"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

domenica 30 novembre 2014

Si torna a parlare di autodromo friulano. A Bordano venne bocciato.... (II)

Interessante la discussione sull'argomento "autodromo" proposto dal Blog anche sulla pagina fb. La finalità era  "Informarsi e ragionare su quel che è successo e come è stato gestito in passato il territorio  [che] può dare utili indicazioni anche nell'affrontare la realtà ed i problemi contemporanei. Nol baste ma al zove...."
Emi ha anticipato i temi poi approfonditi ieri proprio sul Blog, " ricordando lo slogan "Bertoli go home " e il volantino "Patate o patacche ".
Per Linda "Aghe, eletrodots, servitûts, terens: un tic a la volte a nou furlans nus àn derobâts e tibiâts fin che no sin diventâts un popul debul e demotivât. Probabilmentri o pensìn che piês di cussì no pues lâ. Almancul in chei agns o vevin gnerf e voie di bataiâ. Cumò o sin massepassûts e o tirìn il mani daûr la manarie..."
Al proposito, Remo ha precisato "No ducj" e Querino  aggiunto "Pui che massepassude la int a mi samee "smonade" di dut e di duç".
Di fronte a varie osservazioni di Remo, Elvia, Roberto, Linda ha ribadito:
"Siamo davanti al  tentativo costante nel tempo di toglierci quello che è nostro e di far da padroni sul nostro territorio. Che si tratti di autodromo, acqua, energia o altro, qui da noi i padroni li hanno fatti spesso quelli da fuori. Speriamo solo di avere il piglio deciso di questi tempi e mettere un freno anche le brame di oggi". Correttamente, ha  comunque aggiunto :
"Se poi a Lavariano la comunità locale la pensa diversamente, beh, staremo a vedere...".
Un parere in "controtendenza" quello di Pierpaolo: "con rispetto, ma a guardare i "nostri", meglio quelli che vengono da fuori, a sto punto. Se vogliono metterci i soldi, facciano pure i padroni. Mi auguro che Lavariano o meglio Mortegliano o meglio tutto il Medio Friuli, non perda l'occasione!".

Può essere comunque interessante confrontare le discussioni in atto sul tema a Morteàn-Lavariàn oggi con quel che si diceva in Val del Lago nei primi anni '80:

MORTEGLIANO. C’è chi sogna un circuito con verde attrezzato capace di richiamare quanti oggi sono costretti a riparare in Veneto, ad Adria, o in Croazia, a Fiume. Un riferimento, dunque, anche oltre il Nordest. (MV 23-11-14)

BORDANO. Si deve far sì che le popolazioni locali, spesso emarginate da altre iniziative, trovino beneficio. Il vantaggio è anche quello di stabilire un collegamento tra i residenti e genti di altre regioni e nazioni, creando il pretesto per un rinnovamento culturale e sociale".  (Il Gazzettino, 28-8-80)


MORTEGLIANO. Appello del comitato al Comune: "Blocchi l'autodromo""L'ex pista di volo è un bene collettivo e l'autodromo la snaturerà creando inquinamento e disagi ai paesi contermini. Chiediamo al comune di Mortegliano di revocare ogni atto". Questa la posizione del Comitato "Piste nestre"  (…)«L’autodromo non è una bella idea - ha detto -: consumerà terreno agricolo fertile e irrigato, peraltro già acquistato dalla società, con distruzione della biodiversità sull’intera area, pregiata per i prati stabili. Si produrrebbe inquinamento dell’aria, tale da disturbare la vita quotidiana, con rumore ed emissioni cancerogene. La cementificazione causerà degrado del paesaggio e svalutazione degli immobili nei vicini abitati. Da aggiungere l’inquinamento da traffico: si prevede un passaggio continuo lungo le strade dei paesi di oltre otto auto al minuto se ci sono gare, o undici all’ora tutti i giorni, con 50 mila frequentatori all’anno, 150 al giorno, un parcheggio interno di 1.380 auto. Evidente il peggioramento della sicurezza dei cittadini». (MV 19.11.14)

BORDANO.. I sottoscritti cittadini del Comune di Bordano (…) affermano innanzitutto la sovranità della popolazione a decidere che cosa si debba o non si debba fare sul proprio territorio (e) dichiarano la loro contrarietà alla realizzazione dell'autodromo, opera assurda, simbolo di spreco in un periodo di gravi difficoltà economiche per il Paese, per la Regione, per la gente di Bordano e dell'area terremotata impegnata nella ricostruzione. (petizione 11-4-81)

MORTEGLIANO. Lavarsi le mani, come Ponzio Pilato, sul caso della super pista di Lavariano? Assolutamente no. Alberto Comand, sindaco di Mortegliano, replica seccamente ai detrattori: «E’ giusto che la decisione sull’autodromo la prendano i residenti e, se questi decideranno per il sì, allora noi faremo la nostra parte – dichiara –. Qui sarebbe sbagliato imporre decisioni dall’alto, il referendum è la massima espressione della democrazia».
 (MV 22-11-14)

BORDANO. Non bastano per salvare la faccia e l'anima i timidi balbettii pronunciati nella riunione in Provincia, perché potrebbero richiamare alla memoria di certuni Ponzio Pilato od avere il significato di un avallo" (Volantino  29-12-81)
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A Bordano non s'è dunque fatto nulla.  Analogamente, nemmeno tra Artegna e  Buja né tra Amaro e Venzone.  Vedremo se a Morteàn i tempi, le condizioni e le finalità saranno diverse.


sabato 29 novembre 2014

Si torna a parlare di autodromo friulano. A Bordano venne bocciato....

E' di questi giorni la proposta di costruzione di un autodromo nella zona di Mortegliano, utilizzando e riadattando, a Lavariano, una pista risalente agli anni della seconda guerra mondiale.
Si parla di sport, di turismo, di occupazione. Concetti già sentiti anche nell'Alto Friuli ancora nei primi anni '80. Anche alcune delle persone che ripropongono il discorso sono le stesse, a distanza di tanti anni. Si legge per esempio sul MV del 26 novembre: "«Non dovremmo neppure definirlo autodromo – dice Giuliano Gemo, per 32 anni dirigente Coni e con curriculum di tutto rispetto nel settore motoristico –, chiamiamolo palestra per sport all’aperto. Infatti, una struttura modulare come quella che si prevede nell’ex pista di volo si presta a funzioni multiservizio: dall’atletica leggera al ciclismo (quello professionale non può allenarsi sulle piste ciclabili), jogging, tiro con l’arco e tante altre discipline sportive, perfino giochi popolari. Accanto, naturalmente, a prove di collaudo e soprattutto alla scuola di guida sicura».
Tra le tante realtà sportive che ha presieduto e presiede (membro d’onore European motorcycle union, presidente onorario Alpe Adria motociclistica, per 30 anni presidente regionale Fmi), Gemo ricorda di essere stato fondatore di una spa con 24 soci pronta a fare un autodromo. Inizialmente a Bordano, poi a Villesse, Amaro, Buja. Quando si individuò l’ex polveriera di Attimis, pareva cosa fatta. «Ma ci viveva una salamandra rara –spiega Gemo – e tutto andò all’aria». Il ritorno economico? «Ci sarà». E ai proponenti manda a dire di «non trascurare i contatti con la gente. Noi a Bordano perfino ci vestivamo da befane».".
In realtà le cose non andarono tanto pacificamente. La proposta di realizzare un autodromo a Bordano, nella zona delle "Sorgenti", a cavallo tra i territori di Bordano e Trasaghis, venne avanzata nel settembre del 1979 dalla Camera di Commercio e suscitò sin da subito accese discussioni. La posizione delle due amministrazioni comunali  venne riassunta nella famosa definizione  "né pregiudizialmente contraria né incondizionatamente favorevole", mentre un parere nettamente contrario venne espresso da forze politiche e comitati spontanei (si era allora al faticoso avvio della ricostruzione e in tale situazione veniva valutata come stridente l'iniziativa). Vi furono dunque incontri, discussioni, assemblee, dibattiti accesi.
Gli organizzatori dirottarono poi la proposta su altre realtà dell'Alto Friuli: nella zona tra Artegna e Buja  nel 1982 e in quella tra Venzone ed Amaro nel 1992. In entrambe le situazioni le  voci contrarie furono superiori a quelle favorevoli.
Sarà interessante quindi seguire la discussione in atto sulla nuova ipotesi di realizzazione dell'autodromo giù nella piana friulana.


giovedì 27 novembre 2014

La torbidità del Lago? "Colpa delle ultime abbondanti precipitazioni"

Nel dibattito in corso in questi giorni sul rapporto tra gli scarichi fangosi nel Lago di Cavazzo/Tre Comuni e lo sfangamento in atto del Lago di Verzegnis attraverso l'Ambiesta ed il Tagliamento, si inserisce  il parere di Angelo Stefanutti  che, da anni, segue le vicende  delle acque (nel mondo dei pescatori, con i Comitati…).  La sua opinione, stavolta è in dissonanza con quanti attribuiscono allo sfangamento le attuali condizioni del Lago:

Per una volta la regione FVG ha ragione: la torbidità del lago è dovuta all' apporto di fango causato dal naturale ingrossamento dei torrenti a monte del bacino artificiale di Verzegnis dopo le ultime abbondanti precipitazioni cadute in Carnia.
Questo è logico,  visto che già prima di dette precipitazioni e in fase avanzata dei lavori di sfangamento nella zona di lavoro non c'era ombra di torbidità. La sonda risucchia totalmente tutto quello che smuove, lasciando i dintorni come li trova alla sua calata: se trova limpido lascia limpido, ma se trova torbido non lo filtra.
La centrale di Somplago  uguale: turbina quello che trova
A mio avviso si tratta di  un lavoro che bisognava fare per la sicurezza dello scarico di fondo della diga  e, una volta tanto, si sta facendo con il minimo impatto sulla natura e rispettando tutte le prescrizioni volute da tutti gli enti preposti alla salvaguardia dell'ambiente.

Questo è  quanto, secondo le mie umili osservazioni, deduco.

Mandi ,  Agnul


Ai lettori, come sempre, l'invito a intervenire ulteriormente contribuendo alla discussione in atto.

mercoledì 26 novembre 2014

Un Lago "biancastro, lattiginoso" .... e impaltanât

La Regione, col suo ultimo comunicato, ha tranquillizzato l'opinione pubblica:
"il lago di Cavazzo é alimentato, attraverso la centrale di Somplago, dalle acque che provengono dal bacino del Tagliamento e dal bacino del Degano - prosegue. - Questi due bacini durante le piene generano normalmente molto trasporto solido che ha come conseguenza un aumento della torbidità delle acque.
L’intorbidimento delle acque nel lago é un fenomeno tipico che si verifica sempre durante gli eventi di piena. La colorazione del lago risulta biancastra e lattiginosa per il particolato fine in sospensione”".
E' un dato di fatto però che, a ogni minimo sopralluogo nei pressi dello scarico della centrale, si continuino a scorgere, ancje se a n'al plûf, i segni preoccupanti di una caligine lattiginosa in sospensione e, soprattutto, le pietre ripariali intrise di fango recente. E nol è un biel viodi....






Le foto sono state scattate nel  pomeriggio di oggi, 26 novembre.
Nelle stesse ore, Fausto Marchetti fotografava  il rio Scjasaça, l'immissario naturale del Lago, sottolineando: "L'UNICA ACQUA NATURALE IN ENTRATA COSTANTE NEL LAGO!...VARIAZIONI DI PORTATA E LIVELLO...MA MAI TORBIDO!". Il contrasto è evidente.


Come sempre, i lettori possono intervenire, analizzare i dati, esprimere opinioni e commenti, riflettere.

martedì 25 novembre 2014

Il fango nel Lago? Per la Regione è colpa solo della pioggia (II)

Il lago il 22 novembre (foto Fausto Marchetti)
Seconda parte dell'articolo "Intorbidimento delle acque: <<E' un fenomeno naturale>>" pubblicato su "Il Quotidiano fvg" il 22 novembre 2014. Prosegue l'illustrazione del comunicato dell'assessore regionale Vito tendente a dimostrare la mancanza di relazioni tra lo sfangamento del Lago di Verzegnis e la "brodaglia fangosa" riversatasi nel Lago di Cavazzo/Tre Comuni
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Il Piano operativo per la rimozione dei sedimenti  prevede che nel lago di Cavazzo non possa essere superato il valore delle concentrazioni dei SST di 1,5 g/I come media su 4 ore. Tale limite é stato imposto dall’Ente Tutela Pesca in linea con quanto riportato dai manuali nazionali Ispra. Ad oggi il massimo valore della media registrato sulle 4 ore é stato di 0,33 g/l, riferito al giorno 7 novembre. Il valore medio registrato dall'inizio delle operazioni ad oggi é pari a 0,042 g/l. Il valore massimo é stato pari a 0,469 g/l, registrato il giorno 7 novembre alle ore 8.15. Il valore medio dei Solidi Sospesi Totali durante la piena, dal giorno 5 novembre al giorno 16 novembre, é pari a 0.139 g/l. I valori, pertanto, non sono minimamente vicini  ai limiti imposti nel Piano Operativo (1.5 g/l media sulle 4 ore)”. Dunque, specifica Vito: “L’intorbidimento legato alle piene é un fenomeno naturale, momentaneo e non crea danni alla fauna ittica e all'ambiente, proprio per il suo carattere di temporaneità. La letteratura scientifica concorda che l’entità dell’effetto dei solidi sospesi sugli organismi acquatici non é solo funzione della loro concentrazione, ma dipende anche dalla durata dell’esposizione. Per questo motivo quando si parla di limiti delle concentrazioni occorre sempre far riferimento a un periodo di tempo.  Per i fiumi esiste una rassegna completa degli effetti dei sedimenti sospesi sugli organismi acquatici sulla base di numerosi dati bibliografici, sui quali sono state create delle  relazioni e delle classi di severità. Per i laghi, invece, gli studi sugli effetti dei SST sono riferiti ad altri organismi in quanto i pesci non risentono particolarmente di queste condizioni. In condizioni ordinarie, pertanto, non é necessario imporre un limite quando il fenomeno dell’intorbidimento é temporaneo”. L’assessore conclude: “L’amministrazione regionale ha dato vita ad una apposita cabina di regia, costituita dagli Enti competenti, la Regione, l’Arpa e l’Ente Tutela Pesca, che continua ad effettuare tutti i controlli, le verifiche, i monitoraggi, ed i sopralluoghi necessari a garantire il corretto svolgimento della rimozione dei sedimenti nel sistema acquatico coinvolto, ovvero il torrente Ambiesta, il fiume Tagliamento e il lago di Cavazzo. Seguiamo con la massima attenzione tutta questa vicenda”. Sul bollettino aggiornato al 18 novembre pubblicato sul sito della regione tutte le informazioni.
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Il Bollettino periodico della Regione sullo sfangamento dell'Ambiesta (n. 2) può essere visionato a questo link:
http://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/ambiente-territorio/tutela-ambiente-gestione-risorse-naturali/FOGLIA202/FOGLIA21/allegati/secondo_bollettino_novembre_2014.pdf



lunedì 24 novembre 2014

Il fango nel Lago? Per la Regione è colpa solo della pioggia (I)

Il Lago il 20 novembre (foto Fausto Marchetti)
Dopo le perplessità avanzate dai Comitati e da Legambiente sulla "brodaglia fangosa" con cui si presentava in questi giorni il Lago di Cavazzo/Tre Comuni, la Regione ha diffuso il Bollettino Periodico n. 2 relativo all'andamento dei lavori di sfangamento dell'Ambiesta e, con un comunicato dell'Assessore Vito, smentito categoricamente che le condizioni del Lago fossero dipese dallo sfangamento di Verzegnis, sostenendo dovessero essere attribuite unicamente alle forti piogge.
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Intorbidimento delle acque
<<E' un fenomeno naturale>>

Il Quotidiano fvg - 22 novembre 2014

“Durante tutto il periodo della rimozione selettiva dei sedimenti dal bacino de1l’Ambiesta, iniziata il 2 ottobre, i valori delle concentrazioni dei Solidi Sospesi Totali, denominati SST, nel lago sono sempre stati molto vicini allo 0,00 g/l. Solo a seguito delle piogge intense che si sono abbattute su tutta la Carnia a partire dal 4 novembre si é verificato un leggero intorbidimento delle acque, fenomeno collegato solo alla naturale torbidità generata dall'aumento del trasporto solido”. E' quanto spiegato in un lungo comunicato stampa dell’assessore regionale all'ambiente e all'energia, Sara Vito, rispondendo a Legambiente Fvg che nei giorni scorsi aveva chiesto pubblicamente di che natura fossero “le fuoriuscite” di materiale dalla centrale di Somplago. “Si ricorda che il lago di Cavazzo é alimentato, attraverso la centrale di Somplago, dalle acque che provengono dal bacino del Tagliamento e dal bacino del Degano - prosegue. - Questi due bacini durante le piene generano normalmente molto trasporto solido che ha come conseguenza un aumento della torbidità delle acque.
L’intorbidimento delle acque nel lago é un fenomeno tipico che si verifica sempre durante gli eventi di piena. La colorazione del lago risulta biancastra e lattiginosa per il particolato fine in sospensione”. Specifica l’assessore Vito: “I valori registrati nelle ultime due settimane, in linea con i risultati dei campionamenti effettuati da Arpa, sono stati molto contenuti e confermano che si tratta di un effetto visivo non associabile a danni sull'ambiente e sugli organismi acquatici del lago. E sottolineo che l’attività della centrale di Somplago é stata sospesa da parte del gestore quando le operazioni di rimozione hanno interessato la zona vicina all'opera di presa a servizio della Centrale per mitigare gli effetti sul lago, così come prescritto nel decreto di approvazione dei lavori". Si chiarisce con alcune osservazioni, “che specificano che la torbidità  misurata negli ultimi giorni nel lago di Cavazzo non é in relazione con i lavori nel bacino dell’Ambiesta. In primo luogo, i valori  di torbidità registrati nella sonda installata nel torrente Ambiesta sono inferiori a quelli misurati dalla sonda nel Tagliamento e ciò implica che la torbidità in quest’ultimo non é condizionata, in fase di piena, dall’Ambiesta. In secondo luogo, i lavori di rimozione nel bacino dell’Ambiesta sono  eseguiti mediante una pompa aspiratrice posizionata a 50 metri di profondità. Durante tutto il periodo delle operazioni non si è mai riscontrato intorbidimento del lago di Ambiesta causato da questo tipo di attività, motivo per cui nel lago di Cavazzo i valori di concentrazione dei SST sono sempre stati vicini allo 0.00 g/l. In terzo luogo, esiste un limite tecnico di portata della pompa aspirante utilizzata per la rimozione dei sedimenti che non può essere in alcun modo aumentato. La portata della pompa é inferiore a 0,1 m3/s mentre le portate registrate nel torrente Ambiesta e nel fiume Tagliamento sono state rispettivamente dell’ordine delle decine di m3/s e di 1000m3/s. Per ultimo, si informa che non si sono verificati picchi delle concentrazioni nel torrente Ambiesta, corso d’acqua interessato direttamente dalle portate  provenienti dalla diga. Dunque la torbidità che si
é verificata nel lago di Cavazzo nell'ultimo periodo è imputabile unicamente alle piogge

(fine della prima parte - la seconda sarà pubblicata domani)


domenica 23 novembre 2014

Per 'Farfalle nella testa' Bordano è "una balena che si è spiaggiata davanti a un tribunale"

Stefano Dal Secco, per  la Cooperativa "Farfalle nella testa" (che da poco ha ricevuto in gestione la "Casa delle farfalle" di Bordano per i prossimi 7 anni, ha diffuso un comunicato nel quale espone il punto di vista della Cooperativa, segnalando come le prospettive per il futuro siano ancora abbastanza indefinite, per la ancora non avvenuta fase del  "passaggio delle consegne". 
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Cari futuri visitatori, vi scriviamo qualche riga per informarvi sulla situazione della Casa delle Farfalle di Bordano, e prima di tutto per dirvi che certamente non potremo aprire al pubblico in marzo, come avremmo voluto e come è abitudine. Forse sarà in maggio o sarà giugno, o forse sarà molto più in là. Forse non sarà proprio.
Per chi non lo sapesse, la Casa delle Farfalle di Bordano è stato per molti anni tra i primi centri di interesse turistico della regione Friuli Venezia Giulia e il secondo in provincia di Udine, dopo Villa Manin. Inoltre è il più grande complesso di serre tropicali in Italia. Le serre solitamente sono aperte al pubblico da marzo a ottobre, ma nel 2014 nessun visitatore ha potuto visitarle, perché la gara per scegliere il prossimo gestore della struttura (che è di proprietà del Comune di Bordano) è partita con estremo ritardo e si è protratta per mesi e mesi.
Alla nostra società, “Farfalle nella testa”, è stata da pochi giorni assegnata in via definitiva la gestione della Casa delle Farfalle per i prossimi 7 anni. L’abbiamo ottenuta partecipando e vincendo una lunga, estenuante, difficile gara pubblica. Felici. Soddisfazione. Tuttavia, come recita il documento ufficiale (in burocratese): “il Comune non ha la disponibilità della struttura denominata Casa delle Farfalle ove espletare i servizi oggetto di concessione, in quanto alla data odierna la stessa non è stata ancora restituita dal precedente gestore, il tutto come potersi rilevare dagli atti d’ufficio; la mancata disponibilità della predetta struttura nel dilazionarne i tempi preclude la stessa conclusione della procedura di affidamento (stipula del contratto di concessione)”.
Cercando di farne una traduzione in un linguaggio più semplice: esiste un precedente gestore il cui contratto è scaduto il 6 marzo di quest’anno, data in cui gli è stata inviata la richiesta di liberare i locali da parte del Comune. Tuttavia oggi (metà novembre) ciò non è ancora successo e il Comune non è ancora tornato in possesso dei locali, che sono occupati dal precedente gestore. Il Comune ci dice che non ha la minima idea di quando potrà riaverli per consegnarli a “Farfalle nella testa”, come sarebbe tenuto a fare. Di conseguenza dice a noi che non sa quando (in realtà, in via informale, ci dice che non sa nemmeno SE) potremo entrare e iniziare a lavorare.
Perché non potremo aprire a marzo e forse nemmeno nei mesi successivi.
Problema 1: il precedente gestore non vuole uscire dalla Casa delle Farfalle; ora inizieranno a mettersi di mezzo gli avvocati e si prevede passeranno diversi mesi solo prima che possiamo entrare dalla porta solo per valutare la situazione. Problema 2: dall’autunno scorso (molto prima che questa gara fosse nemmeno stata scritta) si diceva che il precedente gestore avrebbe seppellito il Comune e un altro vincitore con tutti i ricorsi e le querele che esistono nel codice civile; sta dunque per iniziare il lavoro di sbarramento a suon carte e di bolli. Visti i famigerati tempi della burocrazia e dell’amministrazione nel nostro paese, anche su questo fronte trascorreranno molti mesi.
L’ultimo problema (per ora) è dovuto al fatto che a quanto pare il precedente gestore ha completamente svuotato la struttura, lasciando “solo i muri” (diciamo “sembra” perché la follia è che chi occupa la Casa delle Farfalle può farci ogni suo comodo, mentre il proprietario non può neppure entrare per controllare). Quando finiranno le utili lungaggini burocratiche e processuali messe in campo, ci si troverà dunque in una città fantasma. Siccome la gara chiedeva di calcolare i costi di gestione partendo da una struttura pienamente operativa, questo fatto sarà un grave problema a livello finanziario. Tuttavia non è nemmeno il maggiore dei problemi. Sono sempre le “carte”, il grande male, in Italia: se infatti una parte delle dotazioni asportate (a prescindere dalla percentuale) è stata in passato acquistata con denaro pubblico o comunale – come ci dicono essere – inizieranno verbali e udienze per stabilire la proprietà di uno scaffale, di una penna a sfera, di un impianto di riscaldamento (le malelingue affermano che vi siano persone che cercano in tutti i modi di far trascorre più mesi possibili prima dell’apertura, così da fare in modo che più nessuno in Italia si ricordi della Casa delle Farfalle e da far spendere più soldi possibile ai nuovi gestori e alla pubblica amministrazione, quindi ai cittadini). Si prevedono anche in questo caso molti e molti mesi a bivaccare presso cancellerie e tribunali, e molti soldi spesi in avvocati. E di vergogne ve ne sono molte altre, ma per dare un’idea del panorama potrebbero per ora bastare queste.
In tutta questa cagnara, noi continuiamo a stare alla finestra, aspettando ci venga dato quanto oggi ci è dovuto, e non intendiamo partecipare a questa follia di carte da bollo, tribunali, legali in fila per tre, perché ci sembra criminale buttare in questo modo i soldi nostri e quelli della pubblica amministrazione. Tuttavia, proprio perché ora finalmente siamo i vincitori della gara e (probabilmente) i gestori della Casa delle Farfalle, credo sia nostro diritto (e dovere) informare di cosa stia succedendo i futuri visitatori (e quelli che sono stati visitatori in passato). Utilizziamo internet e i social media per denunciare l’attuale situazione della Casa delle Farfalle perché è giusto che il maggior numero di utenti possibili conosca come stanno le cose, lo diffonda e condivida con noi la volontà di riaprire una realtà che si è dimostrata capace di far volare alto la nostra regione.
Prima di lasciarvi, una precisazione: Farfalle nella testa è una cooperativa nata da poco (è stata fondata nell’autunno dello scorso anno proprio per cercare di vincere questa gara), ma gran parte dei nostri soci hanno lavorato per anni alla Casa delle Farfalle. Abbiamo dunque le nostre radici ben dentro la sua storia, ma nello stesso tempo non siamo prigionieri e ricattati da questa storia e abbiamo voglia di guardare avanti, voglia di portare maggiore qualità e maggiori incassi, per poter crescere e dare lavoro. Se siamo nati da Bordano e per gestire la Casa delle Farfalle di Bordano, in poco meno di un anno veniamo riconosciuti come una delle migliori realtà italiane per quanto riguarda la divulgazione scientifica naturalistica e veniamo chiamati per consulenze in molte parti del paese. Sarebbe triste e sarebbe uno spreco (e non ci consolerebbe essere in linea con la tendenza del paese) se dovessimo lavorare a giardini zoologici, progetti di didattica e public awareness ovunque tranne che a Bordano, perché Bordano è una balena che si è spiaggiata davanti a un tribunale, perché Bordano è diventata la Locride del Nordest.
Stefano Dal Secco

sabato 22 novembre 2014

Lago, una brodaglia fangosa (III)

«L'acqua del lago è torbida ora vogliamo spiegazioni»

Messaggero Veneto, 20 novembre 2014

TRASAGHIS L'acqua si fa completamente bianca sul lago dei Tre Comuni e ora comitati e associazioni ambientaliste chiedono spiegazioni su quella consistente torbidità. Quel colorito dell'acqua si è reso particolarmente visibile la scorsa settimana, quando erano in corso le continue precipitazioni che in molti luoghi hanno causato numerosi danni. Nella Val del lago, danni particolarmente consistenti non ci sono stati, ma la torbidità dell'acqua ha mosso l'intervento di Legambiente Fvg che ha ricordato come da diverse settimane siano in funzione le operazioni di sfangamento del bacino dell'Ambiesta a Verzegnis: «Chiediamo agli enti preposti - comunica l'associazione ambientalista - di dire chiaramente quanta parte dell'intorbidimento è attribuibile ai trasporti solidi delle piogge e quanto, invece, allo scavo dei sedimenti del bacino dell'Ambiesta poiché il limite di 1,5 grammi per litro, durante le operazioni di sfangamento, deve rimanere insuperato comunque, piogge o non piogge». Legambiente chiede inoltre che il limite di 1,5 grammi per litro, ritenuto congruo dalla Regione per evitare danni al fondale lacustre di profondità in occasione dello sfangamento, venga applicato anche in condizioni ordinarie, durante tutto l'anno, in modo da garantire migliori condizioni di vita e la riproduzione del complesso ecosistema lacustre naturale. Sulla questione, si sono fatti sentire anche i Comitati per la difesa e la valorizzazione del lago, e per la tutela del bacino montano del Tagliamento: «Fino ad ora - dice Franceschino Barazzutti, uno dei portavoce - abbiamo riscontrato basse torbidità, ma il giorno 13 novembre la superficie del lago sembrava di latte: riteniamo che ciò non sia ammissibile e ci chiediamo se la Regione sia al corrente dei dati registrati in quella giornata o se sia solo Edipower che controlla». In realtà, diverse settimane fa l'Ente Tutela Pesca aveva fatto sapere che a Somplago era stata sistemata una sonda per la registrazione della torbidità delle acque controllata direttamente da Etp, Arpa ma soprattutto da una cabina di regia avviata dalla Regione. Di fronte a quel bianco lampante comparso sulle acque, i Comitati rilanciano la loro vecchia proposta: «Appare quanto mai inderogabile - conclude Barazzutti - portare lo scarico della centrale fuori dal lago e approvare una legge speciale per il lago stesso e la sua valle. I dati raccolti registrano una minore torbidità dell'1,5 grammi al litro, come stabilito in conferenza dei servizi? E anche se così risultasse, è accettabile che il lago assuma quel colore?».
Piero Cargnelutti

venerdì 21 novembre 2014

Bilancio più che positivo per l'attività di "Chei dal '74" ad Alesso

Ricordate "Aspettando i coscritti" dell'anno scorso? Si è trattato di una serie diversificata di iniziative (dalle feste musical-gastronomiche alla mostra fotografica, dalla "torta del coscritto"  alla fagiolata...) proposte con indubbio successo, dalla classe 1974.
Ora "chei dal '74", prima di passare il testimone (pare abbiano in serbo un'ultima, colorata sorpresa) hanno ritenuto doveroso informare la popolazione che le somme raccolte nelle diverse iniziative sono interamente state distribuite a diverse associazioni operanti in paese.
Bravi! Col rinnovato augurio che lo "spirith of '74" attecchisca ulteriormente nella realtà paesana....




giovedì 20 novembre 2014

Bordano, una Casa senza ali colorate

Casa delle farfalle svuotata, trasferiti animali e arredi

La coop Pavees ha portato via anche un coccodrillo, un caimano e le teche Nelle serre restano per ora le piante, contese tra vecchi gestori e Comune
Messaggero Veneto, 18 novembre 2014

BORDANO. La Casa delle farfalle si svuota. Già da alcune settimane gli ospiti sono stati trasferiti con mezzi adeguati nelle strutture che possono accoglierli e ora i componenti della Coop Pavees sono impegnati a portare via anche tutti i materiali di loro proprietà.
Nella struttura, il bancone della cassa all’entrata dell’ex museo zoologico è ormai vuoto e così diverse stanze. Ciò che invece resta sono le piante disposte nelle tre serre che un tempo ospitavano anche gli animali, visibili dalle finestre. Pare infatti che tra il Comune e la Coop Pavees sia in corso un contenzioso per stabilire chi sia il reale proprietario di quelle piante che al momento sono ancora all’interno e che avrebbero un valore di oltre 100 mila euro. Nel corso degli ultimi mesi sembra sia stato fatto l’inventario delle cose che si trovano nella Casa delle farfalle e già numerosi materiali, risultati di proprietà della cooperativa, sono stati portati via. Sembra che gli animali, tra cui un coccodrillo e un caimano, siano stati portati via dalla Coop Pavees poco tempo dopo la prima aggiudicazione della struttura avvenuta ad agosto: la cooperativa ha atteso fino all’ultimo momento per conoscere gli esiti della gara. Se infatti si fosse aggiudicata la gestione, avrebbe evitato agli animali lo stress dovuto al trasloco, trattandosi di esemplari delicati e che necessitano particolari cure e attenzioni. Gli animali che un tempo facevano bella mostra di sé all’interno della Casa delle farfalle hanno una certificazione e per gestirli è necessario avere un'apposita licenza.
Come si ricorderà, nel bando per la gestione della Casa delle farfalle emesso dal Comune la scorsa primavera è risultata vincitrice la cooperativa “Farfalle nella testa”, mentre Pavees, che ha avuto in mano la struttura da quando è stata inaugurata nel 2003, è risultata seconda per pochissimo. Terminata da poche settimane la gara, ora sono in vigore i tempi per presentare eventuali ricorsi. Se non ve ne saranno, “Farfalle nella testa” potrà dare il via alla sua nuova gestione.
Piero Cargnelutti
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Ma l'operazione non è certo indolore, per chi in quel progetto aveva messo tante speranze. Claudia Picco, per esempio, ha affidato a facebook l'espressione del suo sconforto:
Claudia PiccoDall'inizio ho collaborato e lavorato con entusiasmo alla casa delle farfalle,
oggi assisto e aiuto a smantellare tutte le cose di quella che un anno era il fiore all'occhiello del nostro paese.
Una struttura seconda come afflusso di visitatori solo al castello di Miramare.
Assisto e partecipo con rabbia e vergogna a questo scempio.
Da cittadina di Bordano sgomenta e ancora incredula mi chiedo se tutto questo poteva essere evitato.

La mia risposta è si.Sissignori,si poteva evitare , usando il buonsenso.

Non posso non ribellarmi ,far finta di niente davanti a questo devastante disastro.
Anni di lavoro e soldi buttati in modo sconsiderato
Vi ricordate com' era il suo interno?
Ora è talmente svuotato e devastato che i rumori e le voci al suo interno ,rimbombano in un disperato urlo di dolore e come una persona con l'anima devastata è morta dentro.
Ogni tanto faccio pausa, mi siedo sopra uno scatolone di cui ignoro il contenuto mi guardo intorno , sempre più sgomenta e riprovo gli stessi sentimenti rabbia e vergogna.
Ma quello che più mi indigna è il comportamento di molti miei compaesani.
Molti di essi hanno agito e pensato con noncuranza ,dimenticando che era un bene comune e come tale andava salvaguardato.
In un momento di crisi economica non si mette in ginocchio un'azienda ...
Anche per questo e molto altro ancora ma soprattutto per quelli che deliberatamente hanno determinato lo stato attuale della casa delle farfalle ,da bordanese provo una gran rabbia e vergogna .
Quando esco dalla casa delle farfalle è ormai buio sotto una pioggia battente.
Neri nuvoloni,
Neri quanto il mio umore mi accorgo che in testa ho la solita domanda.........
Perché???????????

mercoledì 19 novembre 2014

Lago, una brodaglia fangosa (II). Anche Legambiente si interroga

LEGAMBIENTE FRIULI-V.G. LANCIA L'ALLARME SULLO SFANGAMENTO DELL'AMBIESTA
Fango nel Lago di Cavazzo: evento naturale o umano?

Tutto pareva andare bene nelle operazioni di sfangamento del lago di Verzegnis (Bacino dell'Ambiesta) fino a pochi giorni fa, quando dallo scarico della centrale di Somplago (nel lago di Cavazzo) è venuta fuori una gran quantità di fanghi, probabilmente non tutti attribuibili alle piogge di queste settimane.
Questo è il commento di Legambiente Friuli-Venezia Giulia a fronte della situazione visibile a occhio nudo (nella foto) che, secondo l'associazione ambientalista, dimostra chiaramente come ci si trovi di fronte a un fenomeno ampio e preoccupante di scarico di sedimenti in lago. «Chiediamo agli enti preposti di dire chiaramente quanta parte dell'intorbidimento è attribuibile ai trasporti solidi delle piogge e quanto, invece, allo scavo dei sedimenti del bacino dell'Ambiesta - evidenzia Legambiente -, poiché il limite di 1,5 grammi per litro, durante le operazioni di sfangamento, deve rimanere insuperato comunque, piogge o non piogge».

Inoltre, Legambiente chiede che tale limite, ritenuto congruo dalla Regione per evitare danni al fondale lacustre di profondità in occasione dello sfangamento, venga applicato anche in condizioni ordinarie, durante tutto l'anno, sì da garantire migliori condizioni di vita e riproduzione del complesso ecosistema lacustre naturale.

"Piove o scarica?" - Comunicato originale di Legambiente:
(Ovviamente anche la nota di Legambiente deriva dalla diffusione  de "Il Punto"  dei Comitati di cui si è riferito ieri e cui, nel sito, si fa riferimento)

martedì 18 novembre 2014

Lago, una brodaglia fangosa

Il Comitato per la difesa e la valorizzazione del lago ed il  Comitato tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento  hanno diffuso un nuovo numero del foglio informativo "Il punto".
Il foglio presenta una foto del Lago di Cavazzo presa allo scarico della centrale Edipower  nella giornata di
giovedì 13.11.2014 - ore 15.49.
Di fronte alla mole di fanghi immessi nel Lago di Cavazzo/Tre Comuni i Comitati si chiedono quali relazioni vi siano con le operazioni di sfangamento del Lago di Verzegnis:
Il Piano Operativo di  sfangamento del bacino dell’Ambiesta, approvato dalla Conferenza dei servizi, per il lago di Cavazzo prevede:
1• Il limite massimo delle concentrazioni di Solidi Sospesi Totali (SST) su 4 ore di 1,5 g/lt  (1,5 grammi per litro d’acqua);
2• Nel caso in cui si superi tale valore va chiusa la paratoia della galleria che dal bacino  dell’Ambiesta alimenta la centrale al fine di evitare l’apporto di fango nel lago di Cavazzo. 

Conseguentemente vengono rivolte alcune domande ai diversi organismi coinvolti nella gestione del caso:

DOMANDE a:
Edipower, Assessorato Regionale all’Ambiente, Agenzia Regionale Protezione Ambiente (ARPA), Ente Tutela Pesca, istituzioni varie:
1• Quanti grammi per litro in quest’acqua-brodaglia?
2• Al fango provocato dalle forti piogge nei corsi d’acqua alimentanti il bacino dell’Ambiesta si è aggiunto (comodamente!) quello provocato dallo sfangamento?
3• Perché il limite di 1,5 gr/lt vale solo per lo sfangamento, mentre normalmente Edipower (A2A), per continuare a fare soldi da portare al Comune di Milano e Brescia, suoi azionisti, può continuare a riversare fango nel lago, che, così, sarà ridotto in palude tra 110 anni come dimostrato dai recenti studi? 
4• Oltre a dipendenti di Edipower, c’erano anche rappresentanti degli enti regionali tra coloro che nel pomeriggio di mercoledì 12.11 operavano presso i sistemi di misurazione del fango collocati sul lago?

La conclusione, per i Comitati è che
E’ INDEROGABILE portare lo scarico della centrale fuori dal lago  e approvare una legge speciale per il lago e la sua valle.

Si rimane naturalmente in attesa del nuovo Bollettino informativo della Regione (il primo è uscito il 28 ottobre) che, riportando i dati sulla percentuale di concentrazioni dei fanghi presenti nell'Ambiesta, nel Tagliamento e nel Lago di Cavazzo/Tre Comuni potrà fornire  alcune risposte ai quesiti posti.

Da Bordano a Venezia e a Udine. Riconoscimento per Cristiano Picco in Provincia

Cristiano Picco a palazzo Belgrado

L’omaggio della Provincia di Udine al vincitore della Maratona di Venezia in handbike


Non solo i normodotati, ma anche i diversamente abili: sono diversi gli atleti friulani che si distinguono nelle varie competizioni sportive, nazionali e internazionali. Come Cristiano Picco, l’atleta di Bordano reduce dalla29esima maratona di Venezia, dove ha conquistato il primo posto nella categoria riservata agli atleti disabili, che corrono grazie a un particolare tipo di bicicletta, la handbike, che si muove tramite delle manovelle mosse grazie alle braccia umane. Oggi la Provincia di Udine ha voluto consegnarli un riconoscimento per testimoniare la vicinanza dell’Ente di area vasta alle “eccellenze” friulane.
“Palazzo Belgrado - ha ricordato il presidente Pietro Fontanini - per tradizione premia gli atleti che danno lustro al Friuli, come Cristiano Picco. Con un messaggio aggiuntivo in questo caso: la volontà di superare le differenze abbattendo barriere e pregiudizi. L’attività sportiva non è fine a se stessa ma anche un mezzo di promozione dei valori che sottintende, e proprio dagli atleti disabili, alle prese con una ‘fatica maggiore’ giungono, spesso, gli esempi migliori”.
“Penso sia doveroso porre l’attenzione verso un atleta che ha vinto una competizione importante, ha aggiunto l’assessore provinciale alle Politiche sociali Elisa Battaglia, ma anche all’esempio che ci propone. Per lo sforzo e la tenacia che pone nel raggiungere traguardi importanti. Eventi che lo hanno portato ad essere un atleta a tutto tondo. Sei un esempio e dovresti esserlo ancora di più nei confronti di tanti giovani che, molto spesso, non danno tanta importanza alla vita e alla salute; messaggi che, invece, tu e la tua squadra portate spesso nel mondo della scuola”.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore provinciale Marco Quai, “la vita è una cosa meravigliosa, ma talvolta ci sono ‘percorsi’ meno fortunati e aspetti che da normodotati non si riesce ad apprezzare”. Per l’assessore provinciale alle Attività sportive Beppino Govetto, “lo sport diventa momento di integrazione quando abbiamo atleti come Picco, che sono disposti a mettersi in gioco, a impegnarsi, a essere tenaci e a far vedere ai nostri giovani normodotati che con l’impegno dovuto certi risultati sono alla portata di tutti”.
Dopo aver ringraziato la Provincia, Picco si è soffermato sullo sviluppo in Friuli della handbike, con particolare riferimento alla sua esperienza. “Freddo, pioggia o caldo: io mi alleno ogni giorno e stimo di percorrere 10-11.000 chilometri all’anno. Ho un mezzo competitivo ma devo fare più fatica dei normodotati per raggiungere i miei traguardi”. Cristiano Picco nel 2001 rimase vittima di un incidente stradale che  lo costringe a muoversi sulla carrozzina. Fa parte dell’associazione Basket e non solo di Udine, la cui presidente Paola Zelanda ha espresso parole di ringraziamento alla Provincia per un “riconoscimento che va oltre alla medaglia e rappresenta una gratificazione morale per gli atleti disabili e per i loro sacrifici, spesso poco conosciuti e carenti di visibilità”.

lunedì 17 novembre 2014

Anche a Cjavaç iniziative contro la disoccupazione

Crisi, progetti per ventidue nel Tolmezzino


TOLMEZZO. Progetti per contrastare la crisi: sono 22 i disoccupati all’opera nei Comuni della Conca Tolmezzina. Anche nel 2014 Amaro, Cavazzo Carnico, Tolmezzo e Verzegnis si sono impegnati ad attivare tutti i progetti e le iniziative possibili per sostenere i cittadini che, a causa della crisi economica, hanno perso il lavoro.
Grazie ai “Progetti Lavoro” e ai “Cantieri Lavoro”, tra agosto e settembre 17 persone disoccupate hanno iniziato a prestare la propria opera nei 4 Comuni. Per i “Cantieri Lavoro” i fondi per la realizzazione dei progetti sono giunti dalla Regione e tutte e 7 le assegnazioni sono avvenute attingendo dalle graduatorie relative alle “Liste di disponibilità” gestite dal Centro per l’impiego. L’attivazione dei “Progetti Lavoro” invece si è resa possibile grazie ai fondi erogati dal Bim e, in parte, dai fondi derivanti dal 5 per mille del gettito d’imposta.
Nei Comuni di Amaro, Cavazzo Carnico, Verzegnis e Tolmezzo per i progetti Bim assegnati al Cantiere comunale sono state utilizzate le liste di disponibilità. Per i restanti 4 progetti di Tolmezzo, invece, è stato predisposto un apposito avviso.(t.a.)

domenica 16 novembre 2014

Alesso, incontro di preghiera e musica

Si è svolta ieri sera, sabato 15 novembre, dalle 21.00, nella chiesa di Alesso,  la veglia di preghiera sullo stile della Comunità di Taizè, dal titolo «Brillerà tra le tenebre la tua luce».

Un momento dell'accompagnamento musicale durante la veglia (foto Giulia Ermano)

sabato 15 novembre 2014

Avasinis, amici ... di cuore

Un defibrillatore per ringraziare l’Anc


Significativo riconoscimento, per i volontari della sezione di Spilimbergo dell’Associazione nazionale carabinieri: in segno di gratitudine per i servizi prestati durante le ultime due edizioni della Festa del lampone e del mirtillo, hanno ricevuto in dono un defibrillatore dalla pro loco Amici di Avasinis (Trasaghis). (g.z.)
(Messaggero Veneto sez. Pordenone, 14 ottobre 2014)


venerdì 14 novembre 2014

"Ha da passà 'a ... montàna"

"Ha da passà 'a nuttata", diceva il buon De Filippo in "Napoli milionaria" per indicare come, nella vita bisognasse saper affrontare le difficoltà. E' un concetto riemerso anche in questi giorni, di fronte allo sferzare del maltempo, quando la "nuttata" friulana è stata rappresentata dalla "montana".
Ecco dunque, quando la fase acuta sembra stia passando, alcuni flash riferiti al territorio:

In Friuli si è rinvigorita una circolazione sciroccale, con forti precipitazioni dovute allo stau su Alpi e Prealpi. Proprio in Friuli, nella giornata di ieri, si sono registrati questi quantitativi massimi: nella località di Bordano (UD), sono caduti 166 mm di pioggia, mentre le due località famose in Italia per avere la massima quantità pluviometrica media annua (Musi ed Uccea), hanno registrato rispettivamente 160 e 112 mm. (Meteogiornale, 9 novembre '14)
Trasaghis. Resta ancora chiusa invece la strada che collega Trasaghis a Forgaria nella direzione di Mont di Prat. In località Piedicorno, si è infatti aperta un consistente crepa sul manto stradale: «Purtroppo - ha spiegato il sindaco, Augusto Picco - il muro di sostegno sottostante alla strada ha ceduto e in quel caso sarà necessario rifarlo completamente. Dal canto nostro, abbiamo segnalato la problematica alla protezione civile e attendiamo ora l’arrivo di qualche tecnico per fare le dovute rilevazioni anche se capiamo che in questi giorni non è semplice per loro essere dappertutto visto quello che sta succedendo». (MV 10 novembre '14)

Qualche disagio alla viabilità si è registrato anche in comune di Trasaghis lungo la strada comunale che porta Forgaria in direzione Piè di Corno. Una frana ha interessato parte della carreggiata che ha richiesto la chiusura momentanea della strada. (MV, 11 novembre '14)

Trasaghis. È stata chiusa la strada che conduce a Forgaria. Ad essere eroso dalle acque è stato il tratto di pista ciclabile che da Braulins conduce verso il lago, nella zona artigianale. (MV 12 novembre '14)

A Trasaghis, invece, resta da mettere in sicurezza e riaprire la strada che conduce a Forgaria, ma ancora non sono stati eseguiti i rilievi da parte dei tecnici della Protezione civile. (MV 14 novembre '14)

In una serie di foto di Fausto Marchetti, immagini del mal tempo in Val del Lago

Tagliamento

Lago

Leale . Marchetti precisa: "Anche con livelli alti e torbidi OTTIMA OPERA DI PULIZIA E MANUTENZIONE RIPARIALE SUL TORRENTE LEALE!.."

Intanto ha fatto sorridere più di qualcuno la tabella pubblicata sul MV di oggi nel quale figurano attribuiti al Comune di Montenars interventi nel Cormor e nel(la) But....





mercoledì 12 novembre 2014

Vabbè, togliamolo. Ma la Di Centa non ha fatto una bella figura!

Era dai primi mesi del 2011 che, nelle colonne laterali del Blog, compariva il testo di una lettera aperta all'on. Manuela Di Centa, per chiederle se avesse in qualche modo dato seguito a quanto pubblicamente promesso sul Lago (ovverosia di interessarsi per la sua salvaguardia, presso i Ministeri romani), durante la prima "passeggiata" organizzata dai Comitati, quella  del 10 ottobre 2010.
Certo, non è detto che l'onorevole abbia avuto modo di leggere lo sperduto Blog di Alesso, ma il messaggio era stato debitamente inviato anche a suoi recapiti ufficiali o personali.
Ricordiamo dunque, nel momento in cui viene tolto dalla vetrina,  il testo del messaggio:

UNA REITERATA DOMANDA ALL'ON. MANUELA DI CENTA

Da più di un anno, sul blog "Alesso e dintorni" viene dato conto del dibattito in atto sul futuro del lago di Cavazzo o dei Tre Comuni, alla luce del previsto raddoppio della centrale di Somplago.
Le chiediamo nuovamente (dopo una mail inviatale il 10 gennaio alla Camera dei deputati, il 9 marzo sul Suo sito e più volte qui sul Blog ) cortesemente di informarci se quanto da Lei promesso durante la "passeggiata sul lago" dello scorso 10 ottobre, vale a dire un interessamento presso il Ministero dell'ambiente sulle tematiche legate al raddoppio della centrale di Somplago, ha avuto un seguito, e di che tipo, per poterne dare adeguata informazione.
Saluti cordiali
Mandi
"Alesso e dintorni"

Nessuna risposta dalla Di Centa…  mentre il sito "Digjitait furlan" così elogiava l'iniziativa del Blog: "Eco la maniere juste di doprâ internet e il blog tant che gnove rivoluzion pe comunicazion ancje a rivuart de politiche. “Cjalcor”, blog di Dales, si vise des promessis fatis de parlamentâr Manuela Di Centa a proposit dal lât di Cjavaç e al domande cont di lôr. Ben a fasin i aministradôrs dal blog a fâ cheste iniziative e, ancje se tai coments cualchidun al à dubis che e rivi une rispueste, visinsi che lis robis su internet a restin. Ben cussì e no fâsi scoragjiâ!".
Intanto anche il problema del raddoppio della centrale di Somplago è stato archiviato, dopo la "rinuncia" di Edipower e la stessa Di Centa non è stata rieletta. Comunque, chi ha fatto più brutta figura, il Blog o l'onorevole carnica?

martedì 11 novembre 2014

Dopo De Gregori, anche Elisa cammina "ju pes gleries dal Tajament"

Vi piace il Liga? Vi piace Elisa?
Sarete doppiamente contenti nel sapere che il video dell'ultima canzone di Elisa, scritta da Ligabue, "A modo tuo", è stato girato nelle nostre zone, dall'altopiano di Monte Prat al lago di Cornino, alle gleries (ghiaie) del Tagliamento.
Una nota di soddisfazione arriva subito, e giustamente, dal sindaco di Forgaria: "Proprio cosi, un'emozione immensa , che supera ogni confine e tocca il cielo, proprio cosi, l'abbiamo tenuta fino ad oggi per noi , ma ora è ufficiale, il video della canzone di Elisa ( scritta da Ligabue ) è stato girato per gran parte sul nostro territorio casa @albergo diffuso @Riserva Lago di Corninno ‪#‎Tagliamento‬ ed ‪#‎Altopiano‬ di Monte Prat . Hanno camminato ed apprezzato i nostri luoghi ed ora questo video ci dona l'importanza di ciò che circonda i nostri sguardi #‎noicicrediamo‬ , forse quando hanno camminato con noi, hanno letto nel nostro cuore quelle pagine scritte con l'anima ed hanno guardato i nostri angoli del cielo come fossero parte dei loro pensieri .Questo video sarà il nostro biglietto da visita , la nostra cartolina , il nostro spirito nelle parole e nel senso di una stupenda canzone".

Ecco il link al video:



Da non dimenticare che le "gleries dal Tajament" avevano ospitato anche, qualche anno fa, Francesco De Gregori che, davanti a Braulins, aveva girato alcune scene del video di "L'agnello di Dio".
Per chi vuole rivederle:

lunedì 10 novembre 2014

Fino a mercoledì le adesioni alla Festa degli anziani e pensionati a Trasaghis

Domenica 16 novembre l'Amministrazione Comunale di Trasaghis  in collaborazione con i sindacati dei pensionati, l'A.S.S. n. 3, l'Auser ed il "Grop Trasagan" organizza la  "Festa degli Anziani e dei Pensionati".
Le iscrizioni e le eventuali prenotazioni per richiedere il trasporto si ricevono presso la segreteria del Comune fino a mercoledì 12 novembre.


domenica 9 novembre 2014

Carniacque, "anche col ritorno alle gestioni comunali i costi sarebbero gli stessi, anzi superiori"

Riceviamo e pubblichiamo un contributo sulla strategìa aziendale di Carniacque, oggetto di accese discussioni in queste settimane, che ha il pregio di far conoscere "dall'interno" quali sono gli intendimenti e le linee operative della Società. La nota di Paolo Martinis, inviata come commento, viene pubblicata qui "in prima pagina"  in quanto può offrire elementi importanti di informazione (e magari di dibattito). Come sempre, i lettori sono invitati a continuare a contribuire alla discussione.

In questo periodo stiamo cercando di organizzare, assieme ai Comuni, degli incontri con la popolazione per spiegare la situazione nel dettaglio, visto il recente clamore mediatico che penso abbia ulteriormente ingarbugliato la comprensione della problematica da parte degli utenti. Premetto che rispondo da tecnico, sulle questioni politiche spero entreranno i politici.
Innanzitutto (in estrema sintesi) il metodo tariffario attuale prevede che le bollette coprano i costi ordinari (la cui congruità è verificata dall'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas ed i Servizi Idrici di Milano in relazione a parametri standard) e gli investimenti (anche questi con un finanziamento bancario o di mercato finanziario a tassi standardizzati): di conseguenza i cittadini non subiranno aumenti di bolletta per una gestione inefficiente, ma l'azienda si vedrà riconoscere minori introiti negli anni successivi (così sarà tenuta a risparmiare). Ovviamente è un'impostazione prettamente industriale che va un po' modificata per la particolarità delle aree montane (pochi utenti, territorio vasto, non solo nel nostro caso infrastrutture malmesse), ma credo sia un buon metodo.
Gli aumenti tariffari per l'Alto Friuli, previsti nel Piano predisposto dalla Consulta d'Ambito e votato a maggio dalle Amministrazioni Comunali nell'assemblea della Consulta, sono necessari per garantire la finanziabilità degli interventi di manutenzione straordinaria dei prossimi 30 anni ma sono anche stati contenuti (per volontà politica) nel 6,5%/anno fino al 2022, dopodichè ci sarà una stabilizzazione. Questo porterà tra l'altro ad avere tariffe simili a livello dell'intero territorio provinciale, con una spesa di circa 250€/anno per una famiglia di due persone (dal 2022 in poi).
In seconda battuta va tenuto presente che il debito di Carniacque non è dovuto a eccessivi costi di gestione (ordinaria), come i bilanci degli ultimi anni certificano. E' dovuto al fatto che, stante la non accessibilità a finanziamenti bancari (per la situazione contingente, le particolarità del settore e le dimensioni aziendali) gli investimenti per le manutenzioni straordinarie di questi anni (quasi sempre improrogabili e giustamente sollecitati dai Comuni, per quasi 5 milioni di euro IVA esclusa complessivi) sono stati finanziati principalmente con la cassa aziendale, dilazionando il pagamento delle spettanze ai Comuni soci mentre i fornitori sono stati regolarmente saldati. Sulla liquidità incide parecchio anche il milione e mezzo complessivo di bollette emesse ma non  pagate.
Ora in questo periodo il principale lavoro del CDA di cui faccio parte consiste nel verificare quanto e quando si possano restituire questi crediti ai Comuni, coerentemente con la gestione ordinaria e la realizzazione degli investimenti assolutamente improrogabili. Al contempo si sta cercando di ottenere finanziamenti (bancari e/o di mercato) per il Piano d'Ambito assieme agli altri Gestori della Provincia (Carniacque è troppo piccola), con la supervisione della CATO e l'interessamento della Regione. Penso sia chiaro che non è cosa semplice, e che la soluzione non dipende esclusivamente da Carniacque.
Unico altro punto sul quale entro è la domanda "Se Carniacque ci costa tanto, non è preferibile tornare alla "vecchia" gestione?". I miei commenti al volantino volevano segnalare che Carniacque costa quanto la gestione in Trentino, che è comunale solo formalmente mentre il lavoro spiccio lo fanno comunque delle aziende. Quindi anche nel caso di un ritorno alle gestioni comunali anche da noi (per legge attualmente limitata ai Comuni con meno di 1000 abitanti, se gli altri sono d'accordo) i costi sarebbero gli stessi, anzi verosimilmente superiori poichè si annullerebbero le economie di scala, in quanto non si possono più pagare i costi del servizio con la fiscalità generale. Per cambiare ciò occorre cambiare le leggi, come ho sempre detto anche negli anni scorsi. Quindi capisco (e potrei anche condividere, con certi paletti) la posizione di Barazzutti, a patto che convinca lo Stato (e il resto del Friuli Venezia Giulia) che l'Alto Friuli è talmente disagiato da rendere giusto che la fiscalità generale continui a pagargli tout court anche il servizio e le infrastrutture idrici.

Paolo Martinis, membro del CDA di Carniacque SpA ed ex dipendente della stessa (spero basti... ;-) )