"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

martedì 28 febbraio 2017

Nuovo look per il sito comunale di Cavazzo

On-line i nuovi siti internet dei Comuni di Tolmezzo, Amaro, Cavazzo Carnico e Verzegnis


Gli indirizzi sono rimasti gli stessi ma molte cose sono cambiate sul piano dell’impostazione grafica e dell’organizzazione dei contenuti. 
Si tratta di un vero e proprio cambio di approccio comunicativo: si è infatti cercato di portare l’utente a navigare intuitivamente verso l’informazione che desidera ottenere.
Sono ora presenti, infatti, delle aree tematiche che guidano i cittadini a muoversi fra i servizi offerti dal comune a partire dalle proprie esigenze. I contenuti, inoltre, sono stati riorganizzati e resi più fruibili, anche moltiplicando la possibilità di accedervi tramite diversi percorsi.
La parte dedicata alle notizie rimane centrale e continuerà a essere costantemente aggiornata con le informazioni su eventi, opportunità, bandi, avvisi  e novità di vario genere riguardanti i comuni.
I nuovi siti progettati e implementati dai Comuni di Tolmezzo, Amaro,
Cavazzo Carnico e Verzegnis in collaborazione con l’Unione Territoriale Intercomunale (UTI) della Carnia,  utilizzano il modello regionale sviluppato da INSIEL per le UTI e gli Enti locali. In questo modo si ottiene un’uniformità grafica e organizzativa con il sito della neo-costituita UTI della Carnia, oltre che con la gran parte dei comuni che ne fanno parte, che garantisce ai cittadini maggiore facilità di navigazione.

per consultare il nuovo sito: http://www.comune.cavazzocarnico.ud.it/
In questo primo periodo di transizione è possibile che si verifichino alcune piccole disfunzioni, invitiamo pertanto i nostri utenti a tenerne conto nei primi giorni ed eventualmente a segnalarci errori o mancanze all’indirizzo di posta elettronica comune.tolmezzo@com-tolmezzo.regione.fvg.it .


lunedì 27 febbraio 2017

Un nuovo video sul Lago dal drone

Lo Studio SaMac, che aveva già dedicato al Lago un video di belle riprese dal drone, ha appena pubblicato su youtube un nuovo video di breve durata (appena 31 secondi) ma estremamente suggestivo con le riprese sullo specchio lacustre e sullo stagno dalla inusuale prospettiva che solo un drone può dare.



Il video può essere visto su youtube all'indirizzo  https://www.youtube.com/watch?v=_K_Kp-28HHE
o cliccando direttamente qui sotto:


domenica 26 febbraio 2017

A van su i carnevâi...

Un proverbio friulano annota sconsolato: "A van su i carnevâi", a registrare l'ineluttabile trascorrere del tempo visto attraverso lo scorrere, nel calendario annuale, del Carnevale.
Ognuno inanella i propri carnevâi, associandoli magari a maschere e mascherate di età diverse.
Ecco allora anche un contributo visuale del Blog, per contribuire al "gioco della memoria".

Cavazzo, anni '60

Alesso, Sala Pipul, 1969 c.

Mascherata alessana, 1979

Bordano, 1985 c.

Piazza di Alesso, 2011 c.

Ex asilo di Alesso, 2014

Braulins, 2016

Naturalmente, e come sempre, ognuno, sollecitato magari da queste suggestioni, può raccontare al Blog le proprie impressioni...

sabato 25 febbraio 2017

Dalle proiezioni nei prefabbricati ... all'archivio multimediale. L'esperienza della Cineteca

La Cineteca del Friuli compie 40 anni. Tanti ne sono passati da quel 26 febbraio del 1977 quando, a pochi mesi dalle scosse che fra maggio e settembre del 1976, sette giovani cinefili gemonesi, ovvero Giuliana Fabiani, Renato Gennaro, Livio Jacob, Paolo Jacob, Piera Patat, Flavio Rossi e Maria Sangoi, firmarono l’atto costitutivo del cineclub Cinepopolare, che sarebbe presto diventato La Cineteca del Friuli. Domenica 26, sarà dunque l’occasione più opportuna per ricordare questo anniversario, tanto è vero che in quella giornata il direttivo della Cineteca ha fissato un primo appuntamento con il pubblico per aprire le sue porte e far conoscere la sua storia iniziata per portare il grande schermo alle popolazioni terremotate e oggi diventata una delle cinque maggiori cineteche italiane, aderente all’Associazione delle Cineteche Europee (Ace) e alla Federazione Internazionale degli Archivi del Film (Fiaf).
Il 40° compleanno, domenica 26 sarà festeggiato con un programma speciale di proiezioni al Cinema sociale, visite guidate alla sede di palazzo Gurisatti, dove si trovano gli uffici, la biblioteca, la videoteca all’archivio Cinema del Friuli Venezia Giulia e il moderno deposito climatizzato dove sono conservate le pellicole.
L’itinerario di visita inizierà alle 14 dall’archivio di Campagnola: insieme alle collezioni della Cineteca vi sono ospitate quelle di altre istituzioni pubbliche e private, in particolare delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, per un totale di 18 mila pellicole in 35 e 16 mm più 500 copie in piccoli formati. Dal 2014 è attivo anche un laboratorio digitale con uno scanner di ultima generazione per la digitalizzazione di film a 16 e a 35mm e lettori per l’acquisizione di materiali su nastro magnetico: strumenti che hanno aperto nuove prospettive nell’attività di conservazione e di diffusione dei materiali.
Oltre a esplorare un ambiente insolito e affascinante, il pubblico potrà vedere come si preserva una pellicola e, grazie a dimostrazioni pratiche, come dalla pellicola si arriva al file digitale.
Risultati immagini per ub iwerks animationLa giornata proseguirà al cinema Sociale, dove alle 15.30 saranno proiettati alcuni dei cortometraggi, allora introvabili e invisibili, portati in Friuli nel 1977 da Angelo Humouda e proiettati nelle scuole di Gemona, Venzone, Trasaghis e Bordano. Alle proiezioni seguirà una visita nella sede in casa Gurisatti dove è invece conservata una collezione di 25 mila volumi e una videoteca con 30 mila titoli.
(Messaggero Veneto, 21 febbraio 2017)

venerdì 24 febbraio 2017

Domenica carnevale a Braulins

Appuntamento di richiamo per i bambini, domenica, con la "Festa di Carnevale" proposta dalla Associazione "Noi di Braulins":

giovedì 23 febbraio 2017

Lo sport in Val del Lago piange Luca

di Renato Damiani 

Luca Pillinini
A soli cinquantanni se ne è andato Luca Pillinini lasciando nello sconforto la moglie Filomena, la figlia Giulia e la mamma Valentina.

Luca inizia nelle  giovanili della Gemonese, poi approda nel Carnico nelle fila della Val del Lago, ma a soli vent'anni deve abbandonare l’attività agonistica per problemi di salute.  Ma il suo amore per il calcio gli dà la forza di intraprendere la carriera di allenatore ritornando nella “sua Val del Lago in cui ci resta per quattro anni portando nel 2005 i biancoazzurri dalla Terza alla Seconda poi sfiorando nella stagione successiva la salita nell’èlite del calcio della montagna. Lasciato il carnico sposa il mondo amatoriale diventando mister dell’Amaca di Cavazzo con cui nel 2007 conquista lo scudetto e la Coppa Friuli. Nel frattempo le sue condizioni di salute peggiorano ed il 25 novembre dello scorso anno viene sottoposto ad un trapianto di fegato ma tutto è inutile.

 I funerali si  sono svolti  martedì 21 febbraio alle 15 a Mena di Cavazzo. Alla famiglia le più sentite condoglianze.

(http://www.carnico.it/blog/2017/02/19/la-scomparsa-luca-pillinini/#more-15637)

mercoledì 22 febbraio 2017

Ecomuseo e comunità locali

Linda Picco è intervenuta su facebook per analizzare l'importanza della proposta ecomuseale della "Mappa di Comunità" di Bordano e suggerire alcune strategie atte a favorire la partecipazione: 


"Bellissima l'idea di una mappa di comunità, ma ciò presume che in effetti di comunità si parli. Ma è proprio così? Oggettivamente, le persone che girano attorno ai progetti, culturali, ludici o didattici sono sempre le stesse. Da anni. Occasionalmente, ci si imbatte in qualcuno che si aggrega, ma il ricambio o il supporto necessario non c'è. In questo caso, il progetto dovrebbe riuscire a coinvolgere fasce diverse della popolazione, ognuna invitata ad esprimersi sui contenuti da condividere. Ho cominciato ad occuparmi di ricerca in modo sistematico e scientifico nel 1997 con l'ateneo friulano, anche se da appassionata autodidatta lo facevo da ben prima. La cosa più importante che ho imparato in questi anni è che il biglietto da visita, il contatto iniziale, le motivazioni da trasmettere nelle persone che dovrebbero partecipare ai progetti di ricerca si rivela essenziale ed imprescindibile. E onestamente, questa cosa non è facile da capire per chiunque non sia esperto della materia, e in qualche modo sembra quasi spaventare (o anche solo non interessare) i più. Personalmente, di questa riunione ho ricevuto comunicazione via mail non più di un paio di giorni prima, con le conseguenti difficoltà ad organizzare una variazione nei miei impegni lavorativi. Ma non voglio parlare di me. Voglio dire che la cosa non è stata nè spiegata e introdotta bene né tantomeno annunciata per tempo. La riunione fatta in comune una settimana fa era in un orario non consono a chi lavora, soprattutto se distante da Bordano. E il sabato pomeriggio, non è certo giornata ottimale per riunioni di questo tipo. Non lo dico io, ma la evidenza manifestatasi in anni e anni nella metodologia e nelle modalità di approccio con il pubblico o con utenti in generale. È vero che chi non vuole partecipare troverà sempre una scusa è riterrà qualsiasi orario o giornata impossibili, ma è anche vero che se si cerca la massima adesione, bisogna fare delle scelte comunicative e di coinvolgimento più efficaci. Personalmente credo che sarebbe buona cosa organizzare riunioni serali, ma assolutamente anticipate da una promozione FACILE ed efficace sugli argomenti da trattare, per rendere "appetibile" l'evento. Ed è molto probabile che si debba uscire dall'"assemblea" per raggiungere fisicamente persone interessantissime ai fini della buona riuscita del progetto ma che per pudore, senso di inadeguatezza o semplicemente mancata abitudine alla partecipazione intesa in questo senso, non si farebbero mai avanti."

Dopo che il commento di Linda era stato pubblicato anche sul Blog, il Coordinatore dell'Ecomuseo ha inviato al Blog alcune considerazioni al proposito:


Nella mia veste di Coordinatore dell'Ecomuseo non sono incline ad intervenire a livello personale, ma cerco di essere funzionale all'iniziativa ecomuseale nel suo insieme o in particolare, come in questa occasione.
Nella logica dell’Ecomuseo le comunità locali sono i protagonisti irrinunciabili per ogni azione di salvaguardia, trasmissione e conservazione del patrimonio culturale locale, quindi, oltre all’ascolto, cerchiamo di cogliere gli input che ci arrivano dal territorio mediante le iniziative che realizziamo. Per questo, tutte le proposte e i suggerimenti che riceviamo sono utili e importanti, a maggior ragione se c’è la disponibilità alla collaborazione per la loro realizzazione.
In questa ottica anche il commento di Linda è apprezzabile, denota attaccamento al territorio, esprime idee e non chiude ad una ipotetica collaborazione, peccato non sia riuscita ad essere presente agli incontri perché così avrebbe avuto le risposte che cercava. Le ricordo però che è ancora in tempo, il prossimo appuntamento, quello di approfondimento delle tematiche emerse, è infatti il 4 marzo, sempre alle 15,00 presso la Biblioteca di Bordano. Quale occasione migliore per portare il proprio contributo e magari iniziare a conoscere le logiche ecomuseali!
Nella sua lucida analisi Linda coglie in parte nel segno, ci sono ancora delle resistenze all’iniziativa ecomuseale che provengono soprattutto (purtroppo) da quelli che dovrebbero, per condizione e capacità, contribuire a realizzarla. La comunità nel suo insieme non è prevenuta, al massimo è diffidente nei confronti di qualcuno che non conosce, per questo motivo è importante che le “persone conosciute” (per meriti sociali acquisiti, naturalmente) siano presenti alle iniziative. Non ci pare un problema di comunicazione, bensì di disponibilità, se si considera che le e-mail sono state mandate a molti e per tempo, dalle associazioni alle persone presumibilmente interessate che avessero indirizzi o contatti telefonici conosciuti. In ogni caso, oltre alle locandine affisse, per pubblicizzare l’evento era stata inviata una comunicazione anche ad un corrispondente locale del Messaggero, che purtroppo non è riuscito a pubblicare l’articolo. La nostra esperienza ci dice che la comunicazione migliore, alle nostre latitudini, è sempre quella porta a porta, il passaparola, la comunicazione diretta, sicuramente preferibile ad es. ai “social”, che per loro natura non consentono di rappresentare le persone ma solo presunti “portatori di verità”.
Per quelli che non lo sapessero, si informa che alla presentazione dell’iniziativa sulla mappatura culturale di Bordano erano presenti 18 persone (esclusi i rappresentanti ecomuseali), non tanti ma neppure pochi in rapporto alla popolazione da coinvolgere e alla novità. Le giornate e gli orari degli incontri successivi sono stati richiesti dai presenti, incontrando la nostra massima disponibilità a soddisfare la richiesta.  
Concordo che si debba anche provare ad “uscire dall’assemblea" per raggiungere il più alto numero di persone, in tal senso sono state realizzate le mappe con i bambini e ragazzi delle scuole. Realizzare una mappa di comunità non ha mai una fine, queste attività di approfondimento hanno un senso se vengono ripetute nel tempo, sia per intercettare più persone possibili, anche con modalità differenti, ma anche per verificare l’evoluzione di società e territorio.
Sabato 18 febbraio sarebbe stato utile essere presenti per rendersi conto che forse a qualcuno interessa il destino di questo territorio ed intende condividere analisi e soluzioni dei problemi. Non tarderemo ad informare gli assenti con resoconti puntuali, quindi vi suggeriamo di leggere le news sul sito dell’Ecomuseo e anche i post su questo Blog per avere le informazioni che vi possono interessare.
Grazie per l’ospitalità


Luigi Stefanutti

Le tematiche sono dunque interessanti e corpose, e abbracciano tanti aspetti della "politica culturale" della Valle del Lago: ai lettori, quindi, l'invito a intervenire con ulteriori contributi.

martedì 21 febbraio 2017

"Bene la Bianca Signora, ma al Lago serve altro"

Riceviamo da Franceschino Barazzutti un corposo contributo alla discussione che, partendo dagli interventi che si sono susseguiti ultimamente su questo Blog, si allarga a interrogarsi su quali siano le migliori strategie per la salvaguardia del Lago e l'incremento della partecipazione.
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Né  l'articolo del Blog ne' quello del MV paiono avere sinora suscitato reazioni.  Calma piatta sul - per il Lago...” Condivido la sensazione. Eppure  - e ringrazio -  il blog aveva dato ampio spazio  alla presa di posizione dei Comitati con la seguente presentazione:

Mercoledi scorso il Blog ha dato notizia del volantino diffuso dai Comitati denunciante la situazione di immobilismo sul tema della richiesta del by pass per rinaturalizzare il Lago e potere nel contempo assicurare il rifornimento idrico dei campi del Medio Friuli.
 
L' argomento e' stato ripreso anche dal Messaggero Veneto.

La “calma piatta sul-per il Lago” mi ha particolarmente colpito poiché viene dopo il tema “la neve ed il lago” che ha invece visto una partecipazione ampia di persone sensibili, dotate  di buone capacità di elaborazione e di esposizione scritta. Dove sono finite queste persone?
Cerco di dare una risposta volutamente provocatoria. Sì, provocatoria! Con lo scopo di sollevare una discussione anche a costo di attirarmi delle critiche.
Il tema “La neve sul lago” ti impegna nell’elaborazione della fantasia e nella bella esposizione scritta: tutto finisce lì, nel campo dell’effimero. Al contrario, il prelievo irriguo del Consorzio dallo scarico del lago ed il bypass dello stesso non attengono alla fantasia, all’effimero, ma alla realtà concreta, nuda, cruda, difficile, sofferta del territorio di cui devi sentirti parte, che ti impegna come cittadino a tutelarlo e a valorizzarlo mettendoci la faccia.
Purtroppo tra l’effimero e la realtà territoriale è più facile dedicarsi all’effimero che, diversamente dalla realtà, non ti compromette. Ma tanto più eviti l’impegno sui temi del tuo territorio tanto maggiore e rapida  è la decadenza dello stesso  e delle comunità insediate. Stato decadente  che finisce per essere accettato come il migliore dei mondi possibili, alleviato ed allietato dai riti e feste paesane.
Il lago sta lì. La sua acqua sarà sempre più strategica, sarà ricchezza per altri nell’indifferenza degli abitanti locali. E’ inaccettabile che chi vive sulle sue rive se ne disinteressi! Non devono essere solo “quelli dei Comitati” a battagliare per il lago e la sua valle, .il cui peggior nemico potrebbe  risiedere proprio nell’indifferenza dei suoi abitanti nei confronti dei temi del proprio territorio.
Pallone, pro loco, alpini, donatori , coscrizioni, bandiere, ricerche storiche, sagre, incontri, conviviali, etc. sono tutte cose ottime che fanno comunità, la quale, però, si esaurisce nel limite chiuso di se stessa se non si rapporta intensamente con il proprio territorio. In tal modo prendono piede atteggiamenti del tipo “chi se ne frega” davanti alle richieste di forestieri di realizzare centraline sui nostri corsi d’acqua, davanti al progetto irriguo del Consorzio Ledra Tagliamento, davanti  alla necessità del bypass del lago, davanti alla valorizzazione del vasto e meraviglioso territorio che si estende dalla Val del Lago alla valle dell’Arzino (chi sono i mascalzoni a cui davano fastidio i cavalli selvaggi?), davanti a quella meravigliosa rete di acque di Somplago non valorizzata. Potrei  continuare.
L’ampia partecipazione alla “bianca signora sul lago” ha dimostrato che di persone dotate ce ne sono, eccome. Certamente ce ne sono tante altre, anche laureate nei vari campi scientifici, umanistici e tecnici, in grado di portare il proprio libero contributo  (la mera e non compromettente  registrazione-esposizione dall’esterno dei fatti  non basta!)  alla risoluzione del “problema lago”, ora portato ad una fase più matura, in cui la mobilitazione della popolazione è fondamentale per la spinta decisiva, finale, pena un disastroso arretramento  Queste persone lo facciano da cittadini liberi apportando le loro idee nei modi e nei luoghi che ritengono opportuni: il lago e la sua valle hanno bisogno che soffi forte  un vento di ideeSoffia anche tu, Blogger! Hai la conoscenza e le capacità per farlo!
Un vento di idee (e di iniziative) che, da un lato, tenga lontani dalla nostra valle gli speculatori esterni e, dall’altro lato, spazzi via dalle nostre comunità l’indifferenza e l’ignavia. Il sommo poeta Dante  definisce gli ignavi come “coloro che visser sanza infamia e sanza lodo”, collocandoli nell’Antinferno, non ritenendoli degni nemmeno di stare tra i dannati.

Salutissimi . Franceschino Barazzutti
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L'intervento di Franceschino è senz'altro meritevole di analisi e riflessione: l'invito è dunque rivolto sin da subito ai lettori che vorranno esprimere il proprio parere sulle tematiche poste.
Sin da subito, però, si vuole anche  ribadire che il Blog "Alesso e Dintorni" è stato, in questi anni, uno dei pochi spazi in cui, in Val del Lago, si è discusso delle problematiche del Lago stesso, sia sul piano informativo (vedi il resoconto di incontri e assemblee che non avevano trovato spazio sui mezzi di informazione "classici") si su quello documentale (vedi il paziente lavoro di "vulgarizzazione" di documenti tecnici altrimenti ostici) sia propositivo (vedi il richiamo alle promesse non mantenute da esponenti politici sul lago, la petizione pro lago sottoscritta da centinaia di persone  o l'appello ai sindaci a non firmare  la convenzione con Edipower, che ha avuto una rilevanza non indifferente nell'evoluzione della vicenda).
Non serve quindi una "precettazione" (forse controproducente) ma un lento e faticoso lavoro di informazione e sensibilizzazione.
(A&D)

"Ascoltare il grido di dolore sulla sanità regionale"

Riceviamo e pubblichiamo:

L’iniqua riforma sanitaria, targata Serracchiani/Telesca dimostra ogni giorno che passa, i suoi nefasti effetti sulla sanita’ regionale. Ormai siamo in presenza di casi di persone che muoiono a casa, non avendo trovato posto all’Ospedale! Questa è la cartina di tornasole del fallimento di una riforma sanitaria, scritta da ragionieri, burocrati e clinici politicizzati, che non hanno tenuto conto che la sanità, non puo’ essere programmata a tavolino, secondo schemi matematici, oltreché “politici “! Il CentroSinistra regionale ha voluto una legge che fra l’altro, ha provocato il taglio di ben 450 posti/letto x acuti in Regione, per portarci al 3x1000 degli abitanti, quando in Germania sono al 7 e in Francia al 6! Dimenticando pero’ di essere in presenza di una popolazione sempre piu’ anziana e bisognosa di assistenza e non tenendo conto che l’acuzia mal curata, poi si trasforma in cronicità.! I risultati si vedono e la protesta, dai monti al mare, sia dei cittadini che degli operatori è ormai quotidiana. Anche l’Alto Friuli, è stato pesantemente penalizzato con la trasformazione del P.S. di Gemona in P.P.I., senza l’Area di Emergenza. Oltretutto oggi le ambulanze basate al San Michele, declassato “ politicamente “ a Presidio per la Salute, molto spesso non rientrano a Gemona, ma portano i pazienti a Tolmezzo, San Daniele o Udine. Allungando però i tempi di risposta, con i potenziali rischi connessi a una risposta sanitaria ritardata. Da ciò, anche alla luce dei suoi numeri, la necessità di ripristinare al San Michele un P.S con Area di Emergenza come prima. Anche la chiusura del reparto di Medicina, che aveva 50 posti/letto, ora trasformato in nebulose “ degenze intermedie funzionali “, senza un primario e con gravi lacune tecnico/organizzative, come recentemente dimostrato nell’assemblea del personale infermieristico, è stato un pesante “ vulnus “ al nostro  territorio. Ricordiamo che nell’autunno del 2012 l’Ospedale San Michele aveva ottenuto l’accreditamento triennale per “ qualita’ e sicurezza “ della Joint Commission International Agency,  che è il massimo ente a livello mondiale per queste certificazioni. Dovremo assistere ad altre morti, prima di vedere una profonda revisione della L.R. 17/2014, che ha sfasciato la nostra Sanita’, un tempo di eccellenza e ora scivolata dal 10°  al 12° posto, secondo il sondaggio effettuato da Demoskopika? La Presidente Serracchiani, lasci da parte i talk-show e il Partito e come ha promesso, ascolti il grido di dolore su questo tema, che sale da tutta la Regione. Tutti possono sbagliare, ma con umiltà e intelligenza, si puo’ rimediare. La  correzione sostanziale della contestata riforma è ormai indifferibile. Si ascoltino sul serio i territori, i loro rappresentanti istituzionali, i Comitati e tutti portatori di interesse. Solo così si  potra’ giungere a una riforma veramente condivisa, che pur contenendo i costi, dia a tutti i cittadini della Regione uguali diritti, come sancito dall’art. n° 32 della Costituzione.

Coordinamento dei Comitati a difesa del San Michele 


lunedì 20 febbraio 2017

1958, a Cavazzo, contro la Sade, la "rivolta della Roja". E ora...

Nel 1958 si ebbe una causa intentata  dinnanzi alla Pretura di Udine, da parte dell’allora sindaco di Cavazzo Carnico, Alfeo Macutan, dopo che la roggia paesana si era prosciugata a causa della realizzazione della centrale idroelettrica di Somplago e del sistema di derivazioni realizzato per il collegamento con l’Ambiesta di Verzegnis.
Il ricorso presentato dal sindaco Macutan

Con quella causa intentata da Macutan ci fu una sollevazione popolare senza precedenti – come ha ricordato Franceschino Barazzutti in un convegno sull'idroelettrico – in calce al ricorso contro Sade ci furono le firme di sindaci, amministratori locali, ditte, artigiani, associazioni di categoria, cooperative e semplici cittadini tra cui Romano Marchetti, storico partigiano e fondatore della Comunità Carnica. In quel frangente capirono che SADE stava per trasformare la Carnia in una groviera. Alla fine la battaglia legale vide prevalere la società idroelettrica  ma il territorio riuscì comunque a ridimensionare il piano di derivazioni e a far nascere il BIM, il Bacino imbrifero montano del Tagliamento che da allora consente ai comuni almeno un ristorno economico annuale dei danni patiti con la realizzazione delle centraline e l’utilizzo dell’acqua”
E le conseguenze di quella "rapina" si vedono anche al giorno d'oggi, come sottolinea Remo Brunetti: "La Roia dai Mulins di Cjavàç a è cence aghe. No parcè che nol plûf, ma parcè che nus cjolin le aghe."

La roja tal mulin di Gaspar, ora in secca (foto Remo Brunetti)

Il mulin di Gaspar "quando l'acqua scorre" (foto Ecomuseo)

domenica 19 febbraio 2017

Dalessàns "fra i castagni dell'Appennino"

Un "trop di Dalessàns" si è inoltrato "tra i castagni dell'Appennino", su fino a Pàvana, a incontrare "il mito", Francesco Guccini.



Sarebbe bello se, tornati a casa, raccontassero di questa singolare esperienza e magari descrivessero la faccia  che Francesco ha fatto vedendo arrivare quella "sdruma". E chissà se  son riusciti a fargli intonare qualcosa con loro....

venerdì 17 febbraio 2017

Domenica escursione nella "Mont di Sorêli"

"Sentieri Natura" ripropone per domenica prossima una escursione agli stavoli di Palâr. Ecco il messaggio pubblicato sulla bacheca del forum:

Puntualmente, dopo un anno di pausa, domenica 19 febbraio 2017 andremo a fare visita agli stavoli del Palar partendo da Alesso con alcuni amici.
Chi volesse partecipare all'uscita si trovi domenica 19 febbraio 2017 dalle 8:15 nella piazzetta antistante la Chiesa di Alesso con l'idea di partire intorno alle 8:30. 
Come per le altre visite a questo sentiero che ormai abbiamo "adottato", ognuno sarà responsabile per sé stesso e per chi accompagna
.

La relazione della precedente escursione si può leggere cliccando su questo link:

http://www.sentierinatura.it/easyne2/LYT.aspx?Code=SentieriNatura&IDLYT=1349&ST=SQL&SQL=ID_Documento=2721


Se qualche lettore di "Alesso e Dintorni" vorrà parteciparvi .... informi dopo il Blog di questa bella escursione nella "mont di soreli"!

giovedì 16 febbraio 2017

Sabato a Bordano il primo incontro per la "Mappa di Comunità"

L'Ecomuseo della Val del Lago ha avviato la costruzione della mappa di comunità del Comune di Bordano, che possa raccontare l'essenza del territorio ovvero che metta in evidenza tutte le caratteristiche importanti del territorio, come le tradizioni, la storia, le leggende popolari. Una mappa di comunità che serva alla gente di Bordano per pensare assieme al futuro del proprio Comune, condividendo esperienze, aspettative e prospettive.
Si tratta di uno strumento collettivo, utilizzato dagli Ecomusei, con cui gli abitanti di un luogo hanno la possibilità di raccontare il proprio patrimonio, il paesaggio, i saperi in cui si riconoscono e che desiderano conservare. Ma è anche un processo in cui la comunità attribuisce valore al proprio territorio, alle sue memorie, alle sue trasformazioni, alla realtà attuale e in cui visualizza come vorrebbe che fosse il proprio futuro.
E' stato quindi definito un calendario di incontri:

Programma degli incontri partecipativi
Laboratorio di idee per costruire la Mappa di Comunità di Bordano
Primo incontro
Sabato 18 Febbraio 2017 – ore 15.00 presso la Biblioteca di Bordano
Primo appuntamento per condividere i temi su cui intende lavorare la Comunità di Bordano, attraverso l'utilizzo di varie metodologie partecipative, quali il brainstorming, etc. Da questo primo incontro emergeranno i temi su cui la comunità vuole lavorare e le prime proposte da inserire nella mappa che verranno approfondite negli incontri successivi.

Secondo incontro
Sabato 04 Marzo 2017 – ore 15.00 presso la Biblioteca di Bordano
Topic group: Primo incontro di approfondimento sui temi individuati dalla Comunità. Si ipotizza che ad ogni incontro di approfondimento, verranno analizzati due macro temi che riguardano il territorio.

Terzo incontro
Sabato 11 Marzo 2017 – ore 15.00 presso la Biblioteca di Bordano
Topic group: Secondo incontro di approfondimento sui temi individuati dalla Comunità.

Quarto incontro
Sabato 01 Aprile 2017 – ore 15.00 presso la Biblioteca di Bordano
Presentazione dei risultati del laboratorio a tutta la cittadinanza. Gli elementi raccolti durante il percorso partecipativo verranno elaborati in modo che rappresentino la mappa di comunità di Bordano.


mercoledì 15 febbraio 2017

La Valle del Lago nella nuova Guida del Touring Club

Nel programma pluriennale delle attività dell'Ecomuseo della Val del Lago è prevista anche un’attività di marketing per promuovere il territorio:  dopo aver realizzato un video promozionale e un dépliant informativo, si è pensato di inserire uno spazio promozionale sulla Guida Verde del Touring Club Italiano dedicato al Friuli Venezia Giulia di prossima uscita (ed. 2017). 
Le “Guide d’Italia” (“Guide Verdi”) del T.C.I. sono il classico punto di riferimento per chi ama viaggiare, leader di mercato, autorevoli, aggiornatissime, ideali nella descrizione di storia, arte e tradizioni dei luoghi d’Italia; contengono disegni, foto a colori, piante di città e carte stradali, descrivono in modo esauriente regioni e aree urbane d’Italia e sono complete nelle informazioni pratiche e nel suggerire i migliori itinerari. Con questo spazio promozionale, che integra le contenute informazioni territoriali della guida,  si vuole provare a stimolare l’interesse dell’ipotetico visitatore, cercando di fidelizzarlo dandogli l’opportunità di programmare una soddisfacente villeggiatura.




Maggiori dettagli su:
http://www.ecomuseovaldellago.it/prende-forma-liniziativa-di-promozione-del-territorio/

martedì 14 febbraio 2017

Anche il Lago tra i migliori posti dove dirsi "Ti amo" in Friuli

A San Valentino è doveroso raccogliere la segnalazione del lettore Valentino R. (nomen omen) che rimanda al paginone dell'ultimo numero del periodico "Il Friuli" dove, tra i migliori "10 luoghi dove dirsi 'ti amo' in Friuli V.G." viene citato il Lago, specificando che  su una panchina a bordo lago "è possibile sedersi e contemplare il paesaggio, ma anche parlare del proprio futuro. Assieme.".


E' una segnalazione che va senz'altro condivisa: chissà quanti lettori lo avranno sperimentato direttamente! E magari qualcuno vorrà confermarlo raccontandolo al Blog....


Intervento dell'ETP per ripopolare i "rius", i corsi d'acqua della montagna

Riceviamo e pubblichiamo:

Uno dei compiti fondamentali dell’Ente Tutela Pesca è il ripopolamento delle acque dolci regionali. Questa operazione avviene in vari modi, utilizzando materiale ittico di varie taglie, in prevalenza Salmonidi, nelle varie fasi di vita. Infatti, oltre alla pezzatura di taglia legale, finalizzata fondamentalmente al pronto/pesca, vengono seminati anche importanti quantitativi di avannotti, novellame e uova di Trota Marmorata, grazie alle scatole Vibert. 
Tutte queste operazioni interessano anche il Collegio n°10 – Gemona/ San Daniele e quindi  alcune acque della Val del Lago. Queste scatolette, così chiamate dal nome del loro inventore, contengono mediamente 1000 uova già embrionate in impianto e tramite il nostro volontariato, posizionate in rii e piccoli corsi d’acqua, aventi determinate caratteristiche ecologiche. Normalmente si fanno “ nidi “ composti da 3 o 5 scatole, che poi vengono ricoperte da pietrame di varia dimensione. Mediamente dopo 8/10 giorni avviene la schiusa e i piccoli nati, appesantiti dal sacco vitellino, che li nutrirà per i primi 30/40 giorni, usciranno dalle fessure della scatola, rimanendo però al sicuro sotto il mucchio di pietre.
Una volta che il pesciolino sarà completamente formato, uscirà dalle fessure del cumulo per iniziare il suo ciclo vitale e a quel punto la selezione naturale sarà implacabile. Il ripopolamento tramite uova però garantisce ai soggetti che arriveranno dopo 3/4 anni alla eta’ della riproduzione, una rusticità pari a quella dei soggetti nati in modo naturale.

Claudio Polano – Consigliere ETP/ FVG


(Foto di Angelo Stefanutti  “ Vanta “)

lunedì 13 febbraio 2017

Lago, ancora sul by pass

Mercoledi scorso il Blog ha dato notizia del volantino diffuso dai Comitati denunciante la situazione di immobilismo sul tema della richiesta del by pass per rinaturalizzare il Lago e potere nel contempo assicurare il rifornimento idrico dei campi del Medio Friuli.
L' argomento e' stato ripreso anche dal Messaggero Veneto

Siccità, i comitati: a rischio il lago dei Tre Comuni


Messaggero Veneto 9 febbraio 2017
Rischio siccità, e ancora una volta a rischio il lago dei Tre Comuni. Le recenti preoccupazioni del mondo agricolo per via di una stagione durante la quale ci sono state ben poche precipitazioni mettono di nuovo in allarme i comitati a difesa del lago dei Tre Comuni, i quali hanno distribuito in queste settimane un nuovo volantino in cui ancora una volta lamentano la necessità di un bypass di fronte alle volontà già più volte espressa dal mondo agricolo di fornirsi di acqua proprio dal grande bacino friulano.
Di fatto, una delle idee è proprio quella di realizzare una conduttura che attraversi il letto del Tagliamento e prenda le acque del lago dei Tre Comuni, per riversarle nella pianura friulana. Per i comitati che difendono il lago, se l’acqua per fini agricoli deve essere presa dal bacino, è necessario prima realizzare un bypass sotterraneo al lago che prenda le acque dalla centrale di Somplago e le riversi nello scarico artificiale di Avasinis proprio per non compromettere gli equilibri ambientali. Tuttavia, il problema per i comitati è che la proposta è già nota ma ancora niente è stato fatto: «Nella legge regionale contro i dissesti idrogeologici approvata due anni fa – dice Franceschino Barazzutti dei comitati – era già prevista la realizzazione di uno studio di fattibilità relativo alla realizzazione del bypass ma ancora non è stato fatto niente e ora ci ritroviamo in una situazione in cui l'agricoltura chiede di nuovo acqua per le proprie necessità. Ricordiamo che la realizzazione di questo bypass permetterebbe non solo di accontentare le necessità del mondo agricolo ma anche di risolvere i problemi dei fanghi che si originano allo scarico di Somplago. Di certo, sarebbe un progetto pilota per quanto riguarda la rinaturalizzazione di un lago»

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Ne l' articolo del Blog ne' quello del MV paiono avere sinora suscitato reazioni.  Calma piatta sul - per il Lago...
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Si chiede scusa per errori e imperfezioni ma siamo ancora in fase di emergenza - AD

venerdì 10 febbraio 2017

Problemi tecnici

Per problemi tecnici legati alla connessione internet, non possiamo aggiornare le notizie del blog. Ce ne scusiamo con i lettori confidando che il problema possa essere presto superato.
Mandi
A&D

giovedì 9 febbraio 2017

Ricordando Matteo, per discutere di prevenzione

È in programma venerdì 10 febbraio alle 20 nella sala convegni di palazzo Orgnani-Martina a Venzone l'incontro "Il nostro ambiente: amico o nemico per la prevenzione dei tumori?" 
Il relatore della serata sarà Diego Serraino del Cro di Aviano con le due introduzioni di Rita Romanello della sezione Afds di Basaldella e Maurizio Rocco, presidente provinciale dell'Ordine dei medici e degli odontoiatri. 
Nel corso dell'incontro ci sarà anche l'esibizione musicale del quartetto "Mandolin quartet Corde e ricordi". 
L'incontro è organizzato dall'associazione Matteo Chef Giramondo di Avasinis di Trasaghis, da alcuni anni attiva sul territorio nella realizzazione di iniziative benefiche a favore del territorio e di chi è in difficoltà (è recente la donazione di una cucina e di uno spazio relax all'Ospedale di Gemona).


mercoledì 8 febbraio 2017

Avasinis, chiesta l'autorizzazione per una nuova centralina sul Leale (II)

Anche il Messaggero Veneto ha dato notizia della richiesta presentata in Regione per una nuova centralina sul Leale, di cui si è già parlato sul Blog negli scorsi giorni.
Nello stesso articolo si dà notizia che vi sono invece degli intoppi nel completamento della centralina di Avasinis promossa dal Comune di Trasaghis.

Come dovrebbe essere la nuova centralina di Avasinis, secondo il progetto


Nuova centralina idroelettrica Progetto per il torrente Leale

TRASAGHIS Una nuova richiesta per la realizzazione di una centralina idroelettrica nel territorio di Trasaghis. Lo scorso 31 gennaio è stata infatti completata la presentazione dell'istanza relativa al procedimento di valutazione di impatto ambientale e di incidenza del progetto di concessione della derivazione d'acqua a uso idroelettrico dal torrente Leale in Comune di Trasaghis. Il progetto prevede la realizzazione di un impianto idroelettrico della potenza nominale media di 697,50 chilowatt, la portata media captata pari a 172 litro al secondo, un salto di circa 400 metri con restituzione a monte di Avasinis, nella località Sant'Antonio. 
Intanto si allungano i tempi per terminare l'iter relativo alla centralina realizzata sull'acquedotto di Avasinis. In questi giorni l'amministrazione comunale ha infatti avviato un ricorso contro il Gse: «Purtroppo - spiega il sindaco Augusto Picco - ci sono delle discordanze sul riconoscimento degli opportuni incentivi di fronte a questo tipo di investimenti e per questi abbiamo dovuto percorrere la via legale». (p.c.)



martedì 7 febbraio 2017

I Comitati rilanciano: by pass per salvare il Lago garantendo l'irrigazione


I Comitati hanno diffuso un volantino nel quale, riallacciandosi alla recente situazione di  siccità, ha portato qualcuno a riesumare la vecchia idea del prelievo delle acque del Lago per ovviare alla crisi idrica dell'agricoltura.

ANCHE IL NOSTRO LAGO E’ A RISCHIO
POICHE’ VORRANNO DERIVARE L’ACQUA DALLO SCARICO DEL LAGO PROVOCANDONE UN ULTERIORE DEGRADO: NON LO PERMETTEREMO!

La proposta dei Comitati è netta: dare attuazione concreta al by-pass che porti fuori dal Lago i freddi scarichi della centrale di Somplago

LA VAL DEL LAGO HA GIA’ SUBITO TROPPI DISASTRI!
L’ACQUA PER L’IRRIGAZIONE DEL MEDIO FRIULI VADANO A
PRENDERLA ALLO SCARICO DELLA CENTRALE DI SOMPLAGO
BYPASSANDO IL LAGO.
UN BY-PASS REALE E NON SOLO UNO STUDIO DELLA SUA
FATTIBILITA’ TECNICO ECONOMICA previsto dal Piano
Regionale di Tutela delle Acque (PRTA): ”...dovrà anche
essere valutata la fattibilità tecnico - economica di
realizzazione di un canale di by-pass che convogli
direttamente le acque della centrale di Somplago
all’emissario del lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare
le condizioni di naturalità del lago stesso”.
DERIVAZIONE DEL CONSORZIO E BY-PASS DEL
LAGO VANNO ATTUATI CONTEMPORANEMENTE!

Il by-pass del lago permetterebbe, secondo i Comitati, di garantire contemporaneamente la funzionalità della centrale, l'approvvigionamento idrico e la rinaturalizzazione del Lago.

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Il volantino si chiude con un preoccupato "A meno che ci si comporti come le tre scimmiette"...



lunedì 6 febbraio 2017

Consuntivi e progetti per il Centro di Documentazione

Dal Centro di documentazione una monografia su Avasinis


TRASAGHIS. Dopo un anno di consistente attività sia in occasione dell'anniversario del terremoto che del ponte di Braulins, procede l'attività del centro di documentazione sul territorio e la cultura di Trasaghis. Tra le attività messe in cantiere per quest'anno, l'amministrazione comunale e la direzione del centro, con la collaborazione di esperti esterni e locali, hanno avviato la raccolta di materiali e di testimonianze per la futura realizzazione di un volume monografico sulla frazione di Avasinis.
Altri percorsi di ricerca riguardano invece il periodo della prima guerra mondiale nel comune di Trasaghis e nelle zone circostanti, e la pubblicazione, in collaborazione con l'Ecomuseo della Val del lago, di una tesi di laurea sulle piante officinali tipiche della zona e una ricerca sull'intervento e sull'azione del famoso fotografo Silvio Maria Buiatti che negli anni successivi alla fine della seconda guerra mondiale fu per parecchio tempo in zona a documentare gli aspetti paesaggistici dei paesi e soprattutto del lago.
Negli scorsi mesi, proprio con l'Ecomuseo la collaborazione è stata molto intensa, tanto è vero che ha portato alla pubblicazione di due quaderni che illustrano le caratteristiche del territorio e riprendono le ricerche che Sabino Leskovic aveva fatto negli anni '40 e '50
relativamente al patrimonio delle leggende popolari del territorio attorno al lago. E' stata inoltre completata, ed è di prossima pubblicazione, una ricerca storica (a cura di Pieri Stefanutti e Decio Tomat) sulle alluvioni che hanno colpito il territorio nei secoli e sui conseguenti interventi per garantire la sicurezza idrogeologica. In merito all'anniversario del ponte di Braulins va ricordata anche la realizzazione di alcuni pannelli che rimangono esposti in forma permanente sulla facciata della biblioteca. (p.c.)

(Messaggero Veneto, 5 febbraio 2017)


domenica 5 febbraio 2017

Pietre, carte e memorie dalla Valle del Lago

Sono stati pubblicati recentemente, su fogli valdelaghini, due articoli che, uno indipendentemente dall'altro, perseguono la medesima finalità: ricostruire fatti e vicende del passato attraverso un uso diversificato delle fonti.

Sul numero di dicembre di "Il nestri pais", il Bollettino Parrocchiale di Cavazzo, Remo Brunetti ricostruisce la dolorosa fine di due cugine, Margherita e Apollonia Macuglia,  travolte nel 1855 nel torrente Faeit  dall'acqua e dal legname di una "stua" (gli sbarramenti che i boscaioli costruivano per far fluitare poi a valle il legname tagliato). Lo stimolo di partenza è stato dato dalla osservazione di una lapide funeraria posta a ricordo di una delle due sfortunate ragazze (manufatto che ha suscitato la curiosità di un ragazzo di Verzegnis) e le circostanze dell'accaduto vengono messe assieme con l'aiuto di testimonianze d'archivio e di racconti orali della tradizione popolare.




Sul numero di dicembre di "Bordano e Interneppo oggi" (il Notiziario comunale di Bordano), invece, "Timoteos" (Emi Picco) ricostruisce la fine di due fratelli, deceduti a breve distanza l'uno dall'altro nel  1896, con alcune considerazioni che riguardano la elevata mortalità infantile nei secoli passati. Anche in questo caso lo spunto di partenza è dato da una lapide commemorativa, integrata da testimonianze orali tramandate e raccolte.


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Due percorsi paralleli, dunque,  che dimostrano come si possano ottenere interessanti risultati di ricerca attraverso il confronto e l'integrazione di fonti diverse.

Ce us pàrial? Siete a conoscenza di fatti e percorsi similari? Raccontatelo al Blog!