAVAZZO CARNICO - (d.z.) Nonostante il gruppo energetico Edison passerà in mano francese, le migliori centrali idroelettriche di Edipower (che per il 50% apparteneva proprio a Edison), quelle in sostanza dei nuclei di Udine (e quindi Somplago) e Mese (in Valtellina) rimarranno in mani italiane. Tutto ciò è stato deciso nell'accordo firmato tra la transalpina Edf e le multi utility italiane A2A e Iren, giunto al termine di una maratona negoziale durata fino a tarda sera, durante il quale gli azionisti del secondo gruppo elettrico nazionale hanno raggiunto un'intesa sul divorzio che consegnerà comunque il controllo della società Edison al colosso francese. Soddisfatta quindi, all'interno del risico europeo, la richiesta di Iren e A2A di ottenere le centrali idroelettriche di Edipower da unire in una joint-venture partecipata al 67% dalla multiutility lombarda e al 33% da quella di Genova, Torino e dei comuni emiliani. Sulla questione lo scorso 5 ottobre i comitati in difesa del lago di Cavazzo avevano convocato una conferenza stampa per avvertire della guerra titanica in corso tra le multinazionali, ora rimarrà da capire come il nuovo azionariato si comporterà per quanto riguarda proprio il progetto di potenziamento della Centrale di Somplago. 

sabato 29 ottobre 2011

Organizzazione scolastica del Gemonese: grosse novità dal prossimo anno

Si preannunciano importanti novità, dal prossimo anno,  nell'organizzazione scolastica delle scuole del territorio.
L'altro giorno, presso il municipio di Gemona,  si sono infatti  riuniti tutti gli amministratori del Gemonese assieme all’assessore provinciale Luca Marcuzzo per esaminare la bozza di dimensionamento proposta dalla Provincia che   prevede l’istituzione di due  istituti scolastici  per tutto il territorio  del Gemonese.
Dall’anno scolastico 2012/13 l’area del Gemonese verrà  dunque divisa in due grandi istituti omnicomprensivi i quali  saranno costituiti rispettivamente da una parte dai plessi delle scuole d’infanzia, primaria e secondaria di primo grado dei comuni di Gemona, Artegna e Montenars per un totale di 1.171 alunni, dall’altra quelli dagli stessi ordini di studi dei comuni di Venzone, Osoppo e Trasaghis, per un totale di 570 alunni.
Verranno dunque meno le attuali Direzioni Didattiche (Gemona e Trasaghis) e la presidenza delle medie "Cantore" di Gemona che di fatto confluiranno nei nascituri istituti omnicomprensivi (concretamente, il "risparmio" consisterà nella perdita di un dirigente, che attualmente sono due per le elementari ed uno delle medie).
Dalla Provincia è stato dichiarato che "non sarebbe stato possibile fare altrimenti per via dei consistenti numeri di alunni iscritti alle scuole dell’obbligo in zona che arrivano a quota mille e 700 e sforano dunque il tetto massimo fissato in mille 200 studenti indicati dalle norme in vigore per la formazione di un nuovo istituto comprensivo". 

Da qui la scelta, quasi obbligata, di dividere in due il mondo scolastico dell’area gemonese. Con la città pedemontana resteranno Artegna e Montenars, mentre Venzone (la cui media faceva capo alla Cantore) sarà aggregata a Trasaghis e Osoppo. 
Per quanto riguarda il "bacino di utenza" seguito dal Blog, verrà dunque costituito un unico istituto  di circa 570 alunni  tra le scuole dell’infanzia (143), primarie (265) e medie (56) della Direzione Didattica di Trasaghis e le due medie di Osoppo (59) e Venzone (47). Allo stato attuale non si sa quale denominazione assumerà il nuovo Istituto, chi ne sarà il Dirigente e se gli "uffici di coordinamento" (come probabile) rimarranno presso l'attuale sede della Direzione Didattica di Trasaghis. 

venerdì 28 ottobre 2011

Dario Iuri alla guida della "conca tolmezzina". Ma ci si interroga sul senso della associazione

 Raggiunto il traguardo dei cinque anni dalla sua costituzione e conclusasi l'esperienza del Sindaco di Amaro Laura Zanella, l'Associazione Intercomunale Conca Tolmezzina ha un nuovo Presidente: è il Sindaco di Cavazzo Carnico Dario Iuri. Lo ha reso noto "Il Gazzettino" del 27 ottobre.


Ma sul senso dell'associazione della "conca" che mette assieme, per determinate attività, Cavazzo,. Verzegnis e Amaro, vi sono state, nei giorni scorsi, diverse discussioni, soprattutto sul sito "Carnia.la" (http://carnia.la/2011/10/17/la-conca-tolmezzina-organizza-le-giornate-della-trasparenza/), da cui stralciamo alcuni degli interventi di Remo Brunetti.


Stimolo alla discussione, l'organizzazione delle "Giornate della trasparenza", (a Cavazzo l'8 novembre, dove, probabilmente, si tornerà a discutere sulla gestione dell'«affaire Lago»), cioè una serie di  incontri pubblici, che si terranno in tutti e quattro i comuni della Conca Tolmezzina, durante i quali verranno  illustrati i programmi, le attività svolte e gli obiettivi ritenuti più importanti delle Amministrazioni Comunali, si informerà su quello che finora è stato fatto e ciò che si intende fare d’ora in poi per concretizzarli e si raccoglieranno osservazioni, proposte, suggerimenti e valutazioni da parte dei cittadini.


Nel merito, ecco dunque le considerazioni di Remo:    


Alore la idèe a è buine, ma une zornade di trasparence no pos platâ compuartaments antidemocratics praticâts avonde dispes vie pal an.Culì ‘o vin sindics e zontis che no dan la idèe di jessi a fâ un servizi a la comunitât, ma che dispes, invessit, si compuartin come se a fòssin i parons dai comuns. Su tantis cuestions, progjet Edipower, Carniacque, Eletrodot, Concje Tumiecine, e vie indenant, invessit di scoltâ la opinion dai citadins cun referendums, si è preferît simpri decidi dispes ancje cuintri de volontât popolâr. I nestris sindics si sono convertîts a la democrazie, a la partecipazion popolâr, e a la trasparince? Laudât Idiu! Però alore a covente ancje un tic di coerence, scomençant cu la trasparence dai conts. Al è tant timp che plui di cualchi aministradôr di Cjavàç al domande di podei fâ cuatri conts par capî se cheste partecipazion a la Concje Tumiecine ur a convignût ai comuns par chel che al rivuarde la cualitât e il cost dai servizis.  


(...) cence control popolâr, la Concje Tumiecine a podares mudâsi in “Palisse Tumiecine” par Damâr, Verzegnis e Cjavàç. I intervents fats, però a evidenzin ancje une altre cuestion, ven a stai la cualitât da nestre democrazie.
Si visaiso? agns indaûr ‘o vin rinunciât a la plene rapresentativitât garantide dal sisteme proporzionâl, in favôr de governabilitât garantide dal sisteme maioritari. E chest at al a vût lis sôs conseguencis in dute la Republiche, ancje sui nestris comuns. La situazion  (...)  ur va ben ai lobbyscj, ur va ben ancje a certs partîts che cussì a rìvin a mantignî il control e la paronance sul teritori, ma a ten la popolazion lontane da esperience aministrative e da cognizion esate des dibisugnis da comunitât. Ce fâ alore? Par nestre fortune la democrazie no è une peraule foreste in Cjargne, ma anzit des Viciniis ai Conseis di Fabriche, la partecipazion popolâr a la vite publiche a è une esperience cognossude e praticade. No coventin secont me fâ lez gnovis, ma fàur capî ai sindics e ai partîts che ju tegnin su, che la vere ricjece di un comun no son i bêz, ma la partecipazion operose e cussiente dai siei citadins a la vite publiche.

giovedì 27 ottobre 2011

San Simeone, tradizioni celtiche: "Jo sei d'acordo ... cun Fontanìn"

Partiamo da un aneddoto.
Alesso, pochi anni dopo il terremoto. La ricostruzione è di là da venire, la gente vive nei prefabbricati. Anche i partiti politici si mobilitano per tastare il polso, raccogliere idee sul futuro. In una riunione del Pci, c'è un vecchio militante che interviene abbandonando invece le tematiche locali per riflettere sulla situazione politica generale, sentenziando: "Jo sei d'acordo cun Berlinguer che...". Ecco, quell'affettuoso esempio di compartecipazione politica è diventato quasi un proverbio alessano, quando si vuol sottolineare una sorta di adesione a posizioni sostenute da persone con le quali non abbiamo alcuna relazione.
Ecco, allora, il senso della premessa per dire, stavolta, "Jo sei d'acordo cun Fontanìn", commentando la presa di posizione del presidente leghista della Provincia di Udine sull'origine celtica della festività di Halloween. Ne abbiamo parlato sul Blog anche l'anno scorso: un piccolo cenno, allora, per annotare come, per esempio, la tradizione delle anime che, la notte dei morti, se ne vanno in fila sul San Simeone abbia dei suggestivi richiami con le tradizioni celtiche e, quindi, possa essere analizzata e studiata con una forma di rispetto. (A&D)


«Halloween, festa di origine
celtica quindi anche nostra»

Il presidente della Provincia e segretario leghista Fontanini: «La Chiesa sottolinei altre sacralità, ma no alle censure».
      UDINE. La Chiesa friulana, come annunciato ieri, si prepara a lanciare la sua ennesima campagna contro Halloween attraverso le omelie della prossima domenica. Ma tra i rappresentanti delle istituzioni locali c’è chi difende questa ricorrenza. Il presidente della Provincia, Pietro Fontanini, non ha dubbi: mostri, folletti, scheletri, streghe e fantasmi fanno parte di una tradizione celtica che è anche un po’ la nostra cultura.
      «E’ opportuno e legittimo - ha sottolineato ieri Fontanini, che è anche segretario della Lega Nord Friuli - richiamare i fedeli alla riflessione e alla preghiera per la ricorrenza dei morti, ma non credo sia necessario “censurare” la festa laica di Halloween etichettandola come completamente estranea alle nostre origini. Certo il nome è “made in Usa”, ma l’origine è tutta nordeuropea».
      Fontanini dunque non ha dubbi nello scendere in campo e nel difendere, accanto alla sacralità, anche la festa legata alle celebrazioni per i morti. «La festa – spiega – ha origine celtica: la notte tra il 31 ottobre e il primo novembre era fissato il Samhain, ovvero il capodanno celtico. L’anno dei Celti iniziava proprio il primo novembre e il Samhain era la festa di rottura all’interno del ciclo del tempo, il momento in cui tutto finiva e ricominciava, quindi rappresentava un grande momento sacro di celebrazione e di festa. Come nel caos che precede la creazione, con i riti del fuoco e i banchetti si aprivano le porte dell’aldilà e così l’energia e la conoscenza del mondo dei morti arrivavano in quella dei vivi».
      In tal modo, aggiunge Fontanini nella sua ricostruzione storica, irrompevano, tra i mortali defunti, spettri e creature fantastiche che si intrattenevano allegramente con gli uomini, i quali si inebriavano con vino e birra. «Ritengo dunque sia sbagliato ripudiare i festeggiamenti – afferma ancora il segretario leghista –: non credo possano precludere il rispetto delle celebrazioni sacre. Il primo novembre ho sempre visto decine di ragazzi far visita ai propri defunti nei campi santi o presenziare alle celebrazioni liturgiche. Bene fa la Chiesa a sottolineare la sacralità della festa, ma non si può rinnegare le origini di un popolo. Per i friulani, Halloween ha delle chiare radici locali».
      «Va detto inoltre – chiosa infine Fontanini – che sono altri i motivi che portano ad avere generazioni sbandate e senza punti di riferimento sui quali dobbiamo riflettere e concentrare le nostre azioni. Bisogna ritornare a conoscere la nostra storia e le nostre origini: Halloween ha radici celtiche, il popolo che per tantissimi anni ha abitato questa terra e che è ancora nel Dna del popolo friulano».
      (da: Messaggero Veneto, 26 ottobre 2011)

      mercoledì 26 ottobre 2011

      Lago, quattro domande (ancora) senza risposte

      Dodici giorni fa era stato pubblicato un post che voleva "gettare un sasso nel lago", proponendo la discussione su alcune questioni aperte, sia sull'analisi dei fatti recenti, sia sulle prospettive future. Il post non ha suscitato commenti e, sul Blog, altri filoni hanno fatto discutere (dalla strada di Bordano alle proposte di Avasinis alla festa di prè Gjulio). Ma il non discutere, qui, sul Lago, si affianca a una generale "calma piatta": nelle ultime settimane non si è sentito nessun elemento di novità, nessuna presa di posizione, nessuna riflessione particolare. Attesa o assuefazione? Sarebbe interessante capirlo. Nel frattempo, non sembra forse inutile la riproposta delle "domande inevase".  (A&D)



      Lago: combattivi, rassegnati, attendisti o incartati?

      Checché se ne dica, la delibera consiliare di Bordano che ha formulato un parere favorevole al progetto Edipower rappresenta un significativo elemento di novità, in una situazione che, a detta di qualcuno, si era "incartata".
      Chi segue il Blog da tempo, ricorda forse il post del 28 luglio quando, da parte nostra, si auspicava: "Sarebbe interessante sapere se le Amministrazioni comunali (visto che la stessa relazione Garzon ha dimostrato che il progetto Edipower, sul quale è stato espresso un parere favorevole, era in realtà, per tanti aspetti, lacunoso) intendono, se non revocare le citate delibere,  sposare "in toto" le risultanza della Perizia Garzon e conseguentemente sapere in quali maniere e attraverso quali contrattazioni con Edipower garantire la realizzazione delle imponenti procedure previste (dragaggi, condotte...)".
      I Comuni di Cavazzo, Trasaghis e Verzegnis sono "fermi" alle precedenti delibere.
      Nella seduta del I agosto, in particolare, Trasaghis ha respinto la richiesta (presentata con una mozione dalla minoranza) di ritirare le precedenti delibere in quanto, come ha poi dichiarato al Gazzettino il sindaco il 3 agosto,  tutto sarà definito in una prossima Conferenza dei Servizi: "l'iter ora prevede l'aggiunta di tutte le prescrizioni richieste dallo stesso Ministero e l'arrivo alla conferenza stampa dove tutti gli enti coinvolti daranno il loro parere: per quanto ci riguarda, noi accetteremo l'opera solo qualora il progetto preveda tutte le prescrizioni richieste dalla stessa giunta comunale, oltre a quelle che emergono nello studio Garzon".
      Le dichiarazioni del sindaco concordano, nella sostanza, con il contenuto della delibera adottata da Bordano.
      Allora, a questo punto,  è forse il caso di chiedersi alcune cose.
      Primo. Visto che Bordano e Trasaghis hanno spesso agito di pari passo (v. p. es.  la pubblicazione congiunta della sintesi della Relazione Garzon), COME MAI   l'uno non ha atteso la conferenza dei  Servizi o l'altro non ha adottato espressamente, in una delibera consiliare, le analisi e le proposte della Relazione Garzon?
      Secondo. Adottare le proposte della Relazione Garzon (ufficialmente, come ha fatto Bordano, chiedendo espressamente  "l’osservanza delle misure di monitoraggio e mitigazione indicate dall’ing. Garzon" o "nello spirito", come ha fatto Trasaghis) significa  prevedere, tra l'altro, "lo sfangamento periodico di entrambi i laghi ", "la realizzazione con tubazioni sommerse o lo scavo di canali, di un collegamento diretto (…) in modo che le acque prelevate e scaricate nel lago siano sempre, in gran parte, quelle più profonde, fredde e cariche di sedimenti", "realizzare un setto per smorzare la turbolenza della corrente"… , con interventi dal costo complessivo stimato sull'ordine dei 5 milioni di euro.   Siamo sicuri che sia una strada (tecnicamente, ecologicamente, "moralmente" percorribile?
      Terzo. Come si era chiesto ai Comitati  di indicare le modalità concrete per poter realizzare  il favoleggiato by-pass , è legittimo chiedere ai sostenitori dell'applicazione dell'«ipotesi  Garzon»: CEMÛT? L'ingegnere "ritiene plausibile che Edipower, visti gli utili che le si prospettano, venga incontro con qualche misura compensativa", non dicendo però espressamente che Edipower debba farsi carico dei lavori, ma elencando  alcune proposte simili a quelle che, in altra sede e in un altro contesto, sono stati definite dei "pannicelli caldi sul Lago malato". Posto comunque che Edipower non è sicuramente un'associazione di boy scout, c'è da chiedersi davvero quali  potrebbero essere le "misure di compensazione" concordate e dove potrebbero essere reperiti i 5 milioni citati in previsione.
      Quarto. Con che spirito si arriverà alla Conferenza dei Servizi?

      martedì 25 ottobre 2011

      Par un om di tiere, de storie, di Diu

      Une preiere, chê lete di Caterina in glesie domenie stade, che a rive a liniulâ unevore ben la personalitât  di prè Gjulio:



      Un om,
      che si inlumine denant de int
      cuntune incontenibil stime de persone
      e che al fâs di ogni incuintri
      ocasion di scoltâsi.

      Om di tiere,
      che al misure il mont
      cun pas atent ae fuarce e ae veretât de so tiere.

      Om de storie,
      che al monte parsore il timp
      parcè che al cognòs il passât
      e al vîf il presint inte dimension de eternitât.

      Om di Diu,
      che al sint la necessitât di Diu
      par jessi chest om.

      E par chest om, di tiere, de storie, di Diu
      ti ringraciin o Signôr.



      lunedì 24 ottobre 2011

      Visitando "Elettrocarniagramma"

      Fino al 31 ottobre (da martedì a domenica dalle ore 16 alle 19, i lunedì dalle 10 alle 12) è possibile visitare  presso la sede diurna del Centro di salute mentale (ex anagrafe ed ex stazione ferroviaria) in Piazzale Vittorio Veneto a Tolmezzo la mostra Elettrocarniagramma che ha come tema la Carnia com’è, come l’artista immagina fosse in passato o come potrebbe diventare in futuro con la costruzione dell’elettrodotto. L’esposizione , che propone opere di 28 artisti appositamente realizzate, si propone di sensibilizzare i visitatori al territorio alla sua bellezza ed alle sue problematiche.


      Raccogliendo l'invito lanciato da Filippo qualche giorno addietro, proponiamo alcune immagini frutto di una visita diretta. Il paventato elettrodotto, com'era prevedibile, "la fa da padrone".






      Filippo stesso segnalava la presenza di una serie di foto sul Lago, quasi che questo diventasse "argomento principe". Le foto, effettivamente, ci sono (nel posto più stretto e buio della mostra, onestamente). Il lavoro (bello!) è a firma di Andrea Ret di Interneppo, che si è avvalso della collaborazione di Luigino Picco e di altri amici. 


      La sensazione, però, è di "fuori posto": c'è ben poco di rielaborazione artistica, nel lavoro di Andrea: tutto è - quasi drammaticamente -  didascalico, coll'affiancare a foto d'epoca la riproduzione degli stessi "cjantons" ripresi oggi, con i segni delle violenze del "progresso". Non c'è bisogno di immaginare alcunchè, dunque. Tutto è lì, sotto gli occhi di tutti. L'immaginario può solo riguardare "quel che di peggio può ancor venire".




      Una mostra, comunque, interessante e stimolante. "Da vedere", direbbe Filippo.

      domenica 23 ottobre 2011

      Buon compleanno, prè Gjulio! - II

      Alcune immagini "a caldo" della festa che la Parrocchia di Alesso  ha predisposto per gli ottant'anni di don Giulio. Significativa la scelta di coinvolgere le altre comunità dove prè Gjulio opera (Avasinis, Bordano e Interneppo) o quelle dove ha operato in passato (dalla natìa Fagagna a Subìt, San Giorgio e nei paesi della cintura udinese).
      Queste ed altre foto sono visibili anche sulla pagina facebook di "Alesso e Dintorni Web".
      Come sempre rimane aperto l'invito a chi vuol commentare la giornata o rivolgere un augurio al "Don" di utilizzare gli spazi offerti dal Blog.



      In glesia

      Int in fiesta

      La targa a ricuart da zornada




      Quel che si muove ... a Vasinas. Inaugurata la restaurata maina del S. Spirito

      Quella di sabato è stata, per la Pro Loco di Avasinis,  "una splendida giornata in compagnia di nuovi e vecchi amici. Un ringraziamento particolare a Mons. Guido Genero, a Pre Tunin e al nestri super Pre Gjulio par la Messe di inagurazion dai restaur de Maine e par la biele fieste di complean. Grazie a tutti i volontari che anche oggi hanno dimostrato la forza della nostra Pro Loco, una Pro Loco, fatta di Amici, di Amici di Avasinis".











      Fonte: Pagina facebook della Pro Loco di Avasinis

      sabato 22 ottobre 2011

      Buon compleanno, prè Gjulio!

      Ormai definito il programma delle manifestazioni che sono state predisposte per festeggiare gli ottanta anni di don Giulio Ziraldo.
      La Parrocchia di Avasinis e la Pro Loco invitano a intervenire questo pomeriggio alla festa presso l'oratorio Ridolfi (dopo la celebrazione della Messa presso l'ancona del Santo Spirito).
      La Parrocchia di Alesso ricorda invece che domani ci sarà la santa messa cantata dal Gruppo Corale di Alesso, alle ore 11.15.  Nel pomeriggio, Parrocchia e associazioni locali invitano a intervenire nella sala dell'ex asilo, dalle 14.30, "par un tai, un dolç, una cjantada e un auguri a prè Gjulio".


      Prosegue anche, sul Blog e sulla pagina facebook, la raccolta degli auguri rivolti al "D.G.", un'iniziativa cui tutti i lettori che conoscono e apprezzano "il Don" sono invitati a contribuire.

      venerdì 21 ottobre 2011

      Un pinsîr par prè Gjulio

      Prè Gjulio, domenia cu ven, al fâs 80 agns. Intas  Parochias  a j fasaràn fiesta. Parcè no ancja sul Web?
      Lui al è vegnût "di cà da l'aga" dal 1973: al ûl dî che buina part da so vita a la à passada cu la int di Dalès, di Vasinas, di Tarnep, di Bordan.  A è int che a lu à jodût a fâ messas e funzions, ma ancja a scombati pal teritori (d'inche volta da "area di servizi", as discussions dal dopo taramot, fint al problema dal lâc, in dì di vuê), a scombati pal furlan, a dâ, a tancj,  una man a vivi.
      A la tanta int che a lu à conossût, che a à un biel ricuart di lui, che magari al volarès diî alc ma a nal sa cemût …. eco che al è viert chest cjanton: il Blog (e ancja la pagjina di Facebook) in chesc dîs a tiraran dongja  messaçs, pinsîrs, riflessions, salûts …. dut ce che a us ven intal cjâf  che j volaressis dî a prè Gjulio.  Dopo, al vegnarà ben ancja il moment che, chescj pinsîrs,  j u tirarìn dongja ducj  e ju fasarìn lei a lui.
      Al disarà "Sacrabolt, che il gjaul us petèni…"….. ma vadì che al sarà content.
                                                                                       A&D

      giovedì 20 ottobre 2011

      Quel che si muove a ... Trasâgas. Visita del Patriarca di Antiochia - 2


      TRASAGHIS Un vecchio rapporto d’amicizia lo lega a padre Quai
      Il patriarca di Antiochia ospite in Friuli

      dA:  Il Gazzettino
      Giovedì 20 Ottobre 2011
      TRASAGHIS - Ignatius Youssif III, patriarca di Antiochia sarà ospite per la prima volte in Friuli questo fine settimana e sarà proprio la val del lago ad accoglierlo. Il primate della chiesa cattolica siriana (la sua nomina risale al gennaio 2009) sarà in regione sabato 22 ottobre. La sua visita, che prevede un passaggio ad Aquileia e Grado dove incontrerà il vescovo Andrea Bruno Mazzocato verso mezzogiorno, nasce da una forte amicizia che lega il patriarca al parroco di Trasaghis Fausto Quai, il quale lo conosce dal lontano 1984: «In quell'anno - racconta padre Quai - andai in Germania dove svolsi la mia missione presso la città di Ulm. Conobbi là Ignatius: allora lui era ancora prete attivo a Roma, ed una volta all'anno veniva per un mese in Germania a sostituire i colleghi in ferie. In quell'occasione ci conoscemmo perché ospiti della stessa famiglia, e da allora abbiamo sempre mantenuto quest'amicizia». Infatti, padre Quai ha servito in Germania per ben ventisei anni, ed ogni anno per un mese aveva l'occasione di trascorrere del tempo con il suo collega siriano nelle sue trasferte tedesche. Ora finalmente, la visita tanto promessa si avvera proprio quando quest'ultimo ha raggiunto le più alte cariche nella chiesa di Antiochia, una delle più antiche fondate da San Paolo: «In realtà - dice padre Fausto Quai - gli ho sempre detto di venire a visitare il Friuli, e la sede dell'antico patriarcato di Aquileia. Poi, ora che ha assunto questo ruolo importante la sua visita si complicherà perché i controlli dovranno essere molto rigidi, ma sono molto contento di poterlo rivedere. Siamo sempre rimasti in contatto». Ignatius Youssif III sarà a Trasaghis nella sera di sabato e in quell'occasione, alle 20 e 30, si incontrerà con la popolazione e il sindaco Augusto Picco, mentre il giorno successivo celebrerà la messa alle 10 e 30: «Verso la fine di ottobre - spiega don Fausto - incontrerà papa Benedetto XVI ad Assisi: proprio in vista di questo importante incontro, ha preso l'occasione ed è partito alcuni giorni prima per passare in Friuli. È una grande persona con tanta capacità di ascolto».
            Piero Cargnelutti
          

           

      Il Lago ospita l'«incontro dei popoli per i beni comuni» - 9

      Il "Messaggero Veneto" di ieri ha pubblicato una lettera che ben sintetizza i contenuti e le emozioni del Convegno del "Centro Balducci" tenutosi sul Lago:

      Incontro a Cavazzo Una giornata indimenticabile

      Domenica 2 ottobre, mio marito e io abbiamo deciso di fare una passeggiata al lago di Cavazzo, detto anche dei tre comuni (denominazione a mio avviso riduttiva personalmente lo definirei «lago di tutti i comuni del Friuli Venezia Giulia») un angolo pittoresco della nostra regione, reso ancor più suggestivo dalla magnifica giornata di sole e da un cielo limpido, il cui blu intenso si confondeva con le varie sfumature azzurro-verde dell’acqua. E così quella mattina quasi per caso ho partecipato all’Incontro dei popoli per i beni comuni organizzato dal Centro Balducci. Oltre ad apprezzare e condividere le parole di don Pierluigi Di Piazza, ho percepito intensamente il principio di fratellanza e di solidarietà, al di sopra di qualsiasi appartenenza etnica, religiosa o condizione socio-politica. Senza nulla togliere ad alcun ospite, testimone delle realtà del proprio Paese d’origine, ci tengo a sottolineare l’intenso e commovente intervento di una persona detenuta, la quale leggendo un coraggioso quanto profondo messaggio, ha lanciato ai giovani un forte monito nei confronti delle facili illusioni (peccato che i giovani presenti fossero in bassa percentuale!!). Una giornata trascorsa in una piccola oasi di pace, senza grandi discorsi fatti di parole incomprensibili, senza bandiere o contrassegni politici, senza la tv e lo squillare incessante dei telefonini (si sopravvive qualche ora!), dove l’aquilone che volteggiava nel cielo blu e i bambini piccoli giocavano a piedi nudi sulla “Madre Terra” rappresentavano il vero e unico simbolo che dovrebbe unire tutti i popoli del pianeta: la libertà. Per quanto mi riguarda è stata una giornata indimenticabile, ricca di emozioni senza confini!
      Donatella Zanor - Tavagnacco

      (Messaggero Veneto, 19 ottobre 2011)

      Quel che si muove a ... Dalès. Gli alpini invitano a Malga Amula

      Il Gruppo Alpini di Alesso organizza una uscita a Malga Amula per celebrarvi la cerimonia di insediamento. Il programma prevede per domenica 23 ottobre il ritrovo alle 9.30 all'imbocco della strada che, in località Pidibarcjas, porta in direzione della Forcja e quindi di Malga Amula.
      Raggiunta la malga (recentemente ristrutturata), è prevista alle 10.45 l'alzabandiera e la lettura della "Preghiera dell'Alpino" cui seguiranno gli interventi del capogruppo Valentino Stefanutti e delle autorità presenti.
      Successivamente, con la visita ai locali,  sarà presa visione dei lavori effettuati dal Gruppo.
      A mezzogiorno, un rancio alpino per tutti gli intervenuti.

      La "malga Amula" si trova nell'alta Valle del Torrente Leale, su vasto pianoro  nel versante meridionale del Monte Amula che appartiene al Gruppo del Gran Pala.
      I lavori di ristrutturazione che hanno interessato sia la vecchia "casera" che il ricovero per gli animali sono stati progettati dall'Ing. Ivan Turisini di Alesso, coordinati dall'ufficio Tecnico del Comprensorio Montano e realizzati dall'impresa S.E.A. di Avasinis.
      Il costo complessivo dell'opera è stato di 123.950 Euro finanziato con i fondi Europei del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Friuli Venezia Giulia.
      Sabato 8 novembre 2003 c’era  stata l'inaugurazione, al termine dei lavori di ristrutturazione. Successivamente, sono state effettuate ulteriori migliorie all'interno dell'edificio.

      mercoledì 19 ottobre 2011

      Quel che si muove a ... Trasâgas. Visita del Patriarca di Antiochia

      Interessante appuntamento proposto per sabato e domenica dalla Parrocchia di Trasaghis, Peonis e Braulins con la collaborazione del Comune di Trasaghis: la visita del Patriarca di Antiochia che, sabato sera, incontrerà  in sala consiliare le autorità e la popolazione e domenica presiederà la celebrazione di una Santa Messa nella parrocchiale di Trasaghis.
      A fine ottobre, il Patriarca della chiesa di Antiochia sarà poi ad Assisi a confrontarsi con Papa Benedetto XVI sulle prospettive della pace nel mondo. Portandoci, magari, un suggerimento colto a Trasaghis ....

      martedì 18 ottobre 2011

      Quel che si muove ... a Vasinas. Il restauro della maina del S. Spirito

      Sabato 22 ottobre 2011
      AVASINIS
      Ore 14.30 Santa Messa ed inaugurazione restauro “Maina del Santo Spirito”


      Prima del restauro
      La Cappella votiva di Avasinis, per tutti “Maina del Santo Spirito”, è posta su un falso-piano panoramico lungo le pendici del monte Jòf ad un’altitudine di 270 mt. s.l.m., ed è raggiungibile in 10 minuti a piedi percorrendo un breve sentiero, posto a fianco della latteria di Avasinis.  La Maina fu costruita e dipinta nel 1920 dal sig. Gio-Batta Di Bez  (sopranome di famiglia : Cjamozit-Titin ) nato il 15.12.1842 e morto 23.11.1922. Gio Batta è l'autore di tutte le preziose icone che circondano Avasinis, restaurate negli ultimi anni.
      Durante i lavori
      Quello della Maina del Santo Spirito è l'ultimo dei restauri promossi dalla Pro Loco “Amici di Avasinis”. L’intervento strutturale è iniziato esattamente un anno fa grazie all'opera dei nostri volontari. Dopo la fase di intonacatura e rifacimento del tetto, la Dottoressa Michela Contessi ha provveduto alla stabilizzazione ed al ripristino dei significativi affreschi. 
      Alla fine del lavoro di restauro
      Aprendo il nuovo cancello, nel soffitto spicca una Colomba da cui partono raggi di luce. Nella immagine sulla parete sinistra la colomba veglia su un libro aperto con su scritto “Libro della sapienza intelletto consiglio scienza”. (Vecchio Testamento: Isaia 11,2) Nell'immagine centrale lo Spirito Santo illumina il mondo. Nell’ultimo riquadro invece la colomba vola sopra cinque cuori che bruciano, forse un riferimento è da vedersi nel Sacro Cuore di Gesù con la fiamma ardente dell’amore e della carità, riprendendo così l'antico detto per cui “Ad Avasinis l'amor vince sempre”. Una scritta percorre la base dei riquadri”La grazia del Spirito Santo illumini i nostri sensi e cuori”.
      Sabato 22 alle h. 14.30, una Santa Messa officiata dal Parroco Don Giulio Ziraldo e da altri sacerdoti provenienti dall'Arcidiocesi dei Udine, sancirà l'ufficiale riapertura del luogo di culto e devozione popolare. 

      (Comunicato stampa della Pro Loco di Avasinis; foto Pro Loco Avasinis e Daniele Martina)


      lunedì 17 ottobre 2011

      Quel che si muove a ... Vasinas. Sabato doppio appuntamento, tra la maina e il D.G.

      Doppio appuntamento previsto per sabato prossimo ad Avasinis, con l'inaugurazione della restaurata "maina del Santo Spirito" (la cappelletta votiva sovrastante il paese) e con la festa  che la Pro Loco ed i parrocchiani propongono per gli ottant'anni di don Giulio.

      domenica 16 ottobre 2011

      La centrale di Somplago? Compriamocela noi! - 3

      Dal sito di Legambiente, una riflessione sulla conferenza stampa dei Comitati dell'altra settimana, per un riesame del problema della proprietà degli impianti idroelettrici in Friuli.

      Chi sarà il nuovo padrone del parco idroelettrico del FVG?

      Si trascina ormai da mesi la controversia, tra Electricité de France (EdF) e gli azionisti italiani di Edison sul destino di quest’ultima, di cui EdF è l’azionista di riferimento.
      Poiché Edison è azionista al 50% di Edipower spa, la controversia ha coinvolto anche quest’ultima sino all’ipotesi di spacchettamento di essa e delle sue centrali elettriche tra i vari azionisti e nuovi soggetti interessati. Conseguentemente, gli impianti idroelettrici di Edipower nella nostra regione stanno per cambiare padrone singolarmente o in blocco.
      Mentre della controversia e del conseguente spacchettamento di Edipower hanno scritto diffusamente i quotidiani nazionali trattandosi di un settore importantissimo qual è l’energetico, si assiste ad un ingiustificato silenzio da parte della Regione Friuli Venezia Giulia, delle istituzioni, della politica, della associazioni di categoria, dei comuni sedi di impianti idroelettrici, nonostante la presenza in regione di un consistente parco idroelettrico di Edipower li coinvolga oggettivamente.

      Di fronte a tanta indifferenza i Comitati che contrastano il progetto di potenziamento della centrale di Somplago mediante pompaggio hanno assunto l’iniziativa di indire una conferenza stampa, che si è svolta mercoledì 05 ottobre ore 10, presso la sala Kugy del Palazzo della Regione in Udine, per esporre, unitamente a Legambiente FVG e al WWF, le proprie posizioni su tale importante argomento per portarlo all’attenzione delle istituzioni, della politica e della società regionale.

      Mentre è in corso il riassetto azionario dell'Edison, quindi, i colossi francesi e altri azionisti minori cercano di accaparrarsi quanti più possedimenti possibili. E poichè Edison possiede al 50% Edipower, che a sua volta possiede tutte le centrali idroelettriche sull'asta del Tagliamento e del Cellina, è chiaro che la posta in gioco è la proprietà del parco idroelettrico del FVG, capace di fornire energia a costi bassissimi rispetto a quelli delle centrali termoelettriche.
      Si chede allora Barazzutti del Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento: "Perchè la Regione non fa nulla per accaparrarsi questo ben di dio che si trova a casa nostra? Perchè non interessa a nessuno? Nemmeno agli industriali costretti a cercare corrente elettrica in Austria e in Slovenia proponendo elettrodotti deleteri per l'ambiente. Perchè nessuno fa niente, rimanendo in silenzio mentre ci portano via una delle fonti più preziose che un paese possa desiderare? Fonte d'acqua che, peraltro, è un bene comune".

      da: http://cms.legambientefvg.it/energia

      sabato 15 ottobre 2011

      Somplago: come gli artisti immaginano la Carnia del dopo-elettrodotto


      Del paventato elettrodotto "Wurmlach - Somplago" si discute da tempo ("una storia infinita", ha detto qualcuno), anche su questo Blog.

      Solitamente il discorso verte sull'economia e  sull'ecologia; può essere affrontato però anche in una chiave artistica.

      Fino al 31 ottobre (da martedì a domenica dalle ore 16 alle 19, i lunedì dalle 10 alle 12) è possibile visitare 
      presso la sede diurna del Centro di salute mentale (ex anagrafe ed ex stazione ferroviaria) in Piazzale Vittorio Veneto 
      a Tolmezzo la mostra Elettrocarniagramma che ha come tema la Carnia com’è, come l’artista immagina fosse in passato o come potrebbe diventare in futuro con la costruzione dell’elettrodotto. L’esposizione , che propone opere di 28 artisti appositamente realizzate, si propone di sensibilizzare i visitatori al territorio alla sua bellezza ed alle sue problematiche.

      Dal sito Carnia.la,  alcune immagini delle opere che rappresentano - col filtro dell'immaginazione artistica - quale potrebbe essere il paesaggio dei nostri luoghi in un prossimo domani, dopo l'elettrodotto.



      http://carnia.la/2011/10/13/%E2%80%9Coltre-il-velo-la-carnia-che-non-vediamo%E2%80%9D-nella-mostra-elettrocarniagramma/

      venerdì 14 ottobre 2011

      Bordano: strada chiusa, turisti in calo. La "lamentatio" della "Casa delle Farfalle"

      Batosta sulla casa delle farfalle

      di Lisa Zancaner

      È tempo di bilanci per la Casa delle farfalle di Bordano, ma quest'anno far quadrare i conti sarà pressoché impossibile. Il mese clou per l'attività della struttura è naturalmente agosto, quando si registra il maggior afflusso di turisti. Questa volta, però, la Casa delle farfalle ha subito un calo di circa 4000 visitatori rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e la conseguente perdita approssimativa di 40 mila euro, «cifra troppo importante per la nostra piccola realtà economica» precisa il responsabile scientifico, Francesco Barbieri. La causa? La sospensione della circolazione lungo la strada provinciale 36 che collega il comune di Trasaghis al comune di Bordano, rimasta chiusa tutto il mese di agosto per lavori di viabilità. Ora, la Casa delle farfalle è in crisi. «Il chiudere completamente la strada provinciale di Bordano, danneggia fortemente le realtà come la nostra che vivono quasi esclusivamente grazie al flusso turistico - si legge nella lettera indirizzata a Comune, Provincia e Regione in cui la Coop Pavees che gestisce la struttura lancia un sos alle istituzioni - Ci rammarica molto notare come non siano state valutate e prese in considerazione valide alternative alla chiusura completa della strada, poiché tale situazione potrebbe avere conseguenze fatali per il futuro di questa struttura e di tutte le persone che vi lavorano. Seppur amareggiati dal modo in cui questa situazione è stata affrontata - prosegue Barbieri - confidiamo in una presa di coscienza da parte delle autorità competenti e di una risposta tempestiva a quella che noi riteniamo una mancanza di attenzione e riguardo nei confronti di una struttura di valenza internazionale». Nel complesso la stagione 2011, che si chiuderà domenica, è andata bene, ma la "mazzata" di agosto inciderà sul bilancio e sulla programmazione delle attività per il prossimo anno. «Proprio ad agosto bisogna chiudere una strada che porta in una località turistica? - si chiede amareggiato Barbieri - tutte le iniziative che faremo il prossimo anno dipenderanno dalle risorse che avremo a disposizione e dall'aiuto che riceveremo».

      ("Il Gazzettino", 14 ottobre 2011)