"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

lunedì 30 aprile 2012

Itinerari valdelaghini. L'anello del Monte Cuar

Dal sito "ciclonotes", una precisa e dettagliata  descrizione di un percorso  in mountain bike da Avasinis alla malga di Monte Cuar e ritorno per malga Amula.
(http://www.ciclonotes.it/?p=2828)



Malga Cuar fra sole e neve

Giornata quasi primaverile, val la pena di pedalare verso l’alto, l’obbiettivo assieme a mio cognato è fare “una classica” indecisi fra Joanaz e Cuar puntiamo su quest’ultimo.
Si parte dal cimitero di Avasinis dove troviamo due biker friulani intenti a fare lo stesso percorso ci salutiamo dandoci, eventualmente, appuntamento più avanti. Proprio dal punto di partenza si diparte la vecchia strada provinciale abbandonata per un tracciato più sicuro e meno tortuoso che imbocchiamo puntando verso Peonis.
Il fondo è asfaltato ma bisogna dribblare alcuni massi scaricati dai versanti.
Dopo 2.8 km si sbocca sulla strada asfaltata che da Peonis porta alla località Cjanêt e alla valle del Rio Tremugna si tratta dell’inizio della salita che porterà al Cuel di Forchia.
Si seguono i tornanti della strada ricavata su una falda detritica vegetata per circa 4.5 km e quindi la si lascia imboccando a destra (sempre in salita) una strada sterrata che inizia dopo stavoli Soraclap (7.4 km dall’inizio).
La strada dal buon fondo ci porterà sino alla strada asfaltata che congiunge Avasinis a Forgaria (Figura 1).
IMG_003
Figura 1: La strada che dalla Val Tremugna sale verso il Cuel di Forchia; sullo sfondo il colle di Osoppo e la pianura friulana.
Arrivati all’asfalto si volta a destra in direzione Cuel di Forchia ossia la sella da scollinare per andare da Forgaria a Avasinis; al tornante prima della sella (Figura 2) troviamo i due biker incontrati alla partenza e ci fermiamo con loro per tirare il fiato avendo fatto 680 metri di dislivello in 10.5 km circa (pendenza media 6.5 %).
IMG_001
Figura 2: L'ultimo tornante prima del Cuel di Forchia dove, alle spalle, si diparte la strada forestale per Malga Cuar.
Siamo a quota 870 e proprio da questo punto si diparte una strada forestale che si dirige verso Malga Cuar.
L’idea è quella di scollinare i Cuel di Forchia e quindi imboccare una forestale che da Stavoli Pra Steppa si dirige verso Malga Cuvii e Malga Amula seguendo l’itinerario bene descritto nel volume di Paolo Sortino “Mountan bike sui monti del Friuli” ma i due amici non stanno molto a convincerci che val la pena, vista la giornata, puntare su Malga Cuar.
La notizia che lo sterrato ha un buon fondo fa si che il dislivello aggiuntivo non generi troppa paura anche se la stagione è appena iniziata e qualche scrupolo di tenuta ce lo facciamo.
Cominciamo a pedalare sino a un belvedere (Figura 3) che consente di assaporare le cime delle Giulie e ammirare da prospettiva, per me insolita, il lago di Cavazzo e il monte San Simeone.
Dopo 300-400 metri si giunge ad un bivio (quota 1096 m) a destra la forestale perde quota per dirigersi verso Malga Gador mentre a sinistra si continua per la Malga Cuar.
A quota 1200 metri una sorpresa, la neve, che a tratti copre la strada costringendoci in certi punti a scendere di sella (Figura 4) per evitare ruzzoloni dato che risulta ghiacciata.
IMG_002
Figura 3: Il belvedere a quota 990.
IMG_000
Figura 4: La neve incontrata a quota 1250 verso Malga Cuar.
A Malga Cuar posta a quota 1219 (Figura 5) si arriva attraverso una piacevole discesa dal punto più alto del percorso posto a quota 1271 metri (17.2 km dall’inizio) fra i pascoli che dal versante del monte scendono verso la malga.
IMG_004
Figura 5: La Malga Cuar (1219 metri).
Sulla cima del Monte Flagjel volteggiano i grifoni del centro di recupero di Cornino mentre verso est si apre uno splendido panorama verso le Giulie (Figura 6).
IMG_007
Figura 6: Lo spettacolo che si palesa dalla Malga Cuar.
Figura 7: A sinistra la strada percorsa in discesa che da Malga Cuar porta al quadrivio di quota 912 con, a destra, la forestale da imboccare per andare verso Malga Cuvii.
Alla malga torniamo a scambiare quattro chiacchere con i biker che, anticipandoci, hanno condiviso con noi la salita; questa volta non ci convincono a seguirli in un downhill attraverso il sentiero che scende dalla malga e preferiamo continuare lungo la forestale per un più tranquillo rientro e per visitare le malghe Cuvii e Amula che si trovano lungo il percorso.
Si scende su tratti anche cementati a causa delle notevoli pendenze rituffandosi del bosco sino ad arrivare ad un quadrivio di strade forestali a quota 912 metri (Figura 7 – 22 km dall’inizio).
IMG_005
Figura 7: A sinistra la strada percorsa in discesa che da Malga Cuar porta al quadrivio di quota 912 con, a destra, la forestale da imboccare per andare verso Malga Cuvii.
La prima strada a sinistra rappresenta la via da seguire, si tratta di una strada forestale che, sempre in discesa, ci conduce (segnale) a Malga Cuvii.
Dopo circa 1 km si arriva ad un tornante verso destra con, di fronte, uno sterrato che conduce alla malga. La radura dove si trova Malga Cuvii merita una breve visita ma presto torniamo sui nostri passi consci che le fatiche non sono finite.
Comincia ora un tratto vallonato con numerosi guadi che troviamo anche ghiacciati che ci costringono a scendere di sella, il problema maggiore deriva però dal fatto che sugli strappi la lunga salita fatta incomincia a farsi sentire.
Si raggiunge così Malga Amula (Figura 8 – 26.3 km dall’inizio) e la sua radura che dona la vista sul monte Cuar e la sua malga.
IMG_006
Figura 8: Malga Amula.
Da malga Amula posta a quota 732 si deve risalire sino a quota 870 su con una rampa che diventa impegnativa a causa del dislivello e dei chilometri sin qui macinati (28 km dall’inizio).
Il falsopiano in un bel bosco con vecchi stavoli ripaga delle fatiche ma la discesa che presto inizia non consente di distrarsi, anche se il fondo è abbastanza buono bisogna dosare le frenate e porre attenzione (come sempre) alle numerose scoline che consentono l’adeguato drenaggio e mantenimento del fondo.
La discesa su strada sterrata termina in località Cuel di Fari dove, dopo una breve rampa, la strada sbocca sulla strada asfaltata che collega Alesso con Forchia Armentaria (34.2 km dall’inizio).
Siamo a quota 521 e vi sono ancora poco più di 200 metri di dislivello da perdere attraverso i veloci tornanti e giungere alla strada che da Alesso ci conduce ad Avasinis e al punto di partenza in circa 3 km (40 km in tutto).
Dislivello totale: 1250 metri di dislivello circa.
Distanza: 40 km
Tempo di percorrenza: 5h 30′ ore
Pendenza media: 7%

domenica 29 aprile 2012

Bordano, le idee ed i progetti dei candidati sindaco (2)

Il Gazzettino ha, in giornate diverse, ascoltato i  due candidati a sindaco a Bordano, raccogliendone idee, progetti, programmi.

Sabato 21 era uscita l'intervista al sindaco uscente, Gianluigi Colomba:


Ieri, invece, è stata la volta dello sfidante, Valter Stefanutti:




-----------------------------

Confidiamo che i lettori del Blog, e in particolar modo gli elettori del Comune di Bordano, apprezzino lo sforzo intrapreso per riportare, nell'equilibrio e nell'imparzialità più assolute, l'eco del dibattito in corso relativamente all'imminente rinnovo del consiglio comunale di Bordano. Oltretutto, da qualche settimana Il Gazzettino non mette più in rete i testi dei propri articoli, per cui bisogna acquistare il giornale, fare la scansione dell'articolo, etc.

sabato 28 aprile 2012

Letture valdelaghine. Un romanzo ispirato alle vicende del forte di Monte Festa


“Eroi senza vittoria”, un   romanzo storico di Emanuele Facchin sull'assedio del forte di Festa nel 1917

Martedì 1 maggio alle ore 18, presso la Taberna Borgat in piazza Mazzini, 8 a Tolmezzo, sarà presentato il libro “Eroi senza vittoria” edito da La Nuova Base editrice e scritto da Emanuele Facchin.
Si tratta di un romanzo storico che racconta le vicende accadute sul Monte Festa,  durante la prima guerra mondiale nei giorni della invasione dopo lo sfondamento di Caporetto.
La presentazione, che vedrà la partecipazione delle autorità locali e dell’editore, avverrà tramite la visione di alcuni contributi video e fotografici sul forte stesso, che è stato testimone di una di quelle pagine di storia minore che danno l’opportunità di approfondire temi e accadimenti considerati marginali dalla storiografia maggiore. L'editore sottolinea che "nell'approssimarsi del centenario della prima guerra mondiale, c’è infatti la necessità di riprendere in mano pagine sbiadite dal tempo e dalla semplificazione, affinché ritornino a far parte a pieno titolo di quella coscienza storica che ci è necessaria per il futuro e che diviene strumento di identità per le popolazioni locali". (www.lanuovabase.com)


venerdì 27 aprile 2012

Bordano, le idee ed i progetti dei candidati sindaco

L'ultimo numero de "La Vita cattolica" dedica un ampio servizio alla sfida elettorale in corso a Bordano, presentando programmi e contenuti proposti dai due candidati sindaco.


Elezioni, in campo Colomba e Stefanutti

(…) Gianluigi Colomba, sostenuto dalla lista civica «Insieme per Interneppo e Bordano» torna, dunque, in corsa per la massima carica del Comune e lo fa, sottolinea, «nel segno della continuità». Tra le priorità del suo programma l’attenzione alle problematiche sociali in un periodo dove è la crisi economica a farla da padrona, con la riproposta dei lavori di pubblica utilità per chi ha perso l’impiego.
Il capitolo «turismo», per Colomba, fa rima sia con la «Casa delle farfalle» (verrà riproposto il bando per la realizzazione dei murales), «struttura con la quale continuerà la collaborazione», ma anche con lo sviluppo di nuovi sentieri «per invogliare chi arriva in paese a visitare i nostri territori». Si punta pure al progetto di un’area di decollo e atterraggio per il volo libero (inserito nel programma di «Gemona, città dello sport e del benstare»), mentre nel capitolo «opere pubbliche», dopo la realizzazione della sede della protezione civile e la riqualificazione urbana (previsti anche due parchi gioco a Bordano e Interneppo), opere queste già finanziate, si cercherà una soluzione al problema dell’allagamento di alcune case, nell’area del Municipio, in caso di precipitazioni abbondanti (si pensa a un canale scolmatore). Un occhio di riguardo sarà rivolto anche al risparmio energetico (illuminazione pubblica a led) e al rilancio della zona industriale.
Capitolo questo che per il candidato  Valter Stefanutti, sostenuto dalla «Lista civica per il comune di Bordano» (nata nel 1985), è in cima alle priorità.
Parla di canoni d’affitto agevolati per le imprese che scelgono di insediarsi nell’area del polo elettronico (che in passato occupava un’ottantina di addetti), snellimento di pratiche burocratiche e banda larga: «Dobbiamo fare in modo che chi arriva a investire a Bordano lo faccia perché il luogo è all’avanguardia», dice. Si lavorerà anche per rendere sempre più appetibile «l’ambiente favoloso che ci ritroviamo»; grazie alla Casa delle farfalle, al Lago dei tre Comuni, al completamento dell’Orto botanico, si cercherà di trasformare l’alto movimento di turisti, che già c’è, «in ritorno economico», «aiutando e stimolando i concittadini a diventare imprenditori di se stessi» (mediante la creazione di bed and breakfast, servizi di guide turistiche, esercizi pubblici).
Per le politiche sociali giovani e concittadini anziani interagiranno per avviare progetti in tandem, non solo in occasione di eventi sporadici. E c’è anche la proposta di inserire l’infermiere di comunità e di «snellire» gli zaini scolastici dei bambini, fornendo moderni ipad al posto dei pesanti libri. L’attenzione alle opere pubbliche sarà collegata alla disponibilità di fondi, ma uno degli impegni «è quello di abbattere tutte le barriere architettoniche». 
Tra i punti previsti anche la realizzazione di impianti eolici, mentre spicca la contrarietà al progetto di raddoppio della centrale idroelettrica di Somplago: «C’è il rischio, così dicono gli studi attuali, che oltre alla devastazione del lago, la nuova galleria possa intercettare la falda naturale e lasciare senz’acqua ben cinque paesi».
                                                              M.P.



(La Vita Cattolica n. 17, 26 aprile 2012

giovedì 26 aprile 2012

Voli sul Lago, splendidi; atterraggi .... più in là?

C'è attesa per la manifestazione "Aperitivolando" promossa da varie associazioni per sabato prossimo, dalle 13, sulla riva ovest del Lago. In particolare,sarà senz'altro spettacolare la dimostrazione di volo in parapendio prevista per le 17. Si tratta senz'altro di iniziative  che possono contribuire a creare occasioni di richiamo.


Rimane ancora da capire, però, come si sviluppa il discorso  dell'area di atterraggio, di cui si sentono voci diverse, come quelle che dicono che è prevista la realizzazione di un grande terrapieno in pietrame a incunearsi nel Lago nella zona della foce del Rio da Cot. Osservando per esempio  il progetto "Gemona città dello sport", cui Trasaghis aderisce,  (scaricabile dal sito http://www.contegemona.it/Testi/Gemona_Citta_dello_Sport_Low_res.pdf ) si può verificare che effettivamente qualcosa c'è che bolle in pentola. Si parla di un incontro dell'ottobre 2010 dove è stata auspicata la costruzione di un terrapieno  a bordo lago per ricavare un'area di atterraggio, individuata tra la foce del rio da Cot ed il Camping.  




Sarebbe auspicabile sapere se tale idea va avanti, se è concreta  ... Cun dut il puest che al è - dice qualcuno - covèntia  robâ aga dal lâc?
Sarebbe interessante saperne qualcosa.

mercoledì 25 aprile 2012

100mila visualizzazioni per il Blog. Grazie!


Non siamo dei patiti delle statistiche nè della audience. Può essere però interessante segnalare quello che gli inflessibili strumenti di registrazione automatica hanno marcato  per oggi, cioè che sono state raggiunte e superate le centomila visualizzazioni di pagine del Blog.  E' un dato che, all'inizio di questa avventura, non sarebbe stato nemmeno lontanamente ipotizzabile e che non può che riempire di soddisfazione.
La crescita costante di interesse verso le proposte del Blog  (uno dei pochi spazi aperti di discussione sulle problematiche della Valle del Lago) offre  motivo di  slancio al Blogger per proseguire su questa strada. Con un doppio auspicio: l'ulteriore aumento dei commenti costruttivi e la possibilità di allargare le collaborazioni esterne con il contributo di altre persone sensibili nei confronti di queste tematiche.

Sempre per soddisfare una legittima curiosità, ecco la "classifica" degli argomenti che hanno suscitato sinora il maggiore interesse:


02/ott/2011, 45 commenti
370 Visualizzazioni di pagine
30/nov/2011, 41 commenti
354 Visualizzazioni di pagine
25/ago/2011, 27 commenti
284 Visualizzazioni di pagine
25/lug/2010, 23 commenti
258 Visualizzazioni di pagine
14/ott/2011, 25 commenti
253 Visualizzazioni di pagine



martedì 24 aprile 2012

Si riparla dell'acqua del Lago per il Consorzio Ledra - Tagliamento (3)


Era il 2 agosto del 2006, quando l'allora presidente della Camera di Commercio di Udine, ing. Valduga, formulò, sul Messaggero Veneto,  la proposta di giungere alla "realizzazione della condotta di collegamento dallo scarico del lago di Cavazzo al sistema del Canale Ledra Tagliamento, opera inserita nel piano decennale delle opere di bonifica e necessaria per evitare fenomeni di dispersione di acqua stabilizzando i flussi destinati anche al funzionamento degli impianti di produzione di energia idroelettrica".

Nel giro di poche ore il Sindaco di Trasaghis, che era allora Ivo Del Negro, in una pronta risposta, dopo aver richiamato i precedenti storici del problema, ribadì: "Se acqua si vuol prendere (come si va ribadendo da decenni), si utilizzi pure quella che l’Enel fa arrivare alla centrale di Somplago: anziché immetterla nel lago, si trovino i mezzi e le modalità di farla arrivare ai campi del Consorzio Ledra Tagliamento (si è dibattuto a lungo, individuando varie modalità attuative per realizzare un apposito “by pass”).
Otterremmo così di placare la sete delle campagne e ripristineremmo una invidiabile condizione naturalistica al Lago, migliorandone la qualità delle acque, aumentandone la temperatura, stabilizzandone i livelli".
E, nel giro di pochi giorni, lunedì 7 agosto, presso la sala consiliare del Municipio di Trasaghis, venne poi organizzata dai Sindaci perilacustri una riunione alla quale  vennero invitati la Provincia di Udine, le due Comunità Montane ed i consiglieri regionali eletti nella circoscrizione di Tolmezzo
Intervennero allora, fra gli altri, l'Assessore Provinciale Enore Picco, il Consigliere dell'Ente Tutela Pesca Claudio Polano, i  consiglieri regionali Virgilio Disetti, Renzo Petris e Patrizia Della Pietra, il sindaco di Amaro Tomaciello per la Comunità Montana della Carnia, l’assessore Floreani per Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale,  i consiglieri comunali  Buzzi per Bordano e Cucchiaro per la minoranza consiliare di Trasaghis, il presidente dell'Associazione sindaci del terremoto Franceschino Barazzutti …. a sostenere le ragioni dell’opposizione al prelievo e della battaglia sostenuta dalle amministrazioni comunali rivierasche.

Si è riproposto questo "amarcord" (interessante anche nel sottolineare come le dichiarazioni del sindaco di Trasaghis del 2006 verrebbero oggi, con ogni probabilità,  convintamente sostenute dai Comitati) per sottolineare quale mobilitazione di energie e di pensiero ci fosse stata nel 2006 di fronte a una "semplice" presa di posizione del presidente degli industriali.


Oggi, quando addirittura la Giunta Regionale riprende e sostiene la richiesta del Consorzio di dare attuazione pratica al prelievo delle acque del Lago, quale è l'opinione delle Amministrazioni comunali di Bordano, Cavazzo e Trasaghis?
                                                                                       (A&D)


Sul "canale Sade" la possibile derivazione è prevista da decenni....