"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

sabato 28 febbraio 2015

Neologismi valdelaghini. Ora c'è l'acquastrada ... (III)

Sulla questione delle operazioni di pulizia lungo il basso corso del Leale, prima della confluenza col Tagliamento, ha preso posizione anche il Circolo Pedemontano di Legambiente.

Legambiente: dannosi quei tagli sul Leale

Messaggero Veneto, 27 febbraio 2015

Dopo le operazioni di pulizia dei bordi - foto Fausto Marchetti
TRASAGHIS I tagli lungo il torrente Leale: se l'Ente tutela pesca ha già coniato il termine «acquastrada», ora sulla questione è intervenuto anche il circolo pedemontano di Legambiente che ha scritto alle Direzioni regionali competenti che si sono occupate dell'abbattimento delle piante cresciute negli anni lungo il corso del fiume. «A parere del Circolo - ha scritto il presidente Sandro Di Bernardo - l'intervento, definito di "ordinaria manutenzione", si configura come un lavoro dannoso da un punto di vista ambientale, idraulicamente inutile e tale da non giustificarne la spesa, che appare tutt'altro che trascurabile. Evidentemente, ci sono delle motivazioni che hanno indotto la Direzione a dare avvio ai lavori e che ci sfuggono. È gradito quindi conoscere quali sono i motivi che hanno dato il via all'intervento, nella certezza che non sarà solo una semplice esecuzione di una norma legislativa, forse obsoleta». «Il torrente in esame - così Di Bernardo chiarisce la posizione del circolo - è stato oggetto di sistemazione spondale dopo gli anni del terremoto con la posa in opera di grossi massi e ora aveva raggiunto un buon livello di naturalità, recuperando la sua funzione di habitat, corridoio e rifugio e garantendo all'ecosistema una adeguata biodiversità. Il lavoro effettuato non ha avuto altro effetto che diminuire la biodiversità presente, banalizzando ambientalmente un corso d'acqua». (p.c.)

Cesclans, domenica "letture e chiacchiere" con Paolo Morganti

Domani una cinquantina di lettori de "Il bosco del cervo bianco" di Paolo Morganti  accompagneranno l'autore in un sopralluogo  sui siti che hanno ispirato le suggestioni celtiche che stanno alla base del fortunato romanzo.

I contenuti della visita erano stati anticipati qualche settimana fa in una intervista di Gabriella Bucco all'autore:

È vero che sono stati organizzati dei viaggi per visitare i luoghi da lei descritti?
«Su proposta dell'associazione culturale di Cordenons Il capitello, è stata organizzata per il 1° marzo una corriera di 50 persone: andremo a Forgaria a vedere il museo delle arti contadine, passeremo per Cornino e osserveremo i grifoni, poi visiteremo la valle perduta con i crocus fioriti, la chiesa di Cesclans e il piccolo antiquarium dove ci sono gli scheletri con il sasso in bocca, la busa das strias, il tumulo celtico e infine andremo a mangiare alla taverna degli angeli, menzionata nel libro e che esiste sul serio. Ci sarà un menù particolare ispirato alle memorie di pré Michele, tra cui vari assaggini e la torta di mele. Mi piacerebbe organizzare escursioni simili anche negli altri luoghi ricordati dai miei libri, a Spilimbergo già girano con il mio libro cercando la sinopia della strega a cavallo di una scrofa e gli abitanti non sanno neppure loro l'ubicazione. Mi sono innamorato della Carnia, un posto da favola dove si potrebbe vivere di turismo, sapendolo sfruttare meglio: spesso è difficile trovare i luoghi segnalati. In Friuli ci sono centinaia di castelli, spesso chiusi o irraggiungibili come lo strepitoso castello di Partistagno. Un problema italiano, ma che in Friuli è più acuto».

Gabriella Bucco (La Vita Cattolica 05/02/2015)
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Programma di massima:
ritrovo ore 8.00 a Pordenone (parcheggio Ospedale)
Forgaria nel Friuli: visita al Museo degli attezzi contadini
lago di Cornino: visita al Parco dei grifoni e al lago
lago di Cavazzo: alla scoperta del mostro intravisto da pre’ Michele
Cesclans: visita alla palude "Vuarbas"
Cesclans: visita alla Valle Perduta (con i crocus in fiore)
Cesclans: visita alla Buca delle streghe
Cesclans: pranzo presso la trattoria Angeli, con un menu con i piatti descritti nel romanzo
Cesclans: visita alla pieve di santo Stefano e al sottostante Antiquarium (che custodisce gli scheletri con il sasso in bocca)
Cavazzo Carnico: visita al tumulo celtico
Ritorno a casa (verso le 18.00).
Durante il tragitto letture e chiacchiere con lo scrittore.

venerdì 27 febbraio 2015

Sbite: c'è chi pensa di riproporne la raccolta....

Risultati immagini per olivello spinoso piantaGià altre volte, sul Blog, (vedi http://cjalcor.blogspot.it/2012/01/da-bordan-curnin-i-tanti-nomi-della.html ) si è parlato dell'olivello spinoso, una pianta umile che cresce intas gravas e che è interessante dal punto di vista linguistico per le tante varianti con la quale viene denominata  ("pomule va per la maggiore, ma vi sono anche baraç di cise, boraçâr, uve di baraç... A Bordano lo chiamano sbìte, ad  Avasinis è noto  come pissaç di mus , a Trasaghis è detto marça, a Peonis peruç di gleria...") e dal punto di vista socioeconomico nel ricordo della "stagjon de sbite", il periodo in cui, soprattutto a Bordano, era stata avviata una rilevante attività di raccolta  quando "il timp de sbite al tacave di Jugn - Lui fintremai sul finî di Setembar e le cjapavin sù propit intal periodi de ue... A Bordan no son pocjis lis feminis che tai agns Cincuante, prins Sessante, si son compradis i linçûi nuviçâi, il gas, o un biel pâr di scarpis gnovis vendint chê pomule"....
Desta curiosità, dunque, leggere sul MV di ieri che  a Lestizza il sig. Denis Marangone intende riproporre in grande stile la raccolta e l'utilizzo dei frutti dell'olivello spinoso: "dopo aver impiantato 4 ettari con le barbatelle di olivello spinoso, che ha già ordinato, in terreni di proprietà verso Pozzuolo, medita di comprare le macchine per lavorare le preziose bacche (sono congelate, la sgranatura a mano è improponibile a quelle quantità) e auspica di trovare terreni in affitto per ampliare la produzione.
Da marmellate a sciroppi, succhi di frutta, la pianta (che rende molto e richiede poco lavoro) è impiegata non solo nel food, ma anche come integratore, ricca di vitamina C ed E, per la produzione di olio per massaggi e tanto altro". (vedi http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2015/02/26/news/parola-all-artista-dell-olivello-spinoso-1.10944789?ref=search)

Tanti auguri, dunque, al sig. Marangone, col consiglio che, magari, a Bordano potrebbe trovare ancora consulenti assai competenti …



giovedì 26 febbraio 2015

Libro sui coscritti di Alesso, "missione compiuta"

"Chei dal '74"  hanno diffuso un comunicato nel quale informano che i proventi ricavati dalla diffusione del libro "Delés e i siei coscrìz" verranno utilizzati per la dotazione di alcuni serramenti nell'edificio della Latteria. Nell'occasione, "chei dal '74" porgono i ringraziamenti a quanti hanno  contribuito alla realizzazione e alla distribuzione del libro. Il Blog, trovandosi citato, rinnova i complimenti per l'importante operazione culturale portata a conclusione con successo.
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Delés e i siei coscrìz

Grazie alla vostra partecipazione alla festa organizzata per la presentazione del libro “Delés e i siei coscriz”, ed in seguito alla sua vendita, abbiamo raggiunto la cifra di € 1706 che verranno destinati all'acquisto di 4 serramenti per la latteria turnaria di Alesso.
Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al successo della manifestazione, ed in modo particolare Annalisa e Fabio, il Matitone, panificio Picco ed il blog “Alesso e dintorni” per lo spazio dedicatoci!

                                   La classe 1974


mercoledì 25 febbraio 2015

Bordano, venerdì pomeriggio di letture in Biblioteca

La Biblioteca Comunale “Ugo Rossi”, il  Comune di Bordano, il Gruppo di Lettura e Animazione “Pan e cocules” e lo Sportello sovracomunale per la lingua friulana del Gemonese propongono appuntamenti per i bambini delle scuole materne ed elementari presso la Biblioteca Comunale “Ugo Rossi” di Bordano per tante belle letture animate in lingua friulana e italiana.
Il prossimo appuntamento è  fissato per VENERDÌ 27 Febbraio, ore 16.30 sul tema “Mi piaci se ti muovi!”,
letture sul tema dello sport e giochi di gruppo.






Alesso, mercoledì senz'acqua

C'è qualcuno ad Alesso che accede a Internet ancor prima di  aprire il rubinetto e farsi il caffè? Ecco allora la notizia giusta....

Carniacque segnala:

Risultati immagini per acquedotto + trasaghis
Si comunica che, per poter effettuare un intervento di manutenzione ordinaria dell’acquedotto comunale, nella giornata di MERCOLEDI 25 FEBBRAIO  2015 DALLE ORE 08.30 ALLE 11.30 (e in caso di imprevisti fino ad ultimazione dei lavori) si verificheranno sospensioni dell’erogazione idrica e/o cali di pressione  nell’intero abitato di Alesso.   
In caso di condizioni climatiche avverse l’intervento sarà procrastinato a data da destinarsi (che verrà preventivamente comunicata).






martedì 24 febbraio 2015

ICI, chiusa la vertenza tra Edipower e il Comune di Cavazzo

Nel corso dell'ultima seduta del Consiglio comunale di Cavazzo il Sindaco ha dato notizia della avvenuta chiusura del contenzioso del Comune con Edipower per il pagamento dell'Ici (riferita essenzialmente alla centrale di Somplago) del periodo 2007-2011. Edipower verserà alle casse comunali la somma di  460mila euro.

"1. Chiusura vertenza Edipower relativa all’ICI 2007-2011. Il Sindaco sintetizza i passaggi salienti che hanno portato alla transazione ed esprime soddisfazione per i contenuti dell’accordo su cui sono stati acquisiti i pareri favorevoli del Revisore dei conti e del legale che assiste e rappresenta il Comune nel giudizio innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale. Ricorda come l’accordo sia vantaggioso per il Comune avuto riguardo sia all’importo che Edipower verserà al Comune in un’unica soluzione (460.000,00 euro), sia ai tempi lunghi e all’incertezza che sempre caratterizzano l’esito di un contenzioso".

(http://www.comune.tolmezzo.ud.it/altofriuli/albopretorio.nsf/92c3e54323eb82eec125772d0026abc6/7653cce51f0ac8efc1257dea00736a93?OpenDocument)


domenica 22 febbraio 2015

Quei rifiuti sulla riva est del Lago

Riceviamo e pubblichiamo:

Buongiorno,
sono Lorena Spangaro, stamattina [ sabato 21] sono andata a correre  attorno al lago. Arrivata nel parcheggio della discoteca mi sono accorta che i bidoni dei rifiuti sono traboccanti di immondizie,che col vento viene sparsa tutt'intorno. Volevo segnalarvi la situazione perché, secondo me, è un peccato che un così bel luogo venga deturpato dalla semplice incuria.
Saluti

Grazie alla signora Lorena se ha ritenuto il Blog uno spazio valido per la segnalazione del problema. Della gestione dei rifiuti si è parlato tante volte sul Blog, soprattutto nel periodo estivo, quando sono state attivate anche procedure straordinarie per lo smaltimento di una quantità di rifiuti superiore alla norma. Nel caso in questione bisognerebbe forse appellarsi al buon senso civico dei fruitori delle attività  turistico-ricreative-commerciali  della zona ....


sabato 21 febbraio 2015

"Di dove sei?" - "di Alto Friuli orientale" (IV)

Dunque, riassumendo. La Regione vorrebbe che per il prossimo autunno partissero le UTI (Unioni intercomunali territoriali). Nell'Alto Friuli ne sarebbero previste due, la Carnica e l'Orientale. La Val Canale mugugna, vorrebbe maggiore autonomia decisionale. In Carnia, e a sud, mugugnano (Ce centrìno cun Tàrvis). Osoppo è divisa, tra Gemonese e collinare.  Trasaghis e Bordano paiono sostenere l'ipotesi gemonese di una unica grande Uti dal Tagliamento al Cividalese...

Mentre diversi sindaci "lavorano al fronte del ricorso, i “tafferugli” attorno alla proposta di perimetrazione delle Uti non sembrano volersi sedare. Specie tra Gemonese e Collinare, dove la posizione di Osoppo continua a far discutere. Dopo l’uscita dell’ex segretaria locale del Pd, Viviana Londero, che a Serracchiani ha chiesto di ricollocare il paese nell’ambito del Gemonese, ieri ha preso la parola il sindaco Paolo De Simon. Per dire sostanzialmente due cose. La prima: «C’è un consiglio legittimato a decidere, un consiglio di cui Londero non fa parte». La seconda: «Si continua a insistere sul Gemonese, ma l’Unione territoriale intercomunale cui si fa riferimento il locale circolo Pd va da Gemona a Tarvisio e mi si deve spiegare cosa c’entra Osoppo con i paesi dalla Val Canale in su. E’ chiaro – ha concluso il sindaco – che per certe cose siamo vicini alla città pedemontana, ma è anche vero che da 40 anni siamo pienamente inseriti nella Collinare ed è lì che vogliamo restare. Nulla vieta, del resto, che si possano prevedere con il Gemonese delle collaborazioni»". (Messaggero Veneto 20 febbraio 2015)
Diceva Mao Tse-tung:" Grande è la confusione sotto il cielo",  aggiungendo poi "perciò la situazione è favorevole". Chissà se vale anche per il Gemonese... 
Risultati immagini per Bordano - Cavazzo - TrasaghisIn ogni caso, la logica dei "grandi numeri" spazza via definitivamente anche il  progetto del "SuperComune per contare" ipotizzato negli anni '90 per dare unità e dignità alla Valle del Lago. E anche sulla genesi di questo sogno ci si potrebbe interrogare... 

venerdì 20 febbraio 2015

Il "Salet" di Bordano continua a essere una mina vagante (IV)

Picco: nella causa del Salet non ho responsabilità


Messaggero Veneto, 19 febbraio 2015

BORDANO. «Sugli esiti della vicenda relativa ai "Salèts" l’amministrazione da me guidata non ha alcuna responsabilità». Sulla causa che vede in ballo 408 mila euro, somma che il Comune è tenuto a versare all’azienda agricola Il Salet e che ha portato l’amministrazione comunale stessa a promuovere un ricorso di fronte alla Corte di Cassazione, interviene ora Enore Picco, sindaco a Bordano dal 1985 al 2006.
Se l’attuale amministrazione punta il dito contro di lui, responsabile per aver concordato una transazione con il Salet nel 2002, Picco non ci sta e precisa: «Se non erro - dice - la causa è stata intentata nel dicembre 2010 dal titolare dell’azienda agricola "Il Salet" contro il Comune di Bordano rappresentato dallo stesso sindaco che è in carica oggi, eletto nel 2007 e riconfermato nel 2012. Quando nel 2002 avviai la conciliazione di fronte all’Ispettorato per l’agricoltura lo feci per sanare alcune situazioni poiché il Comune era diventato proprietario di quei terreni ereditati dal demanio dello Stato nel 2001. Su quelle proprietà erano stati avviati dei lavori pubblici, ma l’attuale sindaco lo sa bene, essendo stato per molti anni in consiglio comunale nei banchi dell'opposizione».
A Picco non va giù neppure l’accusa di aver riconosciuto all’azienda agricola le migliorie effettuate sui "Salets" e neanche quella di non aver previsto a bilancio una copertura finanziaria per i risarcimenti.
«È stata la legge che mi imponeva di riconoscere le migliorie che effettivamente Il Salet aveva apportato piantando alberi su un terreno che aveva ricevuto» sostiene Picco.
«Rispetto alla copertura finanziaria, la mia amministrazione - conclude il già sindaco - non poteva fare una valutazione dello stato dei campi nel 2002 quando il contratto con Il Salet scadeva dieci anni dopo: stava all’attuale amministrazione prevedere una copertura quando l’azienda ha chiesto il recesso nel 2007». (p.c.)

"Di dove sei?" - "di Alto Friuli orientale" (III)

La Cisl auspica due Uti a nord di Udine

Da una parte i Comuni di Gemonese-Tarcentino, dall’altra quelli di Valcanale e Canal del Ferro. Due Unioni «di peso» per tenere testa alle aggregazioni dell’udinese. Interviene anche la Lega.


di Alessandro Cesare

GEMONA – Torna ad animarsi la discussione sulle Unioni territoriali intercomunali introdotte dalla riforma degli enti locali. A intervenire è la Cisl Alto Friuli, che vede di buon occhio la proposta lanciata dai sindaci del Gemonese per giungere alla definizione di un’Uti da 100 mila residenti. La referente carnica della Lega Nord, invece, auspica un'aggregazione tra i territori di Carnia e Valcanale-Canal del Ferro.
L’auspicio territoriale di Colautti 
«La proposta fatta dai primi cittadini di Artegna, Bordano, Gemona, Montenars, Trasaghis e Venzone per aggregare il Gemonese, la Collinare e il Tarcentino - ragiona Franco Colautti, segretario della Cisl Alto Friuli  - va nella giusta direzione per garantire a questo territorio massa critica, sinergie e visione d’insieme per costruire concrete progettualità in chiave futura». Allo stesso tempo Colautti suggerisce l’apertura di un tavolo di confronto tra Carnia e Valcanale-Canal del Ferro, comprensorio quest’ultimo al momento inserito nella Uti dell’Alto Friuli Orientale con il Gemonese. «Da tempo gli amministratori locali di quei territori segnalano le diverse caratteristiche e vocazioni sociali, economiche ed orografiche rispetto al Gemonese - fa notare Colautti -pensare dunque a una fascia montana unita da est a ovest con la garanzia dei sub-ambiti, potrebbe portare a due Uti a nord di Udine coese e cooperanti, mantenendo al loro interno caratteristiche di policentrismo che da sempre contraddistinguono questi ambiti».
Bubisutti rilancia l’Uti tra Carnia e Valcanale
Sul tema specifico delle Unioni in Alto Friuli, si segnala anche l’intervento di Aurelia Bubisutti, rappresentante carnica della Lega Nord. «Invito la Carnia a non chiudersi ancora una volta in se stessa, iniziando a prendere contatti con il Tarvisiano per comporre una Unione dal massiccio peso specifico, capace di tenere testa alle altre macro-aree della Regione. I numeri in termini di popolazione continuano drasticamente a crollare – rileva Bubisutti – per questo dobbiamo attrezzarci per vincere patetiche ritrosie campanilistiche tra Carnia e Valcanale-Canal del ferro. E' tempo di fare tesoro degli errori passati e confermare che se c'è la volontà siamo più svegli e lungimiranti degli altri. Ricominciamo a osare».
Lo scenario futuro
La delibera regionale di individuazione delle Uti lascia spazio ai Comuni per fare ragionamenti motivati che prevedano assetti anche diversi da quelli proposti. «Si utilizzi il tempo a disposizione - conclude Colautti -per lavorare al meglio con la prospettiva di unire le comunità nell’interesse primario dei cittadini». Tenendo ben a mente che, se la Regione non accetterà di sedersi attorno a un tavolo per rivedere una parte dei contenuti della nuova legge, un centinaio di sindaci è già pronta a impugnare la norma davanti al Tar.

Una veduta dell'area Gemonese

giovedì 19 febbraio 2015

Lampade a led per le notti di Trasaghis

Trasaghis, nell'area artigianale in arrivo le lampade a led

Messaggero Veneto, 18 febbraio 2015

TRASAGHIS Illuminazione a risparmio energetico in arrivo nella zona artigianale e nella parte sud del centro della cittadina, dove presto i vecchi punti luce saranno sostituiti con nuove lampade a led. Il Comune ha recentemente affidato l'intervento alla ditta Cem srl di Ronchi dei Legionari, risultata vincitrice della gara di appalto, per l'intervento sull'impianto di illuminazione della zona artigianale e in 16 punti luce nella parte sud del centro cittadino. «Grazie a questo intervento - dice il sindaco Augusto Picco - sarà possibile ottenere risparmi fino al 75% in alcuni punti. Queste lampade a risparmio energetico vanno ad aggiungersi a quelle che abbiamo sistemato nel 2008 sulla via principale ». (p.c.)



Il "Salet" di Bordano continua a essere una mina vagante (III)

Bordano. Il sindaco: fu il Salet a voler uscire anticipatamente

Messaggero Veneto, 18 febbraio 2015

«L'amministrazione comunale era disponibile a una proroga del contratto a Il Salet, ma è stato quest'ultimo a mandare una richiesta di risoluzione anticipata al 2007. Ci chiediamo: se il meleto valeva così tanto perché tutta questa fretta nel voler riconsegnare l'impianto?». Il sindaco Gian Luigi Colomba risponde così all'imprenditore Gio Batta Ilardi, rappresentante dell'azienda agricola Il Salet, in merito alla vicenda relativa alla causa "Salets". Il primo cittadino di Bordano giustifica e chiarisce le scelte del Comune: «Come poteva l'amministrazione in carica addivenire a un accordo in presenza di precedenti atti amministrativi assunti senza la dovuta copertura finanziaria? Come potevamo addivenire a una transazione di fronte a un dato certo rappresentato dalla sentenza di primo grado che condannava il Comune al risarcimento di 30 mila euro quando il richiedente presentava perizia di parte per un importo di 460 mila euro?». «È falso - conclude il sindaco Colomba - che la scelta operata con l'atto transativo del 2002 abbia ridimensionato l'esborso a carico del Comune, poiché è dallo stesso che è nato il problema che grava ora sull'amministrazione attuale». (p.c.)

mercoledì 18 febbraio 2015

Tajament, osservato speciale

Tagliamento, ok ai lavori a valle contro le piene

Risultati immagini per Braulins + TagliamentoAnalisi idrologica del Tagliamento, progetti per opere da realizzare nella sezione di valle del fiume e mandato per l'individuazione di interventi nella parte alta del corso d'acqua: un punto di arrivo importante per la sicurezza del fiume Tagliamento è stato raggiunto ieri a Palazzo Chigi in una riunione convocata dalla Struttura di missione del Governo #italiasicura con le Regioni Friuli Venezia Giulia, Regione Veneto e l'Autorità di Bacino.
Il tavolo tecnico, coordinato dal Direttore di #italiasicura, Mauro Grassi, ha verificato la qualità del lavoro svolto finora e ha così fissato le prossime azioni necessarie alla riduzione del rischio di alluvioni rappresentato dal passaggio di piene "storiche" del il fiume Tagliamento.
Dall'analisi idrologica complessiva del sistema Tagliamento sono stati individuati gli interventi necessari nella sezione di valle fiume: realizzazione opere di presa idraulica per la gestione dei flussi e la risistemazione degli argini del Cavrato, così da poter gestire piene significative. Gli interventi progettati a valle garantiscono anche il miglioramento della sicurezza nella parte alta del corso d'acqua grazie ad una maggiore capacità di deflusso verso mare delle acque di piena. Fra tre mesi il tavolo tecnico si riunirà per completare il lavoro e valutare il complesso delle opere, a monte e a valle, per la messa in sicurezza delle popolazioni lungo tutta l'asta del fiume.
"Quello del Tagliamento è un caso da manuale - ha commentato il coordinatore della Struttura di missione di Palazzo Chigi #italiasicura Erasmo D'Angelis - e dimostra che quando tutte le Istituzioni lavorano ad un obiettivo comune si riesce a definire un percorso chiaro e condiviso, capace di ridurre il rischio che aree importanti del Nord-Est finiscano alluvionate. E' sicuramente un lavoro complesso e articolato e noi non faremo mai mancare il nostro pieno sostegno".

(http://www.lavitacattolica.it/stories/regione/7544_tagliamento_ok_ai_lavori_a_valle_contro_le_piene/#.VOOtltKG_Cp)

                                    Risultati immagini per Braulins + Tagliamento

martedì 17 febbraio 2015

Il "Salet" di Bordano continua a essere una mina vagante (II)

Bordano: frutteto della discordia, parla il titolare del “Salet”


di Piero Cargnelutti.

http://messaggeroveneto.gelocal.it/polopoly_fs/1.10855906.1423792912!/httpImage/image.jpg_gen/derivatives/detail_558/image.jpg«Ho sempre cercato di giungere a una transazione con l’amministrazione comunale, ma non ho mai trovato la disponibilità». Gio Batta Ilardi, amministratore dell’azienda agricola Il Salet, che in queste settimane ha chiesto al Comune di liquidare i 408 mila euro che quest’ultimo gli deve per la causa vinta di fronte alla Corte di Appello di Trieste nel giugno dell’anno scorso, ci tiene a chiarire la sua posizione sulla vicenda. «In questa causa – spiega Ilardi – che si protrae dai primi anni 2000, da parte mia ho sempre promosso la volontà di giungere a una transazione con il Comune, ma da quest’ultimo è sempre giunto un rifiuto, sia nel primo che nel secondo grado di processo che abbiamo affrontato. Forse, con una transazione, l’esborso avrebbe potuto ridursi per le casse comunali». Ilardi ci tiene anche a ribattere al sindaco Gian Luigi Colomba in merito al valore effettivo di quei 9 ettari di terreni coltivati a frutteto. Se per il primo cittadino, 408 mila euro sono eccessivi per quel pezzo di terra, Ilardi spiega che non è così: «Nel 2012 – dice – quando al 31 dicembre abbiamo lasciato il frutteto come da accordi, aveva ancora un grande valore, tanto è vero che, come risulta anche dalle polizze, la produzione era stata assicurata per 160 mila euro quell’anno, per un totale di 4.700 quintali. Da allora, su quel terreno non è stato fatto più niente e dunque il valore è certamente sceso ma questo non dipende da me. Il valore di quel frutteto è stato definito dalle perizie tecniche che non sono state sconfessate dalle sentenze del tribunale». Il Salet ha gestito quei terreni dal lontano 1977 quando erano ancora di proprietà del demanio dello Stato, il quale successivamente li aveva trasferiti al Comune. Era stata la precedente amministrazione guidata da Enore Picco a chiedere all’azienda agricola di interrompere le colture e da parte sua Il Salet aveva chiesto il riconoscimento delle migliorie realizzate negli anni su quei terreni: «Allora – spiega ancora Ilardi – l’amministrazione si era detta favorevole ad addivenire a una transazione: in base a quella, si consideravano le migliorie del solo frutteto e non del seminativo che pure gestivamo per un totale circa di 30 ettari. Quella è stata una scelta che ha permesso al Comune di ridimensionare l’esborso». Ora il Comune ha promosso la causa in Cassazione e da parte sua Il Salet attende la risposta in merito alla sospensiva di pagamento: «Ci tengo anche a dire – conclude Ilardi – che con quel frutteto ho garantito per molto tempo 3-4 posti di lavoro. Se quelle colture non fossero state abbandonate avrebbero potuto produrre ancora mele di qualità. Certamente, oggi non ha il valore che aveva quando noi lo abbiamo lasciato».

(da Messaggero Veneto 17 febbraio 2015 - diffuso in rete da  http://aldorossi.altervista.org/bordano-frutteto-discordia-parla-titolare-salet/)

lunedì 16 febbraio 2015

Neologismi valdelaghini. Ora c'è l'acquastrada ... (II)

Ecco il testo integrale dell'articolo uscito ieri sul MV con le critiche di Polano dell'Etp ai lavori di pulizia lungo il basso corso del Leale. Notiamo, per inciso che la  zona è quella che, in futuro, potrebbe essere interessata alla realizzazione del "by-pass" dalla centrale di Somplago. Anche in quest'ottica si possono leggere  alcuni importanti riferimenti contenuti nella seconda parte dell'articolo....

«Il Leale ora è una “acquastrada”»
Attacco alla Regione dell’Ente tutela pesca per il taglio degli alberi
Messaggero Veneto, 15 febbraio 2015

TRASAGHIS. Le sponde del canale Leale diventano una “acquastrada”, dopo il taglio degli alberi realizzato dalla Direzione centrale ambiente ed energia della Regione Fvg. A definirla così è l’Ente tutela pesca, rappresentato dal consigliere Claudio Polano, secondo il quale quell’intervento andrà a colpire la fauna ittica. «È un intervento inutile e dannoso - sottolinea Polano - poiché in quel tratto di circa 2,5 chilometri, non ci sono case, strade, attività umane o infrastrutture. Quel pezzo dell’ex torrente era stato ricalibrato con grossi massi nel dopo terremoto e ora si stava faticosamente rinaturando a livello spondale con una rigogliosa vegetazione di pioppi e salici, che oltre al piacevole aspetto estetico, creavano zone di riposo per la fauna ittica, la nascondeva ai numerosi uccelli ittiofagi e forniva habitat a molte specie di insetti, a loro volta prede dei pesci. Oggi è diventata invece un’“acquastrada” dove le condizioni di vita sono nettamente peggiorate nonostante l’elevata qualità delle sue acque, provenienti in prevalenza dal lago di Cavazzo. Unica, magra consolazione, ora sarà facilitata la fruizione come campo di gara per manifestazioni alieutiche».
In quelle acque sono presenti temoli e trote marmorate, una specie tipica a livello locale che i pescatori seguono con una certa attenzione: la vegetazione, di fatto, era utile perché metteva a disposizione di queste specie l’ombra dove potere riposare. Sul fronte ittico, i pescatori ricordano anche il recente incontro avuto con i rappresentanti di Edipower, gestore del canale: «Abbiamo sottolineato - dice Polano - l’importanza di mantenere il livello del lago non sotto una certa soglia, in particolare nei mesi estivi, quando i ciprinidi vanno in frega nel canneto di Alesso. A Edipower è stato anche chiesto il ripristino dell’ultima briglia del canale, parzialmente franata dopo una piena. Il suo ripristino permetterebbe di alzare notevolmente il battente d’acqua nel tratto a monte, recuperando un tratto importante del corso d’acqua».(p.c.)