"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

giovedì 30 giugno 2016

Verso il referendum sulla gestione dell'acqua

Riceviamo e pubblichiamo:

REFERENDUM ABROGATIVO DELLA LEGGE REGIONALE 15 aprile 2016, N.5
“Organizzazione delle funzioni relative al servizio idrico integrato e al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani”


Nella mattinata del  28 giugno una folta rappresentanza dei comitati regionali e della società civile, qualificatasi quale soggetto promotore ai sensi della legge regionale 5/2003, ha depositato negli uffici di Presidenza di Piazza Oberdan la proposta di referendum abrogativo che prelude alla abrogazione  della vigente legge 5/2016.                
Risultati immagini per servizio idrico integratoL'istanza referendaria è stata sostenuta da 1336 sottoscrittori, a testimonianza di una partecipazione che è andata ben al di là dei 500 stabiliti dalle norme vigenti e, per di più, superando il minimo richiesto in ognuno dei cinque collegi elettorali regionali. Particolarmente sentita è stata la partecipazione delle comunità carniche che la legge contestata spinge ad un inevitabile declino e non di meno alla sottomissione ad un centralismo regionale che prelude alla perdita delle antiche virtù di efficienza e di responsabilità. Ma altrettanto vistosa è stata la partecipazione della Bassa, di Porpetto in particolare, insidiata dal tentativo di condizionare i pozzi artesiani ad uso privato, per poi sottometterla ad un servizio idrico integrato che allude ad una vera e propria privatizzazione dell'acqua.  
Il quesito referendario proposto non lascia dubbi di sorta sulla insoddisfazione di una popolazione tenuta all'oscuro di tutto e su di un iter approvativo che irridendo la partecipazione sancita dal dettato costituzionale è giunto al punto  di impedire l'audizione della società civile e persino dei sindaci che ne avevano fatta espressa richiesta.
Semplice ed immediato, dunque: Volete voi che sia abrogata la Legge regionale 15 aprile 2016, n.5 “Organizzazione  delle funzioni relative al sevizio idrico integrato e al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani”?
Un quesito inteso a contestare tutto l'impianto della legge di cui si chiede l'abrogazione. Convinto che  l'acqua non sia una merce, bensì un bene comune e che tale debba rimanere, unitamente alle infrastrutture che ne consentono l'utilizzazione, il soggetto promotore si dice fermamente convinto che le risorse idriche debbano essere legate a pratiche  di democrazia locale, di sussidiarietà , di forte partecipazione e di coinvolgimento diretto delle Comunità e delle Amministrazioni locali. Contestando la deriva autoritaria e tecnocratica di un vertice regionale che allude all'efficienza per aprire la porta a gestori ricchi di risorse finanziarie e di sete di guadagni. I promotori puntano dunque all'affermazione di una autonomia consapevole e, in prospettiva, ad un modello collaudato e funzionale: lo stesso adottato nelle provincie autonome di Trento e Bolzano. L'iniziativa sarà illustrata in dettaglio nel corso della conferenza stampa che avrà luogo alle ore 11.00 del 4 luglio presso le sale del Palazzo Regionale  di Udine.                                    
 Aldevis Tibaldi : portavoce                    Franceschino Barazzutti:  presidente

                                                   Risultati immagini per servizio idrico integrato

mercoledì 29 giugno 2016

E il "comandant di Polizie" autorizzò a "inpiâ il fûc di San Pieri"

Ricordate le ordinanze, dopo i problemi insorti nella napoletana "terra dei fuochi", che proibivano ai contadini di "dâ fûc as vidices" e addirittura ventilavano la possibilità di bloccare tutte le notti friulane illuminate dai "pignarûi"?
Per fortuna si è tornati a una applicazione delle normative in maniera maggiormente aderente alla oggettività e alla razionalità. Così si può citare anche l'ordinanza del responsabile della Polizia locale della Conca Tolmezzina che, di fronte a specifica domanda, ha risposto autorizzando la tradizionale accensione del "fûc di San Pieri e Pauli" che si terrà questa sera a Cavazzo "su per gravis dal riu Faeit".
Colpisce anche positivamente il fatto che, a una domanda "par furlan", il "comandant di Polizie locâl" si sia sentito in dovere di rispondere parimenti in marilenghe. Dovrebbe essere un fatto normale, dopo tanti anni di applicazione della L. 482 .... eppure ancora colpisce, perché è (ancora) un fatto raro.  Il meracul di San Pieri e Pauli?



martedì 28 giugno 2016

"Un giudizio di totale compatibilità"

Il "Gazzettino" ospita oggi una ampia intervista a Enore Picco, già consigliere regionale e già sindaco di Bordano il quale, dopo l'assoluzione nella "vicenda scontrini", rivendica la positività del proprio operato, sia nel Consiglio regionale sia nell'Amministrazione comunale di Bordano.

Ecco il sunto che Rsn news (http://news.rsn.it/enore-picco-lo-sfogo-lassoluzione/ ) dà dell'articolo:

Enore Picco, lo sfogo dopo l’assoluzione

«Resterò nella Lega Nord, partito al quale sono ancora iscritto, anche se con l’amarezza di aver sperimentato una formazione che mi ha lasciato da solo». Enore Picco, ex consigliere regionale del Carroccio nella scorsa legislatura e per tanti anni sindaco di Bordano, ha rilasciato queste dichiarazioni oggi al Gazzettino, affrontando così il suo futuro politico nei giorni seguenti la sentenza del Gup del Tribunale di Trieste, Giorgio Nicoli, che ha deciso per il non luogo a procedere rispetto alle spese che gli erano state contestate dalla Procura nel suo periodo da consigliere regionale.
«Questi anni per me sono stati un calvario che ha stravolto la mia vita, quello della mia famiglia, il mio lavoro», afferma ancora, visibilmente sollevato per come le motivazioni della sentenza supportino «un giudizio di totale compatibilità di simili spese con l’attività portata avanti da un consigliere regionale». Tuttavia, aggiunge, «sono vicende che lasciano il segno e ora non sono più quello di cinque anni fa».
Per leggere tutto l'articolo, cliccare sull'immagine:



Somplago ripropone la "festa del pesce"

Si rinnova il tradizionale appuntamento con la "festa del pesce" di Somplago, come sempre proposta nei locali della centrale dalla Pro Loco di Somplago e Mena, col patrocinio dell'Amministrazione comunale di Cavazzo ed il sostegno di Edipower.
Durante la festa vengono proposti con chioschi, degustazione pesce (trote nostrane, pesce spada, calamari, seppie in umido, sarde, frittura e tanto altro...) e serate danzanti.

Ecco il programma dettagliato:


- venerdì 1° luglio: dalle ore 18:30 apertura cucina, dalle ore 21 serata danzante con "Mediterranea  Music Group"; 
- sabato 2: dalle ore 18:30 apertura cucina e dalle 21 Gran ballo con "Gianni Baglioni Group". Durante la manifestazione sarà possibile visitare la mostra fotografica "1976: UNA FINE, UN INIZIO"
- Domenica 3: dalle ore 9 apertura chioschi e mercatino artigianale, dalle ore 9.30 alle 18.00 "CENTRALE APERTA" con visita guidata gratuita.  Dalle ore 11:30 alle 14:30 apertura cucina, dalle ore 13 A.S.D. Nautilago Alesso open day giro in barca a vela gratuito. Dalle ore 18:30 riapertura cucina.                           Musica  con il DJ Paolo De Contis. 

                                      Risultati immagini per somplago festa del pesce

lunedì 27 giugno 2016

Anche da Braulins, Peonis e Trasaghis alla festa di don Fausto

Domenica 26 giugno la comunità di Susans di Majano ha festeggiato  il 50° anniversario di sacerdozio di don Fausto Quai. Il programma ha previsto  alle 10.45 la partenza del corteo dall'abitazione del sacerdote per raggiungere la chiesa parrocchiale dove, alle 11.15  è stata celebrata la Santa Messa solenne, cantata dalla corale parrocchiale diretta dal maestro Renato Tomada. Al termine della celebrazione tutti sono stati invitati nel centro comunitario parrocchiale per un momento conviviale.  Sono state proiettate le immagini più significative del percorso pastorale di don Quai, dalla consacrazione sacerdotale, al servizio nelle comunità parrocchiali a lui affidate. Don Fausto Quai, ordinato sacerdote il 29 giugno 1966, prestò servizio dal 1966 al 1967 nella parrocchia udinese di San Paolino, dal 1967 al 1972 a San Giorgio di Nogaro e dal 1972 al 1979 a Liaris e Clavais. Ed è nel 1979 che inizia la propria missione in Germania: fino al 1984 a Rastatt, poi fino al 1992 a Saarlouis ed infine, fino al 2005 a Biberach. Dal 2006 è parroco di Trasaghis, Peonis e Braulins. Numerosi i parrocchiani "di là da l'aghe" che hanno partecipato alla festa, caratterizzata dalla 500 con la quale don Fausto ha iniziato il suo ministero, cinquant'anni fa.




Le comunità di Braulis, Peonis e Trasaghis stanno preparando  un momento di festa e ringraziamento per don Fausto: esso è previsto per la seconda domenica  di luglio.


(Foto di Stefania Di Bernardo dalla pagina fb "Noi di Braulins")

domenica 26 giugno 2016

Giovedì a Somplago l'inaugurazione della mostra sul 1976

Interessante proposta quella di Somplago dove, nei locali della centrale, alle 19.30 di giovedì 30 giugno, verrà inaugurata la mostra  fotografica "1976, una fine, un inizio" e dedicata agli angoli di Somplago e Mena  nell'immediato dopo-terremoto e successivi.

Vi saranno poi gli interventi del dott. Muscio sulla storia geologica della zona, del dott. Bressan sulla sismicità del territorio friulano e dell'ex sindaco Iuri sulle "memorie" del 1976.




La mostra fotografica (proposta dalla Pro Loco di Somplago e Mena con il patrocinio del Comune di cavazzo ed il sostegno di Edipower)  rimarrà aperta anche nei giorni 1-2-3 luglio durante la tradizionale "festa del pesce".

sabato 25 giugno 2016

Mercoledì torna a Cjavaç il fûc di San Pieri e Pauli

Tradizionale appuntamento con il "fûc di San Pieri e Pauli" anche a Cavazzo: la manifestazione si terrà mercoledì 29, alle 21.45, nel greto del rio Faeit.


Chi vuol conoscere le origini storiche della manifestazione rituale, può leggere l'articolo pubblicato nel 2014 sul Blog: http://cjalcor.blogspot.it/2014/06/i-fucs-di-san-pieri-tornano-illuminare.html


venerdì 24 giugno 2016

Ci sono anche Cavazzo e Trasaghis tra i Comuni più "ricicloni"

A integrazione dell'articolo pubblicato negli scorsi giorni, c'è da aggiungere che, per quanto riguarda la Valle del Lago, oltre Bordano,  a Roma sono stati premiati da Legambiente anche il Comune di Cavazzo e quello di Trasaghis quali "comuni ricicloni", dove si sono cioè ottenute le percentuali migliori in merito alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti.





Il sindaco di Trasaghis ha espresso la soddisfazione per il risultato raggiunto, rivolgendo un "GRAZIE a tutti i cittadini di Trasaghis per questo importante risultato!".


giovedì 23 giugno 2016

Domenica a Bordano il "Butterfly safari"

Butterfly Safari, Una Caccia Senza Prede

Domenica 26 Giugno 2016 - dalle ore 10:30, Casa Delle Farfalle - Via Canada, 5 - Bordano (UD)





Il safari è certamente un’avventura affascinante, che richiama alla mente un mondo esotico e lontano, che risveglia l’esploratore nascosto in molti di noi, ma che purtroppo spesso è difficile da realizzare.

La Casa delle Farfalle propone allora per domenica 26 giugno il  Butterfly Safari, una facile escursione lungo i sentieri dei boschi e dei monti attorno a Bordano, alla scoperta delle farfalle autoctone e dei segreti degli insetti locali, un safari senza prede, se non quelle “intrappolate” nelle foto.

Molto più di una semplice passeggiata, il Butterfly Safari è un vero e proprio viaggio nella straordinaria ricchezza del “mondo piccolo” degli insetti, per adulti e per bambini, appassionati o semplici curiosi.

L’iniziativa si svolgerà sotto la guida di entomologi e naturalisti che con i loro racconti e le loro osservazioni, accompagneranno i partecipanti, indicando loro dove e cosa guardare. Si potranno così individuare le tante farfalle e insetti di cui è ricca quest’area, conoscerne le caratteristiche e le particolarità, e fotografarle. Una vera e propria “caccia senza prede” che unisce divertimento, avventura ed educazione ambientale.

Il territorio di Bordano è estremamente di ricco di biodiversità e di farfalle in particolare, grazie alle particolari condizioni microclimatiche. Le 650 specie di lepidotteri (550 notturne e 100 diurne) che popolano questi ambienti hanno fatto conoscere a livello nazionale e non solo, Bordano come il “paese delle farfalle”.

Informazioni:



Ritrovo ore 10.30


Prenotazione obbligatoria


Costo 6 euro


Abbigliamento adatto ad una passeggiata in un sentiero di montagna

Contatti: Telefono:0432 163 6175

                                                 

mercoledì 22 giugno 2016

Sabato torna a Trasaghis il fûc di San Pieri

Tutto è pronto a Trasaghis per l'accensione del "fûc di San Pieri", il tradizionale falò di fine giugno che viene innalzato "lavìa da rosta".
L'appuntamento è per sabato 25, a partire dalle 19.30: prevista una santa messa e, dopo l'accensione del falò alle 21, un "mangjâ e bevi in compagnia"..


La manifestazione viene promossa dal "Grop Trasagan" in collaborazione con la parrocchia ed il patrocinio del Comune.
In caso di maltempo.... tutto rimandato alla sera successiva.


martedì 21 giugno 2016

Lago, una "Pearl Harbor" di barche sul canale?

Nel 2013, il Blog ha dato notizia della ordinanza del Comune di Trasaghis per la rimozione dei natanti in disuso nel canale davanti all'Hotel "Al Lago" (vedi  http://cjalcor.blogspot.it/2013/06/lago-imposta-la-rimozione-dei-natanti.html).
Forse la situazione non è di molto migliorata, se nello spazio gestito dall'SPS Val del Lago è esposto un cartello dove si paragona la situazione  attuale a una "Pearl Harbur", con l'ovvio riferimento ai natanti della base statunitense devastati dall'attacco giapponese nel 1941....


I lettori del Blog e, in generale, i frequentatori del lago, cosa ne pensano?

lunedì 20 giugno 2016

Lago, da giugno a settembre riapre il centro visite

Come ogni anno, in questo periodo è riaperto  al pubblico il Centro Visite del Parco Botanico di Interneppo, cellula dell’Ecomuseo della Val del Lago, a partire dal 18 giugno e fino al 18 settembre, ogni fine settimana e festivi, con i seguenti orari: 9.30 – 12-30 / 15-30 – 18.30; l’ingresso è libero.

Risultati immagini per Interneppo + centro visite
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domenica 19 giugno 2016

Memorie dal 6 maggio - 18 - Da Sora a Bordan e Vasinas, nel ricordo di prè Pauli

Sora / Don Antonio Lecce torna ad Avasinis 40 anni dopo il terremoto del Friuli.


Il ricordo e la memoria, la presenza attiva, la dignità della popolazione, l’organizzazione dell’emergenza, la preparazione e la prevenzione, l’accoglienza e la solidarietà. Tutto questo, ed altro ancora, furono i momenti che seguirono, 40 anni fa, il terremoto del Friuli. Anche la Chiesa di Sora, Aquino e Pontecorvo, tramite la Caritas Diocesana, guidata allora da mons. Antonio Lecce, fu protagonista di immediati aiuti e di stretta e concreta vicinanza.
Per ricordare quell’evento lo stesso don Antonio Lecce e don Akuino Toma Teofilo, ex ed attuale direttore della Caritas di Sora, Cassino, Aquino, Pontecorvo, sono stati invitati dall’Arcivescovo di Udine a partecipare alla “memoria” nei giorni 5 e 6 maggio e  si sono recati  in Friuli, portando anche il saluto di mons. Gerardo Antonazzo. Alla diocesi di Sora, nel maggio del 1976, la Caritas nazionale “affidò” la zona di Avasinis. E fu un “gemellaggio” serio, significativo e ricco di emozioni e di opere necessarie.
Il ricordo di quei giorni e la recente visita  in Friuli, ce li illustra lo stesso don Antonio Lecce. “La fede è la roba più grande della vita –  afferma don Antonio -. Ricordavo la voce di don Paolo Varutti, per gli amici e i parrocchiani di Avasinis il “prè Pauli”, quando esordiva con questa affermazione, ma leggerla impressa sul marmo della sua tomba nel cimitero di Bordano, ha provocato in me una fortissima emozione, che mi ha spinto a mettermi in ginocchio e mi ha totalmente reso incapace per qualche minuto di formulare qualsiasi preghiera. Il secondo dei due “giorni della memoria” del terremoto che nel 1976 sconvolse il Friuli era iniziato per me, che nel 1976 avevo dato vita al gemellaggio con Avasinis, dietro specifico incarico del vescovo Mons. Carlo Minchiatti,  e per don Akuino, attuale Direttore della Caritas Diocesana, con la visita ai due paesi legati alla nostra Diocesi con il  patto di gemellaggio, Bordano e Avasinis.
La prima visita è riservata al cimitero di Bordano, alla tomba del prè Pauli. Quanti ricordi, quante emozioni! La sua voce calda e vibrante, la sua attenzione alla povera gente rimasta senza niente, la sua alta spiritualità sacerdotale, la sua amicizia. Il suo ricordo è legato alla visita delle baracche con la gente che non era stata portata a Lignano, alla Messa celebrata nella grande baracca da lui fatta costruire con i primi soldi del nostro gemellaggio, alla celebrazione del sacramento della  Cresima fatta da mons. Carlo Minchiatti ad una decina di ragazzi di Avasinis, agli scambi delle visite, agli interventi nelle assemblee di clero.
Dovevamo andare però ad Avasinis, nella ricostruita chiesa di S. Nicolò, la sua Chiesa, per mettere maggiormente a fuoco la personalità e l’opera di don Paolo. Nel giro del paese ci hanno accompagnato due degli allora giovani che lo stesso don Paolo portò in una delle sue visite a Sora, si sono unite altre persone e alcuni dei “cresimati” del 1976. Grande gentilezza, ospitalità, cordialità.
La nostra visita si è conclusa in due “stazioni” presso il Comune capoluogo, Trasaghis. Dapprima al cimitero, con una concelebrazione presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia, che nel 1976 era stato tra i primi soccorritori, poi gemellato con Peonis come delegato della Diocesi di Firenze.  Quindi è stata la volta della Sala consiliare del Comune, totalmente ricostruita, ad ospitare i rappresentanti delle Istituzioni, Enti, Associazioni impegnate nel dopo terremoto nella vicinanza operosa alle famiglie e alle comunità colpite. E qui ho avuto il piacere di ritirare dalle mani del Sindaco di Trasaghis  il riconoscimento per gli aiuti offerti dalla nostra Diocesi ad Avasinis, tramite la Caritas diocesana e Caritas Italiana.
 “Un ultimo ricordo – aggiunge don Antonio Lecce –  è legato ad un mese dopo il terremoto del maggio 1984 che interessò il nostro territorio. Infatti mi  contattò telefonicamente il  “prè Pauli”: e si scusava perché non si era fatto vivo, ma era in ospedale per aver subito l’asportazione di un rene malato. “Mi dicono – diceva scherzosamente  il pre ‘Pauli’ – che si vive bene anche con un solo rene”. Purtroppo anche l’altro rene è andato a male e non abbiamo più sentito la sua voce. Ma la sua memoria rimane, e anche le giovani generazioni di Avasinis e di Bordano conoscono la sua storia, il suo coraggio, la sua intelligenza, il suo amore  per Dio e il popolo.
Don Antonio Lecce ha accompagnato anche i seminaristi di Sora nel luglio del 1979 ad Avasinis nella “grande gita”. La lezione di don Paolo sull’impiego dei soldi del gemellaggio, più di 17 milioni tramite Caritas Italiana e più di 5 milioni direttamente, è stata proverbiale ed una lezione di vita.
Gianni Fabrizio

sabato 18 giugno 2016

Memorie dal 6 maggio - 17 - Eravamo militari....

Il sito del Ministero della Difesa ha aperto una pagina dedicata al terremoto del Friuli raccogliendo diverse testimonianze di quanti nel 1976 stavano prestando servizio militare ed intervennero in soccorso della popolazione friulana.

Fra le diverse testimonianze, due significative riferite al Comune di Trasaghis, specificatamente ai primi soccorsi e alla vita in tendopoli:

Arrivammo a Trasaghis all’alba del 7 maggio 1976, con 3 ACM circa cinquanta artiglieri del 132° e del 108° Gruppi Artiglieria di Casarsa. Trasaghis ci apparve rasa al suolo, macerie e massi precipitati dalla montagna, che sovrasta il paese, nascondevano gran parte delle vie. In un chiarore ancora incerto ci vennero incontro alcuni abitanti. Avevano trascorso tutta la notte al buio e al freddo, ascoltando i lamenti delle persone ferite e intrappolate. 

Risultati immagini per terremoto + trasaghisCi dividemmo in squadre puntando, guidati dai superstiti, verso le case dove si pensava potessero essere persone sepolte ancora in vita. Una squadra si avvicinò ad un cumulo di sassi, probabilmente una villetta a 2 piani con muratura in pietra, sormontato da un tetto di tegole quasi intatto: si sentiva chiaro e costante il pianto di un neonato. Un caporale sardo del 108°, credo, si mise all’opera. Sasso dopo sasso, “costruì” un tunnel che puntava verso la posizione stimata del piccolo. Non venne mai fuori, durante le scosse, che si susseguirono nella mattinata, tratteneva le pietre con il suo corpo per evitare che precipitassero verso il piccolo, che si trovava in un piccolo spazio tra la madre e la nonna morte. Solo verso le 9 riuscì a porgere al bimbo un biberon di latte. In quel momento dall’improvviso silenzio i presenti si resero conto che il piccolo non aveva mai smesso di piangere. 

Risultati immagini per terremoto + trasaghisAncora 2 ore di scavo e verso le 11 il bimbo fu raggiunto, ma nel momento in cui il caporale stava per afferrarlo, sentì, o temette, di non avere più un grammo di forza nelle braccia e venne fuori, sostituito immediatamente da un vigile del fuoco, che dopo pochi attimi, riapparve con il piccolo tra le braccia. Non ci furono applausi o altre manifestazioni di gioia, la reazione di tutti i presenti, tra cui il colonnello Filippi, Comandante del 132°, fu solo un irrefrenabile pianto. Nella immagine di una tragedia mi piace ricordare la forza e la voglia istintiva di vivere di un bambino, troppo piccolo per rendersi conto della situazione, ma capace di farsi sentire per oltre 12 ore al buio ed al freddo reclamando le sue poppate.
Luigi Pezzati (S.Ten. di complemento in servizio al 132° Gruppo Artiglieria “Rovereto”)

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VOGLIA DI RICORDARE TERREMOTO
6 MAGGIO 1976, le 21 circa eravamo in caserma a Casarsa della Delizia, poco distante da Pordenone, non ricordo il nome della caserma, era molto grossa, circa 6000 militari; si giocava a carte, ero appena ritornato dall'ordinaria permesso dei 10 gg che ti spettano per diritto, avevo detto a mia madre vai dai carabinieri e fai un GMF (gravi motivi familiari) che sto a casa un po’; lei statale:” non si può, Io sono statale e non posso dire bugie”. Partii e verso le 2,00 del 6/5 arrivai, alla sera, stanco come una bestia, non avevo voglia di uscire, sto insieme agli amici e poi a letto, pensavo.
Il boato che si senti: un rumore sordo e continuo, ma passavano tanti aerei, non demmo peso, poi ancora rumore e rumore, la luce va via, qualcuno ha gridato, in dialetto Mantovano (era un ragazzo della provincia di Mantova, una “spina”):”Al teremot !!”.
Via tutti verso l'uscita, eravamo vicino alla finestra, ma la porta non si trovava, era di circa 2 metri di larghezza, ora c'era e subito dopo non c'era, toccavi, non vedevi; superata la porta nell'andito per andare alle scale, grido di avvertimento:” e se crollano”, frega niente, la paura fa 90 giù tutti, dal secondo piano, finalmente nel cortile e meglio ancora nel campo sportivo. Solo le luci delle altane ci illuminavano, era proprio di turno la nostra squadra, poveri ragazzi che squassata su quei tre pilastri la in alto, ma nessun danno. Il minuto più lungo della mia vita.
Stiamo li, i ragazzi sulle altane ci fanno i segnali morse o volevano dire: ”veniteci a prendere”, ho visto il capo-posto che con la camionetta ha fatto il giro; paura, domande, gli ufficiali non sapevano, tempo mezzora poi l'ordine di andare di sopra prendere il materasso e coperte che dormire nel campo; cosi abbiamo fatto, andiamo di sopra, un pò di fifa, porta giù veloce e sotto le coperte.
Arriva, come un pazzo il comandante la caserma, un Colonnello urla come un dannato: ”Via ragazzi, dobbiamo partire subito, ci sono tanti morti, ci sono tanti danni, dobbiamo intervenire subito”. Via di sopra, tuta, scarponi, borraccia e niente altro, 20 minuti i camion già in moto, salire e si parte, ma dove ci portano? Andiamo a Maniago (caserma della divisione Ariete, in montagna) faceva il militare Iemmi, benzinaio per andare a Poviglio. La caserma di Maniago aveva qualcosa di calcinacci, ma poca roba, non si può scendere dai camion, allora cosa fai? dormi. Il comandante del nostro gruppo tenente colonnello Filippi detto Filips, guarda la sfiga, viene al camion e: ”Mosconi cosa fai dormi”, rimandano indietro 8 camion e ne rimangono 2, anche il mio. Partenza, destinazione ignota e si va, si va, si arriva alla famosa discoteca che aveva avuto molti morti, le luci dell'esercito che illuminavano i militari che scavavano, alcuni fuochi accesi non so se di proposito o sviluppati, nel camion silenzio, passiamo andiamo avanti, avanti ancora, i primi segni, i campanili che segnavano l'ora delle nove tutti in piedi, ma guarda questi preti, ancora rovine, gente per strada, mezzi dell'esercito in continuazione di qua e di la; arriviamo a Osoppo, cittadina famosa per la fabbricazione delle sedie, ancora un pò a Trasaghis, l'epicentro del terremoto, un paesino sotto una montagna dalla quale sono caduti tre grossi massi che hanno centrato tre case, solo tre, nessun morto, alla sua destra si vede Gemona sei ancora in pianura, c'è il Tagliamento, continua ancora la corsa e arriviamo a Braulins, era più in alto, scendiamo, finalmente, erano le nove di mattina, 12 ore dopo, il sindaco e il prete ci indicano le probabili case, se le volevi chiamare, un insieme di calcinacci di gente che non rispondeva, si erano ritrovati e questi mancavano. 

Risultati immagini per terremoto + trasaghisRisultati immagini per terremoto + trasaghisCi mettiamo scavare, a mani nude quel badiletto che hai a disposizione non serve, un pò di qua un pò di la, ero insieme un gruppo con un sotto tenente, ma si faceva poco, più in la il Tenente capo della pattuglia, uno di firma, figlio di un generale, dirigeva le operazioni su una casa che si era afflosciata, ma non era distrutta, sembrava che ci fossero ancora dei vivi, si sentivano delle voci; dal tetto, ancora intatto hanno fatto un buco, poi un altro buco e giù fino alle voci, il complesso di macerie sarà stato alto 2, 2,5 metri max, noi trovavamo tante galline e qualche gatto e cane morti, dovevi chiamare i vigili del fuoco che non potevamo toccare i corpi. La sete era tanta, non si poteva prendere dalla fontana che non si sa mai fosse inquinata, in farmacia le bottigliette per i bambini. Finalmente raggiungono le voci grazie ad un nostro ragazzo che a testa in giù riesce ad arrivare, anche grazie all'indicazione del tenente, quel ragazzo avrà un riconoscimento portò su 5/6 persone tutte vive. Arrivano altri soldati, arrivano gli scavatori, i rinforzi insomma, avevo trovato Dallasta di Poviglio era negli alpini, credo, erano già in giro da tanto tempo, quasi subito dopo le 21, Dallasta è rimasto segnato da questa esperienza ed è anche per questo che non è bello ricordare. Erano le dodici o le tredici, non ricordo, pensavamo ci porteranno da mangiare e bere, abbiamo saputo poi che il ns. camion dei viveri si era fermato, non so dove e aveva scaricato alla popolazione il ns. rancio, bel gesto, ma nessuna onore da parte nostra. Verso le sedici o altro ci rimettiamo in marcia per tornare in caserma, arriva il battaglione San Marco, belli, grossi, tatuati, con le maniche fatte su, noi torniamo, stanchi, affamati, assetati e convinti di avere fatto qualcosina.
Militari dappertutto, mezzi, camion, camionette e altro.
Torniamo in caserma ai ragazzi dei due camion del primo intervento viene concessa una pausa di intervento, faccio la doccia, mangio e vado e a letto sopra, non si potrebbe, non me ne frega niente sto li nella mia branda, tirano altre scosse, voglio dormire.
SECONDA PARTE TERREMOTO: IL CAMPO.
Nel periodo di pausa, una settimana circa, si cerca di telefonare a casa, ci sono 10 telefoni a gettone nello spaccio, ma sono presi a dismisura, la fila sempre lunga, finalmente riesco a telefonare a casa:” com at stè?” come vuoi che stia, :”bene, bene”; la mamma aveva saputo solo il 7 a scuola che c'era stato un grosso terremoto in Friuli, ha provato a telefonare in caserma, non rispondono, poi hanno rinforzato i centralini e rispondono di stare tranquilli che non era successo niente e che non potevano parlare con i soldati, erano impegnati tutti; sapevo che la mamma e tutta la famiglia era preoccupata, guardare la televisione era brutto. 

Risultati immagini per terremoto + trasaghisSinceramente, in questa settimana mi è andata alla grande: una notte ritornano i compagni bagnati fino al collo, distrutti; avevano dovuto spostare il campo profughi di Trasaghis, il Tagliamento si era ingrossato forte e il campo era stato costruito proprio sulle sue rive. La nostra squadra ha smontato, spostato e rimontato il campo, tutto in una notte, veramente bravi. Noi che eravamo in pausa operazione bagni, scavare buche a mano per farci poi un gabbiotto per i bisogni, in verità non c'era da morire, si andava, si tornava, si mangiava; la popolazione era messa male. A tal fine operazione assistenza totale: mettere in tiro il campo, luce, telefono, acqua, assistenza sanitaria, gestione degli abiti, dei viveri, contatti vari e soprattutto dare da mangiare. Riunione chi di voi sa scrivere a macchina? Io, io, io, bene da domani in cucina nel campo. Il comandante la cucina era un sergente maggiore di firma, per essere sicuro di fare una bella figura aveva preso l'enciclopedia della moglie di cucina. Arriviamo, montiamo le cucine, la tettoia era già montata, i tavoli per la mescita, i coltelli ed attrezzatura varia.

Risultati immagini per terremoto + trasaghisErano le otto del 9 o del dieci, bisogna dare da mangiare alla gente del campo di Trasaghis, circa trecento persone tra cui bambini e vecchi. Il sergente maggiore mi chiede se mi intendo di mangiare, va bhè, partiamo in tre per il grosso magazzino viveri di Osoppo: una struttura mega dove trovavi tutto: mangiare, brande, tende, coperte, medicinali e tutte dell'esercito. Acquistiamo: pasta, latte, pane, carne, acqua e frutta. Inizia l'avventura, dovevo preparare il ragù e la carne per il secondo, quasi sempre un misto di carne, patate, carote, un pò di aromi; il sergente mi ordinava e Io preparavo; in questo, forse c'era una punta di razzismo, il mangiare del Sud, forse non era gradito, ero l'unico del Nord, credo fosse un ordine superiore; insomma mangiare del Nord un pò grasso, ma genuino e buono.
Fatto, a mezzogiorno, tutto pronto: i ragazzi avevano buttato dentro un sacco o due di pasta, la carne e la verdura era cotta, via tira su la pasta: una macchina con il verricello che intanto che saliva, scolava l'acqua, prima di distribuire a me veniva richiesto il grado di cottura; la distribuzione la facevano i locali che ben sapevano le esigenze dei singoli, chi aveva dei bambini chi ne voleva di più la gestione era loro.
L'unico problema era il dormire nelle tendine con il materassino che regolarmente si sgonfiava e c'erano insetti e erba. Idea: le crocerossine, tutte belle ragazze due o tre dormivano nella tenda viveri nelle brande belle da sole, la tenda era enorme con diversi letti vuoti. Una mattina abbiamo riferito al Tenente (quello di firma figlio del generale) che erano spariti dei liquori e della cioccolata dai viveri in base all'inventario da noi preparato; non si può rubare ad un popolo cosi già compromesso, decisione da oggi voi dormirete nella tenda viveri per farci la guardia ….Chi sia stato a fare sparire i liquori e la cioccolata non si è mai saputo; da quella notte si dorme nel letto con le coperte.
Le crocerossine dormivano nella tenda dei vestiti gestita da un ns. militare di nome e cognome tedesco che ha dovuto fare il servizio militare in Italia, biondo, parlava Tedesco e Italiano, bravo, piegava tutto preciso da tedesco e gli piaceva. Avevamo la tenda del Pronto soccorso e quella Comando con il Telefono. Proprio il telefono fu la rovina del tenente: una notte di forte temporale, un fulmine entro nella linea e Lui rimase offeso e su una sedia a rotelle, CREDO, a vita.
L'amicizia con le persone del campo ci permise di poter utilizzare le loro automobili e di girare per le zone terremotate, nei momenti di relax. In Agosto, una volta, finalmente congedato, invitammo i ragazzi di Trasaghis a Boretto per la festa de l'Unità che si teneva sempre per ferragosto, la cosa era stata preparata con un viaggio in macchina alla fine di Luglio circa. L'Unità diede molto rilievo alla cosa e mi ha fatto molto piacere. Devo dire che è vero che la popolazione Friulana si è data da fare molto per ricostruire, erano tutte zone di forte emigrazione prima, dopo, sono cresciute e bene. Ma alcune scritte su alcuni muri mi hanno lasciato sgomento: ”Via i soldati dal Friuli”. Come ! Ci siamo fatti un c..o cosi, siamo intervenuti in tempo reale, avevamo predisposto tutto con i ns. mezzi; queste parole scritte sui muri mi sono rimaste in mente!!!
Mosconi Roberto 132° reggimento artiglieria corazzata Ariete.
Artigliere semplice, puntatore di sinistra.​