"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

giovedì 30 aprile 2015

Casa delle Farfalle, dalla Provincia un OK al Comune di Bordano

Casa delle Farfalle, prorogata la concessione al Comune di Bordano

Casa delle Farfalle, prorogata la concessione al Comune di Bordano
Casa delle farfalle: la Provincia di Udine ha deciso di prorogare al Comune di Bordano la concessione a titolo gratuito delle opere realizzate e degli allestimenti acquistati nel 2007 nell’ambito del progetto di adeguamento funzionale della struttura che ospita il centro visite, iniziativa sostenuta con fondi europei (progetto Euroleader) e risorse proprie per un totale di 100 mila euro. L’amministrazione comunale il 17 novembre 2018, data di scadenza dell’obbligo di permanenza della destinazione d’uso e della convenzione con palazzo Belgrado, ne diverrà proprietaria. Lo ha stabilito l’esecutivo di palazzo Belgrado su delibera proposta dal vicepresidente con delega ai progetti europei Franco Mattiussi. “Diamo così seguito a un percorso intrapreso dalla Provincia finalizzato all’adeguamento e quindi alla valorizzazione della Casa delle farfalle – precisa Mattiussi – una realtà importante sia quale richiamo turistico sia per lo studio e la conoscenza delle farfalle e di particolari tipologie di insetti. Una struttura che per le sue caratteristiche si presta, come del resto è stato dimostrato nel tempo, a interessanti visite per le scolaresche e per le famiglie”. I lavori sostenuti dalla Provincia hanno riguardato opere edili e migliorie all’edificio che ospita il centro visite nonché l’acquisto di arredi, piante e la realizzazione dell’impianto di irrigazione automatico. Mattiussi si esprime positivamente anche in relazione alla recente riapertura della Casa delle Farfalle. “In questo modo riprenderà il flusso delle visite alla struttura tra i principali punti d’attrazione dell’intera zona nonché elemento d’interesse segnalato nel tracciato della Ciclovia Alpe Adria che tocca anche il territorio di Bordano”.

Comunicato della Provincia di Udine diffuso da Radio Studio Nord (http://www.rsn.it/new/selectedEntity/30270/entityTypeID/5)

mercoledì 29 aprile 2015

Giovedì la presentazione del diario di don Zossi e degli ultimi sviluppi del "caso Avasinis"

Avasinis, la strage di innocenti a Liberazione avvenuta


(r.c. dal Messaggero Veneto del 29 aprile 2015)

Sono trascorsi settant’anni dall’eccidio di Avasinis – era il 2 maggio del 1945 – quando ormai gran parte del Friuli era liberato: un tragico “colpo di coda” che provocò 51 vittime innocenti, delle quali molte donne, vecchi e bambini. Per comprendere la dinamica di quei fatti è stato pubblicato il diario che don Francesco Zossi, allora parroco di Avasinis, lasciò a futura memoria. La pubblicazione, a cura dell’amministrazione comunale di Trasaghis, con materiale integrativo costituito da interviste ai testimoni diretti, ha suscitato notevole interesse. Diciotto anni dopo, anche la seconda edizione è andata esaurendosi, mentre non è diminuito l’interesse: svariati i testi sulla seconda guerra mondiale in Friuli che hanno attinto da quella pubblicazione o che, quanto meno l’hanno citata in bibliografia e numerose le richieste che sono arrivate e continuano ad arrivare al Comune per potere ottenere una copia per le ricerche o la consultazione. Ecco perché l’amministrazione comunale, d’intesa con la sezione Anpi Val del Lago, ha ritenuto necessario provvedere a una terza edizione che esce in concomitanza con il settantesimo anniversario dei fatti di Avasinis e della conclusione della guerra. L’appuntamento è per domani, giovedí, alle 20.30, nella chiesa di Avasinis. È dunque riproposta la trascrizione integrale del diario di don Zossi assieme alla sezione “Un microfono sulla strage” con le testimonianze dirette, raccolte negli anni ’80 e ’90, che assumono oggi un valore ancora maggiore, dal momento che quelle persone, in gran parte, ci hanno ormai lasciato. In aggiunta, questa terza edizione porta una importante integrazione, dal momento che Pieri Stefanutti (curatore delle diverse edizioni) ha redatto una sintesi delle principali ricerche storiografiche effettuate per la definizione delle vicende di Avasinis e un aggiornamento di quelle che sono state le indagini, i contributi, le scoperte successive all’uscita del libro, in modo particolare rivolte alla definizione del contesto e alla individuazione dei reparti effettivamente coinvolti. Si tratta, come sottolinea il sindaco Augusto Picco nell’introduzione, «di un contributo alla memoria, nel ricordo delle vittime, con la costante ricerca di un impegno per la costruzione di un presente di pace». Il programma della serata prevede il saluto di Augusto Picco, sindaco di Trasaghis e l’intervento di Pieri Stefanutti, curatore della pubblicazione, con una relazione su: “Il caso Avasinis: le tappe di un lungo percorso di ricerca”. Seguirà una riflessione di monsignor Pietro Brollo, arcivescovo emerito di Udine legata in particolare alla figura di don Zossi. Le conclusioni saranno infine tratte dal prof. Andrea Zannini, docente di Storia moderna all’università di Udine.

(diffuso in rete da  http://aldorossi.altervista.org/)



martedì 28 aprile 2015

Somplago caput mundi. Dall'Austria la "pietra tombale" per l'elettrodotto?

Dall’Austria altro no  al mega-elettrodotto 


di Marco di Blas

Sul progetto dell’elettrodotto da 220 kV Würmlach-Somplago è stata posta la pietra tombale. Già nel settembre scorso il Tribunale amministrativo federale aveva negato l’autorizzazione all’opera, giudicandola incompatibile con il territorio che avrebbe dovuto attraversare, una vallata che da Kötschach-Mauthen si insinua a sud verso il confine italiano, il cosiddetto “Kronhofgraben”, considerato un gioiello naturalistico, candidato a entrare a far parte del Patrimonio dell’umanità protetto dall’Unesco e già facente parte degli ambiti tutelati dal protocollo “Natura 2000”. Ora quella sentenza è stata confermata anche dal Consiglio di Stato, con un provvedimento che porta la data del 24 febbraio, ma che è stato pubblicato soltanto in questi giorni. Ovviamente, la competenza territoriale di questo supremo organo giurisdizionale si limita all’Austria, ma è evidente che, non potendosi realizzare i 42 chilometri di elettrodotto previsti in territorio carinziano, non avrebbe alcun senso allestire i restanti in territorio italiano, dal confine a Somplago, anche se sul nostro versante esisteva un parere positivo espresso in luglio dal Ministero per l’Ambiente, con provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, relativo alla valutazione di impatto ambientale. La decisione di settembre del Tribunale amministravo era stata accolta con sorpresa sia dai promotori dell’elettrodotto – la Alpe Adria Energia Spa di Udine – sia dagli oppositori (vari Comuni della Carinzia e della Carnia, nonché alcuni comitati ambientalisti transfrontalieri), perché dopo la decisione del Ministero italiano per l’Ambiente e soprattutto dopo la presa di posizione favorevole dell’Unione europea, tutti davano per scontata una sentenza pro elettrodotto. Nell’estate scorsa – lo ricordiamo – l’Ue aveva inserito l’opera nell’elenco, aggiornato ogni due anni, dei «progetti di interesse comunitario», condizione che avrebbe consentito ad Alpe Adria Energia Spa di accedere ai finanziamenti europei, di accelerare i processi autorizzativi e di ottenere, se necessario, l’esproprio dei terreni. Ma il Tribunale amministrativo, come avevamo riferito anche in questo giornale, era stato di diverso avviso. Contro quella sentenza la società proponente aveva presentato ricorso al Consiglio di Stato, che però è stato respinto. Non si conoscono ancora le reazioni sul versante austriaco, mentre su quello italiano ha già preso posizione Renato Garibaldi, uno dei principali oppositori al progetto. «A nome mio e del comitato che per anni si era battuto per fermare questo scempio – ci ha dichiarato – esprimo da una parte la nostra soddisfazione per il raggiungimento dello scopo ottenuto a prezzo di molte battaglie nelle piazze e nelle sedi amministrative; dall’altra, il nostro rammarico per aver avuto bisogno della giustizia austriaca per fermare questo assurdo ovvero che l’interesse economico di pochi (tre imprenditori) prevalesse sugli interessi di tutti. Perché questo scrive la sentenza: la natura, il paesaggio sono un valore immenso e la speculazione di alcuni non può prevalere su questi beni comuni».

Messaggero Veneto, 28 aprile 1945
(diffuso in rete da http://aldorossi.altervista.org/friuli-dallaustria-dal-consiglio-mega-elettrodotto-wurmlach-somplago/)


lunedì 27 aprile 2015

A 70 anni dal bombardamento di Alesso (III)

Metti una sera .... una stanza piena per sentir parlare di bombardamenti. La proposta del Comune e del Centro di Documentazione nel 70° anniversario del bombardamento di Alesso ha richiamato numerose persone nel Centro Servizi.

Il Vicesindaco Enzo Vidoni ha portato il saluto della Amministrazione comunale.


Per il Centro di Documentazione, Pieri Stefanutti ha introdotto la serata, ricordando il lungo e complesso lavoro di ricerca portato avanti negli ultimi anni.Sullo specifico episodio del bombardamento, è intervenuto Zuan Cucchiaro, che ha rievocato le picchiate degli aerei in quel mattino di 70 anni fa.


L'editore Giovanni Aviani si è soffermato sullo sforzo che la casa editrice fa per ricostruire pagine di storia friulana del Novecento assai poco conosciute.


Michele D'Aronco ha illustrato il contenuto della sua complessa ricerca, poi confluita nel libro "Ali sul'Alto Friuli" soffermandosi sulla genesi e le caratteristiche di alcune azioni alleate in Friuli (Osoppo, Gemona, Venzone...) per poi soffermarsi sul caso di Alesso che, sulla base della documentazione di archivio reperita negli Usa, rappresenta l'unico caso di azione di bombardamento su un obiettivo non avente caratteristiche specificatamente militari (venne diretto contro l'insediamento cosacco).



(Fotoservizio di Mattia Stefanutti)

A chi era presente, a chi ha seguito la vicenda sulla stampa o sul web, l'invito a intervenire con commenti o integrazioni.

domenica 26 aprile 2015

Sabato 2 a Osoppo il primo "Concerto per Matteo"

Torna la grande musica ad Osoppo, già capitale pedemontana del reggae, dei bikers e dei concerti da tutto esaurito. Sabato 2 maggio 2015 dalle ore 14.30 nel Parco della Colonia di Osoppo (UD) l'Associazione di Promozione Sociale "Matteo Chef Giramondo" organizzerà il primo: "Concerto per Matteo".
Il neonato sodalizio costituito dai genitori e dagli amici di Matteo Rodaro, il giovane chef di Avasinis scomparso un anno fa, si propone di ricordare la sua figura attraverso iniziative benefiche come il concerto del prossimo 2 maggio il cui ricavato sarà devoluto all'AOAF - Associazione Oncologica Alto Friuli. Appetitosa sarà l'offerta gastronomica dai fasolari dell’Alto Adriatico alla frittata filante di Avasinis, dalle sardelle di Artegna alle carni alla brace cotte con uno strumento innovativo. I più golosi saranno appagati con dolci di ogni tipo preparati secondo le ricette delle nonne delle nostre valli. Fornita la cantina con i migliori vini friulani ed una rinfrescante birra alla spina.
Dal pomeriggio a tarda sera si alterneranno sul palco band e gruppi musicali fra i quali i: "I Blue Cash", "Klara and the black cars", Nicole Pellicani che celebrerà la storia del reggae, i coinvolgenti "CREEDENCE CLEARWATER REVIVED" che torneranno in Friuli Venezia Giulia solo per Voi. La più grande band americana per quanto riguarda i singoli, uno dei più convincenti rock'n'roll group di ogni genere, la band californiana più rappresentativa della cultura "on the road" degli anni '60 e '70, "CREEDENCE CLEARWATER REVIVAL", si sciolse negli anni'70 per la separazione artistica dei due leader, i fratelli John e Tom Fogerty...Ma il loro sound ed il loro spirito si possono ancora gustare live in giro per il mondo! Se John intraprese una luminosa carriera solistica nella musica country, il fratello Tom fu sempre desideroso di far "rivivere" i suoni con una band che fosse erede del CCR, ma nel 1990 scomparve a causa di un male incurabile. Poco prima, con la nascita dei CREEDENCE CLEARWATER REVIVED, sotto la guida del virtuoso chitarrista Johnny "Guitar" Williamson (già membro dei mitici Titanic di "Sultana"), che aveva avuto modo di conoscere Tom Fogerty e di seguirne il desiderio di far rinascere i CCR, iniziava ad essere rinvigorito l'epico successo della band originaria.
A consacrare la serata al rock ci penserà lo storico chitarrista di Vasco Rossi, ovvero il mitico MAURIZIO SOLIERI. L’artista emiliano ha dedicato la sua vita al rock partecipando come musicista, autore, produttore,  compositore a numerosi album di artisti italiani tra i quali Alberto Fortis e i Nomadi.
Tutti i concerti saranno ad ingresso ad offerta libera.
Non mancherà lo spazio per grandi e piccini dedicato al benessere, all’animazione e al ballo con gli amici della palestra “Punto Fit” di Gemona del Friuli e le emozionanti manovre di volo sui nostri splendidi paesaggi pedemontani con i parapendii e i deltaplani del “Volo Libero Friuli”. Il ricavato del concerto sarà devoluto all’AOAF - Associazione Oncologica Alto Friuli, l’Onlus di Tolmezzo che in sinergia con gli ospedali del nostro territorio e i servizi assistenziali offre gratuitamente ai malati oncologici e ai loro famigliari assistenza psicologica, trasporto alle strutture sanitarie di cura, formazione, opere di sensibilizzazione e prevenzione, contributi per l’acquisto di nuove strumentazioni per la cura e la diagnosi dei tumori.
(http://www.ilfriuli.it/)

                                               

sabato 25 aprile 2015

Val del Lago sul Web. In Folcjâr, inseguendo le suggestioni dei "pagans"

Sul Blog "Montagne sottosopra" curato da Luca De Ronch, è stata pubblicata pochi giorni fa la cronaca di una escursione in Folcjâr, un itinerario arricchito da foto suggestive e ispirato dalla lettura del romanzo "Il bosco del cervo bianco" di Paolo Morganti di cui si è parlato più volte anche su questo Blog.
Ai lettori di "Alesso & Dintorni" farà dunque particolare piacere seguire la proposta della camminata alla ricerca delle suggestioni nate dalle leggende degli antichi "pagans" che avrebbero un tempo abitato la valle. Viene qui riproposto il testo ed una selezione delle immagini fotografiche: chi vuole visionarle tutte può andare alla pagina  http://montagnesottosopra.blogspot.it/2015/04/folchiar.html
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FOLCHIAR

Non molto tempo fa ho letto un libro “ il bosco del Cervo Bianco” che narrava la storia di un prete di Cesclans che entrava in contatto con un gruppo di Celti che viveva in una vallata nascosta alle pendici del Monte Faroppa.  Il villaggio  di Folchiar. Un viaggio in tempi antichi, tra demoni e benandanti con molti riferimenti alle antiche radici del nostro Friuli .........


Stavolta, approfittando di questa breve escursione nei dintorni di Cavazzo, abbiniamo il piacere di   una passeggiata in un luogo davvero particolare, con la fantasia. Ci incamminiamo lungo la strada forestale che da Alesso di Trasaghis, sulle sponde del lago di Cavazzo, sale a Folchiar, alla ricerca dei ruderi di un antico insediamento o dei buchi rotondi chiamati Fors dai Pagans. L’escursione è breve ma piacevole, con insoliti scorci panoramici sul Lago di Cavazzo e sui Monti Brancot e San Simeone. Lungo la strada che sale alla sella, sempre comunque molto comoda, la vegetazione, dopo un primo tratto nel bosco di pino, carpino e orniello, si fa via via più rada, regalando splendide viste e una varietà di fioriture che non possono far altro che rasserenare gli animi. Numerose farfalle allietano la salita che comunque è breve e ad un tratto si appiana.




Il percorso, ora sentiero piega verso nord inoltrandosi alto sul Rio Niviselis e superando quella che era nell’antichità la conca prativa di Folchiar raggiunge una selletta. Una scritta su un masso “ Folchiar, Mont dai Pagans” ci dice che siamo nel posto giusto.


Il rumore dell’autostrada è sparito, appena girato l’angolo, adesso siamo solo noi e il bosco di Folchiar, da un momento all’altro possono apparire folletti come gli Sblifs o i Mazzarots, o forse Salvans e Pagans.  Ma  noi discendenti dall’ Omp Salvadi procediamo tranquilli, in esplorazione anche lungo tracce e camminamenti “fuori sentiero”. Prima di scendere raggiungiamo una sconosciuta cimetta, da cui si gode una discreta vista sul Amariana e sul San Simeone, dove ci fermiamo. Ovattati rumori giungono da valle mentre il bosco risponde con i canti di primavera degli uccelli


La discesa verso Somplago, tralasciando il bivio per gli Stavoli Grialez,  passa sotto il Cuel di Povoleit. Una grotta si apre sulla nostra sinistra, forse era il “passaggio segreto” che nascondeva l’accesso all’insediamento di Folchiar.


Il sentiero gira intorno al grande vascone del  pozzo piezometrico di servizio alle centrale e con un ultima discesa ripida ci deposita sul piazzale dove termina la strada  asfaltata. In breve siamo a Somplago, non ci resta che chiudere questo breve anello con una bella passeggiata sulle sponde del lago 


Escursione breve,  ma con quattro passi, senza molta fatica, sembra quasi incredibile come si possa, seppur per poco, varcare il confine che separa un mondo da un altro .



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venerdì 24 aprile 2015

A 70 anni dal bombardamento di Alesso (II)

Alesso domenica ricorderà il bombardamento del ’45

 Messaggero Veneto, 23 aprile 2015

Risultati immagini per Pj-38  14th Fighter GroupTRASAGHIS. Una serata a ricordo del bombardamento che colpì la Val del lago nel 1945. A 70 anni dal bombardamento di Alesso del 26 aprile 1945, quando aerei americani effettuarono una azione sul paese per colpire le truppe cosacche che vi erano insediate, il Comune e il Centro di documentazione sul territorio propongono un’occasione per una ricostruzione storica di quei lontani eventi. L’appuntamento è alle 18 di domenica 26 aprile al centro servizi di Alesso: dopo il saluto del sindaco Augusto Picco e l’introduzione dello studioso di storia locale Pieri Stefanutti vi sarà la relazione su quei fatti da parte di Michele D’Aronco, autore del libro “Ali sull'Alto Friuli. Bombardamenti aerei alleati” (Aviani & Aviani editore). D’Aronco tratterà le vicende del bombardamento di Alesso affrontando quindi la definizione delle forze aeree alleate in Italia, il ruolo della fotoricognizione aerea  e l’analisi dei rapporti della ricognizione che generavano le incursioni aeree, i bombardamenti della stazione ferroviaria di Gemona fino ad arrivare alla ritirata . (p.c.) 

                 Risultati immagini per alesso + bombardamento

giovedì 23 aprile 2015

A 70 anni dal bombardamento di Alesso (I)

Udine: Alesso bombardata, le testimonianze 70 anni dopo

Il 26 aprile 1945, una squadriglia di aerei americani effettuò una azione  su Alesso di Trasaghis per colpire le truppe cosacche che vi erano insediate: ad operazione conclusa furono parecchie decine le vittime tra i cosacchi (gli abitanti del paese erano stati fatti sfollare alcuni mesi prima) e numerose le case distrutte. A 70 anni da quei fatti, il Comune di Trasaghis ed il Centro di Documentazione sul Territorio propongono un’occasione per una ricostruzione storica di quei lontani eventi.

Domenica  26 aprile 2015, nel Centro Servizi di via Libertà, alle  18, dopo il saluto del Sindaco di Trasaghis Augusto Picco e l’introduzione dello studioso di storia locale Pieri Stefanutti, vi sarà una approfondita relazione sul tema da parte di Michele D’Aronco, autore del libro “Ali sull’Alto Friuli. Bombardamenti aerei Alleati” (Aviani & Aviani editore).
D’Aronco tratterà le vicende del bombardamento di Alesso (anche attraverso una ricca documentazione rinvenuta negli archivi americani), inquadrando l’episodio nella più generale questione dell’intervento dell’aviazione alleata sull’Alto Friuli durante la guerra (affrontando quindi la definizione delle forze aeree alleate in Italia, il ruolo della foto ricognizione aerea  e l’analisi dei rapporti della ricognizione che generavano le incursioni aeree, lo “spezzonamento” di Osoppo del 22 novembre 1944, i bombardamenti della stazione ferroviaria di Gemona fino ad arrivare alla ritirata lungo la SS13 tra la fine di aprile ed i primi di maggio del 1945 con l’aviazione alleata che bombardava le colonne tedesche durante l’insurrezione partigiana.
Sarà dunque un’occasione per rileggere le vicende di 70 anni addietro che hanno segnato  a lungo la storia di Alesso: basti pensare che al momento del terremoto del 1976 in paese si scorgevano ancora macerie delle case bombardate e che nel 2003 è stata individuata e fatta brillare nel greto del torrente Palar una delle bombe da 500 libbre che  avevano sganciato nel 1945 i bombardieri  P-38 del 14th Fighter Group.
 

Risultati immagini per alesso + bombardamento

 

mercoledì 22 aprile 2015

Zovins di Bordan e Tarnep, possibilità di impiego nel settore turistico

La  Pro Loco di Bordano e Interneppo segnala ai giovani residenti nel Comune la possibilità di essere impiegati  per attività legate alla promozione turistica.


Le domande vanno presentate alla Pro Loco entro il 15 maggio.
Info: tel 0432-988295  o 3478943626; mail  prolocobordano@libero.it




martedì 21 aprile 2015

Una passeggiata attorno al Lago, per leggere e capire il territorio

L'Ecomuseo "Val del Lago" ha proposto domenica 19 una camminata attorno al Lago: non un percorso turistico né una manifestazione sportiva, ma una occasione per tentare di "leggere" il territorio anche attraverso i suoi mutamenti, per cercare di comprenderne l'essenza e delinearne un possibile percorso di valorizzazione.
Nuova anche la formula, introdotta dall'inquadramento di Luigi Stefanutti e dai suggerimenti della facilitatrice Ileana Toscano: affidarsi alla funzione evocativa dei luoghi, utilizzando il contributo di parecchi partecipanti  alla camminata, ciascuno sulla base delle proprie esperienze e delle proprie conoscenze. Si è così ricomposto un mosaico  formato da tante tessere, quali l'intreccio tra storia e ambiente cjavacin (col contributo di Vito Brunetti), l'esperienza del Centro Ittico di Somplago (G. Da Rin), le vicende storiche, dalla antica viabilità alle guerre mondiali (Pieri Stefanutti), la cronistoria degli interventi sul Lago (Ivo Del Negro), l'avifauna della zona (Arduino Candolini), le specie ittiche (Claudio Polano), l'esperienza della società Nautilago (Matteo Michielon). Alla base di ogni intervento e delle discussioni di approfondimento, un continuo rimando tra il "com'era" ed il "come potrebbe essere", nel tentativo di delineare un futuro "sostenibile".
La passeggiata si è chiusa al Centro Visite del parco botanico di Interneppo  con una pastasciutta predisposta dagli Alpini di Gemona. I diversi momenti sono stati fermati anche dalla penna di Saul Darù, che ha disegnato diversi bozzetti: una proposta originale che verrà ripresa anche nei prossimi appuntamenti del 16 e 17 maggio (sempre al Centro Visite di Tarnep) per "disegnare (nel vero senso della parola!) le proposte della comunità per valorizzare il paesaggio del lago".

Centro ittico

Sotto il monte Festa

Cjaseria Muarta

Nautilago

Stagno ecologico

Passerella sul canale

Centro Visite



lunedì 20 aprile 2015

La lunga marcia dell'alpino, da Vasinas all'Aquila

A piedi verso L’Aquila per l’adunata degli alpini: Stefano va



Messaggero Veneto, 19 aprile 2015

A piedi verso L’Aquila, portando un messaggio di speranza e solidarietà ai luoghi terremotati, così come soltanto gli alpini sanno fare.
È il viaggio di Stefano Vidoni, 40enne di Avasinis che venerdì sera a mezzanotte ha salutato parenti e amici, e zaino in spalla, si è incamminato a piedi verso L’Aquila, per arrivarci in occasione del prossimo raduno nazionale degli Alpini, in programma a metà maggio.
Stefano è partito allo scoccare della mezzanotte salutando la piccola località della Val del lago dalla chiesetta votiva dedicata alla Madonna della neve, all’entrata di Avasinis: ora avrà di fronte diverse settimane per attraversare con le sue gambe un consistente pezzo di paese, scegliendo come percorso le periferie e le piccole comunità che incontrerà per strada saranno i luoghi in cui si fermerà a dormire. 
Risultati immagini per "Stefano Vidoni" +  AlpinoNon è la prima volta che Stefano Vidoni – alpino oggi iscritto al gruppo Ana locale affiliato alla sezione di Gemona – raggiunge il raduno nazionale a piedi: era stata una sorta di passeggiata arrivare a Pordenone, molto più impegnativa la “salita” verso Bolzano. Inutile dire che stavolta, il tragitto è più lungo. Nel programma è prevista anche una tappa a Finale Emilia, in provincia di Modena, un altro paese colpito negli ultimi anni dal terremoto.
«Questa volta sarà l’occasione per spostarsi fra tre luoghi che hanno patito il terremoto a partire dal San Simeone, fino a L’Aquila, passando per Finale», ha detto prima di partire Stefano, il cui viaggio è stato attentamente organizzato anche con la collaborazione di amici e parenti che lo seguiranno grazie in particolare a un apposito gruppo Whatsapp, così che sarà sempre possibile sapere a che punto del percorso si troverà durante le prossime settimane. Anche i corpi di soccorso sono stati avvisati del lungo viaggio che lo aspetta.(p.c.)


domenica 19 aprile 2015

Sport sopra, attorno e sul Lago

Maratona sportiva, al via dieci mesi di eventi per 17 Comuni friulani


Ben 27 manifestazioni sportive, 19 discipline in gara, 17 amministrazioni comunali coinvolte, 23 associazioni interessate, 6 sponsor: tutto questo fa parte del progetto “Gemona città dello sport e del benstare” presentato ieri sera nell’auditorium di Tarcento. Il fitto calendario di eventi, che prenderà il via domenica e proseguirà fino a gennaio 2016, porterà in Friuli atleti provenienti da tutto il mondo per partecipare a competizioni valide a livello internazionale. (...)
Risultati immagini per lago di cavazzo + veleLunga la carrellata di eventi proposti, iniziando con la 60° edizione della Scialpinistica sul monte Canin in programma per domenica, il Trial dei tre Castelli che coinvolgerà Gemona, Artegna, Montenars e Venzone, il Volo libero con gare previste da giugno ad agosto, la 34° Coppa del Lago per la vela, i Campionati assoluti di ciclocross a Forgaria, o ancora i campionati italiani di atletica leggera che sono stati introdotti direttamente da Bernardino Ceccarelli, presidente regionale della Libertas. Al progetto “Gemona città dello sport e del ben stare" recentemente si sono aggiunte nuove amministrazioni comunali che, all’inizio, non erano state incluse, ma che ora sono entusiaste di poter aderire all’evento. (...) L’iniziativa vede coinvolti anche tre testimonial d’eccezione, particolarmente conosciuti, che sono: Nicole Fedele, campionessa mondiale di Volo libero; De Marchi “Il rosso di Buia”, campione del ciclismo professionista e Adam Ondra, uno fra i primi tre arrampicatori al mondo impegnati anche in questi giorni in nuove competizioni nella Repubblica Ceca, suo Paese d’origine. 
Risultati immagini per lago di cavazzo + deltaplanoBenché il nome del progetto veda al suo interno la città di Gemona come protagonista, l’iniziativa vede coinvolto gran parte del territorio collinare, pedemontano e montano. Scopo dell’iniziativa è quello di valorizzare le varie peculiarità dei territori, ideali ad esempio per lanciarsi come le zone del Cuarnan o di Bordano e di Trasaghis, per arrampicarsi lungo le falesie o ancora, cosa che nei prossimi anni verrà incrementata, gli sport acquatici sul lago di Cavazzo o infine Chiusaforte che avrà un ruolo importante per discipline come il rafting e canyoning. Durante la serata è stato presentato anche il progetto “Zerosedicimila” che vede coinvolti quattro atleti di Gemona nella difficile e faticosa prova ultracicling Dolomotica, gara che per la prima volta sarà effettuata in Friuli il prossimo anno e che andrà a unirsi alle altre due uniche competizioni del genere che si svolgono in tutta Italia.
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sabato 18 aprile 2015

Sabato pulizie di Legambiente dall'Ambiesta a Cesclans

Pulizie di Primavera fra Cavazzo e Tolmezzo

Pulizie di Primavera fra Cavazzo e Tolmezzo
Dopo la giornata dedicata al Lago di Cavazzo, secondo appuntamento con le "Pulizie di Primavera" per il pomeriggio di sabato 18 aprile.
Oggetto dell’intervento promosso dal Circolo Legambiente della Carnia saranno
l’Ambiesta, la Sella di Cesclans e la strada regionale 512.
 
L'intenzione è infatti quella di effettuare una camminata ecologica lungo la strada regionale 512 che unisce Tolmezzo a Cavazzo Carnico e a Somplago, interessando anche il territorio del Comune di Verzegnis
 
Verranno raccolti i numerosi rifiuti (lattine, bottigliette di plastica e pacchetti di sigarette soprattutto) lanciati da automobilisti e ciclisti ai lati della strada e lungo la scarpata. 
Si tratta di una situazione inqualificabile, considerata anche la presenza di una interessante flora spontanea, di cui non ci si rende conto esattamente se non muovendosi a piedi.
 
L'impegno proposto ai volontari non è faticoso o difficile e richiede solo attenzione dato il frequente transito di motociclisti a velocità sostenuta.  
In due zone in particolare - in prossimità dell'Ambiesta e della Sella di Cesclans - si trovano due discariche vere e proprie che richiederanno un lavoro più impegnativo.
 
L'appuntamento per tutti gli interessati è fissato alle 14.30 all'esterno del Municipio di Cavazzo Carnico
  



venerdì 17 aprile 2015

Domenica 19 sul Lago, una passeggiata proposta dall'Ecomuseo

L'Ecomuseo della Val del Lago in collaborazione con il GAL Open Leader organizza per il 19 aprile (in caso di pioggia l’iniziativa verrà proposta per la domenica successiva) una passeggiata esplorativa attorno al Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni, con ritrovo alle ore 9.30 nei pressi del parcheggio della centrale idroelettrica di Somplago e conclusione attorno alle ore 15.00. Questa passeggiata è il primo momento collettivo in cui la cittadinanza è chiamata a partecipare per camminare assieme e per condividere con i partecipanti la conoscenza del territorio della Val del Lago, cercando nel contempo di valutarne assieme le opportunità e ipotizzare soluzioni realistiche per il futuro di questo territorio.
L'Ecomuseo ha da un po’ di tempo avviato un percorso partecipativo per costruire  la mappa di comunità della Val del Lago, ovvero un documento che raccoglierà al suo interno non soltanto gli elementi di pregio del territorio, la sua storia, la cultura e le tradizioni ma anche le sue potenzialità e le opportunità di sviluppo. Il laboratorio partecipativo, infatti, intende guardare al Lago come un'opportunità di sviluppo, cercando di superare tutti gli elementi di nostalgia che si rifanno al periodo precedente la costruzione della centrale idroelettrica di Somplago. La proposta quindi è quella di lavorare sul presente del Lago, mostrandolo come una risorsa preziosa da valorizzare, e sul futuro del paesaggio di queste zone.
Per ulteriori informazioni, rivolgersi a Luigi Stefanutti, Ecomuseo della Val del Lago (tel. 3357508330, e-mail: l.stefanutti@cm-pontebba.regione.fvg.it ) oppure a Ileana Toscano, facilitatrice,  (tel. 3407828671, e-mail: ileana.toscano@kallipolis.net).
                                                                Risultati immagini per lago di cavazzo + sentiero