"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

martedì 30 settembre 2014

L'ospedale di Gemona e .... di là da l'aghe

Riceviamo e pubblichiamo:

OSPEDALE SAN MICHELE: PERCHÉ TANTO SILENZIO NELLA VALLE?

   
 E’ assordante il silenzio della nostra valle sulla vicenda dell’Ospedale San Michele! Un silenzio da cui derivano, inequivocabilmente, esaustive risposte sul perché il nostro territorio è sottoposto a continue rapine ed angherie gratuite verso questo Friuli,  pur laborioso quanto, ahimè, silente e troppo accondiscendente.
    Giorni fa pubblicai sul Blog “Alesso e dintorni” un articolo con un titolo provocatorio: “Non voglio morire gemonese” il quale, partendo dalla situazione socio – economica generale ove ormai tutto si basa sull’attivo di bilancio,  finiva con il prendere atto dell’attuale pesante carenza di proposte politiche locali.
     Ovviamente il crapone di turno, fermandosi al solo titolo ed incapace di addentrarsi più a fondo nel mio pensiero, lo tacciò subito di becero campanilismo.
     Probabilmente questo lettore è lo specchio di quanto oggi il mercato politico offre alla piazza: ossia semplici manovratori di carri bestiame, (la gente), da smistare al macello di turno.
      Così, come i polli di Renzo di manzoniana memoria, continuiamo a beccarci su futilità di nessun avvenire non accorgendoci del baratro cui va incontro il nostro disastrato territorio, ormai allo sbando e alla mercè dei politici di rango asserviti e proni ai poteri economici che hanno preso il sopravvento.
     Territorio, energia, industrie, scuole e, infine, anche la sanità, tutto deve garantire “l’utile”, ben sapendo che in alcuni campi, come l’istruzione o la salute, nemmeno il pareggio di bilancio potrà mai elargire un livello di servizio accettabile per tutti: soprattutto per i non abbienti.
      Mi chiedo allora dove sia finita la politica locale che un tempo era pronta a movimentare la gente in difesa della propria casa!
     Una casa che non deve essere solo il trampolino di lancio per guadagnarsi una paghetta mensile immeritata, bensì il luogo dove la propria famiglia deve crescere e vivere in modo decoroso, con dignità e con servizi all’altezza per quanto ognuno di noi, con le tasse sempre più gravose, contribuisce a mantenerla.
      Invece ci troviamo di fronte a politici silenziosi ed appiattiti su ogni problema i quali, al massimo, stabiliscono di volta in volta ove trasferire i servizi divenuti troppo esosi da fornire ai propri cittadini diradatisi al tempo degli sprechi, non accorgendosi che una casa non è fatta solo di mura, ma anche di carne umana con i bisogni basilari di cui necessita.
     Guardando indietro nel tempo mi sto accorgendo sempre più che, forse, il terremoto non ha portato solo distruzione e morte, ma anche uno sviluppo socio-economico troppo veloce perché la nostra popolazione e soprattutto i politici locali, fossero capaci di prendere atto dei cambiamenti repentini che ciò comportava, quindi impreparati a guidare questi paesi verso un futuro che, di norma, e qui sta il vero senso della parola politica, prevedesse anche l’avvento di periodi di crisi.
     Il mio: “non voglio morire gemonese”, era dunque un grido per rompere questo silenzio! Un invito a far quadrato affinché insieme, uniti dagli enormi problemi tutt’ora presenti che non possono essere semplicemente scaricati sulle spalle di chi sembra più forte, dovrebbero essere condivisi tra tutti alla ricerca di comuni soluzioni.
     Non è giusto dunque, né tantomeno corretto, lasciare oggi quasi solo il più grande Comune della pedemontana, ma tutti noi dovremmo far quadrato per salvare non una struttura sprecona, ma un polo la cui presenza è garanzia di maggior attenzione proprio verso chi al momento è costretto a farne uso e di cui, tutti noi prima o poi, avremo bisogno.
     Non vengano dunque a raccontarci che questa struttura è sovradimensionata rispetto alla popolazione per cui và accorpata, bisognerebbe che questi calcolatori  pensassero anche alla vastità del territorio da essa servito, perché la sua scomparsa un domani significherà, in momenti di estrema emergenza, farsi 20 chilometri o più  per raggiungere il primo centro di soccorso con tutti i rischi che ciò comporterà.
           
Dino  RABASSI (Membro del Comitato a difesa e sviluppo del lago ed ex Sindaco di Trasaghis)
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E da Claudio Polano, del Comitato per la salvaguardia dell'Ospedale San Michele, riceviamo una cronaca della manifestazione di protesta svoltasi questa mattina a Trieste:

 Quattrocento persone e una ventina di sindaci presenti alla manifestazione contro la riforma sanitaria. Più di 7000 le firme della petizione a difesa degli ospedali di Gemona e Cividale 

TRIESTE- Stamattina, erano più di quattrocento le persone della Montagna friulana che si sono riunite di fronte al Consiglio regionale per rivendicare il diritto alla salute uguale per tutti. Un principio negato dalla riforma sanitaria Serracchiani – Telesca. Partiti da Gemona con 7 corriere prima dell'alba, i manifestanti provenienti dal Gemonese, sono stati raggiunti in piazza Oberdan da un nutrito gruppo del Cividalese e dei Comuni delle Valli del Natisone. Con loro, diciannove Sindaci che, indossando la fascia tricolore, hanno voluto testimoniare la loro contrarietà al suddetto disegno di legge. La mattinata è iniziata verso le ore 9, in concomitanza dell'arrivo dei Consiglieri regionali, impegnati in settimana nella discussione e nella votazione del ddl 59. Di fronte alla folla, che brandiva striscioni con slogan contro la riforma e cartelli raffiguranti i volti dei consiglieri regionali per richiamarli a un atto di responsabilità, si sono susseguiti gli interventi dei rappresentanti dei Comitati del  Coordinamento contro la riforma e degli Amministratori, Sindaci e Consiglieri regionali. 
A essere evidenziata, l'iniquità della riforma, che priverà tutti i territori a nord di Udine ( vedi cartina a fianco), dalla montagna pordenonese a quella cividalese, degli ospedali di Maniago, Gemona e Cividale, lasciando come unico presidio ospedaliero quello di Tolmezzo. "Noi non vogliamo diventare cittadini di serie B, paghiamo le tasse come a Udine e Trieste e rivendichiamo il mantenimento della attuali strutture sanitarie esistenti. Queste, seppur depauperate in questi anni di alcune funzioni e servizi, rimangono un baluardo indispensabile per le nostre comunità e non devono essere ulteriormente ridotte". Particolarmente sentito e applaudito l'intervento di Alessia Cargnelutti, Sindaco dei ragazzi di Gemona. É seguita un'audizione dei rappresentanti dei Comitati con il Presidente del Consiglio regionale Franco Iacop e i Capigruppo consiliari, a cui hanno partecipato i Sindaci presenti. In questa occasione è stato chiesto di applicare il “ Patto per la Salute “, emanato dal ministro Lorenzin, che prevede la tutela degli ospedali delle zone economicamente e socialmente svantaggiate. "Si tratta di una decisione meramente politica, che spetta al Governo regionale e alla maggioranza di centro sinistra che lo sostiene" sottolineano dal Coordinamento. Sempre al presidente Iacop, nel primo pomeriggio i Comitati hanno consegnato una petizione popolare di più di 7000 firme per chiedere il mantenimento di ospedali per acuti a Gemona e Cividale.


"Puliamo il mondo" dal Tagliamento ad Avasinis, dal Palar al Lago

Tante le iniziative promosse da Legambiente all'interno delle proposte di "Puliamo il mondo". In zona, il Comune di Trasaghis ha collaborato con Legambiente del Gemonese, attraverso interventi sul Tagliamento, sul Palar ad Alesso e ad Avasinis. E' stata attivata anche la Squadra di protezione Civile comunale.


Domenica 28, Trasaghis. Più di 50 persone che hanno operato in 3 aree: Braulins. il Palâr e ad Avasinis. Una pastasciutta offerta dalla famiglia Pisu ha concluso questa “prima volta” del Comune di Trasaghis. Un ruolo molto importante lo ha avuto l’assessore all’ambiente nel favorire una partecipazione così numerosa.
Il Presidente del Circolo di Legambiente, Sandro Di Bernardo, è soddisfatto del coinvolgimento di istituzioni e persone e auspica che nel prossimo futuro migliori la cura di quella risorsa unica e strategica chiamata ambiente.



(da "Pense e Maravee")

Il Comune di Cavazzo ha invece collaborato con Legambiente della Carnia per una serie di interventi sulle sponde del Lago.


Successo per "Puliamo il Mondo" sul Lago di Cavazzo

Successo per
Anche sul Lago di Cavazzo, il più vasto bacino naturale della nostra regione, si è svolto con successo, domenica scorsa, “Puliamo il Mondo”, la più grande iniziativa di volontariato ambientale che si svolge sul nostro pianeta.

Proseguendo un intervento di pulizia iniziato nel marzo scorso, i volontari di Legambiente, supportati dai giovani dell’Associazione Econoise di Tolmezzo e con l’apporto fondamentale dell’Associazione Nautilago e del Gruppo Speleologico Carnico, hanno bonificato alcune zone lungo la riva occidentale, caratterizzate dalla presenza di rifiuti abbandonati. Particolarmente impegnativo il recupero effettuato lungo uno sperone roccioso, che ha richiesto una calata in sicurezza con corde e l’appoggio di un’imbarcazione per l’accumulo ed il trasporto del materiale.

Si è trattato di una bella giornata sul Lago e di una bella giornata per il Lago, che ha avuto anche l’adesione del Comune di Cavazzo Carnico.

Nonostante l’impegno dei volontari non tutto il lavoro è stato però portato a termine e già si prevede un nuovo appuntamento nella prossima primavera per ripulire la scarpata sottostante il viadotto autostradale ed il canneto sud.
(da Radio Studio Nord)

lunedì 29 settembre 2014

Cjavaç, una giornata dedicata al forte di Monte Festa

Domenica 28 settembre, a partire dalle 11.00, presso   i locali dell’ex latteria a Cavazzo Carnico,  si è tenuta l’inaugurazione della mostra permanente dedicata al Forte del Monte Festa.
La mostra, realizzata con fondi europei per il tramite di Euroleader nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013, è il frutto della partecipazione del Comune di Cavazzo Carnico a uno specifico bando per il quale è stato presentato un progetto per la promozione culturale, turistica e didattica del Forte.

È stata allestita con diversi pannelli fotografici, video, suppellettili e, in particolare, con un apposito software che ricostruisce virtualmente il Forte del Monte Festa consentendo così di fare un viaggio virtuale al suo interno.


Questo evento rappresenta anche un’occasione per il comune di Cavazzo Carnico di ricordare il centenario della Grande Guerra e l’eroica difesa del Forte avvenuta nel 1917 (particolare spazio, nel percorso espositivo, è stato dedicato alla vicenda militare ed umana del comandante del forte nel 1917, il capitano R. N. Winderling)..
Proprio per dare risalto a questa importante ricorrenza, oltre alla presentazione del progetto e all'illustrazione delle attività turistico-culturali ad esso collegate, si è tenuta in mattinata una conferenza del Prof. Enrico Folisi. In seguito, nel pomeriggio,  c'è stata la possibilità di  recarsi sul Monte Festa tramite delle navette fuoristrada messe a disposizione dal Comune per l’occasione: una proposta che ha incontrato l'interesse di numerose persone.

Forte del Monte Festa (1923)Il Forte del Monte Festa è una delle più suggestive opere militari legate alla Grande Guerra presenti in Friuli Venezia Giulia. A 980 metri s.l.m. si iniziano a vedere i primi resti del complesso: i ruderi di alcune casermette, i magazzini, le stalle e gli alloggi dei soldati.
Superati questi, la strada prosegue verso la cima con le due batterie corazzate, i montacarichi e i depositi per le munizioni. Si possono infine visitare altre gallerie e ricoveri prima di arrivare sul piazzale sommitale da cui si domina l'ingresso della Carnia, della Val Fella e l'intera Val del Lago.
Facente parte del sistema difensivo dell'Alto Val Tagliamento ­ Val Fella, venne costruito nel 1910 e viene ricordato per la storica difesa del Monte Festa in cui, comandati dal Capitano Riccardo Noël Winderling, 200 uomini riuscirono a bloccare per una settimana la discesa dei soldati imperiali che avevano sfondato a Caporetto (dal sito www.fortemontefesta.it )

domenica 28 settembre 2014

Una pagina web e una riunione informativa sul prossimo sfangamento di Verzegnis

Il "Servizio disciplina servizio idrico integrato, gestione risorse idriche, tutela acque da inquinamento"  della Regione Friuli V.G. ha predisposto una pagina internet dedicata ai lavori nel bacino di Ambiesta.
L'obiettivo è quello di "fornire trasparenza, informazione e conoscenza, sia per quanto concerne le attività in fase di svolgimento nel bacino dell'Ambiesta e a valle", nel territorio dei Comuni di Verzegnis, Tolmezzo, Cavazzo e Trasaghis, sia per "informare la popolazione del costante controllo messo in campo dall'amministrazione regionale, in collaborazione con ARPA ed ETP".

Nella pagina principale sono riassunte le principali informazioni; a lato sulla destra sono disponibili i documenti ufficiali (Piano Operativo, Piano di Monitoraggio e decreti di approvazione), nonchè degli approfondimenti.
Di settimana in settimana  è prevista la pubblicazione di un bollettino con il riepilogo delle attività svolte e qualche dato tecnico, "in modo trasparente e chiaro".

Il link della pagina è: http://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/ambiente-territorio/tutela-ambiente-gestione-risorse-naturali/FOGLIA202/FOGLIA21/ .

E Venerdì sera i tecnici regionali e l'Assessore Vito hanno illustrato a Verzegnis le modalità del prossimo sfangamento:

Verzegnis: al via i cantieri per la rimozione selettiva dei sedimenti presenti nel Bacino dell’Ambiesta

Tutto è pronto per dare inizio ai lavori di rimozione selettiva dei sedimenti presenti nel Bacino dell’Ambiesta (Lago di Verzegnis). A dirlo è l’assessore regionale all’Ambiente ed Energia, Sara Vito, che prima di far partire i cantieri ha voluto presentare il progetto esecutivo nella sala consiliare del Comune di Verzegnis, alla presenza del sindaco della locale comunità, Renzo Lunazzi, e del sindaco di Cavazzo Carnico, Gianni Borghi. La rimozione dei sedimenti nel Lago di Verzegnis in prossimità della diga di sbarramento è un’opera inderogabile, necessaria per mantenere l’impianto in sicurezza ed evitare l’ostruzione dello scarico e della presa. L’intervento, inoltre, è previsto da una specifica prescrizione dell’Ufficio Tecnico delle Dighe di Venezia. Vito ha sottolineato come il progetto definitivo sia frutto di un “percorso partecipato che ha coinvolto le Amministrazioni comunali, le organizzazioni di tutela ambientale, i comitati spontanei, il concessionario e gli uffici regionali in un lungo lavoro di perfezionamento e miglioramento del progetto originario”. Ciò ha consentito di individuare delle soluzioni tecniche innovative, tali da ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente e sull’ecosistema. La rimozione dei sedimenti è, infatti, un’operazione delicata, che deve essere condotta correttamente per non causare danni ambientali. Per questo è importante il ruolo della Regione nel regolamentare nel dettaglio le modalità di asportazione dei sedimenti. “La Regione ha voluto che tutta l’operazione fosse il più trasparente possibile. Tutta la documentazione del progetto è infatti già presente sul sito web; inoltre, i cittadini verranno costantemente informati sull’andamento dei lavori tramite un bollettino periodico realizzato dai tecnici della Direzione Ambiente”. 
Nel corso dell’incontro il piano di rimozione è stato spiegato in dettaglio. Esso prevede il posizionamento nel lago di Verzegnis di una chiatta dotata di una pompa che aspirerà i sedimenti a 50 m di profondità. Il sedimento fangoso, opportunamente diluito, verrà scaricato a valle della diga nel Torrente Ambiesta, per poi confluire nel Tagliamento. Al fine di ridurre l’impatto ambientale è già stato attivato un sistema di monitoraggio con stazioni sull’Ambiesta, sul Tagliamento e sul lago di Cavazzo. Il sistema prevede l’acquisizione di dati in continuo sulla presenza di solidi sospesi e di ossigeno disciolto. Dal punto di vista operativo i lavori dovrebbero iniziare nei primi giorni di ottobre e concludersi entro il 15 dicembre, per non interferire con i cicli riproduttivi dell’ittiofauna. In conclusione l’assessore Vito ha voluto sottolineare “l’eccellente lavoro svolto da tutti gli uffici regionali coinvolti nella realizzazione del piano, impegno che continuerà fino al completamento degli interventi con una precisa e puntuale informazione al pubblico”.
(comunicato RAFVG)

sabato 27 settembre 2014

Domenica "Puliamo il mondo" sul Tagliamento, sul Lago e e nelle piazze dei paesi


 

PULIAMO IL MONDO NEL GEMONESE

LEGAMBIENTE (Circolo della Pedemontana gemonese), con i Comuni di Gemona del Friuli, Trasaghis e Venzone, in collaborazione con Coordinamento delle Associazioni Culturali e di Volontariato Sociale di Gemona del Friuli, presenta un programma di attività per Puliamo il Mondo (28 Settembre) e non solo:



 Domenica 28 settembre 2014, dalle ore 9.00
Gemona del Friuli, Trasaghis, Venzone

PULIAMO IL MONDO GEMONA DEL FRIULI
Via delle Roste, area del Rio Grideule
In collaborazione con il CAI – Club Alpino Italiano Sezione di Gemona del Friuli
Coordinamento: Sandro Cargnelutti, 335.6893570

TRASAGHIS
Sponde del Tagliamento e frazioni 
Ritrovo sulle piazze alle 9
Coordinamento: Stefania Pisu, 342.1552078

VENZONE
Area SIC - Rivoli Bianchi
Coordinamento: Mauro Valent, 334.6367866

CAVAZZO        

Sponde del Lago di Cavazzo / Tre Comuni
             
Legambiente della Carnia chiama invece i volontari DOMENICA 28 settembre alle 9.30 davanti alla centrale di Somplago. Da qui si partirà per la pulizia nelle zone del viadotto autostradale sul Lago e nelle zone del Parco Botanico e della Cascata da Pile sotto Interneppo.                                    

Da sabato 22 a domenica 30 novembre 2014, Trasaghis, Sala consiliare
MOSTRA, CONVEGNI, RIFLESSIONI E PROPOSTE…

Venerdì 10 ottobre 2014, ore 20.30
Gemona del Friuli, Auditorium San Michele
STORIA, GEOLOGIA E VALORE DELLA GRIDEULE PER I GEMONESI
A cura dell’Associazione storico-archeologico-culturale «Valentino Ostermann» e del geologo Federico Sgobino

venerdì 26 settembre 2014

Domenica a Cavazzo l'inaugurazione della mostra sul forte di Monte Festa

Domenica 28 settembre dalle ore 11:00 a Cavazzo Carnico presso i locali della ex latteria, verrà inaugurata la mostra permanente dedicata al forte di Monte Festa e agli uomini che vi combatterono nel 1917.
La mostra, realizzata con fondi europei per il tramite di Euroleader nell'ambito del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013, intende essere il primo passo per un'adeguata promozione del sito storico e delle altre bellezze che l'intera Val del Lago può offrire al visitatore.
La mostra è composta da pannelli fotografici che permettono al visitatore di effettuare un'escursione ad immagini sul forte, ed è corredata da una ricostruzione virtuale dell'opera che permette un viaggio interattivo nelle strutture militari così come erano al tempo della grande guerra. Nella giornata di domenica l'associazione "Amici della Fortezza di Osoppo" accompagnerà i visitatori alla mostra che verrà contestualizzata da un intervento del prof. Enrico Folisi a cui seguirà, nel pomeriggio, la partenza dei fuoristrada per la visita al forte.
                                                       Monte_Festa dall'alto

Questo il programma nel dettaglio:

Domenica 28 settembre 2014
dalle ore 11:00 in Via San Rocco, 3 - a Cavazzo Carnico
Inaugurazione della mostra permanente sul forte di Monte Festa
programma: 
ore 11.00 apertura mostra 
ore 11.30 saluto autorità 
ore 12.00 presentazione modello virtuale 
ore 12.30 conferenza prof. Enrico Folisi 
ore 13.00 Rinfresco

dalle ore 14.00 alle ore 18:00
Visite accompagnate al forte con mezzi fuoristrada

ore 15.00 presentazione del video promozionale
"Cavazzo Carnico e il forte di Monte Festa"

Durante tutta la giornata l'associazione "Amici della fortezza di Osoppo" accompagnerà, in divise dell'epoca, i visitatori alla mostra.
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Ulteriori informazioni sono consultabili nei siti internet www.comune.cavazzocarnico.ud.itwww.fortemontefesta.it oppure possono essere richieste telefonando ai numeri 0433 487400 – 0433 487990.

Disfide bordanesi. "Pavees" replica a "Farfalle nella testa"

Come era ampiamente prevedibile, alla coop. "Pavees", che ha gestito sino a pochi mesi addietro la "Casa delle Farfalle" di Bordano, non sono andate giù le dichiarazioni rese l'altro giorno dalla cooperativa che ha ottenuto la gestione della struttura, "Farfalle nella testa": la replica è a tutto campo, dalla difesa del proprio operato alle critiche alla gestione del bando rivolte al Comune di Bordano.

Bordano, la guerra delle farfalle; Pavees: “Nessun incarico conferito”


Al momento non è ancora avvenuta l’aggiudicazione definitiva relativa alla gara per la concessione della Casa delle Farfalle e il Comune non ha ancora fornito i verbali e gli atti relativi alla gara di concessione a seguito delle 2 istanze di accesso agli atti presentate dalla cooperativa Pavees nelle date 14 luglio e 8 settembre 2014.
Riteniamo opportuno ricordare inoltre che il primo appello a Regione e Provincia, per garantire la continuità del servizio, è stato fatto proprio da Pavees in data 21 gennaio 2014 in quanto erano imminenti la scadenza del contratto e le prenotazioni delle scolaresche; appello, purtroppo, rimasto inascoltato dall'Amministrazione comunale.
La responsabilità per lo stallo allo stato esistente ricadono interamente sulle spalle dell’amministrazione comunale di Bordano che, non solo, come ragionevolezza avrebbe voluto, non ha inteso garantire una proroga del contratto di concessione esistente sino all’espletamento ed alla conclusione della nuova gara, ma sta anche prolungando, oltre ogni limite di ragionevolezza, i tempi per la conclusione della procedura.
Inoltre, il protrarsi delle verifiche prodromiche all’assegnazione definitiva dell’appalto, ancora in corso a più di un mese dall’assegnazione provvisoria, segnalano, forse, qualche difficoltà nella dimostrazione dell’esistenza di tutti i requisiti di legge per la stipula del contratto.
In questi ultimi mesi la cooperativa ha scelto di non pronunciarsi su quello che stava accadendo nei dintorni, cercando di concentrarsi sulla valorizzazione del grande lavoro fatto in questi anni con la presentazione dell’offerta per la nuova gara, nonostante le pressioni, le difficoltà e gli ostacoli. La Pavees conosce molto bene le attività promozionali necessarie per mantenere la struttura. Dopotutto portare 600.000 visitatori in 10 anni nel comune di Bordano non è stata sicuramente un passeggiata.
Questa situazione, oggi, ha superato ogni limite di decenza e la verità è che la seconda struttura più visitata in regione è ancora chiusa e i danni economici e d’immagine subiti in questo ultimo anno non hanno prezzo e non sono nemmeno quantificabili. Si ricorda inoltre che nel 2013 la Pavees ha dato lavoro a una decina di persone a contratto e a una quarantina di collaboratori esterni.
Dalle dichiarazioni il presidente di Farfalle nella Testa sembra sottintendere che la colpa della chiusura e del protrarsi della verifica degli atti di gara sia di Pavees.
Riteniamo inaccettabile tale accusa, così come le critiche sotto il profilo etico: gli animali non sono e non saranno mai strumentalizzati da Pavees che ha ritenuto opportuno mantenerli presso la struttura al fine di evitare qualunque situazione di stress dovuta a spostamenti affrettati (non essendosi ancora conclusa la gara) e quindi ha garantito alti livelli di benessere.
La licenza di giardino zoologico per la gestione della struttura è intestata alla Pavees che non può assolutamente affidare un animale pericoloso come “Coco”, il caimano nano di cuvier, a persone/cooperative non in possesso della sopracitata licenza. Al momento Pavees, a tutela degli esemplari ospitati, sta svolgendo le seguenti attività specifiche:
· Ospita gli animali in condizioni volte a garantire il loro benessere ed a soddisfare le esigenze biologiche e di conservazione delle singole specie, provvedendo ad arricchire in modo appropriato l'ambiente delle singole aree di custodia, a seconda delle peculiarità delle specie ospitate;
· Prosegue i progetti di ricerca scientifica già avviati;
· Mantiene un elevato livello qualitativo nella custodia e nella cura degli animali attraverso programmi di prevenzione e cura veterinari, e fornendo una corretta alimentazione.
Pertanto non si ritiene necessario giustificare ulteriormente qualsiasi scelta effettuata, non è accettabile qualsiasi accusa alla nostra compagine; la responsabilità dello stallo attuale è tutta del Comune di Bordano, che non ha nemmeno concluso la procedura di verifica del patrimonio esistente, al fine di un eventuale passaggio di consegne.
Dopo un anno di sacrifici per il mantenimento in vita della struttura  non possiamo di fatto più accettare di essere additati come i colpevoli di qualcosa che per certo non è¨ dipeso da noi e tuteleremo l'onorabilità della nostra compagine e di tutti coloro che in questi mesi si sono adoperati per il bene della struttura in ogni sede opportuna, ove la realtà dei fatti emergerà in tutta la sua limpidezza.
(www.udine20.it )

Del comunicato della coop. "Pavees" ha riferito ampiamente anche un articolo uscito ieri sul "Gazzettino":


giovedì 25 settembre 2014

Bordano, stasera incontro sul futuro dell'ospedale di Gemona

Il COMUNE DI BORDANO invita la popolazione ad una serata informativa  sul tema
“Che ne sarà dell’Ospedale San Michele? La Riforma sanitaria Serracchiani - Telesca".
L'incontro si  terrà questa sera, giovedì 25 settembre 2014 alle ore 20:00, presso la Sala Consiliare del Comune di Bordano.
Il Messaggero Veneto, dandone oggi la notizia, aggiunge che l'Amministrazione comunale di Bordano "già nelle scorse settimane si era espressa a favore della difesa dell'ospedale San Michele, partecipando direttamente dalla piccola cittadine della Val del lago, al lancio delle lanterne".

Intanto si sta preparando una manifestazione a Trieste per martedì prossimo nella quale anche diversi  sindaci scenderanno in piazza a fianco dei cittadini per manifestare il proprio dissenso nei confronti del disegno di legge di riforma sanitaria.
Sono già più di una ventina - informano gli organizzatori -, i primi cittadini che hanno confermato la propria presenza ufficiale alla protesta contro la riforma indetta a Trieste per martedi 30 settembre.


Venerdì ad Alesso, omaggio ai 90 anni di "Galini" e "Pieri carulina"

La Sezione "Val del Lago" dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, in collaborazione con il Comitato Provinciale di Udine organizza venerdì 26 Settembre 2014, alle 19.30, nella sala dell'ex asilo di Alesso, un incontro denominato "90 anni d'impegno". Verrà reso infatti omaggio a "Richelmo" e "Guerra", due novantenni che hanno partecipato alla Lotta di Liberazione. Si tratta di Manlio Picco "Galini" (che è anche presidente della Sezione Anpi "Val del Lago") e di Pietro Stefanutti "Carulina", entrambi nati nel 1924.
Sono previsti interventi di Ivo Del Negro dell'A.N.P.I. "Val del Lago", del Sindaco di Trasaghis Augusto Picco, dello storico locale Pieri Stefanutti,  di Elvio Ruffino, Presidente del Comitato Regionale ANPI FVG e di Guglielmo Biasutti per l'Associazione Partigiani Osoppo.
Manlio e Pietro, ventenni, aderirono alla Resistenza nelle fila del Battaglione osovano "Friuli", partecipando a numerose azioni. Dopo l'offensiva nazifascista dell'ottobre 1944 rimasero per parecchi mesi nella zona occupata dai cosacchi partecipando infine agli eventi della Liberazione. Dopo la guerra svolsero una intensa e apprezzata attività lavorativa (nel caso di Manlio Picco caratterizzata da una lunga esperienza di emigrazione in Australia).
L'omaggio ai due combattenti per la libertà rientra nelle iniziative programmate per ricordare, da qui all'aprile 2015, il 70° anniversario della Liberazione.



mercoledì 24 settembre 2014

Venerdì a Verzegnis i tecnici e l'assessore Vito spiegano lo sfangamento

Ci sarà l'assessore regionale Sara Vito a chiudere, venerdì 26 nella sala municipale di Verzegnis, la serata informativa nella quale, dopo l'intervento dei sindaci di Verzegnis e di Cavazzo, i funzionari regionali Roberto Schack, vicedirettore della Direzione Centrale Ambiente ed Energia e Federica Lippi, dell'area Tutela geologico-idrico-ambientale saranno chiamati a illustrare il Piano di rimozione selettiva dei fanghi del lago di Verzegnis di cui è prevista, a breve, la realizzazione.  Il piano prevede che i sedimenti accumulatisi nella zona degli organi di scarico dell’invaso vengano aspirati con idrovora e poi riversati, al di là dello sbarramento, nel torrente Ambiesta e quindi nel Tagliamento. La riunione inizierà alle 17.30.




Fonti: Articolo di D.Z. sul Gazzettino del 24 settembre 2014 e comunicato di Radio Studio Nord

martedì 23 settembre 2014

Bordano, prospettive ancora incerte per la "Casa delle farfalle"

Casa delle farfalle: a rischio anche la stagione 2015

La cooperativa “Farfalle nella testa”, che ha ottenuto l'aggiudicazione provvisoria della gestione, denuncia: “Ci siamo tenuti lontani da polemiche, minacce e ricorsi. Però adesso le cose si stanno facendo davvero gravi"


Lo scorso 21 agosto la cooperativa “Farfalle nella testa” ha ottenuto l’aggiudicazione provvisoria della Casa delle farfalle, risultando vincitrice nella gara indetta dal Comune di Bordano per scegliere il gestore nei prossimi 7 anni. La riapertura della struttura, però, è ancora un lontano miraggio. "Sembrava imminente la comunicazione definitiva e la conseguente firma del contratto - denuncia in una nota la cooperativa “Farfalle nella testa” -, ma invece ora rischiano di passare di nuovo molti mesi prima che chiunque possa entrare nelle serre di Bordano".

“Da tempo ci eravamo messi il cuore in pace riguardo questa stagione” diceStefano Dal Secco, presidente della cooperativa aggiudicataria. “Ma ci stavamo rimboccando le maniche per partire con un 2015 che  facesse dimenticare il basso livello delle polemiche degli ultimi mesi. Invece nei giorni scorsi è emerso che continua a non esservi nessuna data certa per un possibile ingresso”.
“Ci siamo tenuti lontani dalle polemiche e dal balletto delle minacce e dei ricorsi. Però adesso le cose si stanno facendo davvero gravi: il primo di settembre è il giorno in cui si parte con la promozione per l’anno  successivo ed ecco che è partita dunque la demolizione anche della stagione 2015. La lancetta gira e si continuano a perdere incassi e stipendi”.

I locali della Casa delle Farfalle sono ancora occupati dal precedente gestore – la cooperativa Pavees – il cui contratto è scaduto lo scorso 6 marzo, data in cui il Comune ha richiesto di riavere i locali di sua proprietà. Sembra che Pavees stia motivando i 7 mesi di ritardo con l’impossibilità di trovare una sistemazione per i pochi animali ancora presenti all’interno delle serre.
Casa delle farfalle: a rischio anche la stagione 2015
Il motivo del contendere si trova nell’attuazione della legge 73 del 2005 – la cosiddetta ‘legge sugli zoo’ – in cui vengono concessi fino a 18 mesi per ricollocare gli animali. Ma qui è di tutta evidenza che il  povero caimano senza casa viene solo usato come scudo animale. Dovremmo entrare in una discussione di codici e protocolli, ma possiamo anche farla molto semplice: se Pavees non trova una sistemazione ai propri animali, il problema non sussiste davvero, perché noi accettiamo volentieri di prendercene cura. Non siamo mai stati interpellati, altrimenti avremmo da subito offerto la nostra disponibilità ”.
“Non ci cambia la vita, aspettare ancora qualche altro mese - conclude Dal Secco -, abbiamo molti altri progetti di cui ci stiamo occupando. Prima o poi, in un modo o nell’altro, si riapriranno le porte ai visitatori.  Tuttavia questo gioco a braccio di ferro ha un costo: abbiamo calcolato che ogni mese che passa si devono aggiungere circa 10 mila euro ai costi di marketing e promozione che saranno necessari per risalire la china lungo la quale la Casa delle Farfalle è stata fatta rotolare”.

(da: www.ilfriuli.it )

lunedì 22 settembre 2014

Duemila volte Val del Lago

Questo che state leggendo, amici del Blog, è il "post" numero duemila. Con la prima riflessione di questo tipo, i mille articoli del luglio 2012, si era scritto che "è, a suo modo,  un traguardo: importante, significativo e, per tanti versi, inatteso. Quando è "partita l'avventura" (2009) non ci si aspettava di poter "reggere" a questi ritmi, di trovare, praticamente ogni giorno, un argomento da proporre: e invece sì, il  Blog è cresciuto, sono aumentati progressivamente i lettori, si è guadagnato un suo spazio e una sua visibilità. Soprattutto, ha cercato di mantener fede alla promessa di porsi come uno "spazio aperto di discussione" e, in diverse occasioni, da più parti si è sottolineato come il Blog fosse uno dei pochi spazi sul web (e forse non solo lì) dove si potevano affrontare e discutere le problematiche valdelaghine". Sono concetti che possono essere tranquillamente riproposti, mille articoli dopo, per quello che, in fondo, è un fenomeno significativo nella realtà della Val del Lago.
In duemila articoli ci siamo occupati innanzitutto del Lago (che assieme al Palar incontra la maggior percentuale di articoli  più letti), ma anche di quel che succede nei paesi, (particolarmente seguite le vicende amministrative di Bordano e di Cavazzo) di cose serie - quasi sempre - e, ogni tanto, anche di peteçs.
Duemila articoli di Val del Lago, dunque, con la voglia e la speranza di andare avanti, se ci sarà la collaborazione e l'apporto costruttivo dei lettori.
Grazie a tutti e mandi (e naturalmente sono, come sempre, graditi commenti, consigli e, perché no, auguri).
                                                                             A&D

"Salviamo il lago" ... in alta quota

A Paluzza la 'Giornata mondiale per la pace (Onu)' Eventi a Udine

 Domenica 21 settembre, alla malga Pramosio di Paluzza, si  è tenuta la 'Giornata mondiale per la pace (Onu)'.
Nella giornata della marcia internazionale per l’ambiente promossa da AVAAZ, assieme a milioni di persone di tutto il mondo per richiamare l’attenzione dei governi sul tema, sui luoghi dei combattimenti della Grande Guerra e dell'eccidio nazifascista del 1944 c'è stata  l'occasione per incontrarsi e discutere sulle tematiche della pace e dell'ambiente.
Sono intervenuti  Don Pierluigi di Piazza - prete “planetario”, fondatore del centro di accoglienza “Ernesto Balducci” di Zugliano, Massimo Mentil - Sindaco del Comune di Paluzza,  Walter Hartlieb - Sindaco di Kötschach-Mauthen.
Presente anche una nutrita rappresentanza dei Comitati che anche in alta quota hanno issato striscioni e cartelli per richiamare l'attenzione sulla salvaguardia del Lago di Cavazzo/Tre Comuni  ed esprimere dubbi sulla realizzazione dell'elettrodotto Würmlach-Somplago.


(foto di Angelo Stefanutti)




domenica 21 settembre 2014

Val del Lago sul Web. Una camminata da Cavazzo alla Pieve di Cesclans

Lucia Coszach, apprezzata fotografa che opera soprattutto nella zona delle valli del Natisone, ha pubblicato su facebook la descrizione di un percorso ad anello da Cavazzo a Cesclans (e ritorno) corredandolo di splendide immagini.

Grazie alla nostra amica Alida Carlevaris di Paluzza, grande camminatrice e conoscitrice della Carnia, abbiamo fatto un percorso ad anello.
Partendo da Cavazzo Carnico, costeggiando il torrente Faeit, all'altezza di una grotta dedicata alla Madonna, c'è un sentiero che si inoltra nel bosco, porta a una parete palestra dii roccia, si attraversa il corso d'acqua fino a raggiungere una grandissima forra asciutta "la Buse dei Pagans" un luogo dove domina la natura e il muschio. Ripresa la strada si sale per raggiungere,prima una estesa piana verde, poi il paese di Cesclans.



Il paese ha perso purtroppo la sua vera identità a causa del tragico sisma del 1976, è stato raso quasi completamente al suolo e ora invece di vedere i borghi in pietra, le sue case storiche, ci sono nuove e belle ville con giardini fioriti, ma qua e là si intravedono ancora tracce del terremoto.
Cesclans è famoso, oltre per la sua Pieve che si erge alta guardando la valle e il lago, anche perchè ha dato i natali al Poeta Siro Angeli. 






Cesclans ha appena festeggiato i cent'anni della nascita del suo Poeta, a ricordarlo ci sono cartelli lungo le strade del paese che riportano le sue Poesie, memorie di quei luoghi da lui amati. Sua è la sceneggiatura in lingua friulana di Maria Zef.
Visita alla Pieve di S. Stefano e poi ritorno passando vicino alla palude Vuarbis, un bacino torboso ricco di flora e fauna per chiudere l'anello a Cavazzo Carnico






Per chi vuole vedere tutta la galleria fotografica:
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.669268756502617.1073742024.462075143888647&type=1 


sabato 20 settembre 2014

Somplago caput mundi. In Pramosio un altro no all'elettrodotto aereo

Riceviamo  e pubblichiamo:


Domenica 21 settembre dalle ore 11:00
Giornata mondiale per la pace (ONU)
Marcia globale per l'ambiente promossa da Avaaz

Ci sono tanti modi di difendere l'ambiente e promuovere la pace. Più siamo è più facile sarà convincere i governi che si deve fare qualcosa in fretta per questi due capisaldi del nostro futuro; sempre che vogliamo un futuro per noi e per i nostri figli. Ci associamo alla chiamata dell'ONU e di Avaaz e ci incontriamo alla
      malga di Pramosio
 Paluzza, Carnia 
con questo programma:
Incontro alla malga alle ore 11, raggiungibile comodamente con la macchina lasciando la strada statale per Monte Croce carnico all'altezza di Cleulis, 2 km dopo Paluzza (Udine, Carnia); salita al passo Pramosio (40 minuti), incontro sulla linea di confine - dove si trovano le trincee della Prima guerra - con gli amici austriaci, scambio delle bandiere, dei saluti, momento di condivisione, interventi. Alla fine pranzo conviviale sul posto. Il significato simbolico è duplice:
 - Giornata mondiale della pace, resa ancor più significativa dal centesimo anniversario dell’inizio del Primo conflitto mondiale. Pensate: 100 anni fa i nostri nonni marciavano per raggiungere le trincee di Pramosio e spararsi addosso. Oggi marciamo per stringerci le mani, per rinsaldare l’amicizia tra due popoli che lottano assieme per difendere le loro valli dalla prepotenza delle lobby industriali e finanziarie, talvolta sostenute da politici senza morale e senza scrupoli che se ne fregano dell’ambiente e pensano solo agli affaracci loro.
- Marcia mondiale per l'ambiente: milioni di persone che in tutto il mondo intendono richiamare l'attenzione dei governi su un tema purtroppo ancora assai sottovalutato e dove l’interesse di pochi prevale sul benessere di molti. Per noi luogo simbolico per resistere al passaggio del mega elettrodotto privato che stravolgerebbe per sempre queste magnifiche valli e per i tanti assalti perpetrati a danno della montagna, anello debole delle regioni, che intendiamo difendere ad ogni costo.
 Partecipare comporta la rinuncia al silenzio, ovvero non lamentarsi in privato e poi turarsi il naso e passare dritti, ma fare quanto ci è possibile per far valere il nostro punto di vista. Partecipazione è democrazia. Democrazia è libertà.